venerdì 18 agosto 2017

Assicurazioni nel mondo - Corea del Sud

di Nicola Odinzov

Il regime totalitario della Corea del Nord, dove secondo Reporter Senza Frontiere la libertà di stampa si attesta al 172° posto su 173, ed i dati divulgati sono parziali e filtrati dal regime, non ci consente un’analisi obiettiva e veritiera del paese. Diverso è il caso della vicina Corea del Sud la cui crescita economica, iniziata negli anni ’60, ha portato questa nazione ad essere la dodicesima potenza economica del mondo e la quarta in Asia, soprattutto grazie all’avanzata industria tecnologica ed agli investimenti sostenuti in questp settore. Tra i primi paesi ad uscire dalla crisi finanziaria globale cominciata nel 2008, la Corea del Sud ha un tasso di disoccupazione molto basso (il 3,7 per cento nel 2016), accompagnato tuttavia da un tasso di occupazione inferiore alla media OCSE.

Con un debito pubblico pari a circa il 40 per cento del PIL ed un’economia basata in gran parte sull’export ed accordi di libero scambio con l’estero, il 2016 non sarà certo ricordato come un anno d’oro per la Corea del Sud. Un terremoto di magnitudo 5,8 ed i venti ad oltre 150 Km/h del tifone Chaba, uno dei più forti del mondo, hanno prodotto danni per oltre 200 milioni di dollari USA. Nello stesso anno, Samsung che rappresenta il 20 per cento del PIL del paese, a pochi giorni dalla commercializzazione, si è vista costretta a ritirare dal mercato il nuovo Galaxy Note 7 per problemi dovuti al surriscaldamento e conseguente esplosione della batteria. Il fallimento di Note 7 è costato a Samsung circa 5,3 miliardi di dollari USA.

Nel 2016, Secondo il Financial Supervisory Service (FSS), l'utile netto del settore assicurativo sud coreano è stato di 5,37 miliardi di dollari USA, con un calo del 2,3 per cento rispetto al 2015. Causa principale la diminuzione del reddito netto delle polizze sulla vita, solo in parte compensato dall’aumento di quello delle polizze danni, che con un più 27,7 per cento si è portato a 3 miliardi di dollari USA.

La Korea Life Insurance Association ha dichiarato che nel 2016 il reddito da investimenti di 25 società locali di assicurazione sulla vita ha registrato il record più basso dal 1991. Dovendo mantenere le riserve di perdita al 4%, gli assicuratori non hanno guadagnato nulla, o meglio hanno guadagnato meno di quel che hanno pagato ai loro clienti. Negli anni '90 il tasso di rendimento delle attività di investimento diverse dalle operazioni di assicurazione per le assicurazioni sulla vita era dell'11-12 per cento, ma nel 2000 è sceso all'8,9 per cento sino ad arrivare al 4 per cento dello scorso anno.

Il governo coreano sta cercando di adottare lo standard internazionale di reporting finanziario, in base al quale entro il 2020 le passività saranno basate sul valore di mercato, al posto del valore contabile. Ciò consentirà una valutazione più equa della capacità delle compagnie di assicurazione, obbligandole però ad avere riserve finanziarie pari a 44 miliardi di dollari per coprire le potenziali perdite. Le grandi compagnie di assicurazione non avranno problemi per adeguarsi a questa regola, ma gli assicuratori più piccoli potrebbero risentire duramente di un regime di solvibilità così rigoroso a causa della carenza di capitali. Così, dall’inizio del 2016 le società di assicurazione locali sono state autorizzate a decidere i premi delle proprie polizze, con facoltà di aumentarli fino al 35 per cento, promuovendo anche la concorrenza.

Nel 1944 la Kia produceva il primo autoveicolo sud coreano, da allora di tempo ne è passato, ma le parole di Ferdinand Piëch, ex Presidente del Gruppo Volkswagen, che già negli anni '90 temeva il loro assalto, riecheggiano profetiche: “i coreani sanno ascoltare, imparano in fretta e copiano molto bene”. Oggi l’industria auto sud coreana non copia più è innovativa e di qualità, tanto dall’aver guadagnato il 5° posto per unità prodotte ed il 4° per veicoli venduti su scala mondiale.
La legge coreana rende obbligatoria l’RC auto per veicoli o motoveicoli con cilindrata uguale o superiore ai 50cc. Le polizze di assicurazione auto possono essere acquistate solo da società autorizzate dal governo e vengono rilasciate per un anno con data di rinnovo corrispondente alla data di ispezione del veicolo. Quando un veicolo viene venduto, il CALI Compulsory Auto Liability Insurance (l’assicurazione obbligatoria) si trasferisce automaticamente dal vecchio al nuovo proprietario per un periodo di 15 giorni.

In Corea del Sud i tassi d’infortunio e mortalità a seguito d’incidente stradale sono ancora molto alti, più di quelli dei paesi occidentali. Il conducente è responsabile per qualsiasi danno causato da negligenza nella guida e questa responsabilità può includere anche quella penale. Tuttavia, in Corea, la responsabilità è influenzata più dalla quantità di danni che dal grado di negligenza.
Ciò è particolarmente vero in caso di gravi lesioni personali o di morte ed è proprio per tale motivo che in molti acquistano polizze assicurative con responsabilità illimitata per lesioni fisiche, le quali rappresentano un presupposto per la tutela prevista dalla c.d. legge speciale in base alla quale, il conducente di un’auto non è penalmente responsabile se la vettura è coperta da una polizza assicurativa completa con copertura illimitata per lesioni personali e paga alla vittima spese mediche ed altri costi correlati in anticipo sul risarcimento finale o se il danneggiato dichiara per iscritto di non volere che questi venga punito.

mercoledì 16 agosto 2017

Assicurazioni nel mondo - Russia

di Nicola Odinzov

“Dio salvi lo Zar”, cosi intonava l’ultimo inno nazionale dell’impero russo, un impero tragicamente finito con l’eccidio di Ekaterinburg e la morte dei Romanov. Da quel lontano 27 febbraio 1917, che vide le truppe imperiali fraternizzare con il popolo in rivolta, la Russia è passata attraversato enormi mutamenti. I palazzi imperiali hanno lasciato il posto a moderni appartamenti e le automobili hanno sostituito cavalli e carrozze, ma la nuova Russia di Putin per certi versi non è forse così lontana da quella Russia imperiale ripudiata e sconfitta dal comunismo.

In Russia le auto sono circa 250 ogni 1000 residenti, ma le condizioni delle strade non sono tra le migliori. Vaste aree sono prive di controllo, terra di nessuno dove delinquenti e psicopatici alla guida di SUV ed automobili sempre più grandi e potenti fanno da padroni. Aree dove non è raro assistere a risse, pestaggi o conflitti a fuoco in seguito a banali incidenti stradali o presunte mancanze di rispetto di un automobilista nei confronti di un altro. I tribunali russi non amano le richieste di risarcimento verbali, pur non facendosi scrupoli nell’infliggere anche condanne detentive a chi si rende colpevole di atti violenti o danneggiamenti della proprietà privata. Il ricorso a false testimonianze e minacce in caso di incidente è piuttosto frequente, ecco spiegato il perché del crescente utilizzo delle dashcam  (telecamera che so  istalla sul cruscotto) da parte degli automobilisti russi.

Il mercato assicurativo della Federazione Russa è controllato dalla Banca Centrale e solo i membri della Russian Motor Insurers Union possono emettere polizze. È superfluo precisare che in Russia non è consentito operare a compagnie di assicurazione straniere, salvo accordi di riassicurazione con le compagnie russe, ad esempio nel caso di polizze sanitarie di cittadini stranieri. Il SOGAZ Insurance Group, al primo posto tra le 10 compagnie di assicurazione russe più importanti, nel 2016 ha fatturato circa 2 miliardi di euro, pari a poco meno di 1/5 del fatturato totale delle prime dieci compagnie di assicurazione del Paese.

Gli automobilisti russi hanno l’obbligo acquistare una polizza RC e quei conducenti che ad un controllo della polizia dovessero risultarne sprovvisti rischiano multe fino a 8 volte il salario minimo. Il premio della OSAGO, ovvero Obligatory Insurance of Civil Responsibility, è uguale per tutte le compagnie di assicurazione, dipende dalla zona di residenza, dal modello di auto, dalla potenza del motore, dall'età del conducente, dall'esperienza di guida, e garantisce il rimborso dei danni causati a terzi in un incidente stradale in caso di colpa. In aprile la Banca Centrale Russa ha aumentato i premi assicurativi OSAGO del 40%, ciò significa che in alcune regioni della Russia, poiché le compagnie hanno facoltà di aumentare il premio fino ad un 20%, il costo finale della polizza è cresciuto fino al 60%, rendendo quasi impossibile l’acquisto alle classi meno abbienti.

Durante una recente diretta televisiva con gli ascoltatori, il Presidente Putin ha ricevuto la telefonata della signora Galina Zagorskaya, una pensionata di Blagoveshchensk nell'Estremo Oriente della Russia, la quale ha affermato che l’auto consente alla sua famiglia di sopravvivere, di recarsi dove possiedono un piccolo pezzo di terra da coltivare, perché la pensione di 14.000 rubli mensili (225 euro) non è sufficiente al sostentamento della famiglia, ma a causa dell’aumento ciò non le sarà più possibile poiché non potrà acquistare una polizza e utilizzare l’auto. Putin ha promesso che avrebbe chiesto sia al Governo che alla Banca Centrale di interessarsi della questione, precisando però che le ragioni dell’aumento sono molte: il crescere delle passività per le assicurazioni, dovuto all’aumento del costo dei risarcimenti alle persone coinvolte negli incidenti stradali, passato da 160.000 rubli (2550 euro circa) a 500.000 rubli (8000 euro); l’aumento dei prezzi dei ricambi delle auto importate, conseguenza del forte indebolimento del rublo nei confronti del dollaro e, allo stesso tempo il calo del mercato automobilistico russo, sceso del 42,5% rispetto al marzo 2016.

Con molte probabilità la signora Galina sarà costretta a rinunciare o tornare forse a quel vecchio cavallo messo in pensione da SUV e fuoristrada, ma sempre pronto a percorrere le impervie strade della campagna russa in cambio di un po’ d’avena e qualche carota.

venerdì 11 agosto 2017

Le assicurazioni nel mondo - India


di Nicola Odinzov

“Keep Horn o Sound Horn”, non esitate a suonare, l’adesivo più comune visibile sul retro di molti autoveicoli in India. Il clacson è quasi indispensabile per la guida degli indiani, si suona sempre per ogni cosa, solo mucche e pedoni ne sono privi. Guidare in India è un’impresa quasi impossibile per uno straniero. Le strade a due corsie spesso diventano a quattro, con veicoli che viaggiano contromano in quella che potremmo chiamare corsia di emergenza e non è affatto raro vedere motoveicoli con a bordo 3 o 4 persone prive di casco. Sulle autostrade indiane auto, bus e mezzi pesanti zigzagano pericolosamente, la corsia d’emergenza è usata come area di sosta per bere o mangiare, e varie specie di animali ingombrano frequentemente la carreggiata. La segnaletica esiste, ma sembra che tutti la ignorino allegramente. Infine, la guida è a sinistra, ma anche questo è del tutto indicativo.

La premessa potrebbe ingannare, facendo sembrare l’India, il paese dei colori, povero e arretrato dove l’anarchia fa da padrona. In realtà il 2016 potrebbe essere definito come l’anno di conferma del “miracolo indiano” ed è opinione di molti esperti, come Avinash Vazirani fund manager di Jupiter Asset Management, che nonostante la demonetizzazione del governo, ovvero la decisione di eliminare le banconote di grande taglio (quelle da 500 e da 1000 rupie) per ridurre la ricchezza sommersa, le prospettive per il 2017 siano positive. La rinascita indiana è in parte dovuta al programma di riforme economiche e fiscali avviato dal Primo ministro Narendra Modi, non ultima l’imposta nazionale unica su beni e servizi.

"Make in India", fatto in India è lo slogan lanciato dal Primo ministro per i prossimi anni. Più fabbriche per creare lavoro e meno burocrazia per attrarre gli investitori stranieri. D’altro canto non sono una novità le capacità imprenditoriali ed il potere economico nelle mani di magnati indiani della finanza come Mukesh Ambani o Ratan Tata, il quale tra le tante ha rilevato marchi di lusso in difficoltà finanziaria, come le inglesi Jaguar e Land Rover, riportandoli in poco tempo al prestigio del passato. Sarebbe quasi il caso di dire “da colonizzati a colonialisti”.

Il Motor Vehicle Act del 1988 ha reso la Liability Policy, l’assicurazione di responsabilità civile, obbligatoria per tutti i veicoli che circolano su strade pubbliche in India. In generale le compagnie di assicurazione indiane offrono due tipi di polizza, la Liability only obbligatoria per legge e la Package o Comprehensive Policy che comprende la prima ed include anche i danni al veicolo assicurato. Il premio della polizza di responsabilità civile è stabilito dall’Insurance Regulatory and Development Authority of India (IRDAI), un’agenzia governativa incaricata di vigilare e promuovere le compagnie di assicurazioni indiane, mentre il premio per la copertura dei danni al veicolo è lasciato alla valutazione dalle singole compagnie con la supervisione dell’IRDAI, ed è influenzato da fattori quali il tipo di veicolo, la potenza del motore, il numero posti, etc.

La copertura per lesioni a terzi è illimitata, mentre quella per i danni materiali alla proprietà ha un massimale di 750.000 rupie (circa 10.500 euro), che l’assicurato può ridurre a 6.000 (85 euro) ottenendo una riduzione sul premio da pagare, assumendosi però il rischio di provvedere personalmente a risarcire il danno se questo eccede il massimale stabilito.

Riguardo ai dati di mercato, la Life Insurance Corporation of India si trova al venticinquesimo posto tra le compagnie di assicurazioni più importanti del mondo, con un asset di 308 miliardi di dollari, mentre la National Insurance Company Ltd., compagnia leader nel mercato assicurativo delle polizze auto in India ha un fatturato annuo di circa 1,4 milardi di dollari.

L’India, di Kim narrata da Kipling è molto cambiata ma, nonostante la modernizzazione, sono proprio le sue molteplici contraddizioni che la rendono uno dei paesi più affascinanti della terra.

mercoledì 9 agosto 2017

Assicurazioni nel mondo - Cina

di Nicola Odinzov

Nel 1994 l’industria automobilistica acquisiva oltre un miliardo di nuovi potenziali compratori. Il governo cinese per la prima volta rendeva possibile ad ogni privato cittadino l’acquisto di un’auto. Fino ad allora, salvo agenzie governative e autorità del partito comunista, nessuno poteva comprare o possedere un’automobile. La Volkswagen Santanas era l’automobile preferita dei funzionari comunisti di livello basso, mentre la scelta dei funzionari di alto livello ricadeva su Audi e Buick. Nel 1985 solo 60 persone a Pechino possedevano un’automobile. Le auto erano così rare che una limousine nera parcheggiata davanti alla Città Proibita era meta costante per uno scatto ricordo delle coppie appena sposate. Nel 1995, un anno dopo la liberalizzazione, erano già 250.000 i cinesi che possedevano un’auto e nel 1998 sfioravano il milione. Oggi le auto che circolano in Cina sono circa 194 milioni e più di 100 i marchi automobilistici del Paese, alcuni dei quali hanno addirittura dato vita sub-brand e tentato fallimentari esportazioni in Europa e negli Stati Uniti, ma la caparbietà dei cinesi è nota e di sicuro torneranno all’attacco con qualcosa di più appetibile nel prossimo futuro.

Nonostante la liberalizzazione, negli anni '90 la proprietà di un’automobile rimase limitata ad una ristretta élite. Sono trascorsi molti anni e molte cose sono cambiate prima che la classe media cinese potesse permettersi l’acquisto di automobili, tuttavia le auto d’importazione, come Mercedes e BMW, sono ancor oggi un sogno fuori dalla portata di molti, poiché tasse e imposte governative ne aumentano il prezzo rispetto agli altri paesi di un buon 50 per cento. Il costo di un’economica automobile made in Cina è pari a circa il 140 per cento del reddito annuo medio cinese, tuttavia sono in molti a preferire l’acquisto di un'auto a quello di una casa.

Possedere un'automobile in Cina significa essere pronti a pagare più del 30 per cento oltre il prezzo di acquisto in tasse, manutenzione, parcheggi, pedaggi, benzina e assicurazione, tanto che molti per recarsi al lavoro continuano ad utilizzare la bicicletta destinando l’auto al tempo libero o al trasporto di cose. Inoltre la maggior parte dei possessori di automobili vive nelle aree urbane dove non ci sono posti auto o garage ed il traffico è un vero problema. Le città cinesi sono state costruite per spostarsi con la bicicletta e la larghezza delle strade di quartiere è spesso appena sufficiente al passaggio di una sola auto.

In Cina per condurre un’auto è obbligatoria la Traffic compulsory insurance, che in caso di incidente per colpa copre fino all’80% del danno a terzi, escludendo però l’intestatario della polizza ed i passeggeri del veicolo assicurato. Vi sono poi una serie di polizze aggiuntive acquistabili separatamente, come l'assicurazione per danni al veicolo (una sorta di Kasko), che copre i danni dell’auto indipendentemente dalla colpa, l'assicurazione contro il furto, l'assicurazione dei passeggeri ed infine la quota-free insurance, la quale abbatte quel 20% di franchigia risarcitoria in caso di colpa.
Negli ultimi anni il mercato assicurativo cinese è cresciuto ad un ritmo vertiginoso, circa il 1.200 per cento tra il 2000 e il 2014. Nel corso di questo periodo, le principali società di assicurazioni cinesi hanno quotato le proprie azioni in borsa nel tentativo di riformare l'industria, riducendo il controllo del governo (operato attraverso la China Insurance Regulatory Commission), aumentare la trasparenza e mettere le aziende in condizione di rispondere alle moderne esigenze del mercato. Oggi le grandi compagnie di assicurazioni cinesi sono tra le maggiori aziende del mondo in termini di capitalizzazione di mercato. Nella top ranking 2016 delle 70 compagnie assicuratrici più importanti quattro sono cinesi. Per avere un termine di paragone, l’americana AXA prima in graduatoria, ha un fatturato di 970 miliardi di dollari, mentre la cinese Ping An Insurance al sesto posto possiede un asset finanziario di 615 miliardi di dollari.

Da quel lontano 1 ottobre 1949 in cui Mao Tse Tung proclamava la nascita della Repubblica Popolare Cinese eliminando la proprietà privata ed attribuendo pieni poteri al partito, la Cina di oggi è completamente cambiata. La trasformazione, iniziata con le riforme di Deng Xiao Ping, ha portato alla fusione del sistema economico capitalista con il comunismo creando un’unica struttura politico-economica che non corrisponde né al socialismo né al capitalismo, e mentre il sistema stalinista russo crollava, in Cina nasceva una nuova classe sociale: la borghesia, oggi principale cliente delle compagnie di assicurazione del Paese.

Assicurazioni nel mondo - USA

Di Nicola Odinzov

Negli Stati Uniti d’America un’idea vincente può rendere ricchi e famosi, ma un semplice caffè o la mancanza di informazioni corrette possono anche costare milioni. Ben lo sanno il colosso del fast-food McDonalds, e la società leader nella produzione di motorhome Winnebago Inc. Il primo costretto a risarcire la signora Stella Liebeck che, nel 1992 all’età di 79 anni, procuratasi alcune ustioni con un caffè bollente ottenne quasi 3 milioni di dollari; il secondo, dal quale il signor Merv Grazinski di Oklahoma City fu risarcito con 1.750.000 dollari e di un nuovo caravan, poiché viaggiando con il cruise control impostato a 70 mph. era uscito di strada ribaltandosi alla prima curva mentre si preparava un caffè nel retro del mezzo. Grazinski vinse la causa perché nel manuale d’istruzioni del suo caravan non era specificato che il cruise control non era un pilota automatico e quindi non faceva le curve. Insomma gli USA sono un Paese dove è bene assicurarsi. Gli errori non sono ammessi e si pagano a caro prezzo.

L’acquisto di una polizza auto negli Stati Uniti può risultare più complicato che in altri paesi, soprattutto per i diversi tipi di copertura che si possono includere, ma una delle cose più sorprendenti è il fatto che in molti Stati (Alabama, Iowa, Mississippi, New Hampshire, Pennsylvania, etc.) l’assicurazione auto non sia affatto obbligatoria. In realtà, tutti gli Stati hanno leggi di “financial responsibility”. Ciò significa che anche dove non c’è obbligo di assicurazione per la responsabilità civile è necessario disporre di risorse personali sufficienti a pagare se si causa un incidente. Diversamente, si è obbligati ad acquistare una polizza per l'importo minimo stabilito dallo Stato nel quale il mezzo viene immatricolato. Le assicurazioni stesse e le associazioni dei consumatori raccomandano in genere una copertura minima di 100.000 USD per lesioni personali e di 300.000 USD per incidente, in quanto i risarcimenti per gli incidenti possono eccedere di molto l’importo minimo di polizza imposto dagli Stati. Tuttavia le sanzioni per guida senza assicurazione, confrontate con l’elevato costo delle polizze, sono spesso così irrisorie che non sorprende il fatto che tanti automobilisti ne siano privi, e non sia raro incorrere in situazioni nelle quali chi causa un sinistro non abbia assicurazione.

In USA esistono tutta una serie di garanzie che partendo da una base minima, offrono coperture diverse. Le Liability Insurance ovvero assicurazioni di responsabilità civile, assicurano per le lesioni causate a terzi, alla proprietà altrui e ad altri veicoli, ma gli importi minimi sono spesso inadeguati e se il danno li supera si è responsabili illimitatamente con i propri beni. Per tale motivo non è raro assistere a contenziosi legali interminabili per richieste di risarcimento astronomiche. In 25 Stati e nel District of Columbia esistono alcune forme di Personal Injury Protection (PIP), le No-Fault Insurance Law che, in caso di coinvolgimento in un sinistro, consentono di ottenere dalla propria compagnia di assicurazione un risarcimento (parziale) solo per le lesioni personali subite, evitando di ricorrere al tribunale nel tentativo di dimostrare la colpevolezza della controparte. Anche le PIP offrono coperture diverse a secondo del premio pagato. Il livello delle prestazioni mediche rimborsate può essere minimo o addirittura includere le Catastrophic Medical Expenses Insurance per spese mediche particolarmente elevate. In questo minestrone di opzioni, per proteggere sé stessi dagli infortuni nel caso di incidenti con automobilisti privi di assicurazione troviamo le Under-Insured Motorist Insurance, spesso rese obbligatorie nella polizza di base dalle stesse compagnie assicuratrici. Altro capitolo sono le Collision Insurance, che coprono i danni causati al proprio veicolo, indipendentemente da chi sia il responsabile del danno, o le Comprehensive Insurance che riguardano esclusivamente la perdita del veicolo dovuta a incendio, furto, atti vandalici, collisioni con animali, eventi naturali, etc. Insomma, per avere una polizza di copertura completa occorre inserire nel contratto molte voci e mettere in preventivo una discreta somma in denaro per il pagamento del premio.

Una soluzione al problema potrebbero offrirla le Usage-Based-Insurance, polizze auto che permettono agli automobilisti di pagare un premio calcolato sulla base del proprio stile di guida. In poche parole, meglio guidi, meno paghi. Tali polizze in America stanno avendo una diffusione piuttosto rapida, tanto che gli analisti ne prevedono una crescita del 7,93% nel periodo 2017-2021. Per queste polizze, il vero problema è rappresentato dalla spinosa questione della privacy, poiché dashcam o scatole nere montate sui veicoli possono essere viste come una vera e propria violazione in tal senso, tanto da indurre molte società a studiare delle app per smartphone in grado di rilevare e monitorare il comportamento dell’automobilista, senza però violarne la privacy. Insomma, a nessuno fa piacere essere controllato, ma se l’altra faccia della medaglia è uno sconto consistente forse vale la pena rifletterci.

Video - Il messaggio sulla sicurezza stradale di Tessa Gelisio


lunedì 7 agosto 2017

LE ASSICURAZIONI NEL MONDO - KENYA


di Nicola Odinzov
La Banca centrale del Kenya aveva avvertito che il 2017 sarebbe stato un anno difficile e l’economia del Paese avrebbe registrato una contrazione, soprattutto a causa della siccità, della Brexit e della politica di Trump, i cui obiettivi sembrano essere più spostati verso Cina e Messico, riducendo di fatto le esportazioni dal Kenya verso gli USA, favorite inizialmente dall’eliminazione dei dazi doganali con l’African Growth and Opportunity Act. Tuttavia, negli ultimi anni la penetrazione delle compagnie di assicurazione in Kenya è in costante aumento. Come nella maggior parte dei paesi africani, anche il mercato assicurativo keniano è dominato dall'assicurazione danni. Il 41% del ramo non vita è costituito da polizze auto, il 22% da polizze salute e circa il 10% da polizze contro gli incendi. Il Paese rappresenta uno dei mercati assicurativi più sviluppati e meglio regolamentati dell'Africa, con una crescita straordinaria ed ottime prospettive a breve termine, ma è frammentato e fortemente concorrenziale.

La crescita della classe media rappresenta il potenziale per una nuova e maggior richiesta di polizze assicurative, mentre la rapida urbanizzazione, importanti progetti infrastrutturali, nuovi schemi energetici e sviluppo industriale favoriscono il fluire di capitale straniero e locale nel settore, attirati non solo dal potenziale nazionale, ma anche dalla possibilità di espandersi nel mercato africano. Secondo l'Association of Kenya Insurers, il Kenya rappresenta il 70% del mercato assicurativo orientale, che comprende anche Tanzania, Uganda, Ruanda e Burundi. Il numero dei keniani che hanno accesso ai prodotti assicurativi è in continuo aumento e William Maara, Managing Director della Barclays Life Assurance Kenya Ltd., ha dichiarato che in virtù del basso tasso di penetrazione, il settore assicurativo ha un notevole potenziale di crescita, ma Robert Kuloba, dell’Insurance Regulatory Authority del Kenya (IRA), avverte che le compagnie di assicurazioni si stanno dedicando troppo ad una sola tipologia di clienti, la classe medio-alta, mentre dovrebbero prestare attenzione anche ad agricoltori e piccoli imprenditori, attualmente lasciati fuori, i quali generano una percentuale molto importante dell'attività economica del Paese.

In Kenya L'assicurazione è regolata dalla legge n. 487 del 1984, la quale stabilisce anche i requisiti patrimoniali minimi per una compagnia di assicurazione, impone che almeno un terzo della stessa debba essere africano orientale e impedisce che una singola persona ne possieda più del 25%.
Il piano strategico dell’IRA per il periodo 2013-2018 prevede tre obiettivi: promuovere l'istruzione e la tutela dei consumatori; promuovere un'industria assicurativa competitiva e stabile; offrire ai clienti un servizio di qualità.

In Kenya è vietato guidare senza l'assicurazione di responsabilità civile per danni ai terzi e la polizia stradale è piuttosto severa al riguardo. Di conseguenza, l'assicurazione auto obbligatoria domina il settore assicurativo generale, ma ad un attento esame la redditività effettiva delle polizze auto è piuttosto bassa. Infatti si stima che più del 20% delle richieste di risarcimento sia fraudolento, spesso con la collusione tra assicurati, medici e personale delle compagnie di assicurazione stesse. Altri tipi di frodi sono messe in atto attraverso la vendita dell'auto all'estero e successiva denuncia di furto con richiesta di risarcimento. Da un sondaggio della società di revisione KPMG il costo delle frodi assicurative in campo auto polverizza circa il 25% dei premi incassati. L'IRA ha incoraggiato gli assicuratori a condividere i dati sui casi fraudolenti, ma tale politica ha incontrato solo un limitato successo.

In conclusione, il Kenya rappresenta un mercato con enormi prospettive per le compagnie di assicurazione, ma in futuro saranno cruciali nuovi afflussi di capitale al fine di sostenere la spesa necessaria per sfruttare le moderne tecnologie, rimanere competitivi e raggiungere efficacemente nuovi mercati, tra cui il l’enorme settore del basso reddito.




Il messaggio sulla sicurezza stradale di Piero Angela

A molti sembra che la velocità sia un valore assoluto: non possiamo più fare a meno di spostamenti rapidi, comunicazioni istantanee, non si può “perdere tempo”.

Eppure è chiaro a tutti che raramente velocità coincide con felicità. A partire dai viaggi in auto e in moto dove la velocità, oltre ad aumentare esponenzialmente lo stress di chi guida, è una delle principali cause degli incidenti d’auto che portano a feriti e morti sulle strade italiane e di tutto il mondo.

Sarebbe così grave rallentare un po’, magari a partire dal viaggio che ci porta alla nostra meta di vacanza? Pensiamo solo che se riducessimo la velocità a cui guidiamo del 5%, il rischio di incorrere in un incidente calerebbe esponenzialmente, di oltre il 30%. Proteggeremmo anche gli utenti deboli della strada che incontriamo sul percorso, resi ancora più vulnerabili dalla celerità dei mezzi a motore, miglioreremmo il nostro umore e quello dei passeggeri, avremmo modo di notare qualche dettaglio in più dei luoghi che attraversiamo, potremmo fare qualche sosta in più e inizieremmo a goderci le nostre ferie fin dalla partenza. Non si tratta allora di “perdere tempo”, ma di guadagnare in felicità e sicurezza.

Per questo il mio augurio, che arriva per il diciottesimo anno consecutivo, è quello di fare delle Vacanze coi Fiocchi.

venerdì 4 agosto 2017

Le guide della Sara Assicurazioni: Ho avuto un sinistro che rientra nella disciplina del Risarcimento Diretto. Cosa devo fare?

Consegna tempestivamente il Modulo CAI (ex CID) con la richiesta di risarcimento alla tua Agenzia (o a qualsiasi altra Agenzia Sara) che fornirà informazioni e assistenza per la gestione del sinistro.

In alternativa spedisci la richiesta di risarcimento a mezzo Raccomandata A/R, fax o telegramma alla sede centrale di Sara Assicurazioni o alla tua Agenzia. Ricevuta la richiesta di risarcimento, l’Agenzia verificherà le modalità di accadimento del sinistro e ti chiederà di fornire il maggior numero di informazioni su dinamica e soggetti coinvolti.


In particolare:


- nomi e recapiti degli assicurati


- targhe dei veicoli coinvolti


- denominazione delle rispettive compagnie di assicurazione


- descrizione delle circostanze e delle modalità del sinistro


- generalità e recapiti di eventuali testimoni


- indicazione dell’eventuale intervento degli Organi di Polizia


- luogo, giorni ed orari in cui le cose danneggiate sono disponibili per la perizia del mezzo.


Inoltre, in caso di lesioni subite dai conducenti, è necessario fornire le seguenti informazioni:

- età, attività e reddito del danneggiato


- entità delle lesioni subite


- dichiarazione relativa a prestazioni erogate da istituti di assicurazione sociale obbligatoria


- attestazione medica comprovante l’avventa guarigione ed eventuale consulenza medico legale di parte.


Sara Assicurazioni, una volta ricevuta la richiesta danni, è tenuta a comunicati l'offerta di risarcimento oppure eventuali motivi che impediscano la formulazione dell’offerta.


La comunicazione dovrà essere inviata entro i seguenti termini:




- 90 giorni in caso di lesioni (se fornisci tutta la documentazione richiesta)


- 60 giorni in caso di danni riguardanti solo veicoli o cose ed il modulo CAI sia firmato solo da uno dei    conducenti


- 30 giorni in caso di danni a veicoli o a cose ed il modulo CAI sia firmato da entrambi i conducenti coinvolti  nell'incidente.


Ricorda: se il Modulo CAI (ex CID) è compilato in tutte le sue parti e firmato da entrambi i conducenti coinvolti è possibile velocizzare i tempi di risarcimento dei danni.

giovedì 3 agosto 2017

Al via #VacanzeCoiFiocchi

Maggiore sicurezza, meno stress e la possibilità di godersi il viaggio fin dall’inizio: sono solo alcuni vantaggi del rallentare mentre siamo alla guida. E’ proprio sulla riduzione della velocità che si concentra la diciottesima edizione Vacanze coi Fiocchi, la campagna nazionale, che riparte in questi giorni, per la sicurezza sulle strade delle vacanze promossa dal Centro Antartide e dall’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna. L’iniziativa di sensibilizzAZIONE promuove comportamenti responsabili in viaggio per contenere il picco di incidenti stradali e vittime che si registra nei mesi di esodo estivo: sull’auto del testimonial d’eccezione, Snoopy, salgono anche quest’anno centinaia di aderenti in tutta Italia tra amministrazioni, società autostradali, aree di sosta, aziende, associazioni e radio, uniti nell’affermare che la velocità di guida ha un influsso decisivo sulla sicurezza stradale. Oltre ai tradizionali appuntamenti ai caselli di fine luglio si svolgerà un’iniziativa particolare a Cervia, promossa dal Comune in collaborazione con l’Associazione Bagnini, per il rispetto delle regole quando si arriva a destinazione.

“Se riducessimo la velocità a cui guidiamo del 5%, il rischio di incorrere in un incidente calerebbe esponenzialmente, di oltre il 30%. Sarebbe così grave allora rallentare un po’, magari a partire dal viaggio che ci porta alla nostra meta di vacanza? ”. Si apre come d’abitudine con le parole di Piero Angela, storico padre della campagna, il pieghevole di Vacanze Coi Fiocchi, che si rivolge a tutti coloro che si mettono alla guida per raggiungere i luoghi di villeggiatura della penisola. La velocità sempre maggiore dei veicoli privati, per quanto dia l’illusione di migliorare la qualità di vita, ha fatto lievitare esponenzialmente i rischi per chi si mette alla guida. Infatti, più premiamo sull’acceleratore, più riduciamo il nostro campo visivo, aumentiamo le possibilità di incorrere in un incidente, diminuiamo le possibilità di vedere e reagire prontamente a un imprevisto, aggraviamo le conseguenze di ogni minima distrazione. Specialmente in caso di particolari condizione atmosferiche. Per questo la diciottesima edizione di Vacanze Coi Fiocchi, la campagna per la sicurezza stradale sulle strade delle vacanze raccoglie l’invito lanciato dalle Nazioni Unite per la Settimana Globale della Sicurezza Stradale, concentrandosi sullo #SlowDown, la riduzione della velocità alla guida, una delle principali cause di incidente ma anche un grave fattore di stress che mal si sposa con i viaggi verso le mete delle vacanze, che dovrebbero essere improntati al relax, alla lentezza e al piacere nel raggiungere le località prescelte. Perché il viaggio, se ben programmato, è già a tutti gli effetti parte delle nostre ferie.

Con il patrocino del Senato, della Camera, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dell’Anci, del Pontificio Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, dell’Università di Bologna, la campagna, ideata e promossa dal Centro Antartide di Bologna insieme all’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza dell’Emilia-Romagna, coinvolge tutto il territorio italiano grazie alle centinaia di soggetti partecipanti, tra istituzioni, autostrade, associazioni ed enti che le danno visibilità proprio in questo periodo dell’anno in cui perdono la vita 11 persone ogni giorno: luglio il mese con maggiori vittime nel 2015. Una vera emergenza di sicurezza dovuta principalmente all’esodo estivo ed ai comportamenti di chi viaggia per le vacanze e per il tempo libero in generale. Una strage annunciata che ci vede perdere ogni estate più di 1000 persone, l’equivalente del pubblico che può contenere il Teatro la Fenice a Venezia.

Insieme ai numerosi aderenti, anche per questa edizione, hanno prestato, accanto a Piero Angela, il proprio volto e la propria voce divulgatori scientifici e personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura: Luca Mercalli, Patrizio Roversi, Tessa Gelisio e tanti altri che insieme ci ricordano che “la velocità può essere utile o eccitante, ma prendere bene le misure del nostro viaggio e andare più piano può anche aiutarci a riscoprire molti vantaggi della lentezza che ci eravamo dimenticati”. Il pieghevole della campagna, che viene distribuito in più di 25.000 copie nei comuni della penisola e sulla rete autostradale italiana, tra caselli, aree di servizio, punti Blu e aree di cortesia, propone i loro messaggi e consigli. Il tutto in italiano e in inglese, per non dimenticare i tanti turisti stranieri.

Inoltre Cervia ospiterà una serie di iniziative tra cui una biciclettata il 20 luglio e l’affissione di un manifesto informativo presso tutti gli stabilimenti balneari. Le iniziative saranno organizzate dal Comune in collaborazione con l’Associazione Bagnini per sensibilizzare i turisti al rispetto delle regole quando si arriva sul luogo di vacanza in particolare in bicicletta e con lo scooter.

Divisa tra la promozione su strada, con la distribuzione ai caselli di fine luglio, e quella in rete, la campagna ha una pagina Facebook che accompagna quotidianamente i vacanzieri con informazioni e suggerimenti per viaggi più piacevoli e sicuri, accanto ai messaggi dei testimonial con gli hashtag #VacanzeCoiFiocchi, #SlowDown e #SaveLives: l’invito a inviare immagini delle proprie vacanze Slow, per attirare l’attenzione sul tema delle vittime sulle strade delle vacanze, è rivolto a tutti gli aderenti e i simpatizzanti che possono pubblicarle sui loro profili social con l’hashtag ufficiale #VCF17 o inviarle direttamente alla pagina Vacanze Coi Fiocchi. Gli spot radio dei testimonial saranno trasmessi gratuitamente dalle emittenti aderenti e all’interno dei supermercati Coop Alleanza 3.0. La campagna si svilupperà per tutto il periodo estivo fino a settembre.

mercoledì 2 agosto 2017

Ania: nasce il “Manuale di Certificazione delle Qualifiche delle Compagnie Assicurative”

ANIA ed FBA, il Fondo Banche e Assicurazioni, hanno realizzato il “Manuale di Certificazione delle Qualifiche delle Compagnie Assicurative” secondo i principi europei dell’EQF, European Qualifications Framework.
 
L’EQF è uno strumento comune europeo di riferimento per facilitare la comparazione delle diverse qualifiche professionali che esistono nei vari paesi europei.   Per attuarlo, la normativa comunitaria ha richiesto la definizione in ogni stato di un Repertorio Nazionale delle Qualificazioni per riconoscere ed integrare i diversisistemi nazionali e costituire uno spazio europeo dell’apprendimento e dello scambio di competenze.

Il Manuale è stato realizzato per mappare i profili professionali che esistono nel comparto assicurativo e creare un insieme delle professionalità come base per la nascita del Repertorio di settore. Non esistono altri esempi simili se non nel mondo bancario.

La certificazione delle proprie competenze rappresenta per il lavoratore l’opportunità di avere riconosciuto tutto ciò che ha appreso durante la sua vita lavorativa, anche attraverso percorsi di apprendimento non formale ed inoltre gli permette di valutare le carenze da colmare per ambire a nuove posizioni lavorative.

Il “Manuale di Certificazione delle Qualifiche Compagnie Assicurative” è a cura di Giancarlo Durante e Riccardo Verità.

Semestrale Sara: conferma degli utili ed aumento degli assicurati

Il Consiglio di Amministrazione di Sara Assicurazioni S.p.A., riunitosi il 2 agosto 2017, ha esaminato la situazione economica pro forma del primo semestre 2017 di Sara Assicurazioni, funzionale alla redazione della reportistica Solvency II.

Detta situazione, che sarà approvata successivamente con la relazione semestrale di vigilanza, evidenzia premi lordi contabilizzati, al lordo delle cessioni in riassicurazione, di 282,2 milioni di Euro, in aumento dell’1% rispetto al dato del primo semestre 2016 e del 4% rispetto alle previsioni.

La crescita, seppur moderata, caratterizza un’inversione di tendenza. Il risultato netto del semestre è pari a 21,6 milioni di Euro, ampiamente superiore rispetto alle più caute previsioni in considerazione delle tensioni competitive sul mercato dei prezzi RC Auto e, come atteso, in diminuzione rispetto al primo semestre 2016 (41,8 milioni di Euro). La controllata Sara Vita, prevalentemente attiva nel Ramo I, ha registrato nel semestre un risultato netto pari a 1,2 milioni di euro, in linea con il semestre dell'esercizio precedente e con le previsioni, e premi per 38,8 milioni di Euro, rispetto ai 42,6 milioni del primo semestre 2016. La solvibilità di Sara Assicurazioni si stima essere in leggero miglioramento rispetto al 31 dicembre 2016, il cui indice era pari al 239%.

#EsodoEstivo2017, Piano Anas: meno cantieri, più infomobilità per maggior sicurezza e comfort di guida

Meno cantieri e più infomobilità: Anas si prepara così all’esodo estivo 2017. Il piano dell’Azienda, a supporto degli automobilisti che si metteranno in viaggio per raggiungere le mete di vacanza, prevede la rimozione dei cantieri per agevolare il flusso del traffico e un potenziamento dei sistemi di infomobilità al fine di fornire notizie aggiornate in tempo reale sulla circolazione stradale lungo la rete di competenza. In campo, a sostegno dei viaggiatori anche una squadra di oltre 2.500 addetti per la sorveglianza e il pronto intervento in caso d’emergenza. Il piano dell’esodo estivo 2017, realizzato in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture, è stato presentato oggi al Viminale dal Direttore Progettazione e Realizzazione Lavori di Anas, Stefano Liani, e dal Responsabile Gestione Rete Anas, Roberto Mastrangelo, insieme a Viabilità Italia, al Ministero degli Interni, all’Aiscat, alla Protezione Civile, alla Polizia Stradale, alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Tra le novità, l’app Vai che cambia veste e, oltre alle informazioni sulla viabilità certificate da Anas, include numerosi nuovi servizi: visualizzazione mappa nelle modalità roadmap, satellitare, ibrida e terrain; aggiornamenti sul traffico lungo la rete nazionale; ricezione notifiche di eventi lungo strade Anas di proprio interesse; geolocalizzazione di ospedali e farmacie con accesso diretto a navigatore Google; chiamata diretta a numeri di emergenza e Servizio Clienti Anas.

“Anas anche quest’anno – ha sottolineato il Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani – è impegnata ad offrire ai propri clienti un viaggio sicuro e senza difficoltà, adeguati livelli di manutenzione della rete e la risoluzione delle emergenze nel più breve tempo possibile. Nel corso della mobilità estiva avremo il 30% in meno di cantieri inamovibili rispetto allo scorso anno e terremo costantemente informati gli automobilisti attraverso un piano di comunicazione dedicato. Inoltre, il nostro Osservatorio del traffico, ha rilevato un dato molto interessante che riguarda una delle principali direttrici delle vacanza. Nello scorso mese di giugno sulla A2 “Autostrada del Mediterraneo” abbiamo registrato un positivo incremento del traffico di oltre il 9% rispetto al giugno 2016. Questo importante risultato è attribuibile al completamento dei grandi lavori, avvenuto scorso 22 dicembre, che ha restituito al Paese una autostrada percorribile tutta a tre e due corsie per senso di marcia con standard autostradali, ma anche alla grande campagna di valorizzazione dei territori attraversati dalla A2 che abbiamo avviato”.

In totale, sugli oltre 26 mila Km di rete Anas, i cantieri attivi saranno 162, di cui 35 su Autostrade e Raccordi Autostradali e 127 sulle strade statali. Alcuni di questi fanno parte del piano di manutenzione programmata. Altri cantieri, invece, saranno aperti nella seconda metà di agosto proprio per lavorare nel periodo di minore presenza di utenti nelle aree urbane. Tra questi, si segnala quello del Grande Raccordo Anulare che riguarderà la pavimentazione del tratto della carreggiata interna tra i km 61,450 e km 64,450. Il numero maggiore di cantieri è presente sulla A19 Palermo-Catania che, come è noto, è oggetto di un importante piano di riqualificazione e di manutenzione straordinaria del valore di circa 900 milioni di euro.

Anas garantirà per le prossime settimane, attraverso un monitoraggio 24 ore su 24 del traffico sulla rete stradale nazionale, l’utilizzo di circa 1.100 automezzi, 1.830 telecamere, 530 pannelli a messaggio variabile e 2.500 addetti per la sorveglianza, il pronto intervento, l’assistenza ai clienti, il coordinamento delle attività tecniche e di gestione e la comunicazione su tutto il territorio. Il monitoraggio e l’assistenza per il pronto intervento verranno gestiti dalla Sala Situazioni Nazionale (che lavora h24) e dalle 21 Sale Operative Compartimentali, tra cui quella dell’autostrada A2 “Autostrada del Mediterraneo”, dove anche quest’anno nei giorni ‘critici’ operatori della Polizia Stradale lavoreranno a fianco del personale Anas”.

Anas ha messo a disposizione degli automobilisti tutte le informazioni sulla viabilità consultando il sito stradeanas.it alla sezione “Info viabilità/Piani interventi” (http://www.stradeanas.it/it/piani-interventi) e attraverso i canali social corporate (Facebook.com/stradeanas e due account Twitter @stradeanas e @VAIstradeanas) dedicati all’esodo. Le informazioni sul traffico saranno inoltre disponibili sul servizio VAI (Viabilità Anas Integrata) e sulla nuova APP “VAI”, scaricabile gratuitamente in “App store” e in “Play store”, sul canale istituzionale CCISS Viaggiare Informati del ministero delle Infrastrutture al quale Anas partecipa attivamente con risorse dedicate e dati sul traffico e chiamando il numero unico 800.841.148 del Servizio Clienti.

Inoltre, Anas ha confermato anche quest’anno le partnership con Rai Isoradio, con spazi informativi dedicati alla viabilità sulla rete Anas, e Repubblica.it, dove saranno pubblicate le notizie del sistema VAI.

Estesa la collaborazione anche al network nazionale Radio Italia, che ha copertura su tutto il territorio nazionale, con il quale sono previsti quattro collegamenti quotidiani dedicati alla viabilità.

martedì 1 agosto 2017

Due ruote, mercato in ripresa in tutti i suoi comparti

L’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori presenta il quadro della situazione del settore delle due ruote. Un mercato che conferma, per il secondo anno consecutivo, di essere in ripresa in tutti i suoi comparti. I risultati ottenuti dal settore due ruote sono frutto anche di un’intesa e quotidiana attività portata avanti da ANCMA a tutela degli interessi di tutti i comparti dell’Associazione.

 “Dopo aver chiuso il 2016 con una crescita del settore a due cifre – dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA – anche il 2017, che nel primo semestre registra un incremento delle vendite pari al 7%, si conferma positivo e stimiamo di chiudere l’anno con un mercato ancora in ripresa. Tutti gli indicatori ci segnalano che finalmente gli sforzi fin qui fatti, in primis dai costruttori e dall’associazione, iniziano a essere ripagati. Ci siamo seduti ai tavoli istituzionali, italiani ed europei, per far sentire la voce di tutte le aziende del settore due ruote e tutelare gli interessi dell’eccellenza Made in Italy. Le numerose iniziative, proposte, progetti, hanno riscosso interesse a tutti i livelli e, se ascoltati, possono rappresentare le leve sulle quali rilanciare ancor di più il mercato”.

MERCATO 2 RUOTE A MOTORE
Nel 2016 le immatricolazioni sono aumentate a due cifre pari al +13,3% accelerando la ripresa già in atto nel 2015. Eclatante l’incremento delle moto pari al +21,6%; mentre gli scooter, con volumi maggiori, hanno realizzato un +8,6%. Le registrazioni dei “cinquantini” sono rimaste sostanzialmente stabili (-0,6%).
Nel primo semestre del 2017 prosegue il recupero delle vendite che, per i veicoli >50cc, si traduce in un +7,1%, in maniera analoga sia per le moto che per gli scooter. I 50cc sono fermi -0,7%.
I fattori principali che hanno sostenuto la ripresa sono da ricercare: in un rilancio della domanda interna dopo anni di rinvio all’acquisto a causa della crisi; nel successo dei nuovi modelli di media cilindrata che hanno allargato la platea degli utenti; nell’ottimo andamento delle 125cc, sia moto che scooter, considerate il veicolo entry level e nella necessità di rinnovo del parco circolante obsoleto.

Le naked sono al primo posto fra le moto, seguite da vicino dalle enduro stradali e rappresentano i due segmenti principali più dinamici. Più contenuti gli incrementi per gli altri segmenti.

Il mercato dell’usato nel 2016 registra un leggero aumento pari al +1,1%, ma dobbiamo tener conto che vale 557.404 unità, con un rapporto pari a 2,9 volte il mercato del nuovo. Vale a dire che ogni 100 veicoli nuovi immatricolati si effettuano 290 passaggi di proprietà.
Molto positivo l’andamento dei quadricicli nel 2016 con 6.063 vendite pari al +23,8%. I quadricicli persone leggeri non elettrici totalizzano 3.715 veicoli pari al +23,3. Crescita che si conferma anche nel primo semestre 2017 con 2.147 quadricicli leggeri pari al +14,6%. Mentre gli elettrici sono aumentati nel 2016 con 1.449 pezzi grazie ai veicoli utilizzati per il car sharing, ma perdono oltre il 60% dei volumi nel primo semestre 2017.

Resta in territorio positivo il saldo tra import ed export del settore 2 ruote a favore della produzione italiana, con un surplus di 866 milioni di euro nel 2016, ma che nell’ultimo decennio ha rappresentato un valore cumulato di oltre 9 miliardi di euro.
In ripresa la vendita dei caschi italiani con una crescita nel 2016 pari al +5,4%, in particolare grazie all’incremento dei caschi da cross +37,1%. Bene gli integrali +11,7%, in leggera flessione i jet -2,5% e i modulari -5,1%. Primo semestre 2017 fa registrare un +19% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

MERCATO BICI
I dati del mercato Bici del 2016 sia tradizionali che a pedalata assistita, in Italia, mostrano una tendenza analoga a quanto sta accadendo nel resto d’Europa. Si contraggono i dati della bicicletta tradizionale ma risultano in forte crescita quelli della E-Bike.

Da quest’anno, anche in Italia, il dato di mercato che riguarda le e-bike mostra un trend decisamente “europeo”, 124.400 e-bike pari ad +120% rispetto al 2015. Sulle biciclette tradizionali registriamo una flessione di circa il 2,6% che è un dato migliore della generale flessione dell’’8/9% del resto d’Europa. Il mercato delle bici tradizionali si assesta a 1.555.000 biciclette.

EICMA
L’Esposizione Internazionale del Ciclo e del Motociclismo rappresenta, da oltre 100 anni, il punto di riferimento del mondo due ruote. Addetti ai lavori, media, operatori, appassionati, si danno appuntamento ogni anno a Milano.

Eicma è la vetrina più importante di tutto il settore che, grazie al successo consolidato negli anni da un intenso quanto proficuo lavoro dell’organizzazione, rappresenta la punta di diamante dell’Associazione.

Nel 2017 l’Esposizione inaugura la sua 75° edizione che si terrà in Fiera Milano – Rho dal 9 al 12 novembre (7 e 8 giornate dedicate a stampa e operatori).



lunedì 31 luglio 2017

Al via la campagna #Occhioallastrada


Sensibilizzare sul tema degli incidenti causati dall’uso inappropriato dello smartphone, che ogni giorno mette in pericolo la vita di migliaia di persone. E’ questo lo scopo della campagna #Occhioallastrada che parte da uno studio sui  i rischi legati all’utilizzo del telefono quando si è in strada o alla guida e un video-manifesto realizzato dai Creators Vegas e Surreal Power dei MATES, presentatori di Maxituber  il primo Talent per aspiranti youtuber. A sostenere l’iniziativa anche Renata Tosi, sindaco di Riccione, e il dott. Angelo Frugieri, dirigente sezione Polizia Stradale di Rimini e Vice Questore aggiunto.

“Da sempre Maxibon è sinonimo di estate e di divertimento per i più giovani - afferma Gustavo Stante, direttore Marketing di Maxibon e promotore dell’iniziativa-. Abbiamo scelto dei Creators per affrontare una tematica così delicata perché rappresentano le figure più adatte per far comprendere a pieno ai giovani questa problematica e allo stesso tempo sono in grado di poter raggiungere un pubblico più ampio attraverso la viralità della rete. La sicurezza sulle strade è fondamentale e lo smartphone deve essere usato consapevolmente per evitare di correre inutili rischi per sé e per gli altri”.

Secondo i dati della Polizia Stradale l’invio di sms aumenta di 8 volte il rischio di incorrere in incidenti stradali, chi li invia (il cosiddetto texting), mentre si trova alla guida, distoglie gli occhi dalla strada per circa 4,6 secondi e questo, ad una velocità media di 100 Km/h, significa percorrere più di un campo di calcio ad occhi bendati. Leggere un messaggio su WhatsApp richiede in media 8 secondi, il che significa che procedendo a 50 km/h per circa 100 metri si è completamente distratti. L’uso del cellulare alla guida ha provocato un gran numero di sanzioni nei primi mesi del 2017.
“Gli incidenti stradali costituiscono nel nostro Paese un rilevante problema di sanità pubblica – rivela il Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Rimini, il Vice Questore Aggiunto Angelo Frugieri – Queste tragedie rappresentano la prima causa di morte tra i giovani, con un picco tra i 14 ed i 29 anni. Trattare la sicurezza stradale significa occuparsi di una cultura da costruire, soprattutto in Italia, dove ogni anno i morti sulle strade sono più di 3mila”.

Al fine di raggiungere i giovani e non solo, Maxibon ha scelto di utilizzare la rete come mezzo principale sul quale parlare di una tematica così importante. Attraverso il video di Vegas e Surreal Power la campagna vuole far capire al popolo della rete che utilizzando lo smartphone impropriamente si mette a rischio la propria vita e quella degli altri.

Nel video i due youtuber descrivono una serie di situazione della vita quotidiana nelle quali lo smartphone mette a rischio la sicurezza di chi lo usa. La più classica di queste è la distrazione mentre ci si trova alla guida. E’ difficile, infatti, resistere alla tentazione di leggere un messaggio, così facendo si perde però d’occhio la strada e si rischia di causare incidenti mortali.


LE REGOLE DELLA CAMPAGNA OCCHIO ALLA STRADA

1. PENSA ALLA SALUTE- Tutti mentre guidiamo siamo tentati dall’utilizzare lo smartphone, ma è importante resistere perché si rischia la vita.

2. OCCHIO ALLA STRADA- Sia che tu stia guidando sia che tu stia camminando è importante non perdere mai di vista la strada.

3. IMPORSI DELLE REGOLE- Per tornare a muoversi per la città in sicurezza è possibile imporsi delle regole: per esempio stabilire degli orari in cui siamo offline, cambiare la prospettiva scegliendo le cose veramente importanti o dedicare ogni giorno 10 minuti a “banali” gesti come camminare in un parco senza le interferenze della tecnologia.

4. PENSA AGLI ALTRI- Oltre ad essere un pericolo per se stessi lo si è anche per gli altri. Non è giusto mettere a rischio la vita degli altri per un proprio errore.

5. FARSI DA PARTE SE STRETTAMENTE NECESSARIO- Se non si può proprio fare a meno di  guardare lo smartphone durante una passeggiata o mentre si guida, è quantomeno auspicabile farsi da parte per non intralciare il traffico. E’ consigliabile allenare gli altri a non ricevere risposte immediate. E’ bene fare una cosa alla volta, altrimenti non ne se ne farà realmente nemmeno una.

6. ALZA LA VITA, ABBASSA IL VOLUME - Quando si ascolta la musica o la radio con le cuffiette collegate al proprio smartphone durante una passeggiata o al volante è bene mantenere un volume che permetta di ascoltare i rumori del traffico cittadino, per riuscire ad avvertire in anticipo i pericoli.

7. LE STRISCE PEDONALI NON SONO UN OPTIONAL- Rispettare il codice della strada è fondamentale, anche quando si utilizza il telefonino in giro per la città. E’ bene quindi attraversare solo sulle strisce pedonali, rispettare la segnaletica verticale e orizzontale, facendo attenzione ai mezzi e ai pedoni.

8. NON SOLO LA MACCHINA E’ PERICOLOSA- Anche semplicemente andando in bici si possono correre dei rischi se ci si fa distrarre dal cellulare.

9. SCEGLI PERCORSI ALTERNATIVI- Se non puoi fare a meno di utilizzare lo smartphone scegli strade non trafficate e che comportino meno rischi.

10. PENSA AI PIU’ GIOVANI- Dare l’esempio corretto ai più giovani è importante, in particolare se si tratta di qualcosa che riguarda la salute.




venerdì 28 luglio 2017

ASSICURAZIONI NEL MONDO - IL CONTINENTE AFRICANO

di Nicola Odinzov
Il mercato assicurativo africano è stato a lungo trascurato dalle società occidentali, ma le principali compagnie di assicurazione stanno cominciando a prestare attenzione all'industria assicurativa africana, specialmente nella zona sub-sahariana, che esercita un’attrazione sempre più forte.
Allianz nel 2015 ha aperto una divisione in Kenya, Prudential nel 2013 ha acquistato Express Life Insurance in Ghana per entrare in quel mercato e nel 2014 ha avviato le operazioni in Kenya, la più grande economia dell'Africa orientale, attraverso l'acquisto di Shield Assurance. Altre offerte includono MMI Holdings in Sudafrica che ha acquistato due terzi della keniota Cannon Assurance, poi fusa con Metropolitan Life Kenya.

Delphine Maïdou, CEO di Allianz Global Corporate & Specialty Africa ha dichiarato che il Kenya e l'Etiopia, in virtù della loro crescente classe media, hanno tutti gli ingredienti per lo sviluppo di una fiorente industria assicurativa. Ne costituisce un chiaro segno il recente l’investimento da 350 milioni di dollari tra il colosso statunitense Prudential Financial e LeapFrog Investments di Andrew Kuper, che si occupa di mercati assicurativi ad alta crescita in Africa.

Redditi crescenti e crescente ricchezza rendono più probabile l’acquisto di polizze assicurative, poiché la spesa per i consumi di elementi discrezionali, come automobili, smartphone e assistenza sanitaria, si espande. “C'è una nuova generazione di consumatori esperti, con reddito disponibile e grandi progetti infrastrutturali” afferma Lukas Mueller, Head Market Underwriter Middle East & Africa di Swiss Re, “il mercato assicurativo è strettamente legato alla crescita economica e quando i redditi aumentano hai più asset assicurabili.”

La maggior parte dei mercati assicurativi nei paesi sviluppati sono saturi, la concorrenza è molto forte e rende sempre più affascinanti ed attraenti i poco qualificati mercati dinamici dell'Africa. Il boom economico africano e la conseguente crescita del suo mercato assicurativo, ben al di sopra della media mondiale, uniti alla carenza di professionisti qualificati ed esperti di assicurazione sono i punti di forza per la conquista del mercato da parte delle compagnie occidentali.

Anche la rivoluzione digitale sta contribuendo alla trasformazione dell'Africa, basti pensare che 15 anni fa, su 20 milioni di abitanti, il Ghana aveva solo 50.000 linee telefoniche. Oggi 15 milioni di individui hanno accesso ai telefoni cellulari e internet. Ciò ha consentito l'avvio di innovativi programmi di micro-assicurazione legati alla telefonia mobile.

Nel 2015 cinquantaquattro Paesi africani, con una popolazione complessiva di quasi 1,2 miliardi hanno generato un PIL di 2,2 trilioni di dollari, circa il 3% del totale mondiale, e dal 2010 la Banca Mondiale menziona le economie sub-sahariane tra quelle con la crescita più rapida a livello mondiale. In Sudafrica, Ghana e Zambia il reddito medio è cresciuto molto e tutto questo suggerisce un potenziale sempre più alto per le vendite di polizze assicurative in Africa.

Nei prossimi anni, l’aumento di una classe media africana ricca di risorse finanziarie, dovrebbe portare le polizze vita individuali ad essere il prodotto con la crescita più rapida. Le assicurazioni auto si posizionano al secondo posto, sostenute dalla obbligatorietà nella maggior parte degli Stati africani. Tuttavia, la forte competitività, il numero limitato dei rischi coperti e l'elevato numero dei sinistri, portano il ramo auto a bassi livelli di redditività per gli assicuratori.

In conclusione L'Africa offre numerose opportunità per le compagnie di assicurazione ma i mercati e le loro prospettive non sono uniformi. L'aumento delle opportunità economiche ed il potenziale delle tecnologie mobili per creare connessioni finanziarie rappresentano più clienti potenziali per le compagnie di assicurazione, ma le vendite dirette attraverso agenti e broker rimarranno sempre essenziali. Un punto critico sarà rappresentato dall'istruzione dei consumatori, poiché in molti non conoscono i prodotti che l'assicurazione offre. Importanti saranno gli investimenti in programmatori software e ingegneri per lo sviluppo di piattaforme mobili, così come la formazione di customer care funzionali. Muammar Ismaily, analista di Exotix Frontier Research, si aspetta un rapido consolidamento, soprattutto in Africa orientale ed afferma che “ci sono decine di giocatori, ma pochi controllano (e controlleranno) la maggior parte del mercato”.

Tutto questo consente alcune importanti conclusioni: le grandi città africane, sede di molti consumatori di prodotti di vita e non, saranno il radar del cambiamento e della crescita; l'istruzione dei consumatori sarà essenziale, poiché la concorrenza maggiore per gli assicuratori non verrà dalle aziende competitor, ma dalla mentalità africana a non assicurarsi e dalla disinformazione. "Può essere difficile per gli assicuratori spiegare la loro importanza e l'importanza del prodotto assicurativo direttamente ai consumatori africani", afferma Cameron Murray, Lloyd’s head of Middle East and Africa. Il successo della telefonia cellulare per commercializzare e vendere assicurazioni suggerisce che l'Africa potrebbe diventare un importante banco di prova per programmi innovativi di assicurazione da utilizzare nel resto del mondo. Le compagnie di assicurazione non solo dovranno investire in vendite, formazione di broker e rappresentanti del servizio clienti ma anche in ingegneri di software ed esperti nello sviluppo di interfacce mobili. I clienti del futuro, quelli che cominciano a pensare di acquistare un'assicurazione, sono "nativi digitali" e le aziende dovranno adeguarsi. Infine, interessante sarà l’evoluzione del quadro normativo dei singoli Paesi poiché, ad eccezione di Sudafrica, Namibia, Marocco e Zambia, tutti gli altri paesi africani sono classificati come "paesi a rischio politico elevato".

Per promuovere lo sviluppo, alcuni analisti sostengono la necessità d’introdurre regimi assicurativi obbligatori per coprire il rischio politico, altri suggeriscono di concentrarsi maggiormente su aspetti particolari come scioperi, rivolte civili e terrorismo, piuttosto che offrire prodotti che coprono l'intera gamma di rischi politici. Alcuni hanno anche affermato che in questi paesi la copertura dei rischi politici viene spesso presa in considerazione solo dinanzi alle elezioni. In generale, i potenziali acquirenti considerano l'assicurazione sui rischi politici troppo costosa.

Nei prossimi anni gli analisti finanziari si aspettano l’acquisizione di crescenti quote di mercato da parte di compagnie assicurative estere non africane. Da parte loro gli assicuratori nazionali si aspettano disposizioni legislative e regolamenti nazionalistici che contribuiscano a contrastare la pressione dei concorrenti esteri. Tuttavia, in generale, molti rischi richiedono una competenza specializzata in materia di gestione degli stessi ed una forte sicurezza finanziaria che le imprese nazionali africane non sono attualmente in grado di fornire.

Le guide della Sara Assicurazioni: A chi mi rivolgo in caso di sinistro per una riparazione garantita e senza anticipi?

In caso di sinistro, rivolgendosi ad una carrozzeria aderente al circuito “Sara Ok - carrozzerie convenzionate” l’assicurato potrà disporre del servizio di presa e riconsegna del mezzo danneggiato da e verso il luogo indicato, potrà ottenere la riparazione del veicolo senza alcun esborso, in quanto il pagamento è direttamente a carico di Sara e potrà contare sulla riparazione solo con ricambi originali e con garanzia di 2 anni sulle parti non riparate soggette ad usura.

giovedì 27 luglio 2017

FIRENZE SMART CITY GRAZIE ALL’ ALLEANZA TRA COMUNE E ENEL

Firenze si candida a essere una delle Smart City più all’avanguardia d’Italia. Mobilità elettrica, pubblica e privata, ed efficienza energetica sono i punti cardine della collaborazione tra Comune di Firenze e Enel.

Sul fronte della mobilità elettrica, novità in arrivo per le ricariche Fast Recharge Plus dedicate ai taxi elettrici, che permettono di ricaricare l’auto in circa 20 minuti: dopo le prime due stazioni di piazza Francia e via del Cavallaccio, sono state inaugurate questa mattina altre due stazioni di ricarica in controviale Guidoni e piazzale Donatello ed è stato concordato con il Comune e con i tassisti di Firenze l’installazione di due ulteriori colonnine in via Venosta e in un’altra posizione da definire. Le Fast Recharge Plus consentono di effettuare la ricarica veloce, in corrente alternata a 22-43 kW e continua a 50 kW, dei veicoli elettrici dedicati alla flotta dei taxi di Firenze. Il processo di ricarica è gestito da remoto attraverso il sistema “Electric Mobility Management” - EMM, fornendo inoltre servizi a valore aggiunto all’utente, quali informazioni in tempo reale sulla posizione delle colonnine, stato di ricarica, possibilità di prenotazione, ed altri servizi.

La realizzazione del sistema di colonnine super fast recharge per i tassisti è parte di un più ampio progetto, che vede il Comune di Firenze e Enel partners e prevede investimenti per oltre 30 milioni di euro nelle tre città pilota di cui 25 finanziati dalla Commissione europea e il resto da privati. Nella città di Firenze verranno realizzati nei prossimi 5 anni investimenti per 10 milioni di euro nel quartiere di Novoli/Piagge/Cascine, realizzando un’azione complessa e integrata mirata a migliorare l’efficienza energetica (smartgrid, smartlighting, teleriscaldamento per oltre 700 utenti con seasonal storage solare, 600 dispositivi smart info), la mobilità sostenibile (trasformazione di 100 taxi con motore termico a motore elettrico, ampliamento rete ricarica elettrica con servizio fast recharge, app per i cittadini e i turisti), lo sviluppo dell’ICT e dell’internet of things IoT (urban control center con piattaforma comune alle tre città pilota, panchine smart, smartwaste), la resilienza e la sicurezza (smartgrid, videosorveglianza, SOS).

Ad oggi Firenze è il comune d’Italia con il maggiore numero di taxi 100% elettrici: sono 70 i tassisti che hanno risposto infatti al bando pubblicato lo scorso giugno dal Comune per l’esercizio del servizio con mezzi a propulsione elettrica.

In arrivo anche altre due stazioni di ricarica Fast Recharge Plus nei pressi dei caselli Firenze Nord e Firenze Sud, grazie al progetto europeo EVA+, vinto da Enel insieme a un consorzio di case automobilistiche e alla principale utility austriaca, che prevede l’installazione di 200 colonnine di ricarica veloce nel corridoio autostradale italiano e austriaco. Queste due nuove colonnine saranno utilizzabili non solo dai taxi ma anche da tutti i possessori di veicoli elettrici.

Più in generale, sono 179 le infrastrutture di ricarica Enel a uso pubblico presenti a Firenze, un numero che pone il capoluogo toscano in testa alla classifica delle città con più colonnine di ricarica. Le infrastrutture Enel sono del tipo “pole station”, possono ricaricare a 3,3kW (slow) o a 22kW (quick) e garantiscono l’alimentazione dei veicoli di nuova generazione così come quella dei veicoli già circolanti con una ricarica “intelligente” e “interoperabile”. L’interoperabilità è particolarmente importante perché il possessore del mezzo elettrico, con la sua electric card fornita dal venditore di elettricità, può effettuare la ricarica indipendentemente dalla società di vendita con cui è contrattualizzato.

Comune di Firenze e Enel hanno inoltre presentato, in risposta alla call UIA (Urban Innovative Action) dell’Unione Europea, il progetto FURBA (Florence Urban Rapid Bus Transport), che prevede l’attivazione di un corridoio di trasporto pubblico realizzato mediante 4 bus della lunghezza di 18 metri totalmente elettrici che garantirebbero un servizio con frequenza pari a 5 minuti. Nell’ambito di tale progetto, Enel realizzerà una stazione di ricarica veloce (350kW) con pantografo, in grado di garantire la ricarica completa delle batterie del bus elettrico in 10 minuti e una stazione di ricarica V2G da 50 kW che consentirà anche di ottimizzare l’energia all’interno del deposito di parcheggio dei bus sfruttando l’energia prodotta da pannelli fotovoltaici (10 kW).

La collaborazione tra il Comune di Firenze e Enel è attiva anche sul fronte della banda ultralarga: Open Fiber - la joint venture paritetica tra Enel e Cdp per la creazione di un’infrastruttura su tutto il territorio nazionale con tecnologia Ftth (Fiber to the home) - a Firenze cablerà entro il 2019 circa l’80% delle unità immobiliari, con un investimento di circa 50 milioni di euro.

mercoledì 26 luglio 2017

LVENTURE GROUP RAFFORZA IL LEGAME CON SARA ASSICURAZIONI ORA NUOVO PARTNER DELL’ACCELERATORE LUISS ENLABS

LVenture Group, operatore di venture capital quotato al MTA di Borsa Italiana, annuncia l’ingresso di SARA Assicurazioni come nuovo partner per l’acceleratore di startup LUISS ENLABS, nato nel 2013 da una joint venture tra LVenture Group e l’Università LUISS.L’accordo, frutto di un reciproco interesse a collaborare nell’ambito di attività di Open Innovation realizzate da LUISS ENLABS e ad esplorare nuovi eventuali sviluppi di business, rafforza e amplia il perimetro della collaborazione strategica già in essere tra LVenture Group e Sara Assicurazioni.

Sara Assicurazioni, infatti, già azionista di LVenture Group, ha recentemente incrementato la sua partecipazione sottoscrivendo parte dell'aumento di capitale riservato della Società deliberato a maggio scorso, arrivando così a detenere una quota complessiva pari al 2,49%.
In questo modo la compagnia assicurativa, da sempre attenta all’innovazione, si lega a doppio filo con il mondo della tecnologia e delle startup con l’obiettivo di promuovere al proprio interno lo sviluppo di idee innovative da parte dei dipendenti del gruppo e di soggetti esterni tra cui talenti e startup.

“Questa partnership riflette la sintonia strategica tra Sara e il nostro Gruppo e conferma ulteriormente una articolata relazione che prosegue con reciproca soddisfazione. Avere onboard un partner che crede nel progetto e si è impegnato a sostenerlo nel medio lungo periodo è un grandissimo valore aggiunto che sono certo fornirà a entrambi preziose opportunità di crescita”- commenta Luigi Capello, AD di LVenture Group e fondatore di LUISS ENLABS.

La prima importante attività congiunta realizzata nel quadro della partnership sarà la partecipazione di Sara Assicurazioni in qualità di sponsor al prossimo programma di accelerazione verticale sull’intelligenza artificiale promosso da LUISS ENLABS che partirà a settembre 2017.
Per il Direttore Generale di Sara Assicurazioni, Alberto Tosti “Questa è una occasione unica per vivere il mondo delle startup, conoscere alcune realtà concrete e lasciarsi contaminare dalla creatività e voglia di fare di questi ragazzi. Il tema al centro del prossimo programma di accelerazione poi è quello della Artificial Intelligence, un argomento a cui guardiamo con particolare interesse sia per migliorare i livelli di servizio sui nostri clienti che per efficientare i nostri processi operativi”.
Sara Assicurazioni arricchisce la galleria di partner che già supportano l’acceleratore aggiungendosi a Wind Tre e Bnl, partner storici, e ad Accenture entrato nella compagine nel luglio scorso in concomitanza con il passaggio dell’acceleratore nei nuovi spazi di 5000 m2 presso la Stazione Termini.

LVENTURE GROUP è una holding di partecipazioni quotata sull’MTA di Borsa Italiana che opera nel settore del Venture Capital con prospettiva internazionale. LVenture Group investe in aziende a elevato potenziale di crescita nel settore delle tecnologie digitali, ed è attualmente leader nei seguenti segmenti:

• Micro seed financing: investimento di limitate risorse finanziarie a favore di startup selezionate ed inserite nel programma di accelerazione gestito da LUISS ENLABS “La Fabbrica delle Startup”
• Seed financing: investimenti in startup in fasi di crescita più avanzate che necessitano di maggiori risorse finanziarie per supportare lo sviluppo del prodotto e l’ingresso sul mercato.

SARA ASSICURAZIONI, primo esempio europeo di joint venture tra un’associazione di consumatori - l’ACI - e una compagnia di assicurazioni, è nata nel 1946 con l’obiettivo di mettere a disposizione degli automobilisti un’ampia gamma di servizi assicurativi. Sara Assicurazioni è a oggi la compagnia ufficiale dell’Automobile Club d’Italia ed è punto di riferimento per le famiglie italiane e per tutte le esigenze legate alla sicurezza personale, patrimoniale e del tenore di vita. La sua organizzazione commerciale è formata da una struttura che comprende oltre 400 agenzie e circa 1.500 punti vendita. Oltre a Sara Assicurazioni, del Gruppo fa parte Sara Vita, compagnia specializzata nell'area del risparmio, della previdenza e della tutela, con un’offerta articolata anche nell’area degli investimenti.

È di quasi 1 miliardo di tonnellate il volume delle merci trasportate su strada con origine nazionale

945,6 milioni di tonnellate. È questo il volume complessivo del trasporto merci su strada con origine nazionale che è stato realizzato in Italia nel 2015. Se si fa riferimento alle ripartizioni territoriali, il 64% del trasporto merci è partito dal Nord, il 18,4% dal Centro, il 12,1% dal Sud e il 5,5% dalle isole. Nel dettaglio, è la Lombardia la regione che nel 2015 ha originato il volume di traffico merci più consistente nel nostro Paese (210,7 milioni di tonnellate, pari al 22,3% sul totale). Seguono il Veneto (122,1 milioni di tonnellate), l’Emilia Romagna (115,9 milioni di tonnellate), la Toscana (82,3 milioni di tonnellate) e il Piemonte (77,2 milioni di tonnellate). Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) su dati Istat.

Le differenze territoriali in termini di volumi di trasporto merci su strada con origine nazionale dipendono ovviamente dal contesto socio-economico, infrastrutturale e di sviluppo del settore del trasporto merci delle singole realtà territoriali considerate. In particolare, la forte incidenza del trasporto merci su strada originato dalle regioni del Nord è strettamente correlata con la posizione strategica di quelle aree del Paese rispetto alle principali direttrici del commercio nazionale ed europeo.

Ad ogni modo, pur nel quadro di una crisi economica che faticosamente ci stiamo lasciando alle spalle e che negli ultimi anni ha portato ad una forte riduzione degli scambi commerciali, il settore del trasporto merci su strada, con le sue 945,6 milioni di tonnellate di merci con origine nazionale movimentate da circa 4 milioni di autocarri circolanti sul territorio del nostro Paese, costituisce un fattore chiave per la competitività economica del nostro Paese.

Per mantenere e incrementare la competitività delle imprese di autotrasporto è di fondamentale importanza intervenire sia sul piano organizzativo che su quello tecnologico, adottando soluzioni e prodotti avanzati in grado di ottimizzare e ridurre i costi di esercizio. Tra questi, è da segnalare l’uso di pneumatici ricostruiti, che consentono di ottenere un consistente risparmio dal momento che costano di meno dei pneumatici nuovi, senza rinunce in termini di sicurezza (prima di essere immessi sul mercato vengono sottoposti agli stessi controlli dei pneumatici nuovi).
 

martedì 25 luglio 2017

LE ASSICURAZIONI NEL MONDO - SUDAFRICA

di Nicola Odinzov

Da molti considerato come la darwiniana culla dell’umanità, il Sudafrica è una terra meravigliosa e drammatica allo stesso tempo. Emblema delle contraddizioni del continente nero, dove i contrasti tra ricchezza e povertà ed ancora tra bianchi e neri, sono disarmanti. Come scriveva Mandela nel suo "Lungo cammino verso la libertà", le profonde ferite lasciate dall’Apartheid sono ancor oggi aperte e la strada per la guarigione è lunga e impervia. Nel '93 l'Apartheid ha ceduto ad una delle costituzioni più democratiche del mondo, ma le lacerazioni profonde sono lente a rimarginarsi e la violenza tra gli stessi neri è in aumento.

L’economia sudafricana, senza dubbio la più forte e sviluppata del continente africano, dopo il generale rallentamento del 2016 è in netta ripresa, con una previsione di aumento dell’1,3% nel 2017 e del 2% nel 2018. Basata inizialmente su risorse minerarie e agricoltura, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale l’economia del Paese vide il rapido sviluppo dell’industria manifatturiera che ne divenne il settore trainante. Oggi in forte crescita sono servizi finanziari tanto dall’attribuire al Sudafrica il settore finanziario più sviluppato dell’Africa subsahariana. Ciò nonostante, un tasso di disoccupazione al 26,7% e la forte sperequazione economica rappresentano ancora un ostacolo allo sviluppo. Nell’annuale discorso di presentazione del bilancio 2017, il Ministro delle Finanze Gordhan ha affermato che l’obiettivo di trasformazione del Sudafrica è quello di creare posti di lavoro e affrancare la popolazione da povertà e disuguaglianza, sottolineando come i due concetti di trasformazione e crescita siano indissolubilmente legati l’uno all’altro.

Ciò spiega perché il piano economico ed il bilancio per il 2017 mirino a promuovere la crescita puntando sugli investimenti privati, coinvolgendo imprese, lavoratori e società civile in più direzioni: dare certezza nei settori minerario e agricolo; espandere le comunicazioni e l’accesso ad Internet; proseguire il programma “Independent Power Producer”, incrementando il settore delle rinnovabili e del gas; rivedere l’applicazione del Broad-Based Black Economic Empowerment per un maggior inserimento della popolazione di colore nel tessuto produttivo nazionale; sostenere la produzione manifatturiera locale per l’esportazione; applicare gli standard internazionali.

Il mercato assicurativo sudafricano è uno dei più avanzati del mondo, con uno dei rapporti più elevati tra premi e PIL ed un'ampia selezione di assicuratori ben regolamentati e innovativi. Tuttavia, gran parte del Paese rimane non assicurato o sotto assicurato, con polizze fondamentali come l’RC auto o immobiliari solo facoltative - una rarità per un mondo in via di sviluppo, sia in Africa che altrove e ciò rappresenta significative opportunità per le compagnie di assicurazione.

L’aspetto normativo del settore assicurativo è regolato principalmente da leggi statali, attraverso vari atti promulgati dal Parlamento, ed è disciplinato in modo specifico dal Consiglio dei Servizi Finanziari. Senza addentrarci troppo negli aspetti normativi che regolano il settore, provvedimento principale è lo Short Term Insurance Act 53 del 1998, che stabilisce il controllo dell’attività assicurativa e ne prescrive i requisiti al fine di garantire gli assicurati.

Il trasporto su strada è un elemento critico che supporta e contribuisce direttamente alla crescita economica di ogni paese e gli incidenti stradali sono purtroppo la conseguenza negativa di questa crescita. La legge sudafricana, nonostante dalle statistiche sugli incidenti stradali risultino più di 15.000 morti ogni anno, non obbliga, come detto, ad assicurare la propria auto e solo il 30% dei veicoli sudafricani ha una polizza di assicurazione completa. In realtà, un’assicurazione di base, sebbene piuttosto limitata e parziale, è stata stabilita con il Road Accident Fund, un fondo istituito con la legge 56 del 1996 e finanziato principalmente da un’imposta sulla vendita dei carburanti, il quale fornisce una rete di sicurezza sociale al paese rendendo disponibile una copertura assicurativa a tutti gli utenti delle strade sudafricane.

Tuttavia, in posti come Città del Capo, dove furti e vandalismo sono estremamente frequenti, si comincia ad avvertire una maggior propensione della classe media all’acquisto di polizze auto più complete. Sarà compito delle compagnie di assicurazione, attraverso nuove proposte ed utilizzo dei nuovi canali di vendita (telefonia mobile ed internet), incrementare, innovare e rafforzare la penetrazione in questo nuovo mercato.

Gli allarmanti segnali di ripresa dell’incidentalità mortale, registrati da Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri fino a metà luglio del 2017 ( + 1% rispetto allo stesso periodo del 2016), evidenziano un trend preoccupante che richiede l’azione coordinata di tutte le Forze di Polizia, per la riduzione del fenomeno.

La diminuzione della mortalità sulle strade necessita del contrasto non solo degli eccessi di velocità, ma anche di tutti quei comportamenti che sono ormai tra le principali cause degli incidenti: distrazione, in primis per l’uso di telefonini e smartphone, guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e del casco.
La Direttiva Minniti, emanata il 21 luglio, adegua le strategie e i modelli operativi di prevenzione e contrasto degli organi di polizia stradale, con l’intento di favorire l’impiego diffuso della tecnologia non a fini esclusivamente sanzionatori, ma in modo funzionale e coerente con l’obiettivo di ridurre drasticamente gli incidenti stradali.

I Prefetti, affiancati dalle Conferenze provinciali permanenti e dagli Osservatori per il monitoraggio degli incidenti stradali, daranno attuazione alla direttiva per estendere le esperienze positivamente sperimentate in materia di velocità, agli altri comportamenti di guida scorretti, avvalendosi del supporto specialistico della Polizia Stradale.

La Direttiva Minniti è corredata da un aggiornato disciplinare tecnico sulle modalità di collocazione dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo per il rilevamento degli eccessi di velocità, adattato alle esigenze tecniche e normative intervenute in questi anni.

Le principali novità riguardano :
Il costante monitoraggio, da parte dei Prefetti, sulla collocazione dei sistemi di rilevazione della velocità affinché risultino motivati esclusivamente da condivise esigenze di sicurezza stradale;
la riclassificazione e più efficiente definizione dei sistemi di rilevamento della velocità in tre grandi categorie : fissi (es. il Tutor ed il Vergilius) temporanei (l’autovelox) e mobili (apparecchiatura utilizzata da un veicolo in movimento);
la taratura e verifica della funzionalità delle apparecchiature, che avverrà con cadenza annuale, come peraltro stabilito dalla Corte Costituzionale con la  sentenza n. 113 del 29 aprile 2015;
una precisa delimitazione delle attività di assistenza tecnica dei soggetti privati, che non devono mai interferire con quella dell’organo di polizia e comunque essere svolte sotto il controllo di quest’ultimo;
le spese di accertamento gravanti sul trasgressore, che dovranno essere ben circostanziate e documentate;
la possibilità di effettuare riprese frontali con dispositivi da remoto purché si proceda all’oscuramento automatico dell’abitacolo e quindi al non riconoscimento delle persone a bordo del veicolo;
regole più puntuali, utilizzando apposito cartello, per presegnalare e rendere visibili le postazioni di controllo della velocità, che potranno funzionare anche su entrambi i sensi di marcia.