venerdì 31 marzo 2017

"Reti ibride": banche e Assicurazioni e la sfida del Web

di CARLO LUNA

L’esplosione digitale non ha risparmiato nessun settore produttivo. Per le Banche e le Compagnie di Assicurazione si tratta di ripensare profondamente strategie e procedure, con una differenza sostanziale fra di loro: l’immagine delle Banche è diventata prevalentemente negativa, quella delle Assicurazioni risulta invece sufficientemente positiva e affidabile.  Una opportunità da sfruttare per affrontare il futuro.

In campo assicurativo – secondo l’analisi del Connected Insurance Observatory-  Web e reti agenziali non sono in alternativa ma hanno dato luogo alla formazione di reti “ibride” con  la fase informativa che prevale sul Web mentre il contatto umano è ritenuto necessario al momento della stipula di una polizza. Questo processo non è omogeneo.

In Gran Bretagna prevale nettamente il Web con il 78 per cento nella fase di conoscenza, l’80 per cento nella scelta e il 67 per cento al momento dell’acquisto. In Germania c’è una sostanziale parità: il 46 per cento acquista  tramite un agente, il 43 per cento su Internet.

Differente la situazione in Italia, dove già nella fase della conoscenza prevale, con il 53 per cento, il contatto umano mentre l’informazione sul Web si ferma al 42 per cento. Ma è al momento dell’acquisto di una polizza che la differenza rispetto a Regno Unito e Germania diventa assai vistosa : il 64 per cento dei clienti ricorre ad un intermediario, il 31 per cento al web.

Nel nostro Paese Italia si registra che più di metà dei clienti hanno un’interazione multicanale con la propria Compagnia. Altra caratteristica della situazione italiana la diffusione della “scatola nera” arrivata, a fine 2016, a 6,3 milioni di unità.

La fiducia dei clienti verso la Compagnia è una base importante per costruire il futuro posizionamento. Il 90 per cento dei clienti è disponibile ad istallare la scatola nera per ottenere uno sconto sul premio. Il 70 per cento desidera ottenere dalla propria Compagnia servizi aggiuntivi.
Per cogliere questa opportunità le Compagnie devono investire nella propria trasformazione digitale e affrontare nuovi bisogni da tutelare.

giovedì 30 marzo 2017

ACI: TREND DIVERGENTE A FEBBRAIO PER AUTO E MOTO USATE SUI BILANCI MENSILI PESA UNA GIORNATA LAVORATIVA IN MENO

In crescita nel mese di febbraio, in termini di media giornaliera (febbraio 2017 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto all’analogo mese del 2016), il mercato delle auto di seconda mano, mentre segna il passo l’usato delle due ruote. I passaggi di proprietà delle autovetture al netto delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno fatto registrare a febbraio un decremento mensile dell’1,7%, che tuttavia come media giornaliera si trasforma in un incremento del 3,3% per effetto della giornata lavorativa in meno.

Segno meno, invece, per il settore dei motocicli che – sempre al netto delle minivolture – hanno fatto registrare una variazione mensile negativa del 9,1%, con un calo del 4,6% in termini di media giornaliera.  

Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 147 usate nel mese di febbraio e 148 nel primo bimestre dell’anno.

Complessivamente nei primi due mesi del 2017 l’aumento dei passaggi di proprietà depurati dalle minivolture si è attestato su valori del 3,6% per le autovetture e dell’1,7% per tutti i veicoli, a fronte di un calo dell’8% di quelli dei motocicli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it

Per quanto riguarda le radiazioni si evidenzia a febbraio una ancora più netta divaricazione di trend tra il settore delle quattro e delle due ruote. Le radiazioni delle autovetture hanno chiuso il mese con una variazione negativa del  2,7% rispetto al mese di febbraio del 2016, che tuttavia si trasforma in un +2,2% in termini di media giornaliera, considerata la già richiamata presenza di una giornata lavorativa in meno. Il tasso unitario di sostituzione risulta pari a 0,71 nel mese di  febbraio (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 71) e a 0,74 nel primo bimestre.

In netto decremento, al contrario, le radiazioni dei motocicli, che a febbraio 2017 hanno messo a segno una diminuzione del 19,5% rispetto all’analogo mese del 2016, che diventa un -15,4% in termini di media giornaliera.

Il bilancio complessivo del primo bimestre 2017 evidenzia, nel settore delle radiazioni, una crescita dell’1,1% per le autovetture e dello 0,9% per tutti i veicoli, a fronte di un calo dell’11,4% per i motocicli.

mercoledì 29 marzo 2017

Italiani poco assicurati: sfida aperta per le compagnie

di ANNA MESSIA*

Gli italiani sono notoriamente pronti a fare la coda nei negozi per comprare l'ultimo modello di smartphone, ma quando c'è da proteggere la propria persona o i propri beni non c'è nessuna corsa all'acquisto, anzi si piazzano in fondo alle classifiche europee degli acquisti . Per assicurare l'abitazione in Italia si spende una media di 93 euro l'anno. Un premio medio superiore solo al Portogallo (72 euro) e alla Grecia (42 euro), ma lontano anni luce dai 416 euro spesi dai danesi, e molto distante dai 262 euro pagati dagli inglesi o dai 249 euro dei francesi (dati Ania). Eppure non si può certo dire che gli italiani non considerino la casa un bene di valore da proteggere, considerando che l'80 è proprietario di abitazione. Non solo.  I terremoti e gli eventi catastrofali che continuano a ripetersi dovrebbero spingere  ad assicurare più di altri la propria casa, ancora di più considerando la fragilità del nostro territorio, visto che si calcola che il 65% delle persone vive in zone a rischio calamità. Invece le statistiche continuano a dire che solo il 2% delle abitazioni delle aree poi fragili è assicurato.

E non è solo l'assicurazione della casa ad essere trascurata dagli italiani. Anche se si guardano le polizze danni, esclusa quella del l'Rc auto, obbligatoria in Italia dal 1969, la differenza con il resto d'Europa è palese. In Francia i premi danni non auto rappresentano circa il 2,4 del prodotto interno lordo, in Germania oscillano tra il 2,5 e il 2,6 negli ultimi tre anni. Mentre l'Italia resta inchiodata da anni sotto l'1%, allo 0,9% per la precisione. Come spiegare questa avversione alle polizze danni? Di sicuro non si tratta di mancanza di fiducia verso le compagnie di assicurazione visto che se si parla invece di polizze Vita gli italiani nel 2016 hanno affidato ben 106 miliardi dei propri risparmi alle compagnie. Ci sono stati anni in cui le polizze, in particolare le gestioni separate, hanno ampiamente battuto i fondi comuni d'investimento nella raccolta di risparmio. E non si può nemmeno dare la colpa alla crisi economica, che pure non ha certo giovato. Perché se si guarda un altro tipo di polizze, quelle per la salute, si scopre che anche queste sono poco diffuse nella Penisola. Ma non per questo gli italiani non spendono per cure mediche e visite specialistiche. Anzi, in ballo ci sono cifre enormi visto che la spesa complessiva degli italiani per rivolgersi ad un medico privato per  cure mediche e interventi supera i 35 miliardi l'anno e per l'85% della  è pagata di tasca propria, senza l'intermediazione di fondi sanitari o di polizze assicurative, che potrebbero essere utili ridurre gli esborsi in maniera considerevole.

La disaffezione degli italiani alle polizze danni diverse dall'Rc Auto sembra piuttosto essere il frutto di una scarsa cultura assicurativa difficile da superare.  Anche se, per il rovescio della medaglia,  per le compagnie la cosiddetta sotto assicurazione italiana potrebbe essere una grande opportunità di crescita e chi sarà capace di innovare in questo mercato ha davanti a se enormi potenzialità. L'impressione è però che ci sia bisogno di trovare un modo diverso di comunicare e presentare polizze danni agli italiani. Magari semplificando  i prodotti, che ancora oggi prevedono spesso clausole poco comprensibili ai più,  a favore di offerte più semplici e immediate, anche in grado di accorciare i tempi. Sfruttando al meglio le enormi potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Un cambiamento che in altri mercati esteri è già partito. Per esempio con l'offerta di polizze che possono essere sottoscritte via smartphone in pochi secondi, utilizzando una app, per assicurare in tempo reale un viaggio appena acquistato. Novità che stanno arrivando anche in Italia e che promettono di rivoluzionare il mercato. Non tanto perché il modello della distribuzione tramite gli agenti verrà messo in discussione, visto che secondo il parere unanime degli operatori di mercato, i clienti continuano e continueranno ad avere il bisogno di parlare con un consulente di cui fidarsi, che gli spieghi il prodotto acquistato e che soprattutto sappia consigliarlo al meglio per tutte le sue esigenze. Ma perché con il nuovo strumento anche l'agente potrà avere a disposizione nuovi mezzi e tecnologie  per comunicare in maniera più semplice e profittevole con i propri clienti. La sfida è aperta.

* Anna Messia, giornalista MF- Milano Finanza


martedì 28 marzo 2017

Alibaba: 350 Alfa Romeo Giulia vendute nel tempo record di 33 secondi


Alibaba Group e Alfa Romeo hanno siglato un accordo con l’apertura su Tmall del flaghip store della casa automobilistica, segnando il record di vendite di 350 modelli di Giulia Milano limited edition in soli 33 secondi durante il “Tmall Super Brand Day”, promozione online di Alibaba.

Rodrigo Cipriani Foresio, Managing Director per il Sud Europa di Alibaba Group, ha così commentato: “La partnership strategica siglata quest’oggi tra Alfa Romeo e la piattaforma Tmall del Gruppo Alibaba è stata celebrata da un record: in 33 secondi sono state vendute 350 Giulia Milano. La scelta di lanciare questo modello in esclusiva sulle piattaforme di Alibaba testimonia ancora una volta la volontà del Gruppo di continuare a lavorare a fianco di grandi brand come Alfa Romeo per portare il meglio del made in Italy ai consumatori cinesi, la cui domanda per prodotti stranieri continua a crescere”.

lunedì 27 marzo 2017

La guida autonoma? Funziona solo in alcune città



New Orleans, Albuquerque e Tucson: queste, secondo uno studio Inrix, fornitore a livello internazionale di informazioni sul traffico e servizi per gli automobilisti, le città Usa più adatte alle auto a guida autonoma. Altre città, come Omaha (Nebraska), El Paso (Texas) e Fresno (California) stando alla ricerca condotta prendendo in esame 1.064 centri abitati degli Stati Uniti, sarebbero infatti troppo congestionate e pericolose per ospitare la "rivoluzione" che da qui a qualche anno a quanto pare invadrà le strade di tutto il mondo, ovvero l'invasione delle auto "che si guidano da sole"...

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ANIA: ASSICURAZIONI, NEL 2016 DIMINUISCE LA RACCOLTA PREMI VITA (-11%) E PROSEGUE IL CALO DELLA RC AUTO (-5,6%)

Raccolta Premi Complessiva – Sulla base delle informazioni fornite anticipatamente dalle imprese di assicurazione operanti in Italia e dalle rappresentanze in Italia di imprese aventi sede legale in paesi europei ed extra europei, l’ANIA ha raccolto i dati relativi ai premi lordi contabilizzati nel 2016 per il portafoglio diretto italiano dei rami Danni e Vita. Le informazioni sono da considerarsi ancora provvisorie. Nel 2016 la raccolta complessiva dei premi delle imprese di assicurazione nazionali e delle rappresentanze per l’Italia di imprese extra europee1 ha superato i 134 miliardi con un calo, in termini omogenei, dell’8,8% rispetto al 2015 (Tav. 1). A questa diminuzione ha contribuito la contrazione sia dei premi del settore Vita (-11,0%) sia dei premi del settore Danni (-1,0%). L’incidenza dei premi totali (Vita e Danni) sul Prodotto Interno Lordo è pertanto diminuita, passando dall’8,9% nel 2015 all’8,0% nel 2016.

Le rappresentanze di imprese europee operanti in Italia in regime di stabilimento2 hanno registrato nel 2016 una variazione negativa dei premi contabilizzati più contenuta rispetto alle imprese nazionali (-2,4% rispetto a -8,8%). La diminuzione ha riguardato sia il settore Vita (-3,9%) sia il settore Danni (-0,8%). Con un volume premi (per il campione di imprese rilevato) pari a 8,8 miliardi, le rappresentanze di imprese europee incidono per circa il 6% della raccolta premi totale. Si stima che questa incidenza sfiorerebbe il 7% qualora si fossero ricevuti i premi da parte di tutte le rappresentanze europee.

Rami Vita – Con riferimento alle sole imprese nazionali e alle rappresentanze di imprese extra europee, nel 2016 la raccolta premi nei rami Vita è stata pari a 102 miliardi in diminuzione dell’11% rispetto al 2015; si tratta della prima contrazione dei premi dopo tre anni di continua crescita: +22% nel 2013, +30% nel 2014 e +4% nel 2015.

Nel 2016, la diminuzione più rilevante della raccolta premi (-25%) si è riscontrata per i prodotti di ramo III - Linked (Tav. 2) i quali hanno registrato un volume di affari pari a circa 24 miliardi, quasi esclusivamente rappresentati da polizze di tipo unit linked. In diminuzione del 5,4% anche i premi del ramo I – Vita umana in linea con il calo già registrato nel 2015 (-5,7%). Le polizze di ramo I si sono confermate, comunque, la scelta primaria da parte dei risparmiatori, riuscendo a calamitare oltre i due terzi dell’intera raccolta Vita (per un volume di quasi 74 miliardi). In diminuzione sono risultati anche i premi del ramo V – Capitalizzazione che, con una raccolta di 2,7 miliardi, si riducono del 21,8%. I due restanti rami, IV – Malattia (79 milioni) e VI – Fondi Pensione (1,8 miliardi), infine, hanno registrato, in controtendenza con gli altri comparti, una crescita rispettivamente del 7,9% e del 6,9%.

Hanno partecipato alla rilevazione tutte le 110 imprese nazionali e le 3 rappresentanze di imprese extra europee che hanno contabilizzato premi nel 2016.

Sono state circa 60 le rappresentanze di imprese europee ad aver aderito alla rilevazione statistica rispetto alle 97 ammesse ad operare in Italia in regime di stabilimento; in termini di premi si stima che queste rappresentino tuttavia circa il 90% del totale (in particolare oltre il 95% nel settore Danni e oltre l’80% nel settore Vita).

L’incidenza della raccolta Vita sul Prodotto Interno Lordo è diminuita passando dal 7,0% nel 2015 al 6,1% nel 2016.

Per quanto riguarda le rappresentanze in Italia di imprese UE, i premi contabilizzati alla fine del 2016 sono stati pari a 4,4 miliardi con una diminuzione del 3,9%, quasi esclusivamente allocabili a polizze di tipo linked (oltre il 70% dei premi totali raccolti da tali imprese). Si sottolinea che i risultati di questo comparto possono essere influenzati dalla non completa disponibilità di dati, essendo questi relativi a un campione di imprese pari a circa l’80% del totale.

Rami Danni – Nel 2016 la raccolta premi nei rami Danni delle imprese nazionali ed extraeuropee è stata pari a 32,0 miliardi in calo dell’1,0% rispetto al 2015 (Tav. 3).

La dinamica è il risultato di:
- una diminuzione nel settore Auto, i cui premi hanno registrato una flessione del 3,8%;
- un aumento negli altri rami Danni, i cui premi sono cresciuti del 2,0%.

Più specificatamente, nel comparto Auto si è registrata una diminuzione del 5,6% nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi e una crescita del 6,5% nel ramo Corpi veicoli terrestri. Si tratta, per il ramo R.C. Auto, della quinta variazione negativa consecutiva: dal 2011 al 2016 i premi sono diminuiti di circa il 25% e il volume premi del 2016 (pari a 13,5 miliardi) è tornato ai livelli della fine degli anni novanta (nel 1999 la raccolta premi era pari, infatti, a circa 13 miliardi). Diversi fattori hanno contribuito al complessivo calo del volume premi del ramo R.C. auto, peraltro, in presenza di un parco di veicoli assicurati che è rimasto sostanzialmente invariato. Tra i più rilevanti è importante menzionare:
- la diminuzione del numero dei sinistri (effetto a sua volta sia delle difficili condizioni economiche del paese che hanno portato a un significativo calo dell’utilizzo dei mezzi privati sia dell’introduzione, nella primavera del 2012, della legge sui danni fisici lievi che ha avuto effetti molto positivi sulla riduzione dei sinistri fraudolenti);
- l’uso progressivo e sempre più diffuso dei prodotti assicurativi legati a device telematici che hanno avuto un ruolo determinante nel ridurre i premi degli assicurati virtuosi che hanno accettato il monitoraggio del proprio stile di guida;
- la forte e crescente competizione fra le imprese le quali hanno potuto beneficiare della sopra citata riduzione di sinistrosità e, quindi, di un miglioramento dei conti tecnici.

Il ramo Corpi Veicoli terrestri (ossia le garanzie incendio/furto, kasko dei veicoli), invece, con 2,6 miliardi di raccolta a fine 2016, è risultato in crescita del 6,5% rispetto all’anno precedente, consolidando la ripresa del comparto avviatasi nel 2015 (+3%), dopo che in sette anni (2008-2014) i premi contabilizzati si erano ridotti di circa il 30%; la crescita dei premi di questo ramo è, infatti, fortemente correlata con la vendita di nuove vetture che era crollata, secondo i dati ACI, di oltre il 40% nel periodo 2009-2013 ma che è cresciuta del 5,5% nel 2014, del 15% nel 2015 e del 18% nel 2016.

Per quanto riguarda gli altri rami Danni, questi sono stati positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale e, rispetto a una crescita complessiva del 2,0%, si è registrata una variazione positiva superiore alla media nei seguenti rami: Tutela legale (+3,8%), Cauzione (+4,9%), Assistenza (+6,3%), Malattia (+9,6%), R.C. Aeromobili (+10,1%), Credito (+12,3%) e Corpi veicoli ferroviari (+56,3%); sono invece risultati in calo i premi del ramo R.C. Generale (-0,2%), delle Perdite pecuniarie (-5,0%) e delle Merci trasportate (-7,0%).

L’incidenza dei premi degli altri rami Danni sul totale premi del comparto Danni è salita dal 47,9% del 2015 al 49,4% del 2016 mentre quella del settore Auto è diminuita dal 52,1% al 50,6%. I rami più rappresentativi, in termini di market share (dopo il settore Auto), rimangono gli Infortuni (9,4%), il ramo R.C. Generale (9,1%) e il ramo Altri danni ai beni (8,6%).

Nel 2016, l’incidenza della raccolta Danni sul Prodotto Interno Lordo è stata pari all’1,9%, come nell’anno precedente.

Le rappresentanze di imprese aventi sede legale nei paesi europei hanno contabilizzato premi per 4,4 miliardi, in linea con quanto rilevato nel 2015. Il settore Auto è risultato in diminuzione del 2,3%; in particolare, mentre il ramo Corpi Veicoli terrestri registra un aumento dei premi più contenuto rispetto a quello delle imprese italiane (+1,6% vs +6,5%), i premi dei rami R.C.

Auto e natanti hanno registrato una diminuzione (-3,6%) minore rispetto a quanto registrato dalle imprese nazionali (-5,6%). È rimasto pressoché costante rispetto al 2015, il volume premi dei restanti rami Danni (-0,5%). Oltre che nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi che, per queste rappresentanze costituisce il 14% del business Danni complessivo, si registra un’incidenza importante nel ramo R.C. Generale (28%), nel settore Credito e Cauzioni (13,3%) e nel ramo Infortuni (9,4%).

NOTA METODOLOGICA
Premi lordi contabilizzati del lavoro diretto italiano. Comprendono tutti gli importi maturati durante l’esercizio per i contratti di assicurazione, indipendentemente dal fatto che tali importi siano stati incassati o che si riferiscano interamente o parzialmente a esercizi successivi; sono in ogni caso esclusi gli importi delle relative imposte e dei contributi riscossi per rivalsa.

I premi comprendono, tra l’altro:
- quelli ancora da contabilizzare, allorché il premio può essere calcolato soltanto alla fine dell’anno;
- i premi unici e i versamenti destinati all’acquisto di una rendita periodica;
- nell’assicurazione Vita, i premi unici risultanti dalla riserva per partecipazioni agli utili e ristorni, nella misura in cui tali premi debbano essere considerati come premi sulla base dei contratti;
- i sovrappremi per frazionamento di premio e le prestazioni accessorie degli assicurati destinate a coprire le spese dell’impresa;
- le quote di premio di pertinenza dell’impresa acquisite in coassicurazione.

I premi lordi contabilizzati vengono determinati al netto degli annullamenti afferenti i premi dell’esercizio (D.Lgs n. 173/97 - Art. 45). Tali premi sono ottenuti dai bilanci civilistici delle singole imprese di assicurazione che vengono redatti secondo i principi contabili locali e non secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS. In particolare la rilevazione riguarda tutti i premi del lavoro diretto italiano, ossia quelli raccolti dalle imprese con sede legale in Italia, inclusi i premi sottoscritti dalle loro sedi secondarie in paesi dell’Unione Europea e quelli raccolti dalle stesse in libera prestazione di servizi (Voce 3 dei Moduli di Vigilanza IVASS n.17 e Voce 4 dei Moduli di Vigilanza IVASS n.20).

Le variazioni percentuali annue dei premi contabilizzati sono calcolate a perimetro di imprese omogeneo, ossia considerando lo stesso insieme di imprese negli ultimi due anni. Settore Auto. In tale raggruppamento sono compresi il ramo 3 (Corpi veicoli terrestri), il ramo 10 (Responsabilità civile veicoli terrestri) e il ramo 12 (Responsabilità civile veicoli marittimi, lacustri e fluviali).

venerdì 24 marzo 2017

Rinnovato l'accordo tra ministero e polizia per la sicurezza dei pullman che trasportano scolaresche

In vista della nuova stagione delle gite scolastiche, è stato rinnovato l'accordo tra ministero e polizia per la sicurezza dei pullman che trasportano scolaresche.

"Le istituzioni scolastiche potranno segnalare alla Polizia Stradale i loro viaggi o programmare controlli lungo l’itinerario, che saranno effettuati a campione, inviando richiesta scritta tramite modulo preposto.  Inoltre, le scuole potranno richiedere,  prima della partenza l’intervento della Sezione polizia Stradale della provincia di appartenenza per un controllo del mezzo di trasporto e per la verifica dell’idoneità del veicolo e del conducente".

giovedì 23 marzo 2017

Groupe PSA lancia Free2Move Lease, la Business Unit dedicata al noleggio a lungo termine

Free2Move Lease, quarta società di noleggio a lungo termine di automobili in Francia con un parco di 200 000 vetture, propone a tutti i suoi clienti, dalla piccolissima azienda fino alla grande multinazionale, un’offerta multimarca disponibile attraverso le reti dei Marchi Peugeot, Citroën e DS.

L’offerta permette a qualsiasi azienda di semplificare la mobilità globale dei suoi dipendenti grazie a servizi tradizionalmente associati al noleggio a lungo termine e alla gestione delle flotte, nonché mediante nuovi servizi che saranno lanciati progressivamente:

· un servizio di gestione connessa delle flotte, Free2Move Connect Fleet, che si basa sui dati accurati provenienti dalla centralina telematica del costruttore installata a bordo per ridurre il TCO (Total Cost of Ownership – costo totale di possesso).
· un servizio di car-sharing per i professionisti, Free2Move Fleet Sharing, che semplifica la condivisione dei veicoli e riduce le spese di viaggio (spese chilometriche, taxi).

Grazie all’esperienza acquisita con 50 000 vetture già connesse, Free2Move Lease mette a disposizione delle aziende servizi collaudati che facilitano l’attività professionale e ottimizzano i loro costi di utilizzo.


mercoledì 22 marzo 2017

Gli italiani cercano l’auto dei sogni sullo smartphone

Se qualche anno fa ci avessero detto che avremmo voluto acquistare anche le automobili tramite il nostro smartphone non ci avremmo creduto, ma una ricerca Accenture rivela che ben il 52% delle persone sarebbe disposto a portare a termine il processo di acquisto online, anche per un bene così importante. L’80% degli utenti utilizza internet nella fase iniziale del processo di acquisto di un’auto e il 62% inizia online tale processo, ancora prima di aver visitato un concessionario.

Tra vari prodotti di consumo l’automobile è uno di quelli che richiede il processo d’acquisto più lungo e complesso. Secondo una ricerca Auto Google richiede circa 72 giorni, in cui l’utente medio spende più o meno 5 ore al giorno online, compiendo più di 20 ricerche e visitando oltre 12 siti. Tutto questo processo viene svolto soprattutto su un dispositivo mobile, che è il mezzo usato dal 78% della popolazione per navigare in app e internet.

Da qui nasce l’urgenza per il settore automotive di imparare a parlare agli utenti mobile e farlo in modo più rilevante ed efficace.

Per muoversi in un ecosistema così ricco e complesso la casa automobilistica Peugeot ha voluto affidarsi a Ogury, società specializzata nel mobile data, per raggiungere gli utenti e portarli ad informarsi sul suo sito circa la promozione del nuovo Suv Peugeot 2008.

Ogury colleziona dati mobile da più di 300 milioni di profili provenienti da 120 paesi nel mondo, e grazie a questi è in grado di selezionare nell’enorme bacino di utenti quelli perfettamente in target con un determinato suggerimento pubblicitario. Per la promozione del Suv Peugeot 2008 Ogury ha deciso di scomporre il lungo e complesso processo di acquisto di un’auto in tre fasi, per rivolgersi ad utenti diversi e ultra profilati in ognuna di queste.

      Awareness: gli utenti si interessano a diversi marchi del settore automotive
      Consideration: gli utenti raccolgono informazioni al fine di mettere i diversi brand/modelli in comparazione tra loro
      Choice: il momento in cui l’utente sceglie e acquista l’auto
Per intercettare gli utenti durante la fase di Awareness Ogury ha creato un targeting matrix volto a selezionare gli utenti rispondenti al target per cui era stata pensata la creatività di Peugeot: ovvero tecnologia e sport. Sono stati quindi raggiunti dalla promozione Peugeot gli utenti mobile che hanno visitato siti e scaricato app affini a questi due ambiti.

Per scovare gli utenti giusti nella seconda fase del processo di acquisto di un’auto, la Consideration, il targeting matrix è stato ulteriormente profilato. Gli utenti affini a Peugeot sono stati trovati in base ai loro movimenti nell’ecosistema digitale: in base a quali app hanno scaricato e utilizzato, quali siti hanno visitato e quanto tempo ci hanno passato. In questo caso, ad esempio, sono rientrati nel gruppo dei possibili clienti Peugeot gli utenti che hanno visitato i siti e scaricato l’app della casa automobilistica francese, ma anche di alcuni dei suoi maggiori competitor, e gli utenti che hanno navigato su siti che si occupano di recensioni e opinioni sull’automotive.

In entrambi i casi solo i profili utente con una percentuale di affinità al matrix studiato da Ogury uguale o superiore all’80% sono stati selezionati per ricevere la promozione. Non solo, nell’adv a loro dedicato, gli utenti hanno potuto vedere quale percentuale di affinità è stata riscontrata tra loro e Peugeot. In questo modo l’annuncio mirava a non essere percepito tanto come una pubblicità, ma più come una raccomandazione di acquisto.

“La sfida non era facile, il modo di comprare un’automobile è fortemente cambiato negli ultimi anni. Soprattutto nelle prime fasi di acquisto gli utenti si affidano molto di più alle opinioni che trovano online e in app. Per questo per noi era importante parlare al nostro pubblico e farlo proprio in quelle fasi e tramite questi strumenti” – afferma Antonio Scotti, responsabile pubblicità e media di Peugeot Italia- “Ogury ha saputo esaudire le nostre richieste e i risultati di KPI della campagna per parlare agli utenti sono stati sorprendenti”.

I risultati
Il suggerimento sembra essere piaciuto visto i risultati: gli utenti hanno avuto un altissimo numero di interazioni con l’annuncio pubblicitario Peugeot, con un costo per sessione e un tempo speso in pagina molto migliori della media. Superiore alla media è stata anche la percentuale di clic al sito (CTR) generati dall’annuncio. Risultato indice della qualità, oltre che della quantità, delle interazioni degli utenti.

“Noi di Ogury non abbiamo fatto altro che quello che ci viene meglio: usare i dati per trovare gli utenti che hanno dimostrato una grande affinità con l’offerta Peugeot, e suggerirgli che quella fosse la macchina adatta a loro” ha spiegato Luca Panella, sales director di Ogury Italia

I prossimi passi
Visto il successo della campagna per la promozione la casa automobilistica francese ha incaricato Ogury di occuparsi degli utenti mobile anche nella fase successiva alla Choice, che ingranerà dai primi mesi del 2017. Questa fase si potrebbe definire di mantenimento del cliente: una volta deciso per l'acquisto, bisogna tenere le persone vicine al brand, proponendo cross-selling, up-selling e incrementandone la fedeltà al marchio.

“Rivolgersi solo agli utenti che possono essere veramente interessati al marchio significa fare pubblicità di qualità e rilevante per chi la riceve. Tutto questo coincide con un ritorno di opinione positiva sul brand, necessaria alla fase successiva alla Choice” spiega Panella, che aggiunge “Su questo nuovo progetto siamo al lavoro da quest’anno, ci piace migliorare sempre e il nostro nuovo obiettivo è di sfruttare il nostro bagaglio di dati non solo per aiutare i nostri clienti a conquistare gli utenti, ma anche per mantenerli e fidelizzarli”.


martedì 21 marzo 2017

Tutti pazzi per il noleggio a lungo termine

Il 2017 è cominciato per Leasys sotto i migliori auspici: i dati consuntivi per lo scorso anno, infatti, registrano ben 54.008 contratti di noleggio stipulati*, che fanno del 2016 l’anno record per le vendite della società di noleggio a lungo termine di FCA Bank.

Un risultato ottenuto grazie a molteplici fattori, ma tutti all’insegna della filosofia Leasys di una grande attenzione al cliente, declinata con attenzioni e servizi specifici per i singoli target.

Importante il ruolo giocato dalle “grandi gare”, ad esempio utilities che hanno rinnovato in toto o in parte la flotta operativa e che di Leasys apprezzano la capacità di gestire incarichi complessi.  A loro, come a tutti i clienti, Leasys ha offerto il valore aggiunto di servizi e di soluzioni tecnologiche che rendono il noleggio sempre più competitivo e vantaggioso. Le aziende, in particolare le PMI, apprezzano, inoltre, la customer experience personalizzata resa possibile dalle tecnologie, sia quelle installate a bordo delle auto sia quelle sviluppate per smartphone e piattaforme web, che sono in grado di velocizzare e semplificare tutti i processi operativi. Lo stesso si dica per i dealer del gruppo FCA, che hanno potuto contare su nuovi strumenti di preventivazione user friendly per la vendita del noleggio Leasys anche in concessionaria.

All’anno record 2016 di Leasys contribuiscono anche i privati, che entrano prepotentemente nel mix dei clienti Leasys grazie all’iniziativa Be-Free, lanciata con FCA. È il noleggio per i privati più competitivo di sempre, una formula semplice e flessibile che in pochi mesi ha conquistato attenzione e ordini.

Ultimo ma non ultimo, l’ampliarsi della gamma dei modelli dei brand FCA ha messo a disposizione vetture di grande appeal che, unite alla gamma dei servizi e della tecnologia, hanno consentito a Leasys di poter dialogare in modo vincente con ogni tipologia di clientela.

Per festeggiare il 2016 anno record delle vendite, Leasys ha voluto coinvolgere tutti i dipendenti in una giornata sotto il segno del numero 54.008.



lunedì 20 marzo 2017

Gli studenti scelgono il loro futuro all'Autodromo Nazionale Monza


Il futuro degli studenti delle scuole superiori corre all'Autodromo Nazionale Monza. Martedì 21 e mercoledì 22 marzo nell'impianto si terrà l'undicesima edizione di Campus Orienta! Il Salone dello Studente, manifestazione organizzata da Class Editori, dedicata agli studenti provenienti dalle classi IV e V degli istituti superiori e ai loro insegnanti.

L'evento permetterà ai giovani di orientarsi nel percorso post diploma, scoprendo quaranta proposte formative e professionali e partecipando a convegni e incontri diretti con le più importanti università pubbliche e private sia italiane che estere, tradizionali e online, scuole di formazione, enti e istituzioni, oltre alle accademie del design e del fashion.

Il rapporto scuola-lavoro, il valore e le opportunità dell’alta formazione tecnica, la psicologia dell’orientamento, i lavori del futuro e le soft skills sono le tematiche principali che saranno sviluppate nel corso di questa edizione all'Autodromo Nazionale Monza, promossa dall’Assessorato all'Istruzione del Comune di Monza e in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, Ambito Territoriale Monza e Brianza.

Entrambi i giorni dalle 9 alle 14, oltre a visitare gli stand delle proposte formative, i ragazzi potranno partecipare a simulazioni di test d'ammissione alle facoltà a numero programmato, misurare le proprie attitudini e competenze linguistiche e prendere parte a colloqui con degli psicologi. Ai professori è dedicato invece uno spazio per confrontarsi, insieme alle Autorità, sui temi dell'orientamento, dell'alternanza scuola lavoro e delle opportunità degli ITS. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.salonedellostudente.it e www.monzanet.it

venerdì 17 marzo 2017

Tagliando assicurativo: dopo la dematerializzazione la metà degli automobilisti non sa cosa fare in caso di controllo

L’entrata in vigore del provvedimento che ha abolito l’obbligo di esporre il tagliando assicurativo ha ormai più di un anno, ma quasi il 50% degli italiani non ha ancora le idee chiare su quello che comporta. A rilevarlo è l’indagine “Stetoscopio - Il sentire degli assicurati italiani”, promossa dalla compagnia assicurativa online QUIXA e condotta dall’istituto di ricerca MPS Evolving Marketing Research.

Ben il 47% degli intervistati non sa dire quali documenti sia necessario mostrare in caso di controlli da quando è stato abolito l’obbligo di esibire il tagliandino sul parabrezza dell'auto, affidando direttamente alle compagnie assicurative il compito di segnalare le polizze emesse in un'apposita banca dati. Nello specifico, quasi 3 italiani su 10 pensano che sia ancora necessario avere il tagliando al seguito anche se non in bella vista, per mostrarlo in caso di richiesta da parte delle autorità. Il 5% crede, invece, che non serva più portare con sé nessun documento, mentre il 14% non ha idea di come comportarsi. Solo il 53% degli italiani sa che a seguito della dematerializzazione del tagliando occorre portare al seguito il certificato di assicurazione. Le più incerte sono le donne: meno della metà (il 49%) ne è informata, contro il 57% degli uomini. I più preparati sono invece i cittadini del Centro, che nel 59% dei casi hanno dato la risposta corretta, mentre la conoscenza più bassa si registra nel Nord Est (49%). A chiarire i dubbi sulle modalità di controllo stanno progressivamente contribuendo le comunicazioni dei diversi organi competenti. Una circolare del Ministero dell’Interno ha confermato, ad esempio, la possibilità per gli automobilisti di esibire il certificato di assicurazione in formato digitale: un’indicazione importante, dato che in molti ormai ricevono i documenti di polizza via mail e gestiscono l’assicurazione dallo smartphone. All’interno della Quixa App messa a disposizione da Quixa, ad esempio, è possibile trovare sempre il certificato di assicurazione e mostrarlo in caso di controlli.

Nonostante le incertezze che ancora rimangono su questo punto, tuttavia, la digitalizzazione in campo assicurativo nel complesso è giudicata in maniera molto positiva dagli intervistati: apprezzano sia l’automatizzazione dei servizi, sia l’uso della posta elettronica in sostituzione di quella tradizionale, sia le assicurazioni online. Inaspettatamente, però, l’entusiasmo scende quando si pensa al generale processo di digitalizzazione in atto anche per molti altri servizi, pubblici e privati, utilizzati quotidianamente dai cittadini.

L’informatizzazione di certificazioni, moduli e bollette fa felici i giovani, ma allo stesso tempo li preoccupa quando pensano alle possibili difficoltà di genitori e nonni. Pensando a se stesso, 1 italiano su 2 sarebbe contento di poter gestire tutti i servizi via web, una percentuale che arriva al 57% nella fascia d’età tra i 18 e i 44 anni. A preoccupare, però, sono i “nonni” e le fasce meno digitalizzate: ben il 96% degli italiani crede che le persone anziane o meno abituate alla tecnologia potrebbero trovarsi in difficoltà nel gestire richieste e servizi via web, perché non hanno le competenze necessarie. Non è un caso, in effetti, che il 61% degli over45 dichiari di trovare scomodo richiedere PIN, effettuare registrazioni o ricordare password. Colpisce, invece, in maniera trasversale il timore di imbattersi in disservizi dovuti a problemi tecnici o alla mancanza di formazione del personale addetto alle nuove procedure, espresso dal 69% degli intervistati di tutte le età. La privacy preoccupa, infine, il 61% del campione.



giovedì 16 marzo 2017

Al Motor Village di Torino oltre 70 studenti in Ingegneria hanno partecipato al “Face2Face with FCA” edizione 2017

Si è svolta presso il Motor Village di Torino la quarta edizione di “Face2Face with FCA”, la manifestazione promossa da Fiat Chrysler Automobiles che ha l’obiettivo di aiutare i giovani ingegneri italiani che partecipano al campionato della Formula SAE, mettendo a loro disposizione il contributo di esperti del settore. In questo modo gli studenti potranno progettare e realizzare la loro monoposto nel miglior modo possibile.

Si è trattato della quarta volta che i due mondi – quello universitario e quello industriale – hanno avuto modo di incontrarsi e scambiarsi reciprocamente le proprie esperienze grazie a “Face2Face with FCA”. Negli scorsi anni i tecnici di Fiat Chrysler Automobiles e del Centro Ricerche di FCA hanno osservato e tenuto sotto controllo i risultati nelle diverse gare delle stagioni di Formula SAE, individuando gli aspetti da migliorare: quest’anno hanno così potuto aiutare i giovani con una maggiore focalizzazione su questi punti deboli.

Logico quindi attendersi positivi risultati al termine delle competizioni che nel 2017 vedranno gareggiare i ragazzi nei maggiori circuiti europei della Formula SAE, con particolare attenzione alla tappa italiana che si disputerà sul circuito Riccardo Paletti di Varano de’ Melegari nella seconda metà di luglio.

La giornata di oggi era organizzata in modo che ai 75 partecipanti provenienti da 19 Università italiane fossero illustrate tematiche fondamentali su come realizzare nel miglior modo possibile una vettura. A disposizione dei giovani, tre “Technical Corner” ognuno dei quali ha approfondito un argomento specifico: Combustion & Electric Engines, Vehicle Design & Regulation e Business Plan & Effective Presentation.

Inoltre, con l’aiuto dei colleghi di FCA Item, è stato allestito un corner di Realtà Virtuale che simulava il configuratore di una Fiat 124 Spider.
Infine, tutti i partecipanti hanno potuto visitare, all’interno del comprensorio di Mirafiori, la sede dell’ente Prototypes dove – grazie al cosiddetto Additive Manufacturing – vengono realizzati con speciali stampanti in 3D sempre più particolari delle automobili.

Le Università coinvolte nel progetto Face2Face with FCA 2017 sono state: Perugia, Roma La Sapienza, Parma, Brescia, Calabria, Politecnico di Milano, Padova, Pisa, Napoli Federico II, Bari, Bologna, Roma Tor Vergata, Trento, Politecnico di Torino, Modena e Reggio Emilia, Firenze, Marche.

Complessivamente, alla tappa italiana della Formula SAE di Varano, si sono registrati 88 team provenienti da 25 nazioni con una partecipazione prevista di oltre 2 mila giovani.

mercoledì 15 marzo 2017

Ancora molto positivi nel 2016 i risultati per il Gruppo SARA, nonostante il calo dei prezzi della RCA

Il Consiglio di Amministrazione di SARA Assicurazioni, riunitosi oggi sotto la presidenza di Rosario Alessi, ha approvato il progetto di bilancio consolidato 2016 del Gruppo che presenta un utile lordo di 107 milioni e un utile  netto dopo le imposte di 71 milioni di euro, seppure in diminuzione rispetto al 2015.

I premi lordi contabilizzati del Gruppo Sara, sono stati pari a 631 milioni di Euro, in calo del 3,7% rispetto al 2015. Il calo è concentrato nei rami danni, che si sono ridotti del 4,1 % a fronte di un calo del premio medio RCA dell’8,1%. I rami danni non auto hanno invece avuto una crescita del 4,3%.
La SARA, Compagnia ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, grazie allo sviluppo dell’offerta e delle competenze della rete agenziale, ha ridotto dal 2009 al 2016 il peso dei Rami Auto sul totale danni (dall’81% al 69%), ma ancora si differenzia dalla media del mercato che è attorno al 48%.

Il CdA di Sara proporrà all’assemblea di destinare circa il 53% degli utili a riserva, ad ulteriore rafforzamento del requisito di solvibilità (al 31.12.2016 a livello consolidato 223% del requisito di solvibilità – SCR - richiesto da Solvency II e 235% per la capogruppo Sara Assicurazioni, entrambi dopo la distribuzione dei dividendi) mentre il CdA di Sara Vita proporrà di destinare tutti gli utili a riserva.

I premi lordi contabilizzati dei Rami  Vita si attestano a 87,2 milioni di Euro e registrano un incremento dello 0,5% rispetto all'esercizio precedente. La nuova produzione Vita, raccolta esclusivamente dal canale agenziale, ha registrato soddisfacenti risultati confermando il trend positivo.

“Il Gruppo SARA – ha commentato il Direttore Generale, Alberto Tosti – oltre a proseguire i piani di diversificazione nel non auto e di efficienza nella gestione del capitale promuoverà adeguati investimenti sulla crescita e sull’innovazione al servizio della rete agenziale che rappresenta, insieme ai dipendenti, il principale valore del business assicurativo.”


mytaxi e Floome insieme per la sicurezza stradale

Al via un’importante partnership all’insegna della sicurezza stradale. mytaxi, azienda leader in Europa per la chiamata taxi tramite app, stringe, infatti, una partnership strategica con Floome, startup innovativa fondata a Padova nel 2013 con l’obiettivo di dare

una risposta veloce e affidabile alla richiesta di conoscere il proprio tasso alcolico a fine serata per evitare di mettersi alla guida quando questo non è adeguato, evitando così rischi per sé e per gli altri, oltre a multe salate e il ritiro della patente o del mezzo.

Continua, dunque, l’impegno di mytaxi a supporto dell’innovazione del settore, questa volta sostenendo una startup tutta italiana che, usando lo stesso sensore utilizzato negli etilometri delle forze dell’ordine, misura la concentrazione di alcol nel sangue (BAC) mandando il risultato direttamente sullo smartphone dell’utente. Basta collegare l’apparecchio al proprio dispositivo mobile, ad esempio tramite gli auricolari, ruotare il beccuccio e soffiare.

Se l’app mostra una schermata rossa dopo il test, il tasso alcolico è oltre il limite consentito dalla legge dello Stato in cui ci si trova.

E in questo caso, tra le alternative “virtuose” fornite da Floome, come il suggerimento di ristoranti dove mangiare qualcosa nei paraggi prima di rimettersi alla guida o chiamare un amico per un passaggio, da oggi verrà segnalata anche la possibilità di utilizzare mytaxi. Per i prossimi tre mesi, infatti, fino a fine maggio, Floome indicherà sulla propria app un codice dedicato ai suoi utenti, il quale, una volta inserito nella app di mytaxi, genererà un voucher di 20 euro da utilizzare per la prima corsa pagata tramite mytaxi. Basta un soffio, dunque, per verificare il proprio tasso alcolico e un click per optare per un servizio di mobilità sicuro e affidabile, come mytaxi.

“Siamo orgogliosi della partnership con Floome”, afferma Barbara Covili, General Manager di mytaxi Italia, “che dimostra, ancora una volta, come la tecnologia possa servire ad innovare il settore, introducendo servizi utili per gli utenti a supporto di questioni importanti come la guida sicura e la sicurezza stradale. Non da ultimo, mytaxi dimostra così il suo impegno a supporto delle startup innovative italiane, come Floome, che si sono contraddistinte per originalità dell’idea, utilità del servizio per gli utenti e prospettiva di sviluppo nei mercati internazionali”.

“Siamo felicissimi di offrire ancora di più ai nostri utenti e mytaxi rappresenta una partnership fondamentale per ridurre la guida in stato di ebrezza” ha dichiarato Fabio Penzo, co-fondatore e Amministratore Delegato di Floome, “Grazie a questo lavoro di squadra, l’obiettivo di Floome è sempre più vicino: rendere le strade più sicure, un soffio alla volta (su Floome)”.

martedì 14 marzo 2017

Nuove nomine in Sara Assicurazioni

Luigi Vassallo, top manager di esperienza che ha operato con successo nei settori della telefonia e del web, è il nuovo capo dell’informatica di SARA. Proviene da Vimpelcom. Vassallo assume l’incarico che per 7 anni è stato svolto con ottimi risultati dal dimissionario Marco Franzi.



lunedì 13 marzo 2017

Crash test, ecco i migliori modelli del 2016

Sono Hyundai Ioniq (segmento B), Toyota Prius (segmento C) e Volkswagen Tiguan (suv) i tre migliori modelli del 2016.
Lo hanno stabilito i crash-test Euro NCAP - il progetto internazionale del quale è partner l’Automobile Club d’Italia - assegnando alle tre auto il punteggio massimo: le 5 stelle, sinonimo di eccellenza.

A partire da quest’anno nei crash test Euro NCAP è stato applicato il nuovo protocollo “Dual Rating”, che prevede una doppia valutazione: equipaggiamento base (quasi una dotazione di serie) ed equipaggiamento avanzato (solo nel caso il ‘Safety Pack’ opzionale sia disponibile almeno nel 50% dei modelli venduti nei Paesi europei).

Nella protezione di adulti e bambini molto buoni i risultati della Hyundai Ioniq (rispettivamente 91 e 80%), mentre l’ibrida giapponese, la Toyota Prius, pur nella configurazione base, eccelle nella sicurezza attiva (85%) e nella protezione dei pedoni (77%).

Per quanto riguarda la Volkswagen Tiguan ottima la protezione dei bambini trasportati con un rilevante 84%, la tedesca, poi, si distingue non solo per l’alto livello di sicurezza garantito a tutti gli occupanti sia sui sedili anteriori che posteriori, anche se di corporatura diversa, ma soprattutto per la salvaguardia dei pedoni grazie ai sensori installati sul cofano che lo alzano per attutire il colpo al momento dell’impatto.

Secondo il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani: "Lo schema di valutazione doppia, con e senza ‘Safety Pack’, ha consentito ai costruttori di includere queste tecnologie per la sicurezza con più gradualità, mantenendo prezzi di accesso competitivi per i modelli base. Siamo, quindi, lieti di vedere una vasta diffusione dei sistemi AEB anche se solo come optional".
I risultati dei test hanno messo in evidenza l'importanza, in termini di performance di sicurezza, del freno automatico di emergenza (Autonomous Emergency Breaking AEB), un dispositivo che viene declinato con parole e tecnologie lievemente differenti da costruttore a costruttore.

venerdì 10 marzo 2017

ACI Team Italia porta Antonio Giovinazzi in F1

Il progetto ACI Team Italia dell’Automobile Club d’Italia ha raggiunto il massimo risultato portando un giovane italiano nella scuderia che identifica da sempre l’Italia nel mondo. L’annuncio dell’Amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles e Presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, sull’ingresso a Maranello del pugliese 23enne Antonio Giovinazzi come terzo pilota delle Rosse culmina il percorso formativo federale dell’ACI finalizzato all’individuazione e alla promozione delle stelle più promettenti dell’automobilismo italiano.

“Ancora una volta il lavoro, la tenacia, e l'aver avuto sempre chiari gli obiettivi da raggiungere ci stanno ripagando – ha affermato il Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani -  e oggi siamo felici che l'impegno con cui ACI ha supportato alcuni dei nostri giovani più promettenti, seguendoli per anni nelle varie Formule, stia dando frutti sempre più concreti. Giovinazzi, pilota ACI Team Italia, sarà la terza guida delle Scuderia Ferrari, da sempre titolare della licenza federale n.1 di concorrente e n.2 di costruttore. Al pugliese si aggiunge anche Antonio Fuoco, pilota Ferrari Driver Academy seguito da ACI in tutti i suoi passi, che potrà essere protagonista nella Gp2 Racing. Altri talenti formati dalla Scuola Federale ACI Sport proporranno a breve la candidatura per essere protagonisti nelle serie internazionali”.

In Ferrari, come in altri team della F1 dove potrebbe approdare per accumulare esperienza, Giovinazzi continuerà a fregiarsi ancora per un anno del logo di ACI Team Italia sulla tuta.

giovedì 9 marzo 2017

Mercato, gli italiani preferiscono le auto nere

C’è una sola caratteristica in grado di scatenare interminabili discussioni in famiglia al momento dell’acquisto di una vettura. Non stiamo parlando di un optional qualunque, ma del colore. Non a caso AutoScout24, il più grande sito di annunci auto in Europa con più di 2,5 milioni di veicoli online, dedica tradizionalmente una parte del  Report annuale sulle tendenze e gli sviluppi del settore dell’usato proprio alla tinta preferita. E anche per il 2016 appena chiuso non ci sono dubbi: la livrea più ricercata dagli italiani è quella nera, che coniuga eleganza a sportività, mentre in fondo alla lista dei desideri c’è il blu. Il 24,9% delle vetture ricercate in Italia sono nere, soltanto il 10,1% opta invece per il colore istituzionale.

Europa in black. A ben guardare su questo punto per una volta il Vecchio Continente sembra essere allineato. L’analisi realizzata su sette Paesi, (Germania, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Austria) mette in evidenza che in cinque nazioni su sette il colore preferito è proprio il nero: il 28,7% delle vetture ricercate è verniciata in questo modo. Qualcosa però sta cambiando, dato che l’anno scorso questa tinta era preferita in sei paesi su sette. Seguono il grigio, con il 18,3%, e il bianco che quest’anno, con il 14,6% delle preferenze, scalza dalla terza posizione il color argento (12,1%).

La Serie 3 regina incontrastata. Sul fronte dei modelli più desiderati per il nono anno consecutivo in cima alle più desiderate dagli europei rimane la Bmw Serie 3 per la quale, però, gli abitanti del Vecchio Continente sono costretti a sborsare il 3,8% in più. Il prezzo medio della berlina di Monaco su AutoScout24 è oggi di 17.395 euro. Seconda vettura più ricercata un'altra tedesca doc, la VW Golf che nel 2016 ha un prezzo medio leggermente inferiore rispetto al 2015 (14.986 euro contro 15.019). In terza posizione si piazza la Bmw Serie 5 (per la quale si paga un prezzo medio di 23.800 euro contro i 24.535 del 2015); quarta l’Audi A4 (nel 2016 il prezzo medio è aumentato del 9,6% toccando i 19.424 euro contro i 17.719 euro del 2015), quinta invece la Mercedes Classe C, il modello in media più costoso d’Europa con 22.482 euro, in crescita dell’11,2% rispetto al 2015 (20.212).

Ford per la prima volta nella top five. BMW è ancora il marchio più popolare e riceve il 13,9% della quota totale in popolarità. Seguono altri blasonati brand tedeschi: Mercedes-Benz (12,7%), Audi (12,1%) e Volkswagen (11,8%). Nel 2016 si segnala una new entry: la Ford conquista un ottimo quinto posto con il 4,4%. E i marchi di casa nostra? Nonostante la crescita dei brand di Fca, la Fiat è nella top five dei più ricercati soltanto in Italia dove risulta la quarta con l’8,7% dietro ad Audi, Bmw, Mercedes-Benz e prima della Volkswagen.

L’AGPI di gennaio. Pubblicato anche l'indice che misura il costo medio di tutte le inserzioni presenti (oltre 415mila) su AutoScout24 che a gennaio segna una leggera diminuzione rispetto al mese precedente: il costo medio ha toccato i 14.528 euro contro i 14.576 euro di dicembre con un calo dello 0,3%. Per quanto riguarda i modelli più ricercati la Volkswagen Golf rimane in testa fra le auto più ricercate del mese in Italia; dietro la Bmw Serie 3. Sorpresa Panda che dal quinto arriva al terzo posto prima del duo di Ingolstadt, Audi A4 e A3. Guadagna una posizione anche la Fiat 500 che arriva alla nona posizione.

mercoledì 8 marzo 2017

ALESSI NEL CDA DI REALE SEGUROS GENERALES

Rosario Alessi, presidente di SARA assicurazioni spa, è entrato a far parte del Consiglio di Amministrazione della Compagnia spagnola SEGUROS, su indicazione di REALE MUTUA.
REALE SEGUROS GENERALES ha sede a Madrid, ed è presente sul mercato iberico con 341 agenzie e una fitta rete di agenti e collaboratori. Tutela oltre 1.500.000 assicurati.

martedì 7 marzo 2017

Dati Istat, crescono gli anziani in Italia

L’età media dei residenti al primo gennaio 2017 sale a 44 anni e 9 mesi, due mesi in più dell’anno prima. Le persone con più di 65 anni superano ormai i 13,5 milioni (il 22,3% della popolazione), quelle con più di 80 anni 4,1 milioni (6,8%), gli ultranovantenni sono 727mila e ci sono - altra buona notizia- 17 mila residenti con più di 100 anni.

lunedì 6 marzo 2017

Aci, Fia e Roma Capitale per la sicurezza stradale

Il Presidente della FIA ed Inviato dell’ONU per la sicurezza stradale, Jean Todt, insieme al presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani sono intervenuti con la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, all’Assemblea capitolina che ha istituito la Consulta cittadina sulla sicurezza stradale, mobilità dolce e sostenibile e recepito la Giornata mondiale per le vittime della strada.

“Ogni anno perdono la vita sulle strade del mondo 2,5 milioni di persone e 50 milioni sono i feriti: gli incidenti sono tra le prime dieci cause di morte nel pianeta, la prima per i giovani tra i 15 e i 29 anni. Solo in Italia si contano oltre 3.400 decessi e 250.000 feriti, in aumento nel 2015 rispetto ai cali costanti degli ultimi quindici anni. Proprio a Roma si registra un preoccupante incremento delle vittime, passate da 140 a 173 negli ultimi tre anni. A differenza di altre malattie, il vaccino c’è: sicurezza, formazione, rispetto delle regole, infrastrutture e veicoli più sicuri, assistenza alle vittime”. E’ quanto dichiarato da Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile ed inviato dell’Onu per la sicurezza stradale, intervenuto oggi a Roma all’Assemblea straordinaria del Comune per l’istituzione della Consulta cittadina sulla sicurezza stradale, mobilità dolce e sostenibile, insieme al presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani.

I lavori sono stati aperti dalla Sindaca Virginia Raggi, che ha espresso “grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della mozione che impegna il Comune a recepire la Giornata mondiale per le vittime della strada, accogliendo le sollecitazioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha indetto la settimana della sicurezza stradale dall’8 al 14 maggio”.

“Da oltre 110 anni siamo impegnati per la sicurezza stradale – ha dichiarato nell’aula Giulio Cesare il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – e uno dei tanti risultati concreti di questo percorso è l’avveniristico Centro di Guida Sicura ACI-SARA a Vallelunga, alle porte della città. Qui insegniamo - ai giovani e non solo - le tecniche di guida responsabile e il valore della mobilità sostenibile. Al volante delle vetture del Centro i ragazzi prendono consapevolezza delle loro reali capacità di guida, la cui diffusa sopravvalutazione è spesso causa di tragici incidenti, soprattutto nelle aree urbane dove si concentra il 40% dei decessi sulle strade. Per contrastare questa piaga sociale serve un’attenzione particolare ed investimenti continui, con risorse già disponibili visti i proventi delle multe”.


venerdì 3 marzo 2017

RcAuto: codice rosso

Allarme per le assicurazioni auto. Nei prossimi 20 anni una “parte significativa” del valore di mercato del business legato alla responsabilità civile dei veicoli (200 miliardi di $ a livello mondiale) rischia di essere letteralmente incenerito dalla rivoluzione in corso nel settore, nella quale confluiscono diversi megatrend fondamentalmente riconducibili all’impatto delle nuove tecnologie ed ai mutati comportamenti dei consumatori. La stima viene da una ricerca globale promossa da Boston Consulting Group (BCG) assieme a Morgan Stanley (“Motor insurance 2.0”) diffusa in questi giorni. La perdita di valore in borsa - la dimensione attuale del mercato è stato calcolata prendendo in considerazione trenta tra i maggiori gruppi assicurativi a livello mondiale - è la diretta conseguenza di un mercato auto in frenata che, in uno scenario estremo, si ridurrebbe dal 18 al 60 per cento a partire dal 2030 e dal 54 all’84 per cento dieci anni più tardi. Insomma, un terremoto.
L’epicentro del sisma sarebbe il mercato assicurativo inglese, più contenuti sarebbero i suoi effetti nell’Europa continentale ed in Korea. In alcuni paesi caratterizzati attualmente da una bassa penetrazione della Rc auto, soprattutto la Cina, il mercato continuerebbe a crescere anche nel contesto sfavorevole. A livello dei singoli gruppi assicurativi i pericoli maggiori li correrebbero le compagnie Usa Geico, Allastate e Progressive e le inglesi Admiral ed Hastings, particolarmente esposte al ramo auto. Generali, le cui aree di business sono più equilibrate, subirebbe invece un minore impatto.

Nei prossimi 20-30 anni - sottolinea lo studio - giungeranno a maturazione i trend che già stanno cambiando la faccia della Rc auto in tutto il mondo. La riduzione degli incidenti resa possibile da macchine più sicure e da congegni anti crash sempre più sviluppati ridurrà innanzitutto il consumo di assicurazione. Un dato tra i tanti esibiti nella ricerca: la diffusione delle macchine “senza guidatore - inizieranno ad essere commercializzate con l’inizio della nuova decade - farà crollare verticalmente il numero di incidenti mortali che attualmente causano circa 34 mila vittime soltanto in Usa. Tutto ciò comporterà, sempre nel mercato statunitense, una riduzione dei costi per risarcimenti stimata tra 160 e 316 miliardi di dollari. Nei gusti dei consumatori, inoltre, tutte le analisi di mercato sottolineano la crescente preferenza, soprattutto tra le giovani generazioni, ad utilizzare il car sharing piuttosto che una macchina di proprietà.

Le coperture assicurative pertanto saranno sottoscritte - probabilmente ad un prezzo più basso - da grandi grandi flotte aziendali piuttosto che da singoli automobilisti. Nella stessa direzione andranno anche le polizze sulle macchine “prive di guida” la cui responsabilità farà sempre più capo ai produttori delle autovetture. Inoltre gli assicuratori dovranno fronteggiare l’ingresso di nuovi competitor (costruttori di macchine, aziende di telecomunicazioni, fornitori di congegni telematici) che potranno utilizzare il loro accesso a grandi quantità di dati per stimare il rischio di un incidente. Le compagnie rischiano così di trovarsi nel ruolo marginale di “fornitori di capitali”. Che fare per non perdere la loro attuale centralità? BCG e Morgan Stanley suggeriscono di utilizzare a fondo le nuove tecnologie informatiche ed i big data per ottimizzare i costi, migliorare i rapporti con i clienti, integrare più strettamente le diverse fasi del ciclo assicurativo (sottoscrizione dei premi, gestione delle polizze e dei sinistri). Sono auspicate anche partnership strategiche con nuovi operatori (aggregatori di dati, fornitori di dispositivi informatici, provider di servizi digitali). Ma sarà comunque una dura battaglia per non scomparire.

Riccardo Sabbatini

mercoledì 1 marzo 2017

FREQUENZA INCIDENTI STRADALI: LE DONNE SUPERANO GLI UOMINI DEL 4,5%

La frequenza sinistri delle guidatrici italiane supera  ormai costantemente quella dei guidatori uomini. Lo rileva il sito www.viapo20.it , magazine sul mondo delle assicurazioni, al suo esordio sul web. Torna in auge il vecchio detto: “Donne al volante pericolo costante”? O invece si deve  parlare in questo caso, con un certo  imbarazzo, di “pari opportunità”?

Ecco i  numeri.
In Italia i guidatori maschi di autovetture , secondo i dati ANIA più recenti (2015),  sono 14.102.303 ,  cioè una percentuale del 57% sul totale.  Hanno causato 797.056 incidenti stradali, con una frequenza sinistri del 5,65 %. Le donne sono 9.131.531, hanno provocato 539.136 incidenti con una frequenza sinistri che ormai ha superato quella degli uomini: 5,90%. Il web magazine www.viapo20.it   sottolinea che dal punto di vista numerico la differenza è dello 0,25, mentre  la differenza reale è del 4,5%.  La svolta è in atto da diversi anni.

 
           

I PRECEDENTI
Il confronto al volante fra uomini e donne ha una lunga storia. Nel numero di Aprile 1991, sulla copertina del periodico dell’ACI, “L’Automobile”, comparve il vistoso titolo: “RCA EFFETTO DONNA”. Il sommario diceva:” Le statistiche dimostrano che gli uomini hanno più incidenti del “sesso debole”. E le assicurazioni stanno pensando di far pagare di meno le donne. All’estero già lo fanno. In Francia, dove la percentuale di incidenti è simile alla nostra, hanno uno sconto medio del 14 per cento”.

All’interno, il giornalista Gianni Franceschi, spiegava: “Sul totale di 227.464 incidenti stradali verbalizzati nel corso del 1989, ben 190.471 sono stati provocati da uomini e solo 36.723 da donne”. Pertanto “10 uomini su 1.000 sono responsabili di incidenti stradali, contro il 7 scarso per 1.000 delle donne”. Ancora più favorevole al gentil sesso il rapporto patente/incidente stradale  che scendeva al 3,67 per mille nelle donne, restando pressoché invariato (9,53 per mille) negli uomini”.
L’argomento ebbe una vastissima eco e provocò un dibattito molto acceso su tutti i media italiani, fra quanti sostenevano che le donne avevano una frequenza  sinistri più bassa solamente perché guidavano meno, e quanti affermavano che erano invece più prudenti e addirittura più capaci degli uomini. Fatto sta che  in Italia e in altri Paesi europei fu messa in cantiere  una tariffa assicurativa RCA  più bassa per le automobiliste.

Da allora molte cose sono cambiate e gli incidenti stradali sono positivamente diminuiti, ma si è verificata una significativa inversione di tendenza, tanto che  dal 21 dicembre 2012 la Unione Europea ha stabilito che il sesso non può più essere un fattore da prendere in considerazione per stabilire la tariffa di assicurazione RCA sulle auto. Anche in quella occasione  se ne discusse fra favorevoli e contrari, sia pure con minore animosità. Tuttavia nessuno riteneva che le donne avrebbero completato  una sorta di poco virtuosa “lunga marcia”, superando addirittura  gli uomini nell’incidentalità stradale, come ha rilevato il web magazine www.viapo20.com.


Seggiolini per bambini, questi sconosciuti...

Nel 2015 in Italia sono morti a causa di incidenti stradali 39 bambini sotto i 14 anni, e più di 11mila sono rimasti feriti. Praticamente ogni giorno dell’anno almeno un bambino ha subito una lesione o è rimasto vittima di un incidente stradale. Un numero che si sarebbe potuto drasticamente ridurre se venissero completamente rispettate le norme sull’uso dei seggiolini auto.

 “Secondo una nostra stima in media una famiglia su cinque non usa il seggiolino auto per i propri figli, o non lo usa costantemente o lo utilizza in modo non corretto – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – di questi, il 65% ammette di non usarlo in modo continuativo, il 27% lo utilizza in modo non corretto, l’8% non lo utilizza proprio. Nonostante i dati sull’incidentalità facciano rabbrividire e nonostante le oltre 157mila sanzioni elevate per l’inosservanza sui dispositivi di sicurezza e di ritenuta dei bambini nel 2015, con importo minimo di 81 euro e la decurtazione di 5 punti patente, c’è ancora una certa resistenza sia all’utilizzo tout court, sia all’uso in modo corretto, del seggiolino auto. Abbiamo un raccolto un campionario di “scuse” o giustificazioni per il non utilizzo, dal “Sono solo pochi metri” al “In macchina piange, preferisco tenerlo in braccio”, dal “Basta legarlo con la cintura di sicurezza” al “Il seggiolino è solo sulla mia auto, con i nonni uso la cintura”. I seggiolini devono essere installati su tutte le principali auto in cui viaggia il bambino, e devono essere utilizzati in modo corretto, utilizzando il seggiolino giusto per l’età, il peso e l’altezza e posizionandolo in modo corretto.”

Per Adoc uno dei maggiori ostacoli alla diffusione dei seggiolini è nel costo degli stessi. Inoltre vanno previste campagne educative e di formazione all’uso.

“Mediamente per un seggiolino si spendono circa 308 euro – continua Tascini -  Considerando che spesso il bambino si trova a dover essere trasportato in più macchine, almeno due considerando quella di un nonno o dell’altro genitore, la spesa può crescere e superare anche i 600-700 euro. E’ sicuramente una spesa impegnativa, non a portata della maggioranza delle famiglie. Per questo crediamo che la spesa per l’acquisto di un seggiolino auto debba poter essere portata in detrazione, al fine di agevolarne la diffusione e l’acquisto, incrementando la sicurezza dei nostri figli. Perché, lo ricordiamo, l’uso corretto del seggiolino in auto riduce il rischio di lesioni gravi sino al 90% e quello di morte sino al 70% sotto l’anno e del 50% nella fascia dall' 1 ai 4 anni. Servono maggiori campagne informative e formative sul corretto uso dei seggiolini auto. Come Adoc siamo pronti a sostenere e a partecipare ad iniziative che aumentino la sicurezza stradale, in particolare dei più piccoli”.

L’Adoc ha inoltre pubblicato sul proprio sito la guida completa alla normativa e al corretto utilizzo del seggiolino auto, aggiornata alle recenti modifiche. Inoltre diffonde, di seguito, il vademecum dei “10 consigli per il viaggio in auto con i bambini”.


I 10 CONSIGLI PER IL VIAGGIO IN AUTO CON I BAMBINI

1.      IL SEGGIOLINO E’ OBBLIGATORIO PER LEGGE: fino ai 36 kg di peso (o 150 cm di altezza) i bambini devono viaggiare in auto con un seggiolino o un adattatore omologato al loro peso e alla loro statura. Il mancato rispetto di questa regola porta a una multa (da 81 a 323 euro) e alla detrazione di 5 punti dalla patente.

2.      IL SEGGIOLINO NON E’ UGUALE PER TUTTI: esistono i seggiolini (adatti fino ai 18 kg di peso) e gli adattatori (dai 18 ai 36 kg), divisi in base al peso in 5 gruppi.

3.      METTERE IL BAMBINO SUL SEGGIOLINO: fino ai 9 kg di peso deve essere messo in un ovetto o nella navicella, sui sedili posteriori, esclusivamente in senso opposto a quello di marcia. Dai 9 ai 18 kg, i bambini possono essere messi nel seggiolino girati nel senso di marcia, assicurandosi che sia ben legato dalle cinture di sicurezza. Superati i 36 chili o il metro e mezzo d’altezza il bambino può viaggiare, sempre seduto nel sedile posteriore, solo con la cintura allacciata.

4.      SEMPRE PROTETTI: non tralasciare mai di legare il bambino, anche se per pochi metri o con la macchina ferma. Anche un piccolo urto può provocare un grave danno a un bambino piccolo non correttamente legato.

5.      ATTENZIONE AGLI AIRBAG: se la vostra macchina è dotata di airbag anteriore non mettete mai il seggiolino del neonato davanti, l’impatto sarebbe devastante sul corpo di un bambino.

6.      MAI DISTRARSI CON MINORI A BORDO: un incidente su sei è causato da disattenzioni soprattutto legate all’utilizzo del telefono. Mani sul volante e occhi alla strada, dunque, specie se si hanno minori a bordo: una sterzata all’ultimo momento o un tamponamento in città potrebbero avere conseguenze anche gravi su bambini piccoli.

7.      SE PIANGE, LASCIALO LEGATO: se il neonato piange e siete soli in macchina, accostate appena potete e verificate che non abbia bisogno di essere cambiato, nutrito o altro. I bimbi tra i 2 e i 4 anni, invece, si rilassano e si addormentano in macchina, ma non prestate troppa attenzione alle loro proteste se siete alla guida da soli. Mai lasciare le mani sul volante o voltarsi se i bambini chiedono qualcosa, piuttosto sfruttare invece lo specchietto retrovisore per guardarli.

8.      MUSICA E GIOCHI PER CALMARLI: è bene avere in macchina un cd con le canzoncine preferite dei bambini. Se dovete affrontare un viaggio lungo senza nessun altro adulto oltre a voi alla guida, meglio dare ai bimbi anche dei giochini: pelouche, libretto o altro. Fatelo prima di partire, posizionando i giochi vicino al loro sedile, di modo da non dover subire le loro continue richieste durante il viaggio.

9.      ATTENZIONE AL CIBO: far mangiare i bambini in macchina può essere pericoloso, soprattutto in caso di incidenti o semplici frenate brusche. C’è il rischio di soffocamento. E’ preferibile farli mangiare, e bere, a macchina ferma, ma sempre legati.

10. CHIUDERE LE PORTE: sembra scontato, ma è fondamentale chiudere tutte le portiere con la chiusura centralizzata, evitando che accidentalmente il bambino possa aprirle in corsa.