mercoledì 20 settembre 2017

Car sharing, crescita senza fine


Di Roberto Bagnoli

Trentaquattro italiani su cento ritengono che l’auto o lo scooter condivisi siano preferibili a quelli proprietà. E’ l’indicazione che emerge da una ricerca del Monitor Allianz Global assistance, condotta in collaborazione con l’istituto di ricerca Nextplora. Da diversi anni la mobilità mondiale si sta ridisegnando, adattandosi alle innovazioni tecnologiche che ogni anno subiscono importanti miglioramenti. In questo processo lo sviluppo del car sharing rappresenta uno dei fenomeni più rilevanti, anche se in Italia la sua diffusione rimane decisamente minore rispetto a quella che ha in altri paesi. Il car sharing è nato negli anni Ottanta e Novanta in molti paesi europei e americani. In Italia la sperimentazione è cominciata nel 2001 a Milano e si sta progressivamente allargando, anche grazie alla Settimana della mobilità, in corso in questi giorni (fino al 22 settembre) in centoventi città italiane. L’iniziativa interessa cinquanta paesi e oltre duemila città nel mondo.

In base alla ricerca Nextplora, otto italiani su dieci conoscono il car sharing; il 24% delle persone intervistate ha utilizzato almeno una volta il servizio, anche se nella maggior parte dei casi in maniera discontinua. Tra questi, il 6% ha dichiarato di servirsi delle “macchine condivise” più di una volta a settimana, l’11% sostiene di utilizzarle al massimo una volta nell’arco di sette giorni e il 31% meno di cinque volte l’anno.

I milanesi si classificano primi tra coloro che hanno già sperimentato il servizio (37%), seguiti rispettivamente da fiorentini (33%) e i palermitani (26%). Questi ultimi utilizzano un servizio di car sharing caratterizzato da postazioni fisse, in cui è obbligatorio lasciare i veicoli al termine del noleggio. Roma detiene il primo e il secondo posto rispettivamente come parco auto e numero di noleggi, mentre è la quarta città in Italia per utilizzo del servizio (25%).
La diffusione del car sharing è fortemente legata alle diverse fasce d’età: hanno già usufruito del servizio il 37% dei giovani compresi fra i 25 e i 34 anni, contro il 13% degli over 65. Tra gli aspetti più apprezzati vi è sicuramente il fattore economico, indicato dal 40% delle persone, che considera questa formula più economica rispetto ai tradizionali mezzi di trasporto privati. Numerosi intervistati optano però per la doppia preferenza, scegliendo anche la comodità (24%) e indicando il servizio come più ecologico rispetto all’auto di proprietà (28%).

In base alla ricerca Nextplora, sul piano assicurativo l’informazione di chi ricorre al car sharing è piuttosto scarsa: nonostante la notorietà di alcuni operatori del mercato, infatti, il 55% degli intervistati si è dichiarato non consapevole sulle condizioni della copertura per il guidatore, per l’auto o lo scooter e sui servizi di assistenza stradale previsti in caso di necessità. Il 72% degli intervistati ritiene, tuttavia, che le condizioni di assistenza e di assicurazione sulla persona siano aspetti che differenziano il servizio fra le diverse società.
Roberto Bagnoli

www.iomiassicuro.it

martedì 19 settembre 2017

ASSICURAZIONI NEL MONDO - Spagna

di Nicola Odinzov

Il 2017 è iniziato con ottime prospettive per il mercato assicurativo spagnolo, l’anno passato è stato caratterizzato da una crescita record, con una raccolta complessiva di 63,8 miliardi di euro ed un incremento generale del 12 per cento.

A fare da traino le polizze vita che, in controtendenza rispetto al mercato internazionale, sono cresciute del 22 per cento. Positivo anche il ramo danni con un più 4,49 per cento, ed in generale anche RC auto e coperture malattia. Segnali che hanno certamente confermato il risveglio economico del Paese.

In Spagna operano tra le più grandi società assicurative del mondo. Leader del mercato, con il 13,2 per cento delle quote ed un ammontare pari a 5,793 milioni di euro di premi emessi è la spagnola MAPFRE, seguita da Santander Seguros con una quota di mercato del 5.48 per cento e premi emessi per 2,421 milioni di euro. In sesta posizione troviamo il Gruppo Generali, con una quota di mercato pari 4,54 per cento e polizze stipulate per un totale di 2,006 milioni di euro.

Sono oltre 32 milioni i veicoli circolanti in Spagna, la legge prescrive che ogni veicolo circolante o fermo debba avere il “seguro obbligatorio” ovvero l’assicurazione di responsabilità civile. L’inosservanza della legge espone a sanzioni che variano tra i 600 e i 3000 euro. L’importo della sanzione dipende da molti fattori: se il veicolo era in circolazione o era fermo, se mezzo privato o di lavoro, se l’infrazione è ripetuta e durata del periodo in cui il veicolo è stato privo di assicurazione. In aggiunta a ciò, fino alla presentazione di una polizza valida, il veicolo viene messo sotto sequestro in un deposito giudiziario il cui pagamento giornaliero ricade sul proprietario. Tuttavia, sono circa 2 milioni i veicoli che, in barba alla legge, circolano sulle strade spagnole privi di assicurazione. Per combattere questa situazione, la Dirección General de Tráfico ha messo in atto un sistema attraverso il quale la rilevazione dei veicoli non assicurati non avviene solo mediante controlli di polizia. Dal 2016 telecamere, radar e lettori di targhe, incrociando i dati ottenuti con quelli del Consorcio de Compensación de Seguros e quelli della DGT, rilevano ogni auto priva di assicurazione sanzionando automaticamente il proprietario.

Come nella maggior parte del mondo, anche in Spagna oltre la polizza di responsabilidad civil obligatoria è possibile stipulare polizze aggiuntive come polizza Asistencia en viaje che copre rotture ai cristalli e spese penali nell’eventualità di una causa giudiziaria; la polizza Incendio y robo a copertura non solo di furto e incendio, ma anche eventi naturali (ad esempio una roccia che cade colpendo l’auto) e spese penali; la polizza Todo riesgo che, oltre ad includere le precedenti, assicura per i danni al veicolo causati dal conducente o da terzi; la polizza Seguro de ocupantes che paga i danni a conducente e passeggeri anche nel caso di colpa in un sinistro stradale.

I premi assicurativi in Spagna sono tra i più bassi nell'UE, ma variano molto in base ad alcuni fattori: 1) Tipo di auto e utilizzo. Le automobili vengono suddivise in otto categorie, in base alle prestazioni, ai costi di riparazione, a dove e a quanto vengono utilizzate. Alcuni premi sono basati sul numero di chilometri percorsi ogni anno ed al modo in cui il veicolo viene utilizzato, se per affari o per piacere.
2) Età, esperienza e record sinistri. I conducenti con meno di due o tre anni di esperienza e quelli di età superiore a 70 anni di solito pagano premi più elevati.

3) Città di residenza. I premi a Madrid sono più alti che in altre grandi città, mentre sono più bassi nelle zone rurali. Se l’auto è custodita in garage alcune compagnie applicano un ulteriore sconto.

lunedì 18 settembre 2017

Ania, la fotografia del settore

Alla fine del II trimestre 2017 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano sono stati pari a 18,2 mld in lieve aumento (+0,4%) rispetto alla fine del II trimestre del 2016. Si tratta della prima variazione tendenziale positiva dopo cinque anni consecutivi di calo. Vi ha contribuito un’ulteriore decelerazione del tasso di variazione dei premi del comparto Auto nonché una crescita dei premi degli altri rami danni. Nel dettaglio, i premi del ramo R.C. Auto sono stati pari a 7,1 mld in calo del 3,1% rispetto al II trimestre del 2016 (il calo era pari a -6,2% nel II trimestre 2016), mentre i premi del ramo Corpi veicoli terrestri sono stati pari a 1,5 mld, in crescita di quasi il 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche gli altri rami danni confermano il trend positivo degli ultimi trimestri, contabilizzando alla fine del II trimestre oltre 9,5 mld di premi con un tasso di crescita del 2,2%.


Premi del portafoglio diretto italiano dei rami danni – al II trimestre
I premi lordi del portafoglio diretto italiano contabilizzati nel settore Danni riportati nella seguente tabella sono forniti trimestralmente e in via anticipativa dalle imprese di assicurazione operanti in Italia e dalle rappresentanze in Italia di imprese aventi sede legale in paesi europei ed extra europei. A questa rilevazione hanno partecipato la totalità delle imprese nazionali e 46 rappresentanze di imprese europee che, in termini di quota mercato, rappresentano oltre il 95% del totale (sono attualmente 79 le imprese ammesse a operare in Italia in regime di stabilimento nel settore danni).

Relativamente alla totalità delle imprese (italiane, rappresentanze di imprese U.E. ed extra U.E.), i premi rilevati alla fine del II trimestre 2017 sono stati pari a 18.203 mln, in lieve aumento (+0,4%) rispetto a quanto rilevato alla fine del II trimestre del 2016.

venerdì 15 settembre 2017

Caro sosta, quando tenere ferma l'auto costa più che usarla...

I Comuni portano le strisce blu fino alle periferie e ne aumentano le tariffe, mentre i costi dei garage sono alle stelle: il risultato è che, spesso, tenere un’auto ferma può essere più costoso che utilizzarla. A denunciare l’ennesimo salasso per i consumatori è Quattroruote di settembre con un’indagine sul territorio che esamina le tariffe in vigore a Milano, Torino, Roma e Napoli.

Le cifre sono ormai da primato, ma oltre a questo il mensile registra una nuova e importante tendenza: se, infatti, un tempo vittime del caro parcheggio erano soprattutto i centri storici, ora le amministrazioni locali stanno inondando con colate di strisce blu anche le aree periferiche. A Milano si paga per lasciare la macchina in strada persino in un quartiere lontano dal cuore della città come Gratosoglio, mentre a Roma la giunta della sindaca Virginia Raggi ha da poco annunciato l’intenzione di volerle estendere fino al limite del Grande raccordo anulare, includendo i quartieri dell’Eur, della Magliana e di Monteverde e persino località come Ostia e Acilia. L’estensione riguarderà anche Torino, dove si pagherà nel quartiere Campidoglio, in piazza Bengasi e nelle circoscrizioni Vanchiglia, barriere Nizza e Borgo Po.

Tariffe in costante aumento. L’hit parade delle strisce blu vede al vertice Milano, dove all’interno della Cerchia dei Bastioni, a partire dalla seconda ora, il prezzo per la sosta nelle strisce blu è di ben 4,5 euro l’ora (3 euro, per la prima), di poco inferiore a quello praticato da molti autosili e garage. Seguono, in questa classifica, Torino e Napoli con 2,5 euro l’ora per il parcheggio nelle strisce blu della Ztl centrale (nella città campana, gli euro richiesti sono 2 per la prima ora); chiude la graduatoria Roma, con 1,2 euro l’ora, sempre all’interno della Ztl. La convenienza della Capitale è però destinata ad avere vita breve, visto che la sindaca Raggi ha già annunciato l’intenzione di portare la spesa oraria, sia per le zone centrali sia per quelle semi-centrali, a 3 euro l’ora.

Quattroruote ha poi preso in esame i costi di un campione di dieci garage, autorimesse e autosili delle zone centrali o semicentrali delle quattro città, rilevandone le tariffe orarie e mensili per una vettura media (Alfa Romeo Giulietta o Volkswagen Golf).

Per quanto riguarda il costo per un’ora di sosta, le strutture più care sono risultate quelle di Roma, con una richiesta anche di 7 euro, contro i 5 di Milano, i 4 di Napoli e i 3,5 di Torino. L’hit parade del caro sosta mensile vede al vertice sempre la Capitale, con una richiesta media, per le dieci strutture esaminate, di ben 483 euro, contro i 253 di Milano, i 201 di Napoli e i 166 di Torino. Da record il costo mensile di una struttura nel cuore di Roma, vicina a Montecitorio: ben 854 euro al mese. Non mancano, però, altri operatori che chiedono più di 500-600 euro, contro le punte di 350 a Milano e Napoli e di 300 a Torino.

giovedì 14 settembre 2017

Ecco come sarà il car sharing del futuro: la visione della smart


Con smart vision EQ fortwo il marchio smart presenta una nuova visione della mobilità urbana e di un trasporto pubblico locale personalizzato, altamente flessibile e dalla massima efficienza. Questa nuova, sorprendente concept a guida autonoma va a prendere i passeggeri direttamente nel luogo richiesto. L'utilizzatore capisce che si tratta della propria vettura grazie a possibilità di personalizzazione innovative: con la griglia Black Panel del frontale e le ampie superfici di proiezione laterali, smart vision EQ fortwo offre un livello di ‘tailor made’ della vettura mai vista prima d'ora nel car sharing. Tolto l’impegno della guida, i passeggeri possono rilassarsi nello spazioso abitacolo. Questa show car è la prima vettura del Gruppo Daimler a rinunciare coerentemente a volante e pedali.

Con smart vision EQ l'auto torna al centro del ‘villaggio’: smart prima elettrica, prima in sharing, si prepara ad essere anche la prima vera auto a guida autonoma. smart vision EQ fortwo collega, infatti, in rete i singoli ambiti di competenza della strategia aziendale CASE in modo ideale, al fine di offrire agli utenti in città una mobilità intuitiva e personalizzata al massimo. La sigla CASE identifica i quattro elementi chiave della mobilità del futuro: collegamento in rete (Connected), guida autonoma (Autonomous), utilizzo flessibile (Shared & Services) e trazioni elettriche (Electric).

Con smart vision EQ fortwo presenta al Salone di Francoforte un inedito studio del nuovo brand di prodotti e tecnologie EQ. Entro il 2022 Mercedes-Benz Cars ha pianificato la produzione di oltre dieci nuove auto elettriche, dalla piccola smart fino ai grandi SUV. smart, pioniere della mobilità elettrica già dal 2007, è oggi l’unico costruttore al mondo ad offrire sull’intera gamma anche la scelta 100% elettrica.

“smart vision EQ fortwo è la nostra visione della mobilità urbana del futuro e rappresenta il prototipo per il car sharing più radicale in assoluto: completamente autonomo, estremamente comunicativo, simpatico, ampiamente personalizzabile e naturalmente elettrico”, ha dichiarato Annette Winkler, responsabile mondo di smart. “Con la smart vision EQ fortwo diamo un volto agli argomenti che Mercedes-Benz Cars utilizza nella strategia CASE per descrivere come si immagina la mobilità futura».

smart vision EQ fortwo offre una nuova visione del car sharing. Visto che il passaggio futuro dall'’urban traffic’ al ‘city flow’ comporterà benefici non solo per gli utenti, ma per l'intera comunità, anche le città e i Comuni rappresentano un target delle future soluzioni di car sharing di smart. Già oggi, in qualche angolo del mondo, ogni 1,4 secondi viene noleggiata una vettura car2go. Attualmente car2go conta oltre 2,6 milioni di clienti nel mondo: una tendenza in continua crescita. I più recenti studi prevedono che entro il 2025 la quota di utenti del car sharing nel mondo quintuplicherà, toccando i 36,7 milioni. car2go è molto apprezzato anche per il fatto che, grazie al principio del free-floating, il car sharing diventa spontaneo e flessibile: infatti, l'auto non deve essere ritirata né restituita in stazioni fisse, bensì può essere presa a noleggio e riconsegnata ovunque nel territorio coperto dal servizio.

Autonomous: il prototipo smart vision EQ fortwo dimostra quanto in futuro la guida autonoma possa rendere il car sharing ancora più comodo, semplice ed economicamente conveniente. Grazie all'intelligenza collettiva e alla guida autonoma, smart vision EQ fortwo inaugura una nuova era del car sharing: gli utenti non devono cercare la prima auto che si libera, poiché sarà questa a trovarli e ad andare a prenderli direttamente nel luogo desiderato. Grazie all'intelligenza collettiva e alla conseguente previsione dei bisogni, l'auto sarà probabilmente nelle immediate vicinanze. Si omette così il tragitto verso l'auto da noleggiare. I veicoli collegati tra loro sono sempre in movimento. Il rendimento aumenta, mentre il volume del traffico e le superfici destinate ai parcheggi nelle aree urbane diminuiscono.

Connected: smart vision EQ fortwo viene chiamata mediante un dispositivo mobile. L'utilizzatore capisce che si tratta della “sua” vettura grazie a possibilità di personalizzazione innovative, offerte dal Black Panel del frontale (formato: 44 pollici/105 x 40 cm) e dalle ampie superfici di proiezione laterali. I display a LED al posto dei fari mostrano sia una grafica classica (da sportiva a neutra) sia forme simili a occhi, attraverso le quali la vettura può comunicare a un livello più umano. Anche le luci posteriori, accanto alla rappresentazione classica, possono fornire informazioni dettagliate, come avvertenze o comunicazioni relative al traffico. La griglia frontale serve, da un lato, alla personalizzazione, dall'altro alla comunicazione con l'ambiente circostante (ad esempio fornendo informazioni ai passanti mentre attraversano la strada). Le porte della show car sono rivestite da una pellicola commutabile: quando l'auto è occupata vi si possono visualizzare informazioni su eventi locali, meteo, news oppure l'ora. Dalla griglia Black Panel si può apprendere se la vettura è occupata da una o due persone.

Chi lo desidera può inoltre mettersi in contatto con utenti interessati attraverso la funzione «sharing 1+1», che suggerisce possibili compagni di viaggio sulla base del loro profilo impostato e delle destinazioni richieste e che possono poi essere accettati o rifiutati. Quando si viaggia in due vengono visualizzati sull'ampio display dell'abitacolo interessi comuni, come gli ultimi concerti ai quali i viaggiatori hanno assistito oppure gli sport praticati. In questo modo il tempo libero che si recupera grazie alla guida autonoma può essere impiegato per lo scambio e l'interazione.

Electric: smart vision EQ fortwo dispone di un accumulatore agli ioni di litio con capacità di 30 kWh. Quando non è in uso, raggiunge autonomamente una stazione di ricarica per fare rifornimento di energia. In alternativa le auto possono collegarsi mediante induzione alla rete elettrica, cedere corrente e alleggerire la rete fungendo da “batterie collettive”. smart svolge così un ruolo importante nell'organizzazione della rivoluzione energetica.

mercoledì 13 settembre 2017

Assicurazioni nel mondo - Tailandia

di Nicola  Odinzov

Dopo il colpo di stato del 2014, la crescita della Tailandia ha subito un brusco rallentamento, soprattutto a causa della debole economia, ed il calo delle vendite automobilistiche ha portato con sé anche uno stallo nella crescita dei premi assicurativi. Nel 2015, con lo stabilizzarsi della situazione politica, il paese ha cominciato a riprendersi.

L’anno seguente, il volume totale dei premi assicurativi era già cresciuto del 9 per cento. Seconda solo a Singapore, a poco più del 5 per cento, la penetrazione delle assicurazioni in Tailandia è piuttosto bassa ma buona rispetto ad altri paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. Tutti concordano sul fatto vi sia notevole spazio per crescere, poiché la penetrazione è ancora al di sotto dei tassi riscontrati nelle economie avanzate. Hong Kong e Giappone, per esempio, sono entrambi superiori al 10 per cento.

L'agenzia di rating Fitch ha previsto che l'invecchiamento della popolazione tailandese ed una maggior domanda di protezione sosterranno la crescita dei prodotti assicurativi, soprattutto quelli legati alla protezione della ricchezza, il cui aumento ha prodotto una diversificazione dei canali assicurativi tradizionali, dando origine a nuovi metodi di distribuzione in forte diffusione come la bancassicurazione.

Il settore assicurativo tailandese è regolato dall’Office of Insurance Commission, che opera sotto la supervisione del Ministero delle Finanze. Agli assicuratori non autorizzati è vietato svolgere attività all'interno del paese, ma la legge non impedisce l’acquisto di polizze da società estere per coprire rischi interni. Le polizze godono della protezione da parte del General Insurance Fund e del Life Insurance Fund, ma il risarcimento è limitato a soli 30.100 USD per polizza.

Nel 2015 sono state apportate importanti modifiche al Life and Non-Life Insurance Acts del 1992. Con i nuovi emendamenti, è ora possibile alle società di assicurazione raccogliere fondi emettendo titoli di debito ed utilizzare il denaro di polizze non rivendicato da oltre 10 anni.

Significative le modifiche che hanno permesso a società straniere di possedere fino al 25 per cento del capitale di un'impresa di assicurazione tailandese, con facoltà del ministro delle finanze di innalzare tale limite fino al 49 per cento, anche allo scopo di fronteggiare situazioni di difficoltà finanziaria nelle quali una compagnia locale può venire a trovarsi.

L'adesione della Tailandia all’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico è stato un passo importante per lo sviluppo del settore assicurativo ma, ad eccezione della Birmania dove la proprietà straniera di una compagnia di assicurazioni non è consentita, il limite del 49% rimane ancora il più basso tra quelli dei paesi membri. Swiss Re rileva inoltre che, mentre la maggior parte dei paesi sono molto più aperti, la Tailandia ha un divieto di fatto all'emissione di nuove licenze di assicurazione.
La Thai Life Assurance Association ha dichiarato che principale impedimento alla crescita è l'elevato indebitamento delle famiglie. Saranno necessarie ulteriori correzioni normative e liberalizzazioni per rilanciare il mercato, mentre l'utilizzo di nuovi sistemi e piattaforme tecnologiche aiuterà le compagnie a ridurre i costi operativi.

A questo proposito, sono state segnalate alcune novità come il Viriyah Smart Claim, sviluppato dalla compagnia Viriyah, che utilizza dispositivi mobili e Google Maps in modo da semplificare le indagini sugli incidenti stradali, mettendo a punto anche un programma di riparazione dei piccoli danni entro le 24 ore dalla collisione.

Il mercato assicurativo thai del 2016 ha avuto un reddito da premi del settore vita pari a circa 16 milioni di dollari USA, mentre quello del settore danni è stato di circa 6 milioni. La Thai Life Assurance Association ha previsto che nel 2017 il reddito da premi nel settore vita crescerà almeno del 6 per cento portandosi a 17 milioni di dollari. Una delle ragioni della prevista crescita è che l'attuale basso tasso di interesse sta spingendo le compagnie di assicurazione a spostarsi più su prodotti collegati agli investimenti che ad uno specifico target di clienti. Il presidente dell'associazione, Nusara Banyatpiyaphod, ha dichiarato che molte compagnie assicurative, per affrontare le circostanze economiche, si stanno concentrando su piani di pagamento rateizzati, in quanto alcuni clienti possono non essere in grado di pagare un unico premio, aggiungendo che la tecnologia digitale giocherà un ruolo importante nel settore. Per tanto, i nuovi prodotti dovranno essere più semplici ed avere un’immediata comprensione che ne consenta l’acquisto tramite i canali digitali.

Nonostante i miglioramenti normativi, l'agenzia di rating Standard & Poor sottolinea che in futuro i deboli e obsoleti modelli di catastrofe degli assicuratori tailandesi potrebbero esporre gli stessi a rischi considerevoli e causare gravi perdite. L’agenzia afferma inoltre che la concorrenza eccessiva e la battaglia per le quote di mercato, portando a compromessi nella gestione dei rischi, espongono ulteriormente il settore a perdite.

Anche la Tailandia obbliga ad avere un’assicurazione auto per danni, ma non è il conducente ad essere assicurato, bensì il veicolo. La CTPL o Comprehensive Third-Party Liability, assicurazione obbligatoria per guidare in Tailandia, si ottiene insieme alla registrazione dell'auto con un pagamento annuale e funge da copertura per le persone coinvolte in un incidente. Le tariffe della CTPL variano da 20 a 30 dollari USA, ma questa piccola somma consente al governo di garantire solo una copertura base. Così sono le compagnie di assicurazione ad offrire polizze di copertura volontaria più complete, a seconda del premio pagato.

Oggi in Thailandia circolano più di 37 milioni di veicoli e il tasso d’incidenti è altissimo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato le strade del paese tra le più pericolose al mondo, seconde solo a quelle libiche. Ogni anno sulle strade tailandesi perdono la vita circa 24.000 persone, il 73 per cento delle quali a bordo di mezzi a due ruote. La Tailandia ha delle belle strade, spiega Ratana Winther, direttore dell’Asia Injury Prevention Foundation Thailand, ma spesso chi guida tende ad andare troppo veloce, quindi il killer numero uno sulla strada è la velocità. Ulteriore problema è il diffuso mancato rispetto della legge, soprattutto quando si ha la consapevolezza di non venire condannati se si commette un’infrazione. Negli ultimi anni diversi casi hanno visto il coinvolgimento in gravi incidenti stradali di rampolli appartenenti a ricche ed influenti famiglie tailandesi che nonostante la colpa ne sono usciti senza alcuna conseguenza. Nel 2012 il nipote di Chaleo Yoovidhya, l'uomo che ha fatto fortuna con la bevanda Red Bull, investì un poliziotto uccidendolo mentre correva a bordo della sua Ferrari. Altro caso quello di una ragazza di 16 anni, appartenente ad una nota famiglia tailandese, che alla guida di un’auto priva di patente uccise nove persone a bordo di un pulmino. In ambedue i casi le condanne furono lievi o quasi nulle.

In conclusione, Il 2017 per il mercato assicurativo tailandese sarà un anno di transizione. La crescita sostenibile e l’aumento dei redditi continueranno ad incrementare la domanda di prodotti assicurativi, mentre il progresso nella tecnologia digitale aumenterà le aspettative dei clienti per prodotti assicurativi sempre più innovativi. Va tuttavia sottolineato che, i fattori preoccupanti sopra evidenziati potrebbero compromettere l'economia e così il mercato assicurativo del paese.