venerdì 28 aprile 2017

Buoni Corsa, la Gift/Voucher Card e i Welfare Voucher: rivoluzione per la mobilità



Saranno le «destinazioni», ossia gli esercizi commerciali che offrono prodotti e servizi (palestre, cinema, teatri, negozi….) a pagare con sempre maggiore frequenza il costo dell’auto in car sharing?

Ne è convinta Share’ngo, il primo operatore italiano di car sharing elettrico, che dopo le prime e positive esperienze con Carrefour Express e Carrefour Market a Milano, renderà disponibili alle aziende di cui è diventata ‘’MOBILITY PARTNER’’ i nuovi BUONI CORSA da 30 e 45 minuti su un portale dedicato e realizzato con AMILON – il leader italiano nella commercializzazione di gift card digitali.

Una volta acquistati i Buoni Corsa, i retail partner di Sharen’go potranno darli gratuitamente ai propri clienti – e in questo caso l’offerta sarà comunicata sui computer di bordo delle auto Share’ngo e sulle APP di prenotazione - oppure offrirli ai loro clienti e visitatori con un prezzo massimo suggerito rispettivamente di 6 e 9 euro (0,20 €/m). Uno sconto del 30% sulla tariffa base che contribuirà a generare visite, ingressi in negozio, partecipazione ad eventi o acquisti, con un servizio di mobilità accessibile, comodo e a emissioni zero.

Questa dei Buoni Corsa è solo una delle tre prime innovazioni portate dal nuovo progetto di Share’ngo INTELLIGENT SEED per una mobilità fully environment compliant , che vinca sulla mobilità privata nelle grandi città e contribuisca a renderle sempre più smart.

Il secondo annuncio di oggi è l’avvio della commercializzazione su tutti i portali di AMILON - sia B2B (Giftcardstore.com) che B2C (giftiamo.com) - delle nuove GIFT E VOUCHER CARD di Share’ngo, rese disponibili in tagli diversi (60, 120 e 180 minuti per le Gift Card con iscrizione e 100, 200 e 500 minuti per le Voucher Card) prodotti progettati per essere acquistabili in un attimo e redimibili in pochi minuti durante l’iscrizione a Share’ngo o in Area Riservata (per le voucher card solo minuti).

Regalare minuti corsa e invitare a sperimentare la mobilità sostenibile è forse il regalo più intelligente che possiamo fare oggi ai nostri figli, parenti ed amici – ha dichiarato il Direttore Marketing di Share’ngo Luca Mortara – ma anche una modalità semplice per diventare non solo protagonisti ma evangelisti della mobilità urbana sostenibile, un’attitudine già condivisa da migliaia di clienti Share’ngo che oggi hanno uno strumento semplicissimo… per continuare a fare proseliti’’.

Il terzo annuncio riguarda invece direttamente le aziende che dai primi di maggio potranno acquistare, sia direttamente da Amilon che attraverso le più importanti welfare agencies italiane, i WELFARE VOUCHER di Share’ngo nei tagli che vorranno (da 300 minuti in su) e con facilities efficienti di distribuzione digitale dei voucher a dipendenti e collaboratori via email, siti intranet e portali dedicati ai propri programmi Incentive.

Grazie alla defiscalizzazione di questi voucher introdotta con la Legge di Stabilità dello scorso anno – ha dichiarato Andrea Verri, Amministratore Delegato di Amilon che serve tutte le principali welfare agencies italiane - il bonus mobilità da noi offerto con Share’ngo può produrre importanti risparmi alle aziende e impegnarle nello sviluppo della mobilità condivisa sostenibile, superando pratiche che non aiutano il cambiamento come i buoni benzina, i servizi navetta e il rimborso chilometrico’’.

L’offerta alle aziende di SHARE’NGO non si limita ai WELFARE VOUCHER ma si integra con le CONVENZIONI per l’iscrizione agevolata dei propri dipendenti e collaboratori - una prassi felicemente sperimentata da decine di aziende nei mesi scorsi – e la possibilità per le aziende di creare un BUSINESS ACCOUNT con autorizzazione selettiva dei driver autorizzati, che avranno un doppio PIN per utilizzare le auto Share’ngo sia per l’azienda, con fatturazione mensile all’azienda, che privatamente, con pagamento del servizio sulla propria carta di credito privata.

I nuovi Business Account di Share’ngo saranno presentati a Roma nella seconda metà di maggio e l’utilizzazione di questo servizio porterà altre decine di aziende dalla parte di chi ha fatto una scelta di campo a favore della mobilità sostenibile.

mercoledì 26 aprile 2017

Un nuovo studio rivela che l’utilizzo delle app sta modificando in modo fondamentale il traffico urbano mondiale

Il Digitale sta trasformando radicalmente il nostro modo di spostarci, nelle grandi città. Da alcuni dati provenienti da uno studio globale effettuato da KANTAR TNS per Le Bipe, azienda di consulenza strategica, si evidenzia il cambiamento considerevole che stiamo vivendo in termini di mobilità nelle grandi città. Ed è la progressiva affermazione delle nuove tecnologie che sta guidando la rivoluzione, più degli interessi economici o ambientali.

Il nuovo studio, effettuato per Le Bipe, azienda di consulenza strategica, su come 24.000 persone si muovono nelle grandi aree urbane*, ha riscontrato che il 75% dei cittadini urbani connessi sta attualmente utilizzando le app per organizzare o guidare i propri spostamenti (78% dei cittadini milanesi).

Le app sono usate come assistenza generale per il trasporto, per ottimizzare il costo o la comodità di un viaggio, per chiamare un taxi e per la condivisione di un tragitto/una corsa.

A Milano il 22% degli intervistati oggi guida meno di quanto facesse sei mesi fa (dato che sale al 29% a Shanghai, al 34% a Parigi, al 37% a San Paolo, al 43% a Mumbai e al 24% a New York) ed un terzo delle persone che non sono proprietarie di un’automobile sostiene che il possesso di un’auto sia una scocciatura costosa più che la rappresentazione di  successo e status che aveva un tempo.

Gli ingorghi stradali sono un’ulteriore barriera all’uso delle auto private in città, dal momento che l’88% dei cittadini ha ancora bisogno di spostarsi da un luogo ad un altro per le attività giornaliere, di solito ‘’all’ora di punta’’. In generale, il15% dei non-possessori di auto a Milano  dichiara essere questo il motivo per cui non ne possiede una, dato che sale al 40% a New York  (media del  22% nel mondo urbano analizzato).

Ma in un mondo in cui si prevede che dal 2050, il 70% della popolazione globale vivrà nelle città, è il valore della connettività  ad avere un forte impatto su come le persone scelgono di spostarsi, più che gli aspetti negativi dell’utilizzo delle automobili private.

Le BIPE e Kantar TNS hanno rilevato che tre quarti dei cittadini urbani oggi fanno uso di app per organizzare o guidare i loro viaggi. La possibilità di accedere al modello di servizio in cui si ‘’paga per una corsa’’ con un click su una app dello smartphone, ha rivoluzionato la mobilità globale; abbandonando le loro auto, il 22% delle persone ha adottato servizi di condivisione come sostituzione più popolare.

Tra questi, network come l’americano ZipCar stanno prendendo d’assalto le città; il 13% degli abitanti urbani attualmente condivide in modo regolare una corsa e più della metà dei ‘’Millennials’’ in città come Londra usa servizi come Uber e Gett almeno una volta al mese.

Remy Pothet, Partner di Le BIPE ha aggiunto: ‘’L’avvento delle nuove tecnologie ha dato la possibilità alle persone di utilizzare soluzioni diverse per la mobilità. In Europa, ad esempio, l’uso di carpooling (andare insieme con una sola auto) è passato dal 22% al 29% tra il 2013 e il 2016. Sulla base delle nostre competenze sulla mobilità, si prevede una forte crescita del modello di servizio “on-demand” che porterà il costo dei servizi con chiamata via app a scendere ancora. Il risultato sarà che i consumatori saranno sempre più propensi all’uso di questi nuovi servizi man mano che i prezzi scenderanno. L’arrivo dell’auto a guida autonoma farà crescere ulteriormente questo fenomeno’’.

Andrea Galimberti, Automotive Practice Head Kantar TNS, in Italia ha commentato: ‘’La tecnologia sta trasformando per sempre il modo in cui le persone si spostano nelle città. I produttori di automobili e i diversi player che operano nella mobilità stanno affrontando le nuove sfide che lo scenario presenta con partnership, acquisizioni e sviluppi interni. Soprattutto nei giovani, l’attrattività dell’auto di proprietà non è più così elevata, come un tempo. Si ricerca la funzionalità e si è molto attenti ai costi che il possesso dell’auto comporta. I produttori di auto e componentistica/ricambi devono tenere in considerazione i cambiamenti che lo scenario porterà con se per il futuro. L’Osservatorio Mondiale sulla Mobilità che Kantar TNS ha condotto con Le Bipe ci offre una visione prospettica sulle diverse realtà per stimare l’evoluzione del settore, mentre per gli operatori che si occupano di mobilità ed interscambio/commuting, la possibilità di analizzare le diverse realtà urbane, i modelli di trasporto individuale/collettivo utilizzato, le aree di forza e le caratteristiche che le contraddistinguono. In questo modo, sarà più facile individuare aree di miglioramento.”

lunedì 24 aprile 2017

car2go, lo studio sulla clientela

Il car sharing a flusso libero è in continua espansione. Nel primo trimestre del 2017, i noleggi di car2go sono, infatti, aumentati del 23% arrivando a quota 6,2 milioni. In tutto il mondo, il leader di mercato ha raggiunto oltre 2,3 milioni di clienti in 26 città. Di questi, 1,3 milioni sono attivi nelle 14 location europee, dove, secondo un sondaggio  car2go, i principali motivi che spingono gli utenti ad utilizzare il servizio sono molto differenti di città in città.

Ad Amsterdam, il 73% dei clienti car2go intervistati ha dichiarato di utilizzare regolarmente il carsharing di Daimler per attività di svago, come andare al ristorante. A Vienna, invece, meno clienti guidano car2go con questo scopo, sebbene più della metà (53%) raggiunga i “Beisl”, caratteristici ristoranti viennesi, a bordo di una auto car2go.
Gli utenti di Roma, la città Eterna, noleggiano una car2go per andare al lavoro più frequentemente (35%) degli altri clienti europei. Per esempio, a Monaco, questo tipo di noleggio viene effettuato più raramente (21%).

A Vienna, le auto car2go sono utilizzate maggiormente per appuntamenti privati (45%) come andare dal dottore, diversamente dai cittadini di Düsseldorf e Colonia in Renania, tra cui questo modello di utilizzo non è così comune (31%).

Nel centro finanziario di Francoforte, il più alto numero di clienti guida un veicolo car2go per effettuare commissioni private, come andare al supermercato, mentre i milanesi, nella città della moda, utilizzano le auto car2go raramente per fare shopping (14%).

“Le città car2go sono molto diverse tra loro e anche i cittadini hanno abitudini differenti. Ciò si riflette di conseguenza nell’utilizzo che fanno del nostro servizio,” afferma Olivier Reppert, CEO di car2go. “Tutti i nostri clienti hanno, però, una cosa in comune: vivono in città dove non hanno davvero bisogno di utilizzare l’auto di proprietà, avendone comunque tante a disposizione grazie al carsharing.”

In Europa, circa il 60% della clientela car2go è di età inferiore ai 36 anni. Ciò varia leggermente di città in città. Solo in Italia l’età media degli utenti è nettamente più alta: il 55% degli utenti ha, infatti, più di 36 anni.

giovedì 20 aprile 2017

Vacanze Sicure, l’iniziativa di Polstrada e Pneumatici sotto controllo



Vacanze Sicure, l’iniziativa di Polstrada e Pneumatici sotto controllo per sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza del pneumatico per la sicurezza stradale è ai nastri di partenza.
L’edizione numero 14 vedrà coinvolte l’Emilia Romagna, la Sicilia, la Calabria, il Trentino Alto Adige, la Sardegna e la Puglia.

A rotazione ogni anno alcuni Compartimenti vengono coinvolti in questo progetto che vede una prima parte di attività formativa specifica in aula e poi una seconda parte, su strada per i controlli.
I controlli su vettura previsti dal 20 aprile al 5 giugno sono oltre 10.000 e si concentreranno principalmente nelle regioni oggetto del progetto Vacanze Sicure di quest’anno. Al termine i dati verranno raccolti e analizzati secondo il consolidato modello del Politecnico di Torino e i risultati verranno illustrati a luglio in occasione di una conferenza stampa che ancora una volta avrà lo scopo di sensibilizzare gli automobilisti sul tema.

Ogni regione è stata già indagata, anche più volte, nel corso di questi anni e ormai il numero dei controlli totali su tutto il territorio supera i 150.000.

Le infrazioni più comuni statisticamente nel corso degli anni sono le gomme lisce, danneggiate, non rispondenti alla carta di circolazione o non omologate.

L’iniziativa ha portato risultati molto positivi sia ai fini dell’informazione e sensibilizzazione, sia ai fini della riduzione delle infrazioni: si è infatti riscontrato che a distanza di tempo, in genere le infrazioni sono diminuite dove sono stati fatti i controlli negli anni precedenti.
Con un parco auto sempre più vecchio, il 50% ha più di 10 anni, la manutenzione dell’auto assume un ruolo fondamentale per la sicurezza stradale.
Il concetto di scarsa manutenzione s’intende non solo riferito al veicolo, ma anche più in generale alla rete infrastrutturale e alle strade. Infatti sempre più sulle strade troviamo gomme con ernie, tagli e bozze dovute a buche.

Il pneumatico è l’unico punto di contatto tra il veicolo e il suolo; su una superficie grande come quella di una cartolina si scaricano tutte le forze direzionali, il peso e la frenata della nostra auto.
Questa immagine ben rappresenta quanto siano importanti le scarpe della nostra vettura, soprattutto in questi ponti che vedranno tanti italiani muoversi lungo lo stivale per raggiungere familiari e località di vacanza.

Quindi prima di mettersi in viaggio la raccomandazione è quella di andare da un gommista per far fare un controllo visivo dello stato dei pneumatici e per il gonfiaggio.
Un’operazione che ,nonostante i Rivenditori Specialisti effettuino gratuitamente, non viene eseguita dagli automobilisti. “Infatti oltre il 52% degli automobilisti circola con gomme sottogonfiate” – dice Fabio Bertolotti, Direttore Assogomma – “un problema di sicurezza in quanto la frenata si allunga e la sterzata è meno precisa, ma anche un danno per l’ambiente e per il portafoglio visto che i consumi di carburante aumentano fino al 15% e le gomme si usurano in maniera disomogenea e quindi vanno sostituite prima”.

Sul tema il Direttore del Servizio Polizia Stradale Giuseppe Bisogno osserva “purtroppo sono ancora troppi i conducenti che circolano con pneumatici lisci o danneggiati e che utilizzano pneumatici non omologati. Per contrastare questa tendenza è necessario un impegno a 360 gradi: prevenzione, controlli, informazione, per promuovere un nuovo approccio culturale di legalità sulle strade. E’ importante comprendere che non si tratta solo di evitare la sanzione pecuniaria, in gioco vi è un interesse certamente superiore: la nostra e l’altrui sicurezza. Grazie all’iniziativa Vacanze Sicure, ormai giunta alla 14° edizione, continuiamo a richiamare l’attenzione degli utenti sull’importanza di una attenta manutenzione del veicolo, pneumatici in primis, per viaggiare sicuri”.
A partire dal 15 aprile poi gli automobilisti devono generalmente procedere alla sostituzione dei pneumatici invernali con quelli estivi non solo per rispettare le norme di legge, ma anche e soprattutto per ottimizzare le prestazioni dei loro pneumatici e della vettura.
Quando fa caldo la gommatura estiva offre vantaggi economici e ambientali, ottimizzando il consumo di carburante e delle gomme stesse.

mercoledì 19 aprile 2017

Al Fleet Motor Day protagonista la mobilità aziendale

252 fleet e mobility manager presenti per un totale di 530 partecipanti, 31 brand automobilistici protagonisti con numerose anteprime nazionali e oltre 1.500 test drive effettuati.

Sono questi i numeri registrati dalla terza edizione del Fleet Motor Day, l’evento annuale dedicato ai gestori delle flotte aziendali promosso presso l’autodromo di Vallelunga da Sumo Publishing con il patrocinio dell’Osservatorio Top Thousand, composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende nazionali e multinazionali e di ANIASA – l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici.

Questa edizione è stata aperta dalla presentazione dei risultati della ricerca “Noleggio&Qualità” che ha proposto un focus innovativo sul livello di gradimento di fleet e mobility manager per l’offerta di noleggio a lungo termine, commentati dal Presidente di Top Thousand - Riccardo Vitelli e dal Direttore della sezione Noleggio a Lungo Termine ANIASA - Pietro Teofilatto.

L’evento ha consentito ai gestori dei parchi auto di visionare e provare in poche ore decine di modelli (con differente alimentazione) che potrebbero rientrare nella propria flotta su diversi circuiti.

Diverse le anteprime nazionali, messe a disposizione dei fleet e mobility manager intervenuti: Opel Insignia Grand Sport (solo statica), Land Rover Discovery, Mercedes GLA, Toyota Prius Plug-in, Peugeot 5008.

martedì 18 aprile 2017

Aci, marzo positivo per l'usato di auto e moto

Bilancio più che positivo nel mese di marzo per il mercato dell’usato, che nel settore auto torna ad attestarsi su valori assoluti analoghi a quelli raggiunti nel 2006, mentre il settore delle due ruote registra addirittura in termini assoluti il valore più alto mai ottenuto nel mese di marzo. Da non sottovalutare, tuttavia, la presenza di una giornata lavorativa in più rispetto al mese di marzo del 2016, che ridimensiona in parte le percentuali di incremento mensile.

I passaggi di proprietà delle quatto ruote depurati dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) a marzo 2017 hanno messo a segno un incremento mensile del 11,3%, che si riduce al 6,5% in termini di media giornaliera. Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 138 usate nel mese di maggio e 144 nel primo trimestre dell’anno.

I passaggi di proprietà dei motocicli, sempre al netto delle minivolture, hanno chiuso invece il bilancio del mese di marzo con una variazione positiva del 21,5%, che si trasforma in 16,2%  se si considera la media giornaliera.

Nei primi tre mesi del 2017 si sono registrati complessivamente incrementi del 6,3% per le autovetture, del 4% per i motocicli e del 5,4% per tutti i veicoli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it

Risultati divergenti, al contrario, per quanto riguarda il bilancio mensile delle radiazioni. Per le radiazioni delle autovetture i dati di marzo evidenziano un aumento dell’8,8% rispetto allo stesso mese del 2016 (+4,1% in termini di media giornaliera). Il tasso unitario di sostituzione risulta pari a 0,64 nel mese di marzo (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 64) e a 0,70 nei primi tre mesi dell’anno.

Diversamente per le radiazioni dei motocicli si segnala una variazione mensile negativa del 4,9%, che scivola ulteriormente in terreno negativo (-9,1%) in termini di media giornaliera.

Nel primo trimestre 2017 le radiazioni hanno registrato incrementi complessivi del 3,7% per le autovetture e del 3,3% per tutti i veicoli, mentre il settore dei motocicli evidenzia un valore negativo del 9,2%.


venerdì 14 aprile 2017

Enjoy r-Evolution, la mobilità 2.0



La Enjoy r-Evolution continua. Le 500 rosse Enjoy in condivisione a Milano, Roma, Firenze, Torino e Catania si attrezzano sempre più per una sharing mobility semplice e all’avanguardia. Infatti  prenotazione e gestione del noleggio già avvengono totalmente tramite app e non più attraverso il computer di bordo. Enjoy è pensato per chi è sempre in movimento: per questo l’app diventa l’unico strumento per procedere con tutte le operazioni in modo semplice e veloce, dal proprio smartphone e in qualunque posto.

Da oggi, inoltre, parte il self-refuelling ovvero la modalità di rifornimento delle auto Enjoy da parte dei clienti, che permetterà l’accumulo di minuti di noleggio. Come? Nella fase di prenotazione, chi visualizzerà un’auto con un livello di carburante al di sotto del 30%, potrà effettuare il pieno di benzina senza costi, perché a pagare ci pensa Enjoy! Nell’era della sharing mobility, anche la gestione delle operazioni di rifornimento avviene tramite app: una volta individuata l’Eni Station abilitata e fermato il veicolo davanti all’erogatore contrassegnato da segnaletica Enjoy, si potrà rifornire l’auto, solo con benzina super (no altri carburanti). Niente costi per il cliente, anzi un voucher in omaggio da 5 euro sarà accreditato sul profilo personale per futuri noleggi.

Le Eni Station abilitate nelle 5 città dove è presente il servizio saranno inizialmente una sessantina e cresceranno costantemente nelle prossime settimane, fino ad arrivare ad una copertura ideale cittadina ed extra-cittadina, per permettere agli Enjoyers un utilizzo delle auto più a lungo, ovunque si voglia andare.

giovedì 13 aprile 2017

Konsumer Italia: tariffe Rc Auto, si attenuano le diminuzioni e si rialzano i costi per i sinistri

Il presidente Fabrizio Premuti avverte “Il 2017 può diventare l'anno della ripresa delle tariffe se la politica continua a rimanere inerte”. “Come prevedevamo, il 2016 finisce con una diminuzione del trend positivo per le tariffe” dichiara il presidente Konsumer Italia Fabrizio Premuti, commentando i dati diffusi oggi da IVASS sull’andamento prezzi della garanzia Rc Auto “Un trend legato ad una diminuzione dei sinistri ed un sostanziale contenimento dei costi, da un lato e, dall’altro, al diffondersi di contratti con la scatola nera che registra punte del 50% in molte province. Un virtuosismo destinato ad essere superato da segnali precisi che arrivano dal fronte dei sinistri”.

Fermare l'inversione di tendenza e mantenere il contenimento delle tariffe deve essere il perno centrale dell'azione politica: approvare le tabelle per le macroinvalidità e portare la scatola nera su tutti i veicoli sono tra le proposte di Konsumer Italia per una Rc Auto equa e con tariffe più vicine a quelle europee.

mercoledì 12 aprile 2017

Sara Assicurazioni e Ala, ecco le strategie per i clienti


Sara Assicurazioni ha realizzato un progetto di consolidamento delle proprie attività  che, dal 15 novembre 2015, comporta la fusione per incorporazione di Ala Assicurazioni SpA in Sara Assicurazioni SpA e la contestuale creazione della divisione commerciale  Sara divisione Ala.

Per il cliente Ala Assicurazioni non vi sono cambiamenti:
•i contratti stipulati con Ala Assicurazioni rimangono attivi alle medesime condizioni sottoscritte e sono garantiti da Sara Assicurazioni
•l’agenzia presso cui avete stipulato il contratto continua a essere vostro punto di riferimento e  prosegue l’attività con il marchio Sara divisione Ala
•tutto il personale che opera in agenzia è come sempre a vostra disposizione per eventuali informazioni e per soddisfare ogni vostra esigenza di natura assicurativa

martedì 11 aprile 2017

Maxi accordo nel mondo del Ride-sharing

LeasePlan, multinazionale leader nella gestione delle flotte aziendali e nelle soluzioni per la mobilità e Uber, azienda leader di ride-sharing, amplieranno l’attuale collaborazione in Portogallo, Francia e Paesi Bassi a un livello paneuropeo. Le società hanno firmato un memorandum d'intesa che afferma che LeasePlan renderà disponibile una soluzione completa di noleggio a lungo termine ai partner-conducenti Uber in tutta Europa. La proposta Uber di LeasePlan consiste in un ampio pacchetto di servizi, dalle riparazioni e la manutenzione fino all’assicurazione - che consente agli automobilisti Uber di concentrarsi sul proprio core business.

Il Ride-sharing consente alle persone in tutto il mondo di usufruire di un trasporto in un modo sicuro, conveniente e affidabile. Questo nuovo sviluppo ha un notevole impatto sul miglioramento della mobilità in tutto il mondo. Uber, attiva in oltre 100 città in Europa, è la forza trainante dietro questa tendenza e ha identificato LeasePlan come fornitore di veicoli di locazione per i conducenti che desiderano accedere a opportunità economiche attraverso la app Uber. "Ogni settimana, Uber collega decine di migliaia di conducenti in tutta Europa offrendo opportunità economiche con il semplice tocco di un pulsante. Ma a volte l'accesso a una macchina può essere difficile. Con questa partnership, vogliamo assicurare ai conducenti di essere in grado di ottenere le migliori offerte sul mercato e rendere la guida con l'applicazione Uber più semplice possibile", afferma Pierre-Dimitri Gore-Coty, Responsabile EMEA di Uber.
La crescente popolarità della mobilità on-demand sta portando a opportunità di crescita significative per LeasePlan. L’azienda è ben posizionata per diventare leader nella fornitura di servizi di gestione flotte per il settore ride-hailing. "Il core business di Uber consiste nel connettere i conducenti con i passeggeri attraverso una tecnologia avanzata", dice Tex Gunning CEO di LeasePlan. "Fornire le auto e il loro mantenimento su strada è la nostra expertise, quindi siamo molto ben posizionati per aiutare i conducenti a soddisfare le loro necessità”.
In Portogallo, centinaia di conducenti che usano la app Uber hanno già preso a noleggio un veicolo LeasePlan. In Francia e nei Paesi Bassi la collaborazione tra LeasePlan e Uber è appena iniziata. Nel corso del 2017 anche i partner-conducenti in 23 paesi europei saranno in grado di beneficiare delle soluzioni di mobilità senza pensieri di LeasePlan.

lunedì 10 aprile 2017

ANCORA VIETATE IN ITALIA LE POLIZZE ANTIRAPIMENTO

All’inizio degli anni ’90 l’apice raggiunto dai rapimenti, iniziati dall’Anonima Sequestri, portò alla legge n.82 del 1991, la quale dispone il congelamento dei beni e il divieto di contrarre assicurazioni a copertura del rischio di pagare il riscatto nel territorio italiano. Quindi un espresso divieto di stipula per le c.d. Polizze Kidnapping and Ransom. Presupposto sul quale si basa il divieto è quello di non incentivare il business dei rapimenti.

L’Italia è l’unico paese europeo a non poter usufruire di questa formula assicurativa. Ben lo sanno quelli che per lavoro ( giornalista, tecnico o altro) devono recarsi nei cosiddetti  “fronti caldi”, dove guerre e situazioni politico economiche hanno favorito i sequestri, oppure navigare tratti di mare dove incursioni dei moderni discendenti di Edward Teach, il pirata Barbanera, non sono rari. Tuttavia, nella realtà è comunque possibile accedere a queste polizze, acquistandole soprattutto in Inghilterra e Stati Uniti, ed escludendone la validità in territorio italiano.

Secondo l’ONU, il danno economico generato ogni anno dalla pirateria supera i 7 miliardi di dollari, e negli ultimi anni il mercato delle polizze K&R è cresciuto in modo esponenziale, con un aumento dei costi fino al 300%, in base alle zone di rischio ed ai servizi aggiuntivi offerti. Si va dalla possibilità di gestire i negoziati, fino al progetto dei Jardine Lloyd Thompson di Londra di costituire una compagnia pubblico-privata dotata di una propria flotta armata per offrire un servizio di scorta ai mercantili in transito nel Golfo di Aden, ad un prezzo di poco superiore ai 20.000 dollari a tratta.
I tanti rapimenti di cittadini italiani all’estero, e le conseguenti richieste di riscatto, hanno riportato negli ultimi tempi l’attenzione sulle polizza K&R. Infatti, modus di pagamento e provenienza del denaro pagato ai rapitori non sono chiari, ma è certo che una polizza K&R avrebbe facilitato e abbreviato i tempi per il rilascio, fugando ogni dubbio sulla provenienza del riscatto.

Invero, il divieto stabilito dalla legge n.82 del 1991, non si riferisce al sequestro commesso a scopi eversivi o di terrorismo, né tantomeno può essere esteso ai delitti derivanti da atti di pirateria, i quali sono puniti dall’art. 1135 del codice della navigazione, che prevede anche la violenza in danno alla persona. Dunque non si evince la ratio per la quale, ad esclusione di quel che espressamente indica la legge, alle compagnie assicurative nazionali sia preclusa la possibilità di stipulare polizze K&R, con un danno di parecchi milioni di euro, a beneficio della concorrenza straniera. Infatti, non si rileva alcun contrasto normativo tra le polizze K&R e le nostre leggi.
                                                                                                                                          N.O.

venerdì 7 aprile 2017

Presentata la ricerca su “Emissioni: sempre più vicina l’Era dell’ibrido e dell’ elettrico”

Dal 2020, anche sotto la spinta delle normative europee e degli stringenti target di emissioni di CO2, i motori diesel perderanno quote di mercato in tutta Europa a vantaggio delle vetture ibride. Entro il 2030, quando i veicoli diesel rappresenteranno solo una quota residuale del 9%, il mercato automotive si sposterà verso le soluzioni elettriche che raggiungeranno il 20% del totale immatricolazioni, anche in virtù della riduzione dei costi delle batterie. Lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica è oggi in netto ritardo e per supportare questo processo di evoluzione e riduzione delle emissioni saranno necessari, nei prossimi 15 anni, investimenti per 3.700 miliardi di euro.

Sono questi i principali trend che emergono dall’analisi condotta, a livello europeo, dalla società globale di consulenza aziendale AlixPartners dal titolo “Emissioni: sempre più vicina l’Era dell’ibrido e dell’elettrico”, i cui risultati sono stati illustrati da Giacomo Mori, Managing Director, nel corso di #FORUMAutoMotive, promosso a Milano oggi con l’obiettivo di dare una nuova forte scossa alle istituzioni, che alle parole sull'esigenza di una svolta nella mobilità a motore continuano a non far seguire fatti concreti. La ricerca evidenzia come siano stati compiuti evidenti passi in avanti nella riduzione delle emissioni, ma anche come nei prossimi 15 anni l’industria automobilistica abbia davanti a sé una sfida tutta incentrata sull’ulteriore abbattimento delle emissioni.

Emissioni ridotte negli ultimi anni, ma non basta
Secondo lo studio, le emissioni di ossidi di azoto dei veicoli si sono ridotte del 40% nel passaggio dalle vetture Euro 3 a quelle Euro 6, ma nell’uso su strada i veicoli diesel ancora oggi emettono ossidi di azoto 5-7 volte superiori ai limiti di legge e dalle 3 alle 7 volte superiori rispetto ai dati di omologazione.
Inoltre, per raggiungere i target di CO2 previsti per il 2021, i costruttori dovranno più che raddoppiare il tasso annuale di riduzione delle emissioni su strada.

Obiettivi europei raggiungibili solo grazie a ibride ed elettriche
Rendere più efficienti i propulsori attuali è la soluzione più conveniente, ma non consente ai costruttori di raggiungere i target attesi in termini di emissioni di CO2 per il 2030 (circa 50 g/km per auto di piccole dimensioni e circa 65 g/km per auto di grandi dimensioni) che potranno essere rispettati solo se una quota significativa di veicoli ibridi ed elettrici sostituirà le vetture con i propulsori attuali.
 
L’avanzata di ibride ed elettriche: protagoniste dei prossimi 10 anni. Diesel in calo
Il differenziale di costo dell’auto elettrica nei prossimi anni si ridurrà sensibilmente per effetto, da una parte, dell’aumento dei costi per rendere efficiente il propulsore tradizionale e, dall’altra, della contrazione dei costi di produzione delle batterie dovuta al progresso tecnologico e alla loro maggiore diffusione.

Lo studio di AlixPartners stima che nei prossimi 15 anni le auto elettrificate domineranno i propulsori convenzionali. A partire dal 2020 si ridurrà il divario tra le vetture ibride e quelle con alimentazioni “tradizionali” e le auto elettriche di piccole dimensioni diventeranno sempre più convenienti. Con l’inizio del nuovo decennio i veicoli ibridi conquisteranno un’ampia quota di mercato, soprattutto se il loro TCO (Total Cost of Ownership) si avvicinerà al livello dei diesel. Nel lustro successivo le idride consolideranno ulteriormente la propria presenza sul mercato, l’elettrico inizierà a diffondersi maggiormente, se sostenuto da sovvenzioni pubbliche, mentre le auto diesel verranno gradualmente sostituite in quanto dopo il 2030 non saranno più convenienti per costi ed emissioni. In particolare, nel 2030 il mix di propulsori auto europei vedrà quelli “alternativi” sostituire in modo significativo quelli convenzionali, con al primo posto i motori idridi a benzina (28%), seguiti da quelli a benzina (25%), dai veicoli elettrici (20%), dagli elettrici plug-in (18%). In coda i diesel con una quota residuale (9%).

Non si prevedono quote significative di veicoli a celle a combustibile entro il 2030 con un'offerta di automezzi  limitata e in crescita: permangono ancora problematiche tecniche da risolvere particolarmente per la produzione, il trasporto e l'immagazzinamento dell’idrogeno, oltre a opinioni discordanti sul reale beneficio ambientale quando si considerino le emissioni totali dalla produzione del combustibile al suo utilizzo sui veicoli (“well to wheel”). Il gas (Metano e GPL) rimarrà, in Europa, una soluzione efficiente per il mercato aftermarket e transitoria per il primo impianto, in attesa dell’elettrificazione diffusa, con volumi fortemente dipendenti dalle oscillazioni del prezzo del petrolio e dalle politiche di incentivazione dei diversi Paesi.
La ricerca dedica un focus, infine, allo sviluppo dell’infrastruttura pubblica di ricarica, ancora oggi in netto ritardo rispetto all’evoluzione del parco di vetture elettriche. Saranno necessari investimenti in infrastrutture per 3.700 miliardi di euro nei prossimi 15 anni a livello globale per 448 città con oltre un milione di abitanti; 30 miliardi di investimenti saranno necessari a Londra, Francoforte, Milano e Parigi. Per raggiungere questa cifra, spiega l’analisi, si potranno utilizzare finanziamenti diretti (Comuni, Regioni, nazionale pubblico) e indiretti da capitale privato (incentivi, detrazioni fiscali, prestito a bassi interessi e rendimenti regolamentati).

"Quella esposta dall'ingegner Mori, che ringrazio per aver accettato ancora una volta il nostro invito - ha commentato il Promotore di #FORUMAutoMotive, Pierluigi Bonora - è un'analisi che da una parte mette in evidenza lo stato dell'arte del settore automotive, mentre dall'altra ribadisce le persistenti carenze delle istituzioni a livello decisionale, brave solo a enunciare e minacciare sanzioni e molto meno a mettersi d'accordo su un piano condiviso a livello globale e soprattutto realizzabile da parte dei costruttori, come se questi ultimi fino a ora fossero rimasti a guardare. La frattura sul tema emissioni che si va prospettando, inoltre, tra la nuova visione americana, dettata dalla politica del Presidente Donald Trump, e quella Ue, più concentrata sul "green", non farà altro che rendere ancora più complicata la vita alle Case automobilistiche. Insomma, il rischio è che a prevalere sarà il caos e che a farne le spese potrebbero essere, nella sempre più disgregata Europa, i livelli occupazionali nel settore. Per non parlare dello spettro di nuove tassazioni per contribuire a completare gli ingenti investimenti evidenziati nella ricerca di AlixPartners".

“I timori connessi alle emissioni inquinanti generati dal “dieselgate” e la consapevolezza dei maggiori costi che le aziende automobilistiche dovranno sopportare, per migliorare l’ecologia dei motori a combustione interna, alimentano la convinzione che l’elettrificazione diffusa sia più vicina”, commenta Giacomo Mori, Managing Director di AlixPartners in Italia, “la tecnologia delle batterie si sta evolvendo rapidamente e i costi scendono per effetto delle economie di scala; nei prossimi 15 anni dovremo aspettarci una progressiva trasformazione delle fabbriche di motori per adattarsi alle nuove tecnologie e molti produttori saranno obbligati ad affrontare un cambiamento strutturale dei rispettivi assetti produttivi”.

giovedì 6 aprile 2017

ANIA: MARCO SESANA NUOVO VICEPRESIDENTE

Il Consiglio Direttivo di ANIA ha nominato Marco Sesana Vicepresidente di ANIA. Marco Sesana subentra a Philippe Donnet che ha lasciato la vicepresidenza dell’Associazione per ricoprire l’incarico di Amministratore Delegato e Group CEO di Generali.

Marco Sesana è Country Manager e Amministratore Delegato di Generali Italia.

Marco Sesana affiancherà Maria Bianca Farina, Presidente di ANIA, insieme a Klaus‐Peter Roehler, Ceo di Allianz spa e Giovanni Di Benedetto, Presidente di ITAS.

mercoledì 5 aprile 2017

I BROKERS E L’INNOVAZIONE

di ROBERTO BAGNOLI

L’innovazione tecnologica sta cambiando in maniera irreversibile le abitudini di mobilità degli italiani: il forte sviluppo dell’auto condivisa e lo sviluppo di veicoli di nuova generazione sono i fattori chiave di questo processo, che ha importanti ricadute sul piano assicurativo. Il punto sul fenomeno è stato delineato al Convegno nazionale dell’Aiba (Associazione italiana Brokers di assicurazione e riassicurazione), che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma. Nel corso dell’incontro è stata presentata l’edizione 2017 dell’Osservatorio auto di Aiba, realizzato in collaborazione con la società di consulenza Innovation Team, che analizza anche l’andamento delle tariffe RC auto.

“Negli ultimi anni la percorrenza media quotidiana degli italiani è notevolmente aumentata per l’alto numero di famiglie che sono andate a vivere al di fuori delle grandi aree urbane”, spiega il presidente di Aiba, Luca Franzi de Luca, “la percentuale di popolazione con una mobilità giornaliera superiore ai venti chilometri è passata dall’8,6% del 2000 al 15,1% del 2015. Questo ha provocato una netta differenziazione nelle logiche di spostamento fra le grandi città, dove ci si muove soprattutto per ragioni di gestione familiare, e i piccoli comuni, dove invece ci  si sposta principalmente per motivi di lavoro o studio. Si tratta di modelli di consumo molto differenti, che richiedono soluzioni assicurative personalizzate”.

Il forte sviluppo del car sharing
Il car sharing è in grande sviluppo, con oltre cinquemila vetture e 4 milioni di prenotazioni in tutt’Italia. Milano, in particolare, è la capitale europea, con una flotta di 1.900 veicoli, 32mila utenti iscritti, circa 6 milioni di chilometri percorsi e oltre duemila utilizzatori al giorno. Nel capoluogo lombardo l’incidenza dei veicoli in car sharing ogni diecimila abitanti è pari al 15,3%, contro l’1,2% di Parigi, lo 0,6% di Berlino o lo 0,3% di Londra. Nonostante l’esplosione del fenomeno, però, le problematiche assicurative sono poco considerate. “I fruitori del servizio sono scarsamente consapevoli dei rischi cui sono esposti”, sottolinea Franzi, “e da parte delle società di car sharing servirebbe maggiore chiarezza nell’informare gli utenti sul grado di tutela, alla luce delle grandi differenze in termini di coperture fornite, che certamente hanno un impatto sui costi del servizio”.

Cambia l’offerta assicurativa
Le compagnie hanno arricchito la propria offerta concentrandosi sui prodotti con black box, un settore in cui l’Italia è all’avanguardia con oltre quattro milioni di dispositivi installati. Secondo l’Osservatorio auto di Aiba, il 16% dei contratti stipulati nel secondo trimestre 2016 prevedeva l’utilizzo della scatola nera, con una diffusione crescente nelle province dove è più elevato il costo della copertura rc auto. Se le prime black box proponevano soluzioni che modulavano il prezzo in funzione della percorrenza media dell’assicurato, ora molte compagnie personalizzano la tariffa in funzione dello stile di guida: chilometri percorsi, tipo di strada (urbana, extra-urbana, autostrada), fasce orarie di guida, accelerazioni e frenate. Lo sviluppo dei servizi dipendenti dalla tecnologia ha anche l’obiettivo di migliorare lo stile di guida e promuovere comportamenti virtuosi. L’87% degli assicurati è interessato ai servizi connessi all’auto, il 70% è disposto a condividere dati e il 73% si fida a fornire dati alle imprese assicuratrici.

Premi in calo
Secondo l’Osservatorio auto di Aiba, nel 2017 dovrebbe proseguire il calo dei premi RC auto (in pratica il fatturato del settore), con un -1,3% contro il -5,6% del 2015. Nel secondo trimestre del 2016 i listini hanno ricominciato a crescere dopo anni di calo, e la tendenza dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Il prezzo effettivamente pagato dagli assicurativi, però, è generalmente inferiore a quello di listino, per l’elevato margine di flessibilità concesso alle reti distributive. Fra nuovi contratti e rinnovi, nel 2016 l’impatto complessivo degli sconti è stato pari all’8%, contro il 6,8% del 2015; il livello dei prezzi, comunque, è fortemente differenziato sul territorio. I dati dell’Osservatorio sono stati raccolti attraverso Check It Auto, lo strumento dei broker Aiba per la comparazione delle tariffe RC auto e delle garanzie aggiuntive.

Roberto Bagnoli
http://www.iomiassicuro.it/










martedì 4 aprile 2017

Il Mobility Manager che guarda al futuro

Un Fleet Manager su cinque è oggi Mobility Manager, con la gestione integrata di tre aree relative alla mobilità aziendale. Innovazione tecnologica, attenzione alla sostenibilità ambientale e ottimizzazione dei costi, sono le chiavi per un’ulteriore sviluppo di questa figura.
Dalla ricerca di LeasePlan ed Econometrica, la gestione degli spostamenti casa-lavoro, delle trasferte con auto aziendale e la gestione della flotta racchiuse in un’unica figura, il Mobility Manager.

I viaggi per motivi di business e gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti sono un tema di grande attualità per le aziende, perché insieme alla gestione della flotta rappresentano le tre aree della mobilità aziendale, aree presidiate da fleet manager (gestione della flotta), travel manager (gestione dei viaggi di lavoro) e mobility manager (gestione degli spostamenti casa-lavoro).

Ecco perché LeasePlan ed Econometrica hanno deciso di approfondire l’argomento, raccogliendo dati e indagando sui futuri sviluppi.

Chi si occupa oggi di fleet, travel e mobility management si trova di fronte a molteplici sfide ed a tendenze molto forti, come l’affermazione delle nuove forme di mobilità condivisa (car sharing e car pooling) e l’uso sempre più massiccio di internet e di soluzioni mobili per organizzare un viaggio, soluzioni che da una parte aiutano le aziende a diventare più efficienti e sostenibili e dall’altra permettono ai dipendenti di ridurre drasticamente lo stress legato agli spostamenti.
Ma c’è un altro fenomeno che negli ultimi anni sta condizionando l’evoluzione della mobilità aziendale. La possibilità di progettare ogni trasferta di lavoro in maniera più fluida e funzionale passa sempre più attraverso l’utilizzo sinergico delle infrastrutture di trasporto e sfrutta tutte le interconnessioni necessarie, dai treni agli aerei, dai mezzi pubblici urbani ed extraurbani fino a passare ai taxi e alle vetture a noleggio. L’intermodalità dei trasporti, intesa come la combinazione ottimale di mezzi diversi per raggiungere la propria destinazione finale è oggi l’elemento fondamentale per una programmazione dei viaggi di lavoro in grado di razionalizzare tempi e costi. Il settore del travel management, insomma, è più che mai in grande fermento, nonostante una tendenza alla riduzione delle trasferte dovuta anche alla necessità di razionalizzare le voci di spesa. Gli stessi fenomeni (intermodalità e mobilità condivisa) stanno rivoluzionando anche il panorama del mobility management e cioè dell’organizzazione degli spostamenti casa-lavoro, un settore che nelle aziende di maggiori dimensioni può contare su un professionista dedicato, ovvero il mobility manager. Anche per capire in che modo le tendenze in atto stanno cambiando il settore della mobilità aziendale, LeasePlan ed Econometrica hanno recentemente condotto una rilevazione proprio su questi temi, rivolgendosi ad un campione rappresentativo di fleet manager appartenenti ad aziende italiane con flotte di media e grande dimensione.

Questa indagine si è posta innanzitutto l’obiettivo di chiarire quali siano le soluzioni preferite dalle aziende per l’acquisizione dei veicoli che fanno parte della loro flotta. Al primo posto vi è senza dubbio il noleggio a lungo termine, seguito a grande distanza da proprietà e leasing finanziario. Ma in che modo vengono utilizzati i veicoli in flotta? Secondo l’indagine, l’81% degli intervistati ha dichiarato che nella flotta di veicoli aziendali vi sono vetture concesse ai dipendenti in fringe benefit, ovvero in “uso promiscuo” (e cioè sia per motivi di lavoro sia per un utilizzo privato). In molti casi, poi, in flotta vi sono anche veicoli non assegnati in fringe benefit, affidati di volta in volta al personale che deve compiere delle trasferte in caso di necessità o affidati permanentemente a personale che può utilizzarli solo per motivi di lavoro. C’è poi anche una quota, modesta ma in crescita, di veicoli che vengono utilizzati in car pooling o in car sharing.

Tra le soluzioni preferite dalle aziende per migliorare la gestione dei viaggi dei dipendenti al primo posto c’è l’utilizzo di software che permette ai dipendenti di prenotare autonomamente i viaggi e gli hotel, seguito dall’uso di app messe a disposizione dai fornitori/partner, dalla condivisione dei dati tra le varie piattaforme di gestione delle trasferte e dalla definizione di una travel policy maggiormente dettagliata. La maggioranza degli intervistati dichiara poi di disporre all’interno della propria azienda di un ufficio viaggi o comunque che in azienda vi è una responsabilità centralizzata per la gestione dei viaggi dei dipendenti per lavoro con mezzi diversi dalle auto della flotta aziendale.

Dalla ricerca emerge inoltre che le aziende che dispongono di un mobility manager sono un quinto degli intervistati. In alcuni casi i mobility manager dispongono di un budget per incentivare i dipendenti a raggiungere gli obiettivi che l’azienda si è data per razionalizzare gli spostamenti casa-lavoro. Nei casi in cui vi è la possibilità di spesa, gli strumenti più utilizzati sono la promozione di navette aziendali e di abbonamenti a tariffe agevolate per l’utilizzo di mezzi pubblici. In crescita anche la diffusione del car pooling aziendale.

“Siamo convinti che i servizi di mobilità sempre più allargata e flessibile, proposti dagli operatori del settore, possano essere la chiave in termini di ottimizzazione e razionalizzazione delle nuove esigenze aziendali, come emerso da questa indagine” ha dichiarato Amilcare Rotondi, nuovo Direttore Commerciale e Marketing di LeasePlan Italia.

lunedì 3 aprile 2017

Car sharing cresce in tutta Italia: in sei mesi 1.800.000 ore nelle auto condivise



5.030 veicoli, 4.265.000 di prenotazioni, 1.800.000 ore di noleggio, circa 30.000.000 di km percorsi e una crescita del 35% negli ultimi sei mesi. È questa la fotografia sull’uso del car sharing in Italia scattata da URBI, l’app che aggrega i principali sistemi di mobilità urbana e condivisa in Italia. I dati sono stati presentati oggi nel corso del convegno “Smart Mobility in Smart Cities” che si è svolto presso l’Università degli Studi di Milano.

Secondo lo studio realizzato da URBI, la mobilità condivisa starebbe crescendo in tutta Italia con un trend positivo costante che ha consentito di percorrere 30.000.000 di km in appena 6 mesi.

Sotto la lente di ingrandimento le città di Milano, Torino, Firenze e Roma e i servizi offerti da car2go, enjoy, Share‘n go, DriveNow e ZigZag. In tutti e quattro i capoluoghi il numero di viaggi in car sharing ha avuto un tasso di crescita regolare giungendo, nel caso di Torino, a guadagnare addirittura 54 punti percentuali. Seguono Milano, con un aumento del 41%, Roma con il 20% e Firenze con il 10%. Nel complesso si può parlare di un aumento medio del 35%.

Non in tutte le città l’aumento dei viaggi è stato determinato da una maggior disponibilità di vetture. Se infatti nel caso di Milano (+49% di veicoli) e Roma (+23%), l’ingrandimento delle flotte degli ultimi mesi è stato senz’altro di incentivo, le città di Torino e Firenze raccontano una storia differente.

“A Torino e Firenze, il numero di veicoli, invece di aumentare, è diminuito negli ultimi 6 mesi rispettivamente dell'8% e del 12%. Eppure questo non ha fermato i cittadini che sempre di più scelgono di usare i servizi di mobilità condivisa”, dichiara Emiliano Saurin, founder di URBI. “Il fatto che Torino abbia avuto il maggior incremento di viaggi in car sharing in Italia dimostra che questi sistemi, anche in mancanza di grandi flotte, sono sempre più importanti nella vita quotidiana delle persone e che, anche grazie a URBI, sono sempre più alla portata di tutti”.

Allo stato attuale, le flotte di car sharing in Italia contano 5.030 veicoli di cui 2.386 a Milano, 1.570 a Roma, 610 a Torino e 464 a Firenze.

L'utilizzatore medio dei sistemi di sharing mobility è maschio, ha tra i 25 e i 34 anni. Secondo i dati raccolti da URBI sui suoi utenti, il 75% è uomo e il 25% è donna. Per quanto riguarda le età, il 34% ha tra i 24 e i 35 anni, mentre il 25% si colloca nella fascia di età 35-44 anni; il 15,5% ha 18-24 anni, il 15% tra i 45 e i 54 anni. Chiudono il 14% degli utenti di età compresa tra i 55 e i 64 anni e un 7% degli over 65.

Stando allo studio di URBI, i noleggi dei veicoli car sharing durano in media 25 minuti in Italia. A Milano si registrano ogni giorno complessivamente 5.415 ore di noleggio, con una media di 2,7 ore di noleggio per ciascun veicolo. Segue Roma, con un totale giornaliero di 2.551 ore e una media di 1,9 ore a macchina. A Torino si totalizzano invece 1.123 ore di noleggio giornaliero, con una media di 1,8 a vettura. Chiude Firenze con 639 ore totali e una media di 1,3 a veicolo. In totale le ore di noleggio sono state 1.800.000.

Mediamente, nel corso di una giornata, a Milano si effettuano 12.750 noleggi, a Roma 5.741, a Torino 3.458 e a Firenze 1.608, con picchi di utilizzo nelle giornate di venerdì e sabato.

Analizzando invece la media settimanale dell’uso del car sharing nella città di Milano, risulta che la fascia oraria in cui girano più vetture condivise è quella compresa tra le 18 e le 20 (13,1%). Tra le 10 e le 12, (così come tra le 12 e le 14 e tra le 14 e le 16) la percentuale di utilizzo è pari al 10%, che sale fino al 12,6% tra le 16 e le 18.  Alta anche la percentuale di chi dopo le ore 22 preferisce il car sharing ai bus notturni (8,4%).

I dati elaborati da URBI sono stati ottenuti analizzando i servizi offerti da car2go, enjoy, Share‘n go, DriveNow e ZigZag nelle città di Roma, Milano, Torino e Firenze, nell’ultimo semestre (dal 1 settembre 2016 al 28 febbraio 2017).