venerdì 27 gennaio 2017

Accessori come gioielli, così l'optional diventa carissimo



A scorrere la tabella della nuova analisi mensile della Dat-Italia (azienda leader a livello europeo nella gestione delle quotazioni dell'usato e dei listini del nuovo) c’è da non credere ai propri occhi: lo studio sulle follie degli optional più costosi va dai 36.000 euro della poltrona Frau per l’Audi A8 ai 21.000 euro delle vernici speciali della Mercedes G station 4x4, per non parlare poi dei 10.000 euro necessari per montare il cambio a innesti frontali sulla 500 Abarth 695 Biposto o dei freni carboceramici sempre intorno a 10.000 euro.

Sono accessori costosissimi che possono maggiorare il prezzo dell’auto dal 10 al 25%. E che – da soli – valgono più di una un’auto nuova di segmento A, B o addirittura C o D.

Sapersi districare nella selva degli optional e’ diventato uno sport per chi deve acquistare un auto nuova. Molti concessionari utilizzano le opportunità messe a disposizione dalle case costruttrici di auto per migliorare il fatturato sfruttando l’estrema personalizzazione del veicolo per il cliente esigente.

“Una scelta apparentemente folle che comunque i costruttori devono offrire per tutte le tasche degli automobilisti – commenta l’ingegner Antonio Coppola direttore generale di DAT-Italia- e che il mercato apprezza quando si acquista con entusiasmo un auto nuova. La delusione scatta quando si cerca di vendere l’auto usata perché non sempre gli operatori sanno verificare la presenza ed il prezzo di accessori acquistati a prezzo pieno: spesso non hanno gli strumenti giusti per l’identificazione del veicolo (VIN o telaio per esempio). Ciò comporta una svalutazione eccessiva ed ingiustificata del valore economico e percepito dell’auto usata vanificando gli sforzi tecnologici dei costruttori di auto. Non a caso come Dat-Italia abbiamo lanciato le quotazioni personalizzate con l’elenco preciso degli accessori montati in origine”.

martedì 10 gennaio 2017

Guerra alle auto senza assicurazione, in Spagna fanno così

Sono oltre 2 milioni i veicoli che in Spagna circolano senza assicurazione obbligatoria, pari a circa il 10% del parco veicolare iberico: è questa la valutazione della DGT, la Direzione Generale del Traffico, ente interministeriale che si occupa di coordinare l’azione di contrasto alla violenza stradale nel regno di Filippo VI.

Per questo è stato approntato un sistema di intercettazione dei veicoli privi di RC su tutta la rete di strade nazionali dello Stato. Si tratta, oltre che dei portali elettronici e dei varchi autostradali, anche di sistemi montati sui veicoli di servizio delle varie forze di polizia, comprese le polizie a ordinamento locale che, in Spagna, espletano servizio di ugual rango rispetto alla Guardia Civil, alla Policia Nacional ed ai corpi regionali ove presenti (in Catalogna, ad esempio, ci sono i Mossos d’Esquadra). Il concetto è semplice: la mancata corresponsione dei premi assicurativi per veicoli comporta, in caso di incidente stradale, il ricorso delle persone offese al fondo di garanzia (Consorcio de Compensación de Seguros, CCS), la cui copertura viene posta a carico degli onesti, di coloro cioè in regola con le norme della circolazione, pari a circa 3 euro e mezzo per ogni polizza.

Il sistema è in linea con quanto accade in Italia e nel resto d’Europa: nel nostro paese, il Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada è stato istituito con la Legge 990/69 e si tratta di un organismo di indennizzo amministrato dalla CONSAP SPA, sotto la vigilanza del Ministero delle attività produttive, che si autofinanzia coi contributi che tutte le imprese di assicurazioni operanti in Italia sono obbligate annualmente a versare per ogni singolo contratto assicurativo concluso.

Per chi sgarra, il codice spagnolo prevede un sistema sanzionatorio simile a quello dell’Italia, fino ad un massimo di 3mila euro, in funzione della categoria di veicolo e delle circostanze d’accertamento, al quale si aggiungono provvedimenti di fermo e di sequestro. Tanto per fare un esempio, circolare con un ciclomotore senza assicurazione prevede una sanzione di mille euro, che diventano 1.250 per un motoveicolo, 1.550 per un’auto e 2.880 per un veicolo commerciale, ma tali importi sono destinati ad aumentare in relazione alle circostanze. La DGT impone agli organi di polizia di versare il 50% dei proventi contravvenzionali al Fondo, per limitare il ricarico sui “contribuenti” onesti, punire simbolicamente i trasgressori e garantire sempre il massimo della copertura alle vittime. Nel 2015 i veicoli “scoperti” (scusate l’eufemismo) sono stati oltre 50mila, ma lo scopo è quello di intercettarli in movimento e costringere così i furbetti ad una scelta: o pagare, e circolare, oppure rassegnarsi a lasciare il veicolo fermo.

Duro contrasto alle “scoperture” assicurative anche in Spagna, ma lì i proventi al 50% vanno alle vittime della strada, in Italia vanno in decine rivoli spesso non documentabili.

Arriva l'App anti cellulare alla guida


Arriva l'App gratuita per iOS e Android che riduce gli incidenti stradali e promuove una guida più consapevole e responsabile, attraverso incentivi e premi per i comportamenti più virtuosi.

L’utilizzo del cellulare al volante causa in Italia più di 40mila incidenti ogni anno. La disattenzione alla guida dovuta all’uso dello smartphone, da cui è sempre più difficile separarsi, è la prima causa di morte su strada nonché la prima causa di invalidità tra i giovani.

Nel 2014 il numero di incidenti stradali ha superato i 177mila (fonte Aci-Istat), con una spesa complessiva che grava sulle tasche della collettività per oltre 18 miliardi di euro. Nel 2015, il numero dei sinistri mortali è aumentato del 2.5% passando da 1.587 a 1.627. Le forze dell’ordine hanno rilevato ben 48.524 infrazioni commesse nel 2015 per il mancato utilizzo di apparecchi a vivavoce o dotati di auricolare, il 20,9% in più rispetto all’anno precedente. Per non parlare dei selfie: un giovane su dieci ammette di scattarli anche in movimento. La percentuale di incidenti legata all’imprudenza di utilizzare il cellulare mentre si guida supera il 24%, cioè quasi una persona su quattro.
Autovelox, tutor, multe, patente a punti, responsabilità penale: a quanto pare gli atteggiamenti repressivi e punitivi non bastano. Così come non è sufficiente l’invito alla guida corretta, responsabile e intelligente.

Ed ecco perché nasce “Smartphoners – pensa a guidare posa il cellulare”, la app gratuita per iOS e Android che si propone come forte strumento di utilità sociale partendo proprio dall’idea di poter, ribaltando la prospettiva, ridurre un problema di proporzioni enormi come quello degli incidenti stradali. È il punto di vista a cambiare: premiare anziché reprimere.

Ideata dall’imprenditrice romana Olimpia Bolla in collaborazione con la società di sviluppo Next Adv, l’applicazione è una boccata d’aria fresca nel campo della sicurezza stradale e nella gestione del pericolo. Dopo averla scaricata, l’utente iscritto è incentivato al rispetto dei limiti di velocità e del codice della strada tramite il sistema a punti “Chi viaggia sicuro viaggia gratis”.

Entrando a far parte di una community, il guidatore può misurare i chilometri percorsi in auto senza utilizzare lo smartphone, confrontare i traguardi raggiunti con gli altri membri e partecipare a concorsi giornalieri, settimanali, fino all’estrazione dopo il 15 luglio 2017 del maxi premio finale.
A ogni comportamento virtuoso corrisponde un punteggio: ad esempio, un punto per ogni chiamata a cui non si risponde in assenza di auricolari o vivavoce, 20 punti per ogni amico che si invita a far parte della community.

A differenza di altre App che offrono consigli e informazioni tecniche per la guida sicura, “Smartphoners” col suo meccanismo a premi è una sfida a comportarsi sempre meglio.
Lanciata l’8 agosto 2016, l’applicazione oggi conta più di 9.600 utenti.

Sorpresa, si stabilizza il best price RcAuto

Secondo i dati elaborati da Segugio.it nel semestre in corso si stabilizza il best price RC auto mantenendosi costante rispetto al secondo semestre 2015, mentre il best price RC moto, costante da inizio 2016, è diminuito del 9,3% rispetto al secondo semestre 2015 e del 26,4% rispetto al 2011, raggiungendo il minimo storico mai registrato su Segugio.it.

Inoltre, nel semestre appena iniziato cresce con il 9,8% la percentuale delle polizze richieste per l’acquisto di moto nuove, la più alta mai registrata su Segugio.it. Lo stesso trend non si registra invece per la percentuale di polizze richieste per l’acquisto di moto usate, per le quali il dato diminuisce rispetto al secondo semestre 2015, passando dal 35,8% al 28,2%.

Complessivamente, invece, la percentuale di polizze richieste per l’acquisto di auto nuove risulta stabile rispetto al secondo semestre 2015. In particolare nel semestre corrente il 5,9% delle polizze è richiesto per l’acquisto di auto nuove, il 16,6% per l’acquisto di auto usate e il 77,5% per auto già possedute.

Dall’Osservatorio emerge, inoltre, che la percentuale di utenti che sceglie di inserire nella propria polizza auto la garanzia Incendio e Furto e altre garanzie accessorie cresce rispetto al secondo semestre del 2015: il dato passa dal 17,8% al 20,9% del semestre in corso.

Contestualmente, rispetto al secondo semestre 2015 cresce anche la percentuale di utenti che sceglie di inserire nella propria polizza moto la garanzia Incendio e Furto e altre garanzie accessorie: la percentuale passa dal 8,0% al 8,6% del semestre appena iniziato.

Auto, crescono le quote rosa

Un’indagine commissionata da Midas Italia – la rete di assistenza automobilistica multimarca – sul mercato automotive e aftermarket nel primo semestre 2016, evidenzia una crescita di quote rosa tra gli automobilisti, ma soprattutto tra i clienti di officine meccaniche.

Il 76,9% degli automobilisti che si rivolgono ad un’officina sono uomini e il 23,1% donne, una quota costantemente in crescita negli ultimi 5 anni. Inoltre, a differenza dell’uomo, il target femminile è più giovane (25-34 anni). La percentuale di quota rosa sale al 31% -allineata alla media europa- se si valuta il numero di donne proprietarie di un autoveicolo e ben il 40% sui nuovi acquirenti.

“Le donne sono molto attente alla sicurezza alla guida” spiega Maurizio Bramezza, Marketing Communication & Purchasing Manager di Midas Italia “ecco perché sempre di più si occupano in prima persona della manutenzione dell’auto e si rivolgono direttamente ad un meccanico”.

Con un parco auto sempre più vecchio -il 50% delle vetture in Italia ha più di 10 anni- e incidenti stradali in aumento, la manutenzione assume un ruolo fondamentale per la sicurezza: tra gli interventi più richiesti i problemi meccanici (58,41%).

Incidenti stradali, tornano a salire le vittime

Aumentano le vittime della strada, rallenta il calo di incidenti e feriti. E’ quanto emerso dal workshop “Incidentalità stradale: strumenti innovativi nella misurazione e valorizzazione di nuove fonti per l’analisi del fenomeno” tenuto oggi a Roma da Istat e ACI, nel corso del quale sono stati resi noti i dati definitivi degli incidenti stradali, dopo quelli provvisori anticipati nel luglio scorso.
Nel 2015, per la prima volta dal 2001, è tornato a crescere (+1.4%) il numero delle vittime, a fronte di una flessione dell’1,4% degli incidenti e dell’1,7% dei feriti.

In aumento anche i feriti gravi: quasi 16mila contro i 15mila del 2014 (+6,4%).

In totale nel 2015 in Italia si sono verificati 174.539 incidenti con lesioni a persone (478 in media ogni giorno), che hanno provocato 3.428 decessi (9,3/g.) e 246.920 feriti (478/g.).
Rilevante l’aumento della mortalità nei grandi Comuni: +8,6%, nel complesso, il numero delle vittime nell’abitato.

Motociclisti (773, +9,8%) e pedoni (602, +4,1%) le categorie con il maggior numero di vittime; in calo, invece, le vittime tra automobilisti (1.468, -1,5%), ciclomotoristi (105, -6,3%) e ciclisti (251, -8,1%).

Guida distratta, velocità elevata e mancato rispetto della distanza di sicurezza (nel complesso il 38,9% dei casi), i comportamenti errati più frequenti.
Eccesso di velocità, mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e uso di telefono cellulare alla guida, le violazioni al Codice della Strada più sanzionate.

Tutti pazzi per il diesel

Ottanta anni e non dimostrarli. Il motore diesel, che debutta per la prima volta a bordo di un veicolo nel 1936 sulla Mercedes 260 D, è un vecchio molto arzillo, soprattutto in Italia. Nonostante le fosche previsioni che ne preannunciano la scomparsa, a causa della concorrenza dei piccoli benzina turbo, sempre più efficienti e puliti e soprattutto delle motorizzazioni ibride ed elettriche, il diesel è ancora re del mercato, soprattutto nel Bel Paese dove il costo dei carburanti è fra i più alti del Vecchio Continente. AutoScout24, la più importante piattaforma classified automotive online d’Europa con oltre 2,5 milioni di annunci, ha rilevato, infatti, un dato record di ricerche di vetture equipaggiate con il motore brevettato nel lontano 1892 da Rudolf Diesel: in un anno, infatti, si è registrato un +10,25% contro un +4,38% delle vetture benzina.

Del resto anche i dati ufficiali dell’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) parlano chiaro. Da gennaio a settembre i veicoli diesel nuovi immatricolati hanno rappresentato il 56,9% del totale contro il 33,1% delle benzina. E il trend rispetto all’anno precedente è in aumento di oltre un punto e mezzo percentuale (55,3%). In tutto il Vecchio Continente, a ben guardare, la situazione non è differente come ha confermato il Financial Times in un recente articolo in cui si mette in evidenza che in Europa il diesel conta per più del 50% delle vendite, nel resto del mondo sviluppato – per esempio Stati Uniti e Giappone – rappresenta appena l’1% del parco circolante.
Sul fronte dei modelli diesel più ricercati sulla piattaforma di AutoScout24 si nota la netta prevalenza di vetture made in Germany dove questo propulsore è stato inventato. In testa la Bmw Serie 3 che nel periodo gennaio/ottobre ha però fatto registrare un leggero calo delle ricerche rispetto al 2015 (-2,18%); seconda la Volkswagen Golf che invece ha messo a segno un +6% delle ricerche; infine l’Audi A4 (+3,72% di ricerche rispetto allo stesso periodo del 2015).

Intanto continua la corsa al rialzo dell’AGPI, l’indice che misura il costo medio di tutte le inserzioni presenti (oltre 415mila) su AutoScout24. A ottobre si sono raggiunti i 14.300 euro con un incremento rispetto al mese precedente dell’1,7% quando l’AGPI aveva toccato i 14.065 euro. Per quanto riguarda i modelli la Volkswagen Golf rimane in testa alla classifica delle auto più ricercate a ottobre; dietro la Bmw Serie 3 seguita dall’Audi A3. Si conferma quarta l’Audi A4. Quinta la Fiat Panda mentre slitta al nono posto la Fiat 500.