martedì 28 febbraio 2017

Sara, ecco la strategia per l'on line

E’ on line il nuovo sito di Sara Assicurazioni, realizzato in modalità responsive per adattarsi automaticamente a tutti i dispositivi di navigazione (pc, tablet, smartphone). Un aggiornamento pensato per soddisfare al meglio le esigenze dei nostri utenti: basti pensare che  nel 2016 il sito sara.it ha registrato oltre un  milione di visitatori per un totale di quasi due milioni di pagine viste e in media un visitatore su 2 l’ha raggiunto da dispositivo mobile.

lunedì 27 febbraio 2017

Infrazioni, tutti i numeri di una piaga italiana

Molte ore della nostra settimana le passiamo in macchina, ma non sempre guidiamo con la dovuta attenzione: secondo un’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research, lo scorso anno sono oltre 19 milioni (equivalenti al 56% dei patentati) gli italiani che hanno commesso infrazioni al codice della strada, mettendo a rischio la propria sicurezza e quella degli altri.

venerdì 24 febbraio 2017

Aci, le 10 proposte al Parlamento e al Governo


Ecco le 10 proposte avanzate dall’ACI:

1 - VIA IL CODICE DELLA STRADA: SERVE IL CODICE DEI CONDUCENTI
Il Codice della Strada - che dalla sua prima stesura ha subito oltre 20 aggiornamenti - conta 245 articoli e numerosi richiami, con un regolamento di attuazione di 408 articoli e 19 appendici: una giungla normativa che gli italiani ignorano giudicandola “troppo tecnica” e “confusa”.
ACI chiede un nuovo Codice dei Conducenti che in 50 articoli orienti con chiarezza i comportamenti degli utenti della strada, rimandando a uno specifico regolamento tecnico l’insieme di disposizioni sulle caratteristiche dei veicoli e delle infrastrutture stradali.

2 - PATENTE “A LIVELLI” PER LE AUTO PIU’ POTENTI
Ogni anno sulle strade muoiono 300 giovani che pretendono di fare al volante cose che non sanno fare. L’incidentalità costa allo Stato 30 miliardi di euro.
Come già avviene per le moto, va introdotta una gradualità per la guida di automobili più potenti. Ai neopatentati è richiesto un solo anno di pratica con veicoli di potenza limitata prima di condurre qualunque auto.
ACI chiede un percorso propedeutico che assicuri la più idonea formazione nel tempo di un bagaglio di esperienza e responsabilità, con l’obbligo di un corso di guida sicura e di un esame pratico per guidare un’auto più potente.

3 - CORSI DI RIEDUCAZIONE STRADALE PER IL RECUPERO DEI PUNTI PATENTE
Il recupero dei punti patente è oggi una formalità burocratica priva di valore formativo, che gli italiani pagano in termini di soldi (almeno 180 euro) e di tempo.
ACI chiede la riforma del sistema di recupero dei punti patente, con l’obbligo di frequentare un corso di guida sicura per i conducenti responsabili di infrazioni gravi o di sinistri mortali, prevedendo un esame teorico e pratico alla fine del corso.

4 - ABOLIRE IL SUPERBOLLO E RIFORMARE LA TASSA DI POSSESSO
Il superbollo per le auto potenti ha ucciso il mercato delle auto sportive. La fuga verso l’estero di veicoli di gran pregio ha compromesso il patrimonio automobilistico nazionale e ha penalizzato l’Erario, che ha incassato il 20% meno delle attese.
ACI chiede l’abolizione del superbollo e la riforma della tassa di possesso. L’attuale sistema di calcolo del bollo auto è obsoleto: non premia chi inquina meno con un mezzo moderno e sicuro. Il bollo va ricalcolato in base alle emissioni di CO2, anche per favorire lo svecchiamento del parco auto circolante.

5 - RIMODULARE LE ACCISE SUI CARBURANTI
Il carburante è la prima voce di spesa per gli automobilisti (1.640 euro ogni anno), più che raddoppiata in 20 anni. Solo negli ultimi due anni il costo del pieno è aumentato del 25%. Su benzina e diesel grava una lunga serie di accise (la prima risale al 1935), che insieme all’IVA frutta all’Erario oltre 32,5 miliardi di euro. Lo Stato predilige questa forma di tassazione perché diretta, ineludibile e senza costi di funzionamento per la Pubblica Amministrazione.
ACI chiede la rimodulazione delle accise sui carburanti e un efficace sistema di sterilizzazione dell’IVA per compensare i rialzi del petrolio.

6 - RIFORMA RC-AUTO PER PREVENIRE LE FRODI E CONTENERE I COSTI
L’assicurazione è la seconda voce di spesa degli automobilisti (740 euro l’anno). Dal 1990 il prezzo delle polizze è cresciuto del 150% e le tasse sono aumentate di quasi sei volte (da 700 milioni a oltre 4 miliardi di euro). Oltre 4 milioni di veicoli circolano senza assicurazione: il danno per le Compagnie sfiora i 2 miliardi di euro, con pesanti conseguenze per i conducenti onesti.
ACI chiede la riforma della rc-auto secondo il progetto di legge presentato dall’Automobile Club d’Italia al Governo Monti, in grado ridurre il costo delle polizze fino al 40% contrastando il fenomeno delle frodi assicurative e razionalizzando il sistema dei rimborsi.

7 - PROVENTI MULTE DESTINATI ALLA MOBILITA’ E FUORI DA PATTO DI STABILITA’
Nel 2012 gli automobilisti hanno speso oltre 2,5 miliardi di euro in multe. La legge stabilisce che il 50% dei proventi sia destinato alla sicurezza stradale, ma è difficile verificare dai bilanci dei Comuni che ciò avvenga realmente.
ACI chiede sanzioni agli Enti locali inadempienti e più rigorosi sistemi di controllo. I proventi delle contravvenzioni devono essere esclusi dal Patto di Stabilità, perché destinati ad investimenti per la sicurezza stradale e non a spese correnti delle Amministrazioni.

8 - PIU’ METRO, BUS E TRAM PER RINUNCIARE ALL’AUTO IN CITTA’
Gli italiani cercano ridurre l’uso dell’auto per contenere le spese, ma non sempre è possibile a causa di un sistema di trasporto pubblico obsoleto e inefficiente, i cui ricavi coprono solo il 30% dei costi. L’età media dei bus è di 10 anni, a scapito dell’ambiente, della sicurezza stradale e del comfort dei passeggeri. Le inefficienze del trasporto pubblico locale costano: per muoversi in città gli italiani spendono 1.500 euro in più rispetto agli altri europei.
ACI chiede la definizione di un Testo Unico per il TPL che regolarizzi la normativa, risolva incertezze e contraddizioni nazionali e locali, favorisca la concorrenza e avvii uno stabile percorso di riforme.

9 - PIU’ INFOMOBILITA’ A LIVELLO LOCALE
Un terzo del tempo trascorso in auto è sprecato in code e traffico. La congestione stradale costa oltre  5 miliardi di euro al Sistema Paese. L’infomobilità è la soluzione più efficace per le nostre città, in grado di razionalizzare i sistemi urbani di trasporto, riducendo del 30% gli incidenti stradali e del 15% il traffico veicolare.
ACI chiede una legge che preveda un sistema di infomobilità integrato a livello locale, per dare ai cittadini e alle imprese la possibilità di compiere scelte di mobilità efficienti e sostenibili.

10 - CABINA DI REGIA DELLA MOBILITA’ PER IL TERRITORIO
Regioni e Comuni deliberano sulla mobilità con troppe difformità e senza sinergie sul territorio, stabilendo anche inutili limitazioni alla circolazione sotto l’egida della salvaguardia ambientale. Ci sono Amministrazioni che investono in semafori, altre in rifacimento di incroci ed altre che costruiscono più idonee e sicure rotatorie.
Perfino le Polizie locali hanno modus operandi molto diversi: gli automobilisti spendono 225 euro in multe ad Ancona e appena 7 a L’Aquila.
ACI chiede l’istituzione di una Cabina di regia della Mobilità, supportata dall’Authority dei Trasporti già in fase di costituzione, che orienti in modo uniforme le scelte nazionali e locali sulla mobilità, indirizzando al meglio le risorse disponibili.

giovedì 23 febbraio 2017

Giornate a rischio, ci pensa Sara

Quando siamo all’interno della nostra casa ci sentiamo protetti, avvolti dalle nostre sicurezze, che visualizziamo nei muri, nelle porte, nelle finestre, insomma nella struttura fisica del nostro appartamento. Per questo lo chiamiamo spesso con termini quali “rifugio” o “tana”, proprio per significare quanto ci sia cara la soddisfazione di quel senso atavico di protezione che ogni persona sente necessaria quando rientra dal lavoro, quando dorme, quando è in seno alla sua famiglia e quando è circondato dai suoi oggetti più cari, quelli che ognuno di noi custodisce con cura per il loro valore affettivo, pratico e in molti casi anche economico.

Sei un appassionato di arte? A casa tua non mancherà certo un quadro, una scultura, un disegno, insomma oggetti che a prescindere dal valore quotato, avranno la tua massima attenzione.

O forse sei un appassionato di musica, ad esempio un collezionista di rarità discografiche o vinili, o meglio ancora sei un musicista che ama conservare la chitarra sulla quale hai iniziato il tuo percorso artistico, messa in bella mostra accanto all’ultimo modello di chitarra elettrica uscita sul mercato e per la quale si, hai speso tanti soldi. Forse troppi per tua moglie, ma questo è un altro discorso.

Più comunemente, potresti essere un appassionato di tecnologia e proprio non riesci a fare a meno di versare alla Apple le tue risorse economiche, affinchè  l’ultimo modello di computer non possa mai mancare sulla tua scrivania.

Adesso concentrati su quanto importanti per te possono essere queste cose, e da uomo razionale quale sei immagina anche che un bel giorno potrebbe capitarti di lasciare  in carica l’alimentatore del tuo telefono cellulare e uscire per andare al lavoro, portandoti dietro il telefono dopo averlo staccato, dimenticandoti di scollegare la presa dal muro. Dai, non dire che non ti è mai successo: succede a tutti.

Ebbene, hai letto le statistiche? Spesso alcuni di questi alimentatori, per un semplice sbalzo di corrente e a volte perché non sono prodotti dalla fabbrica autorizzata i…prendono fuoco. Spesso li carichiamo sul comodino accanto al letto, ci sono le lenzuola, ed è un attimo. Sei in ufficio, ti squilla il telefono ed è la portiera che ti avverte: il tuo appartamento è in fiamme.

Si, fai pure gli scongiuri, ma ti costa meno, davvero MOLTO meno, impedire che la legge di Murphy ti annoveri fra i suoi migliori esempi. Chiedici come.

mercoledì 22 febbraio 2017

Sara Assicurazioni "Ottima"nell'assicurazione auto


La ricerca dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, che dal 2000 conduce diverse indagini nel settore assicurativo, quest’anno ha premiato l’assicurazione auto Sara con la qualifica di «OTTIMA» nella categoria «Protezione Completa».

Gli elementi presi in considerazione sono la «trasparenza dei prodotti e dei servizi», «l’assortimento», «l’esclusione delle rivalse» e «le garanzie accessorie».

L’indagine è stata svolta rilevando la Customer Satisfaction di oltre 3.000 assicurati ed è stata pubblicata su La Repubblica-Affari e Finanza.

martedì 21 febbraio 2017

Il discorso di Rosario Alessi, presidente Sara Assicurazioni

Oggi è presente l’intera forza di SARA sul territorio, una forza indispensabile e strategica perché  quotidianamente si trova a   diretto contatto con la clientela e si misura con la concorrenza molto aggressiva che caratterizza il mercato assicurativo. C’è una   novità assai rilevante al nostro interno, che sicuramente già conoscete. Abbiamo un  nuovo Direttore Generale, il dottor Alberto Tosti, che è in azienda da 19 anni,  La soluzione interna è un importante  segno di fiducia  e di stabilità, e riconosce il valore delle diverse competenze. Tosti si presenta per la prima volta alla Rete con il suo nuovo incarico, e ci indicherà la strada che vuole seguire e gli obiettivi che intende  raggiungere.
Si è conclusa molto positivamente per la nostra Compagnia una non facile fase di risanamento economico, alla quale si è dedicato con grande impegno e abilità Alessandro Santoliquido. Il suo prezioso lavoro ha avuto successo e oggi SARA si presenta con i conti in ordine, il bilancio in positivo e un’ottima solvibilità. SARA è la vostra casa e sapere che possiede delle mura solide  e sicure, è una notizia che credo possa farvi piacere. Queste caratteristiche dello stato dell’azienda sono la premessa indispensabile per affrontare una fase diversa: quella attiene alla competizione  e all’innovazione, in uno scenario economico, politico e sociale caratterizzato da grandi cambiamenti e tensioni.

Il nuovo direttore generale è chiamato in primo luogo ad affrontare i temi della difesa del portafoglio e dello sviluppo dei rami elementari, abilitando al meglio l’attività produttiva. Il fine di questa strategia è quello di potenziare la Rete sul territorio e consentirle di avere dotazioni innovative e servizi efficaci. Tutto questo è sicuramente necessario e  verrà fatto,  ma c’è anche molto altro da fare.

Non è un caso che quanto sta accadendo in tutto il mondo sia stato definito “rivoluzione digitale”. Una rivoluzione che presenta grandi opportunità ma anche pericoli reali, che promette traguardi fino a pochi anni fa impensabili e magari del tutto affascinanti, ma nasconde anche particolari insidie. Quel che certamente sappiamo è  che impone a tutti i settori produttivi, compreso quello delle assicurazioni, di adeguarsi e, quando necessario, di cambiare.
La digitalizzazione sta modificando profondamente le auto di nuova produzione, con l’inserimento crescente di sistemi  che ne aumentano la sicurezza attiva destinati a  ottenere, in primo luogo nei Paesi economicamente più avanzati, una riduzione significativa dei sinistri. Si tratta di  un aspetto largamente positivo e auspicabile, che tuttavia determina  una conseguente diminuzione dei premi RCA. Di qui l’esigenza di intensificare lo sviluppo dei rami elementari ma anche quella di inventare aree di business del tutto nuove.
I costruttori sperimentano già da anni auto che si muovono senza guidatore. Quando entreranno sul mercato e in circolazione, porranno problemi giuridici di attribuzione di responsabilità in caso di incidente e costituiranno una categoria di vetture da classificare dal punto di vista assicurativo.
Altro fenomeno da considerare con attenzione, sempre sotto il profilo assicurativo, è quello della condivisione delle vetture che inizia a erodere progressivamente quello della proprietà. Un motivo in più per aumentare l’interesse per i rami elementari  e per individuare nuovi spazi di  business che ho prima citato.

Non bisogna aver paura del nuovo, ma non si può nemmeno restare passivi e inerti di fronte ai mutamenti che la rivoluzione in atto provoca! Per le assicurazioni in particolare è necessario gestire il cambiamento con modalità che tutelino gli operatori tradizionali, cioè gli agenti. Costituiscono una risorsa indispensabile che va salvaguardata ma essi dovranno a loro volta adeguarsi ad uno scenario in continua evoluzione, valorizzando al meglio le proprie specificità.

SARA a questo riguardo ha una risorsa unica e importante che abbiamo più volte richiamato. Quella di avere come punto di  riferimento una grande associazione come l’Automobile Club d’Italia. Di qui la possibilità e la necessità di intensificare le sinergie già positivamente in atto e di rivitalizzare il rapporto con gli Automobile Club Provinciali.

Sono convinto che questa riunione segnerà un passo avanti positivo nel cammino che dobbiamo percorrere insieme.

Concludo rinnovando con forza un mio  convincimento: la Rete rappresenta il valore principale della nostra Compagnia, insieme con il personale e il management. Buon Lavoro!!!

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Il Club ACI Storico senza segreti



Il fascino di una vettura d’epoca è esclusivo ed ineguagliabile. Per preservarne nel tempo il valore economico, sociale e culturale, l'Automobile Club d'Italia lancia ACI Storico, il Club nel Club per la salvaguardia del grande patrimonio automobilistico italiano.

ACI Storico è la casa degli appassionati e dei collezionisti: un luogo reale dove i possessori di auto storiche - e non solo loro - possono ritrovarsi e condividere le proprie esperienze e la loro grande passione.

ACI Storico è il motore di progetti, servizi ed iniziative volte ad innovare il settore dell'automobilismo d'epoca: lo scopo è quello di garantirgli un futuro valorizzandone la storia. In quest'ottica ACI Storico favorisce lo sviluppo di una normativa al passo con i tempi, offrendo soluzioni e prodotti di riferimento strategico per tutto il settore. Ne è un esempio la lista di modelli con caratteristiche di reale storicità, stilata per la prima volta dall'ACI in ottemperanza a quanto richiesto dalla legge, che rappresenta un prezioso strumento operativo per i collezionisti e soprattutto per le compagnie di assicurazione.

Tra i prossimi passi concreti e tangibili, la costituzione del Registro Storico dell'Automobile Club d'Italia. Già da subito sta prendendo corpo la Biblioteca Storica Digitale dell'ACI, dove reperire e consultare il patrimonio di documenti, libri, pubblicazioni e testimonianze della più antica istituzione dell'automobile nel nostro Paese.

Per conoscere tutte le iniziative visita il sito www.clubacistorico.it

lunedì 20 febbraio 2017

Sorpresa, gli italiani al volante non sono scaramantici

Risultato curioso e per certi versi imprevedibile quello emerso dal sondaggio condotto su un campione di automobilisti italiani da Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), comparatore di polizze auto leader in Italia. Nonostante i cliché, la maggior parte di loro (56%) non si reputa affatto superstizioso, almeno non al volante.

Secondo quanto rilevato dal sondaggio, solo il 44% di chi guida ammette di ricorrere ad amuleti, portafortuna o scaramanzie varie – anche se in quel caso, va detto, non difettano certo di fantasia.
Fra i superstiziosi, il gruppo più nutrito è quello che identifica nel bistrattato gatto nero un presagio di sfortuna: quasi il 17% degli intervistati, equivalente a circa un automobilista ogni sei, se si vede attraversare la strada dal temuto felino si ferma e accosta in attesa che passi qualcun altro o, anche, decide di invertire la marcia e scegliere un altro percorso.

Quasi un automobilista su 10 (8,8%) ricorre alla scaramanzia solo in caso di necessità e se ritiene di trovarsi in una situazione sfortunata comincia a prodursi in gesti propiziatori, uno fra tutti quello, italianissimo, delle corna.

Appena inferiore (7,2%) la percentuale di automobilisti che dichiara di tenere in auto un amuleto; circa il tipo di portafortuna, però, la fantasia spazia: si va dai classici, come il cornetto rosso o un quadrifoglio, ad altri più ingombranti come un ferro di cavallo o originali come un oggetto coi colori della squadra del cuore.

Per arrivare in orario agli appuntamenti si devono muovere per tempo quegli automobilisti che sfogano la loro superstizione facendo sempre un giro completo attorno alla vettura prima di salire (3,6%), così come quelli che, se lo incontrano per strada, non si azzardano a superare un carro funebre vuoto.
Fra le altre superstizioni messe in atto dagli automobilisti italiani, ecco un altro classico, il numero 17. Alcuni intervistati ammettono che se, a fine percorso, il contachilometri segna un numero che finisce con 17 fanno qualche altro metro per arrivare al 18; altri, ancora più radicali, se è venerdì 17 semplicemente… non guidano e lasciano la macchina a riposare in garage fino al giorno dopo!

Principali superstizioni alla guida
1. Gatto nero che attraversa la strada
2. Gesti scaramantici
3. Corno rosso o amuleti vari
4. Giro completo dell’auto
5. Carro funebre vuoto

venerdì 17 febbraio 2017

Anas, Osservatorio del traffico: +2,45% su tutta la rete nel 2016

Il 2016 si è rivelato un anno di crescita per il traffico sulla rete stradale e autostradale di oltre 26 mila km gestita da Anas a paragone con il 2015.

Nell’anno appena concluso, infatti, l’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le infrastrutture principali ha registrato un incremento del 2,45% dei veicoli totali rispetto all’anno precedente, nonostante la diminuzione delle percentuali nell’ultima fase dell’anno. Dicembre ha infatti registrato un meno 5% sui veicoli totali a paragone con lo stesso mese dell’anno precedente, mentre i veicoli pesanti si fermano ad un calo del 4%.

giovedì 16 febbraio 2017

In Italia è record per le scatole nere

In Italia è boom di polizze assicurative dotate di scatola nera. Sono circa 4,5 milioni gli italiani (dati Corriere Economia) che ritengono questo tipo di assicurazione vantaggiosa. Un numero impressionante se si confronta il dato con gli altri paesi europei, dove in media non si superano le 20 mila unità. Ma qual è il segreto di questo successo? Il consumatore è davvero tutelato?

La black box è un dispositivo satellitare dotato di un geo-localizzatore e di un accelerometro in grado di registrare tutti i movimenti del veicolo e lo stile di guida del conducente, quindi, almeno sulla carta, consentirebbe, in caso di sinistro, di aiutare a ricostruire le modalità di accadimento del sinistro stesso.

Tuttavia secondo A.N.E.I.S. (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale), l'installazione della scatola nera sul veicolo rappresenta una vera e propria "invasione della privacy" di cui evidentemente gli assicurati non comprendono la portata.

"In grave pericolo è la tutela della riservatezza e della privacy personale - spiega il Presidente A.N.E.I.S., Giovanni Polato -  in quanto i dati registrati dalla "scatola nera", possono essere divulgati senza il consenso del proprietario del veicolo.

Non solo. La gestione e la "vendita" di tutti questi dati (così come già accade per i social network FACEBOOK o TWITTER o altri) è destinata a diventare una nuova area di business per le imprese di assicurazione, senza alcun vantaggio per gli assicurati.

Infine, giova ricordare che in caso di danneggiamento della scatola stessa, l'assicurato deve rimborsarne il costo all'assicurazione, così come a suo carico sono i costi di disinstallazione in caso di vendita del veicolo.

mercoledì 15 febbraio 2017

Osservatorio RcAuto, ecco le tendenze

Esigenza assicurativa: nel semestre appena iniziato la percentuale di polizze richieste per assicurare auto già possedute cresce rispetto al primo semestre 2016: il dato passa dal 74,7% al 76,6%. Le restanti polizze sono richieste per il 16,6% per l’acquisto di auto usate e per il 6,8% per l’acquisto di auto nuove.

Valore auto nuove: il valore delle auto nuove continua a crescere e a gennaio risulta mediamente pari a 23.600€.

Anzianità auto usate: l’età media delle auto usate cresce leggermente rispetto al primo semestre 2016 e a gennaio è di poco inferiore ai 10 anni.

Tipo alimentazione: rispetto al primo semestre 2016 aumenta la percentuale delle vetture ecologiche: il dato cresce dall’8,0% all’8,4% sull’intero parco circolante e dal 12,8% al 14,2% sulle sole auto nuove. Le restanti autovetture sono per la maggior parte alimentate a gasolio: sull’intero parco auto la percentuale di autovetture a gasolio è 50,2% mentre sulle sole auto nuove è 50,0%.

Percorrenza annua media: i km percorsi mediamente in un anno non subiscono grandi variazioni dal 2014 e risultano nel semestre in corso circa 11.000km/anno.

Classe Bonus Malus e numero di sinistri negli ultimi 5 anni: prosegue il trend di crescita della percentuale di utenti nella prima classe di merito. Il dato registrato a gennaio è pari a 59,9% che è il valore più alto mai registrato su Segugio.it. In accordo con questa tendenza rispetto al primo semestre 2016 è aumentata anche la percentuale di utenti che non ha commesso sinistri negli ultimi 5 anni: il dato passa dall’85,1% all’ 85,6%.

Copertura assicurativa richiesta: prosegue l’incremento della percentuale di utenti che inserisce in polizza la garanzia Incendio e Furto e altre garanzie accessorie. La percentuale cresce dal 22,8% del primo semestre 2016 al 23,3% del semestre appena iniziato.

Tariffe e risparmio: si interrompe il trend di riduzione dei prezzi. In particolare:
• il best price RC, che nel primo semestre 2016 ha raggiunto il valore minimo mai registrato su Segugio.it, è in aumento del 3,7% rispetto al primo semestre 2016.
• la tariffa media RC, seppur in calo rispetto a fine 2016, è in aumento del 5,5%rispetto al primo semestre 2016.


• il risparmio medio conseguibile tramite la comparazione è pari al 44,5% della tariffa media RC. Il 20,0% degli utenti può risparmiare oltre il 50% sulla sola RC.

martedì 14 febbraio 2017

Caro optional, un fenomeno ormai inarrestabile



A scorrere la tabella della nuova analisi mensile della Dat-Italia (azienda leader a livello europeo nella gestione delle quotazioni dell'usato e dei listini del nuovo) c’è da non credere ai propri occhi: lo studio sulle follie degli optional più costosi va dai 36.000 euro della poltrona Frau per l’Audi A8 ai 21.000 euro delle vernici speciali della Mercedes G station 4x4, per non parlare poi dei 10.000 euro necessari per montare il cambio a innesti frontali sulla 500 Abarth 695 Biposto o dei freni carboceramici sempre intorno a 10.000 euro.

Sono accessori costosissimi che possono maggiorare il prezzo dell’auto dal 10 al 25%. E che – da soli – valgono più di una un’auto nuova di segmento A, B o addirittura C o D.

Sapersi districare nella selva degli optional e’ diventato uno sport per chi deve acquistare un auto nuova. Molti concessionari utilizzano le opportunità messe a disposizione dalle case costruttrici di auto per migliorare il fatturato sfruttando l’estrema personalizzazione del veicolo per il cliente esigente.

“Una scelta apparentemente folle che comunque i costruttori devono offrire per tutte le tasche degli automobilisti – commenta l’ingegner Antonio Coppola direttore generale di DAT-Italia- e che il mercato apprezza quando si acquista con entusiasmo un auto nuova. La delusione scatta quando si cerca di vendere l’auto usata perché non sempre gli operatori sanno verificare la presenza ed il prezzo di accessori acquistati a prezzo pieno: spesso non hanno gli strumenti giusti per l’identificazione del veicolo (VIN o telaio per esempio). Ciò comporta una svalutazione eccessiva ed ingiustificata del valore economico e percepito dell’auto usata vanificando gli sforzi tecnologici dei costruttori di auto. Non a caso come Dat-Italia abbiamo lanciato le quotazioni personalizzate con l’elenco preciso degli accessori montati in origine”.

lunedì 13 febbraio 2017

Incidenti stradali: 8 milioni di litri di veleni nelle falde acquifere

Oltre 8 milioni di litri di liquidi inquinanti (oli motore, carburanti, …) e 200 tonnellate di residui solidi (vetro, plastica, …) vengono dispersi ogni anno sulla rete stradale a seguito di incidenti.

Il servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e di reintegra delle matrici ambientali, post incidente, ha come obiettivo la riduzione, fino all’azzeramento, di tali valori. Il cammino verso tale fine è ad oggi scandito dai rilevanti e numerosi effetti benevoli registrati dall’operato di

Sicurezza e Ambiente S.p.A.:
- riduzione del tasso di sinistrosità dovuta alla mancata attività di ripristino della sicurezza stradale;
- salvaguardia dell’ambiente danneggiato dal verificarsi di eventi inquinanti;
-  scrupoloso rispetto del controllo della filiera dei rifiuti;
-  ripristino della scorrevole viabilità in tempi brevissimi;


- miglioramento dell’immagine della “cosa pubblica”.

domenica 12 febbraio 2017

Fondazione Ania, ecco tutte le novità

Ampliare la propria missione per la protezione delle famiglie e delle imprese del nostro Paese, in un momento in cui il sentimento comune è dominato da rischio ed incertezza. E’ l’annuncio con cui, nel corso del convegno “Ti proteggo!”, è stato ufficializzato il nuovo corso della Fondazione ANIA, la Onlus nata nel 2004 per volontà delle compagnie di assicurazione. Dopo 12 anni la Fondazione non si occuperà solo di sicurezza stradale, ma realizzerà un’azione sociale che intercetti le esigenze di sicurezza dei cittadini reinterpretandole in chiave di protezione.

Il convegno odierno è stato organizzato in collaborazione con la Polizia di Stato, partner storico con il quale la Fondazione ANIA in questi anni ha condiviso la strategia, lavorando con l’obiettivo di ridurre il numero e la gravità degli incidenti stradali.

«Le necessità impellenti del Paese – ha spiegato la presidente della Fondazione ANIA, Maria Bianca Farina - e il bisogno di risposte concrete alle preoccupazioni dei cittadini e delle famiglie italiane, hanno portato ad estendere gli obiettivi ed il raggio d’azione della Fondazione verso la sensibilizzazione e la sperimentazione di soluzioni innovative per ridurre i rischi della vita quotidiana. In tal modo la Fondazione potrà contribuire ad innalzare in modo significativo il livello di protezione ed il profilo di certezze del tessuto socio-economico italiano. Così il nostro settore potrà essere, ancora di più e su ambiti ancora più estesi, al servizio del Paese, rafforzandone le fondamenta e potenziandone le capacità di sviluppo».

«L’impegno congiunto della Polizia Stradale e Fondazione Ania – ha sottolineato il Direttore del Servizio di Polizia Stradale, Giuseppe Bisogno - è orientato a diffondere la cultura di una corretta mobilità stradale, perché la prevenzione è anche comprensione del rischio derivante da comportamenti irresponsabili. Molta strada è ancora da percorrere per raggiungere l’obiettivo auspicato e condiviso di salvare quante più vite umane possibile. Il numero ancora troppo alto delle vittime di incidenti stradali impone l’adozione di una politica rigorosa in materia di controllo dei conducenti, sia dal punto di vista dell’idoneità psico-fisica alla guida che da quello del corretto comportamento. Essenziali, a tal riguardo, risultano azioni incisive di sensibilizzazione, dirette a far comprendere quanto sia importante adottare condotte di guida responsabili per la propria ed altrui sicurezza».

Euro NCAP, 20 anni di test

Più di 78.000 vite umane risparmiate da quando - vent’anni fa - Euro NCAP introduceva i severi crash test sulla sicurezza delle autovetture nuove: 1.800 i veicoli testati, 630 le valutazioni di sicurezza, 160 i milioni di euro investiti dal 1997 ad oggi.

Van Ratingen: “Fieri dei risultati, ma miglioramenti rallentano: non dobbiamo abbassare la guardia”

“Siamo molto fieri – ha dichiarato Michiel van Ratingen, Segretario Generale Euro NCAP - che il nostro programma di test abbia portato a miglioramenti importanti nei veicoli e abbia reso l’Europa l’area mondiale con il più basso tasso di incidenti mortali”.

“Euro NCAP ha permesso a milioni di consumatori di scegliere con consapevolezza e fiducia la vettura più sicura disponibile sul mercato. Tuttavia, negli anni più recenti, abbiamo assistito ad un rallentamento nel ritmo di miglioramento, quindi, non dobbiamo abbassare la guardia. Vogliamo far sì che, nei prossimi 20 anni, le strade d’Europa divengano ancora più sicure, non solo per gli occupanti degli autoveicoli ma per tutti gli utenti della strada. Già ora sottoponiamo a test molti più aspetti della sicurezza dei veicoli di quanto non facessimo nel 1997 e siamo intenzionati a proseguire in questa direzione. Il prossimo anno sottoporremo a test i sistemi che riconoscono ed evitano l’impatto con i ciclisti e stiamo pianificando una roadmap particolarmente impegnativa per il periodo 2020-2025”.

9 auto nuove su 10 hanno una valutazione Euro NCAP
Fino al 4 febbraio 1997 - quando, per la prima volta in Europa, Euro NCAP diffuse i primi risultati di crash test realistici e confrontabili da parte di esperti indipendenti - era impossibile per i consumatori confrontare i livelli di sicurezza dei diversi modelli di autovetture. Le industrie automobilistiche, infatti, erano tenute al solo rispetto di requisiti di legge minimi per l’esecuzione dei crash test sui veicoli nuovi, i cui risultati non venivano resi pubblici.

I primi test evidenziarono carenze nella sicurezza delle autovetture più diffuse, costringendo a ripensare il modo in cui i veicoli venivano progettati, per prevenire gli incidenti e salvare vite umane. Dopo vent’anni, 9 auto su 10 tra quelle vendute nel mercato europeo dispongono di una valutazione Euro NCAP e l’industria automobilistica supporta attivamente lo sviluppo di nuovi requisiti che consentano di raggiungere le massime valutazioni di sicurezza. Alcune tecnologie per la sicurezza, che non esistevano o costituivano al più dotazioni opzionali - airbag per guidatore e passeggeri, airbag laterali, segnalatori di mancato utilizzo delle cinture e dispositivo di controllo elettronico della stabilità - sono ormai standard di serie in tutte le vetture vendute in Europa.

I test Euro NCAP sono divenuti ancora più severi e i veicoli oggi possono raggiungere una valutazione massima di 5 stelle, attribuita non soltanto per la capacità di proteggere gli occupanti del veicolo e i pedoni, ma anche rispetto alla capacità di evitare in primo luogo la collisione. I test riproducono le condizioni reali di un incidente che potrebbero portare al decesso o al ferimento delle persone coinvolte. I veicoli che ottengono le valutazioni massime, devono dimostrare di essere dotati di tecnologie di serie che consentono di evitare o almeno ridurre la violenza degli impatti, e che, in caso di impatto inevitabile, offrono adeguate protezioni agli occupanti e agli altri utenti della strada.

Le previsioni del mercato dell'auto fino al 2018


Il mercato dell'auto in sintesi


Emissioni di CO2, ecco la verità

Gli impianti termici per il riscaldamento degli edifici hanno un’incidenza sul totale delle emissioni di CO2 in ambito urbano che è fino a 6 volte superiore rispetto all’incidenza del traffico veicolare. È quanto emerge da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec (che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico) sulla base di uno studio del Politecnico di Milano sull’impatto sulla qualità dell’aria urbana da parte delle principali fonti di inquinamento.

In base ai dati dello studio, effettuato su un campione rappresentativo di cinque città italiane medie e grandi (Milano, Genova, Firenze, Parma e Perugia), il contributo fornito dal settore del riscaldamento da edifici all’inquinamento atmosferico in termini di emissioni di CO2 è pari in media al 64,2% del totale delle emissioni stimate per le città considerate, contro il 10,2% che proviene dal settore della mobilità e dei trasporti motorizzati. La restante quota di CO2 (25,6%) è invece generata dal settore delle attività industriali. In particolare, lo studio pone l’accento sul fatto che oggi, nell’opinione pubblica e nel dibattito politico-istituzionale, il tema dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane sia associato in maniera prevalente al settore della mobilità e dei trasporti motorizzati.

Dalle analisi svolte emerge invece come la quota di emissioni di CO2 da riscaldamento degli edifici sia di entità molto maggiore. Per questo motivo, secondo lo studio, per migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città oggi è necessario focalizzare l’attenzione non solo sul concetto di mobilità sostenibile, ma anche su quello di riscaldamento sostenibile, adottando interventi di riqualificazione energetica come, ad esempio, la sostituzione degli impianti di riscaldamento più vecchi e meno efficienti con impianti più moderni.

Tornando ai dati emersi dallo studio, Firenze risulta essere la città con la quota più elevata di emissioni di CO2 derivanti dagli impianti di riscaldamento degli edifici, con una percentuale che si attesta al 75%, seguita da Milano (74%), Parma (63%), Perugia (62%) e Genova (47%). Se invece si prende in considerazione il settore del trasporto su strada, è Perugia la città in cui il traffico veicolare ha la percentuale più alta di emissioni di CO2, mentre l’incidenza delle emissioni di CO2 da attività industriali è più consistente a Genova.

Negli ultimi anni, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, sono stati fatti importanti passi avanti nella riduzione delle emissioni di molti inquinanti atmosferici dovute ai trasporti su strada, non solo per merito di provvedimenti normativi finalizzati alla riduzione del parco circolante più inquinante, ma anche grazie allo sviluppo dell’industria motoristica che ha investito in tecnologie innovative a basso impatto ambientale. Naturalmente, ci vorranno ancora sforzi notevoli per la realizzazione di un sistema dei trasporti pienamente sostenibile, promuovendo, ad esempio, un uso più ampio dei carburanti alternativi e migliorando l’efficienza dei trasporti con soluzioni di spostamento multimodali e di mobilità condivisa. Delle soluzioni innovative per la mobilità sostenibile, tra l’altro, se ne parlerà diffusamente in occasione della prossima edizione di Autopromotec, che si terrà presso il quartiere fieristico di Bologna dal 24 al 28 maggio 2017.


giovedì 2 febbraio 2017

Sara, la rivoluzione corre on line


E’ on line il nuovo sito di Sara Assicurazioni, realizzato in modalità responsive per adattarsi automaticamente a tutti i dispositivi di navigazione (pc, tablet, smartphone). Un aggiornamento pensato per soddisfare al meglio le esigenze dei nostri utenti: basti pensare che  nel 2016 il sito sara.it ha registrato oltre un  milione di visitatori per un totale di quasi due milioni di pagine viste e in media un visitatore su 2 l’ha raggiunto da dispositivo mobile.

Con l’obiettivo di offrire all’utente un’esperienza di navigazione più amichevole, semplice e funzionale, il nuovo sara.it segna un momento importante per la comunicazione di Sara, che sceglie di abbracciare il social web sin dalle prime pagine del sito, con linguaggio e livelli di servizio diretti ed efficaci.

La vocazione social di Sara, infatti, è sempre più consolidata. Sono oltre 70.000 i likers su Facebook, oltre 7.000 i follower su Twitter. Recenti produzioni video hanno superato 2 milioni di visualizzazioni su Facebook e Youtube. Una presenza nel mondo digital sempre più estesa e apprezzata.
Proprio sulla spinta di questi numeri, è nato il nuovo sara.it, che inaugura una fase del tutto nuova con una grande esperienza di corporate storytelling.

L'organizzazione dei contenuti è pensata per mettere al centro l’utente con un’esperienza di navigazione intuitiva, che permette ai visitatori di trovare accesso immediato alle informazioni richieste e alle soluzioni assicurative più adatte alle loro esigenze.

Il tono della comunicazione è sempre user-friendly, sia che si forniscano informazioni di servizio, sia che si spieghino  le caratteristiche delle singole soluzioni assicurative con esempi concreti, comprensibili, in cui ciascun utente può immedesimarsi.
Il sito si arricchisce inoltre di una componente eduformativa: non più solo una carrellata di prodotti, quindi, ma anche un blog che esplora il quotidiano degli utenti e le possibili scelte da compiere per garantirsi sicurezza e serenità.

Progettazione e realizzazione del sito sono state curate da Web Side Story, giovane agenzia romana che aggiunge il brand Sara a un portfolio clienti già nutrito (Tim, Medici Senza Frontiere, M5S, Unicef, Enel, MoneyGram, Valtur). Partner tecnico Cube Curve People, SEO a cura di Ad Maiora.