venerdì 30 giugno 2017

eCooltra Scootersharing annuncia il raggiungimento di 100.000 utenti nelle città di Roma, Barcellona, Madrid e Lisbona:

eCooltra Scootersharing annuncia il raggiungimento di un importante traguardo: 100.000 utenti in Europa hanno potuto usufruire del servizio di sharing elettrico. Attualmente gli scooter elettrici già su strada nelle città dove è presente il servizio sono più di 1.000, con un risparmio stimato di 435 tonnellate di CO2 già nel 2017.

eCooltra Scootersharing vanta ad oggi una media di oltre 600 nuovi utenti giornalieri. Il servizio totalmente elettrico promuove anche in Italia il concetto di mobilità sostenibile, che per la città di Roma si traduce con un risparmio stimato fino a 100 tonnellate di CO2 solo quest'anno e anche vantaggi concreti per gli utenti, come la disponibilità degli scooter anche nei giorni di sciopero dei trasporti. Gli scooter attualmente operativi sono 240, ma l’intenzione è di ampliare la flotta già nel 2018.

“Ancora una volta ci riteniamo molto soddisfatti del riscontro che il nostro servizio sta avendo in termini di utenti e chilometri percorsi: lo scorso venerdì 19 giugno di sciopero dei mezzi, i nostri scooter non sono stati mai fermi, a conferma del fatto che gli abitanti di Roma hanno capito che esiste un nuovo modo, comodo e moderno, di muoversi in città” commenta Maurizio Pompili, Country Manager Italia di eCooltra. “In particolar modo a Roma - conclude Pompili - stiamo concentrando i nostri sforzi e vediamo opportunità di mercato in un contesto in cui altri hanno deciso di rinunciare”.

Scooter elettrico VS scooter a benzina
Confrontando uno scooter elettrico con un modello simile a benzina, si evidenzia che dopo 4 km (distanza media percorsa dagli utenti eCooltra), le emissioni di CO2 nel primo caso sono nulle, mentre per il veicolo a benzina ammontano a circa 0,5kg di CO2: un valore all’apparenza contenuto, ma che può rappresentare un altissimo potenziale con l’ampliamento di tutto il settore dell’e-Mobility in Italia. Gli scooter elettrici eCooltra permettono quindi uno spostamento totalmente sostenibile e rispettoso dell’ambiente, rendendo la città più vivibile e più pulita per tutti.

giovedì 29 giugno 2017

Nuovi massimali RcAuto

I massimali obbligatori r.c. auto devono essere periodicamente adeguati all'inflazione sulla base dell'indice europeo dei prezzi al consumo- IPCE, come stabilito dalla Direttiva Auto (n. 2009/103/EC) e dal Codice delle Assicurazioni (art. 128).

Da ultimo la Commissione Europea (v. Comunicazione CE n. 246/2016) ha stabilito che:
• per i danni alle persone l’importo va aggiornato a 1,220 milioni di euro per ciascuna vittima oppure a 6,070 milioni di euro per sinistro, qualunque sia il numero delle vittime;
• per i danni alle cose l’importo è aggiornato a 1,220 milioni di euro per sinistro, qualunque sia il numero dei danneggiati.

L’indicizzazione ha avuto effetto a partire dalle h. 24.00 dell’11 giugno 2017, sulla base di un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico in corso di pubblicazione nella Gazzetta

mercoledì 28 giugno 2017

A “EASYCAR” ACI IL PREMIO FORUM PA 2017

L’Automobile Club d’Italia si è aggiudicato il “Premio FORUM PA 2017: 10×10 = cento progetti per cambiare la PA” per EASYCAR, il nuovo ecosistema di servizi digitali a vantaggio di 39 milioni di automobilisti, operatori professionali ed uffici pubblici.

EASYCAR - progettato e realizzato dall’ACI in linea con le indicazioni del Codice per l'Amministrazione Digitale (CAD), dell'Agenzia per l'Italia Digitale e del Decreto Semplificazione e Sviluppo, a potenziamento delle iniziative sulla Cittadinanza Digitale - è risultato il progetto migliore tra quelli per una “Pubblica Amministrazione senza carta”.

Obiettivo prioritario: semplificare la vita agli automobilisti e a tutti i cittadini intestatari di veicoli, attraverso un sistema integrato di servizi digitali forniti online e tramite la rete territoriale che conta in Italia 106 uffici ACI PRA e 6.000 Sportelli Telematici dell’Automobilista.

Tassello principale del mosaico EASYCAR, il Certificato di Proprietà Digitale, intorno al quale si incastonano tre servizi innovativi:

-          “AvvisACI”: informazioni in tempo reale su cambi di proprietà, fermi amministrativi e radiazioni;

-          “InfoTarga”: dati tecnici e costi di gestione gratuiti, per qualunque mezzo del quale si conosca la targa, integrando, eventualmente, le informazioni con una visura a pagamento),

-          “MyCar”: certificato di proprietà digitale e archivio dei bolli pagati sempre disponibili, con possibilità di regolarizzare, in tempo reale, il pagamento delle tasse automobilistiche.

Il sistema EasyCar conta finora circa 20 milioni di Certificati di Proprietà digitali rilasciati dal 5 ottobre 2016, 12.000 automobilisti abilitati al servizio AvvisACI con 6.000 notifiche ricevute, 5 milioni di operazioni di versamento di tasse automobilistiche, 500.000 utenti registrati al sito www.aci.it, 180.000 download dell’app ACI Space e 300.000 visure online.


martedì 27 giugno 2017

Da costruttore del Maggiolino a fornitore globale di servizi di mobilità: da 80 anni il Gruppo Volkswagen democratizza la mobilità


80 anni fa è cominciata la storia di una delle Case automobilistiche più di successo al mondo. Il 28 maggio 1937 a Berlino veniva fondata la “Gesellschaft zur Vorbereitung des Deutschen Volkswagens mbH” (Società per la preparazione dell’Auto del Popolo Tedesco), predecessore del Gruppo Volkswagen odierno. Nel corso degli anni l’Azienda, la cui storia cominciò con la produzione del Maggiolino, si è sviluppata in una realtà globale con 12 Marche, 120 stabilimenti di produzione in quattro continenti, più di 620.000 Collaboratori e più di 10 milioni di veicoli venduti all’anno.

Fin dall’inizio del 20esimo secolo, il sogno di una mobilità accessibile per tutte le classi sociali ha affascinato uomini e ingegneri. Il regime nazionalsocialista sfruttò quest’idea popolare per i suoi interessi e, nel 1934, il “Reichsverband der Automobilindustrie” (Associazione dell’Industria Automobilistica del Reich) commissionò a Ferdinand Porsche la costruzione dell’“Auto del Popolo Tedesco”. Assieme al suo team, Ferdinand Porsche sviluppò un veicolo che fu pronto per la produzione nel 1938 e che democratizzò la mobilità per decenni a partire dalla fine della seconda Guerra Mondiale. Il Maggiolino gettò le basi del Gruppo Volkswagen e fu la vettura più di successo del suo tempo con più di 21,5 milioni di unità prodotte.

Nel maggio 1938, cominciarono i lavori di costruzione di uno stabilimento sul canale Mittelland, nell’odierna Wolfsburg, per produrre il Volkswagen Tipo 1, al tempo conosciuto come KdF-Wagen. La sua produzione però rimase propaganda con solo 630 vetture prodotte nello stabilimento di Wolfsburg fino al 1945. Invece, vennero fabbricati armamenti per la seconda Guerra Mondiale, inclusi veicoli militari (conosciuti come Kübelwagen) e anfibi. Dopo la fine della guerra, gli inglesi assunsero la responsabilità dello stabilimento e della città, e improntarono la strada per il successo di Volkswagen. Si occuparono attivamente della ricostruzione e nel dicembre 1945 cominciò la produzione del Tipo 1 con 55 unità, che presto venne chiamato con affetto “Maggiolino”. Gettarono anche le basi per l’orientamento globale di mercato di Volkswagen: le esportazioni cominciarono a partire dal 1947 con cinque veicoli nei Paesi Bassi.

L’amministrazione britannica trasformò Volkswagen in una Azienda civile di fatto, che fu in grado di partire dalla pole position nel miracolo economico tedesco. Nell’ottobre 1949, gli inglesi cedettero l’amministrazione fiduciaria al governo federale tedesco e la gestione venne affidata allo Stato della Bassa Sassonia. Il Volkswagen Maggiolino e Transporter hanno dato forma in modo definitivo all’ulteriore espansione di Volkswagen. L’alta domanda di entrambi i modelli portò alla costruzione di ulteriori stabilimenti: dal 1956 il Transporter venne prodotto ad Hannover, le scatole del cambio a Kassel, assi e utensili a Braunschweig e lo stabilimento di Emden fu costruito per le esportazioni oltremare.

Con questi successi, Volkswagen rappresentò simbolicamente il miracolo economico tedesco dopo la seconda Guerra Mondiale, non solo in Germania ma anche all’estero: nel 1952, il primo importatore ufficiale fu fondato in Canada, seguito dalla controllata brasiliana “Volkswagen do Brasil Ltda.” nel 1953. Il 1960 vide la privatizzazione della maggior parte delle aziende statali, e Volkswagen venne convertita in una società per azioni. Al tempo, contava già 64.100 Collaboratori e produceva 888.500 veicoli l’anno.

Un ulteriore slancio di crescita fu portato dalla transizione in gruppo multimarca: nel 1965 Volkswagen acquisì Auto Union GmbH, che si fuse con NSU Motorenwerke Aktiengesellschaft nel 1969 per formare l’odierna Audi AG. Ulteriori marche seguirono dalla metà degli anni 80: SEAT (1986), ŠKODA (1991), Bentley (1998), Bugatti (1998), Lamborghini (1998), Porsche (2009), MAN (2011), Ducati (2012), e Scania (2015). Volkswagen Financial Services AG raggruppa tutti i servizi finanziari con successo sotto lo stesso tetto. E con MOIA, recentemente fondata, il Gruppo è ora attivo anche nel settore dei servizi di mobilità.

Fra il 1973 al 1975, i passaggi da motori raffreddati ad aria a quelli raffreddati ad acqua e da trazione posteriore ad anteriore simboleggiarono una pietra miliare nella storia del Gruppo e il principio di una nuova era. I modelli Passat, Scirocco, Golf e Polo portarono l’Azienda fuori dalla crisi del 1973 dovuta al declino dei volumi di vendita e allo shock dei prezzi del petrolio. La Golf, che darà il nome a un’intera categoria di auto e della quale sono state vendute più di 33 milioni di unità a oggi, avanzò rapidamente fino a diventare il successore del Maggiolino in qualità di vettura trasversale per tutte le esigenze.

Il Gruppo è diventato anche un player globale grazie alla sua entrata lungimirante nel mercato cinese, nel 1985, quando la prima Volkswagen fu prodotta in collaborazione con un partner locale. Oggi, il Gruppo opera con due joint venture con partner cinesi, una terza seguirà presto. Nel 2016, il Gruppo ha venduto circa quattro milioni di veicoli in Cina.

Con la sua “TOGETHER - Strategy 2025”, l’Azienda sta guidando con risolutezza la sua trasformazione da una delle maggiori Case automobilistiche a fornitore leader di mobilità sostenibile, e digitalizzazione, mobilità elettrica, guida autonoma e nuovi servizi di mobilità giocano un ruolo fondamentale in questo. Con 80 anni di storia, il Gruppo Volkswagen guarda al futuro e, ancora una volta, sarà essenziale dimostrare uno spirito innovativo e la volontà di cambiare, permettendo così all’Azienda di scrivere un altro capitolo di successo della propria storia.

lunedì 26 giugno 2017

Le automobili con gli “occhi” per la guida autonoma


Il cambiamento delle condizioni di luce o la visibilità limitata costituiscono una sfida non solo per l’occhio umano, ma anche per i sensori video, come quelli necessari per i sistemi di assistenza alla guida e la guida autonoma. Per migliorare questi sensori, Bosch e Sony Semiconductor Solutions hanno stipulato un accordo di collaborazione. Le due aziende puntano a sviluppare insieme una tecnologia per videocamere altamente innovativa che permetterà alle automobili di riconoscere e dialogare con l’ambiente circostante in modo affidabile anche in condizioni di luce sfavorevoli. “Bosch e Sony Semiconductor Solutions mettono insieme il know-how tecnologico del leader di mercato in sensori di immagine e quello in ambito automotive del più grande fornitore a livello mondiale” ha dichiarato Gerhard Steiger, presidente della divisione Chassis Systems Control di Bosch.

Migliore visibilità in condizioni di luce sfavorevoli
Insieme ai sensori radar e agli ultrasuoni, i sensori video rappresentano gli “organi sensoriali” delle auto moderne. Per creare sistemi di assistenza alla guida, come il sistema di frenata di emergenza preventiva, sistemi di segnalazione di cambio corsia e riconoscimento dei segnali stradali, le videocamere sono sempre più integrate nei nuovi modelli moderni di veicoli. Il vantaggio dei sensori video è che possono rilevare oggetti, e le immagini prodotte hanno un’enorme quantità di informazioni. Bosch produce da molti anni sensori video mono e stereo per garantire una visione a 360 gradi. In futuro i sensori video svolgeranno un ruolo essenziale tra tutti i componenti per la guida autonoma. Per questo servono videocamere che funzionino in maniera affidabile in caso di cambiamento improvviso delle condizioni di luce da buio a luminoso e viceversa. Inoltre, esse devono essere in grado di adattarsi istantaneamente quando la luminosità cambia repentinamente. “Le automobili con guida autonoma saranno sicure sulla strada solo se sapranno rilevare l’ambiente circostante in modo accurato in ogni momento” ha concluso Steiger.

Il settore di business Mobility Solutions è il più importante del Gruppo Bosch. Nel 2016 ha registrato un fatturato di 44 miliardi di Euro, equivalenti al 60 percento dei ricavi totali del Gruppo. Questi risultati rendono il Gruppo Bosch uno dei fornitori leader nel campo automotive. Il settore di business Mobility Solutions combina l’expertise del gruppo in tre ambiti: automazione, elettrificazione e connettività. Il settore di business Mobility Solutions opera a livello mondiale nelle seguenti aree di business: sistemi di iniezione per motori a combustione interna, mobilità e soluzioni alternative legate alla propulsione elettrica, sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza, guida autonoma, tecnologie per informazione e comunicazione fra veicoli e fra veicoli e infrastrutture, concept e servizi per l'aftermarket. Bosch ha contribuito con importanti innovazioni all'evoluzione dell'auto come, per esempio, la gestione elettronica del motore, il sistema elettronico di stabilità ESP e la tecnologia common-rail per i motori diesel.


venerdì 23 giugno 2017

Ania: polizze infortuni stabili

L’ANIA rende noto che nel 2016 le Compagnie di Assicurazione hanno complessivamente incassato premi per 3,4 miliardi per le polizze infortuni e per 2,5 miliardi per quelle di malattia. Per gli infortuni un modesto incremento, rispetto all’anno precedente (+0,8 per cento; per le polizze del ramo malattia un incasso di 2,5 miliardi con un incremento rilevante dell’(8,3 per cento).

Nel dettaglio per le polizze infortuni che tutelano l’invalidità permanente gli italiani hanno speso 1,2 miliardi, il 5 per cento in più rispetto al 2015. Le polizze per l’inabilità temporanea hanno invece presentato un decremento del 10,9 per cento.

Il 76 per cento delle polizze di malattia è stato corrisposto per il rimborso delle spese mediche con una spesa di 1,19 miliardi di euro e un incremento del 5,4 per cento.

Le due garanzie assicurative che raccolgono circa i due terzi  dei premi contabilizzati – informa l’ANIA – sono l’invalidità permanente (totale o parziale) e l’infortunio del conducente.
La copertura per l’invalidità permanente ha rappresentato il 34 per cento dei premi (33 nel 2015), cioè la quota più alta di tutte le garanzie, per un ammontare di 759 milioni di euro (di cui il 14 per cento di nuova produzione). In crescita del 4 per cento.

La raccolta premi della garanzia infortunio del conducente, pari a 695 milioni, registra infine un incremento del 2,4 per cento rispetto all’anno precedente.



giovedì 22 giugno 2017

3BIEN RINFORZA LE DIFESE DELLA TUA POLIZZA AUTO


On air la Campagna di comunicazione a supporto dell’offerta 3BIEN, che prevede l’offerta in bundle di 3 opzioni integrative della polizza RCA:• protezione del premio RCA per chi fa un solo sinistro,
massimale unico RCA (per danni a persone e a cose) 10 milioni di €, ampiamente superiore ai minimi di legge, rinuncia della Compagnia alle principali rivalse

3 garanzie integrative dell’RCA ad un prezzo super vantaggioso, solo 33 euro l’anno per una formula innovativa e vantaggiosa, che aumenta di 3 volte le difese della polizza auto.

La campagna di comunicazione, ideata dall'agenzia Yes I am, utilizza il concept dell'integratore come strumento di empowerment della polizza RCA e richiama un linguaggio proprio della Grande Distribuzione.

Il claim «3BIEN rinforza le difese della tua polizza auto» viene a sua volta ribadito dal take away «3BIEN: tre garanzie in più, tanti pensieri in men» con cui si chiudono anche gli spot radio.
La Campagna utilizza inoltre per la prima volta il nuovo pay off Sara: «Tutta la protezione che vuoi, dall’auto in poi» che valorizza il posizionamento della Compagnia oltre l'auto.
Il piano media – definito con Mindshare - prevede l’utilizzo del canale  radio per 2 settimane e del web per 4 settimane

mercoledì 21 giugno 2017

ASSICURAZIONI NEL MONDO - VENEZUELA

di Nicola Odinzov

Un capitolo a sé merita il Venezuela. Le notizie che si inseguono ogni giorno riguardo la drammatica crisi che il Paese sta attraversando - non ultima l’annuncio del il ritiro dall’OSA (Organizzazione degli Stati Americani) - non permettono ipotesi su quale potrà essere il suo futuro, ma soprattutto non danno garanzie agli investitori. In questi ultimi giorni presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha annunciato la convocazione di una "Assemblea Costituente del popolo", per riformare la struttura giuridica dello Stato e portare la pace nel Paese. Julio Borges, presidente del Parlamento - in mano all'opposizione - ha già denunciato l’iniziativa bollandola come "una Costituente truffa per evitare le elezioni che il governo chavista non vuole affrontare avendo perso la maggioranza nel Potere Legislativo nel 2015.

Anche una possibile mediazione della Chiesa, con l’intervento di Papa Francesco, sarebbe subordinata all’accettazione del governo di Caracas delle quattro condizioni fissate dal Segretario di Stato Vaticano Cardinale Parolin: autorizzazione all'invio di assistenza sanitaria internazionale, fissazione di un calendario per le elezioni, restituzione dei poteri al Parlamento e liberazione dei prigionieri politici. Immediata la replica del governo venezuelano con il fedelissimo di Maduro, Diosdado Cabello, che ha invitato Parolin “a non immischiarsi negli affari interni” del paese sudamericano, definendolo “un alleato dell’oligarchia imperialista”.

Con un’inflazione che oramai ha superato il 500%, tutti i mercati sono precipitati in un baratro del quale non si vede il fondo. Nel 2015 i premi del mercato assicurativo venezuelano erano già diminuiti del 17,5%, arrivando 7.650 milioni di dollari, ma i due settori più importanti, Automobile e Salute, che rappresentano l'83% delle polizze Non-Life, avevano avuto comportamenti diversi: mentre il primo era cresciuto del 2,9%, il secondo era diminuito del 35%.

L’evoluzione della crisi stava trascinando velocemente tutti i settori e nel primo semestre del 2016 i dati allarmanti diffusi dalla Cámara de Aseguradores de Venezuela (CAV), indicavano un mercato assicurativo ridotto del 181%. Alesia Rodríguez Pardo, presidente della CAV, aveva dichiarato che l’inflazione alle stelle, la mancanza di liquidità e l’elevata pressione fiscale avevano oramai portato l’importo dei premi raccolti ad essere insufficienti, e di essere molto preoccupata riguardo la possibilità che gli assicuratori venezuelani avrebbero potuto mantenere i propri impegni risarcitorii.
(5 continua)

lunedì 19 giugno 2017

Pullman: grazie ai sistemi di assistenza alla guida, i tamponamenti si riducono del 71%



Primavera di ponti, primavera di esodi vacanzieri con milioni di veicoli sulle strade che portano alle principali mete turistiche. Una sorta di prova generale di quello che accadrà fra qualche mese quando scatterà la corsa alle ferie estive e il sistema dei trasporti su gomma sarà messo a durissima prova. In un contesto di questo tipo, centrale diventa la sicurezza che secondo i dati fa rima con “pullman”. Questo mezzo, infatti, è il veicolo su gomma più sicuro nel rapporto vittime/chilometri percorsi. A dirlo l’Istat secondo cui nel 2015, meno del 2 per cento dei veicoli coinvolti in incidenti sono pullman e meno dell’1% dei morti e feriti dal 1980 al 2015 sono dovuti a incidenti che hanno coinvolto questi mezzi.

Un risultato al quale hanno contribuito gli enormi passi in avanti compiuti sul fronte dei sistemi tecnologici installati a bordo. A dirlo MAN, tra i produttori di veicoli commerciali e per il trasporto di persone più importanti d’Europa, parte del Gruppo Volkswagen. Per esempio, in Germania, l’introduzione dell’Esp ha ridotto del 44% gli incidenti dovuti alla perdita di controllo del veicolo, l’Acc (Adaptive cruise control), ovvero il sistema di controllo della velocità di crociera che grazie a un radar consente di mantenere la giusta distanza di sicurezza, ha abbattuto addirittura del 71% gli incidenti per tamponamenti; l’Lgs (Line guard system), invece, ha fatto diminuire del 49% gli incidenti dovuti all’abbandono della carreggiata. Se tutti i veicoli adottassero questi sistemi, il risparmio in soli termini economici sarebbe di oltre 30 milioni di euro.

Le prospettive per il futuro, quindi, sono positive anche alla luce dei considerevoli passi in avanti compiuti sul fronte normativo. “Dal 2015, con un ulteriore step migliorativo nel 2018 – spiega Alessandro Smania, direttore Marketing di MAN Truck e Bus Italia – in Europa e anche nel nostro Paese per le nuove immatricolazioni, sono obbligatori l’Eba, (il sistema di assistenza alla frenata di emergenza che consente di potenziare l’azione sul pedale in caso di emergenza) e l’Lgs. Inoltre sono in fase di sviluppo altri sistemi come il freno multicollisione che inizia automaticamente la frenata dopo un impatto persino prima che il conducente abbia il tempo di reagire. “La gravità dell'incidente – continua Smania - può quindi essere ridotta e, in condizioni ideali, si possono evitare impatti successivi. Che dire poi del riconoscimento della stanchezza? Ovviamente i dispositivi, per quanto avanzati, devono affiancarsi a una corretta manutenzione dei mezzi. Il parco circolante sulla nostre strade, infatti, ha un’età media di 12,5 anni, fra le più alte d’Europa.”

Centrale però rimane l’autista: la sfida vera consiste anche nel creare la migliore interfaccia tra chi è al volante e i sistemi tecnologici di ausilio alla conduzione del mezzo. “In quest’ottica - conclude Smania - determinante è la formazione “per essere certi che gli autisti siano in grado di sfruttare i sistemi di sicurezza di cui i loro veicoli sono dotati. L’importanza dell’elemento umano resta sempre al centro delle tematiche legate alla sicurezza ed è per questo che MAN Italia ha sviluppato la campagna ‘Ama il tuo Cuore’, per offrire un elettro cardiogramma gratuito a tutti gli autisti dei suoi mezzi”.


venerdì 16 giugno 2017

RC Auto: ANIA, le statistiche ufficiali confermano calo dei prezzi medi

La RC Auto riguarda oltre 40 milioni di italiani. E’ necessario dunque che le informazioni e i dati relativi ai prezzi facciano riferimento alle statistiche ufficiali, le uniche attendibili, che forniscono l’effettivo andamento del mercato e si basano su analisi scientificamente corrette. Così opera l’Ivass, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, che monitora trimestralmente l'andamento dei prezzi medi rc auto utilizzando un campione di 8 milioni di contratti relativi alle autovetture, rappresentativi di tutte le tipologie di assicurati e di tutti i canali di distribuzione (agenti, broker, telefoniche, internet) con l'obiettivo di considerare i costi effettivamente sostenuti per l’acquisto di una polizza. Ne emerge che, il prezzo medio della rc auto per l’intero anno 2016 è stato di 423 euro con una diminuzione di circa il 6% rispetto al 2015. Peraltro, negli ultimi tre mesi dello stesso anno, il prezzo medio è stato pari a 420 euro con la metà degli italiani che ha pagato meno di 379 euro per assicurare il proprio veicolo. Sempre Ivass sottolinea che la riduzione di prezzo medio più marcata si è registrata nelle province del sud Italia.

In linea con l’indagine dell’Ivass è la rilevazione dell’ANIA, condotta su un campione rappresentativo dell’85% del mercato rc auto e, anche in questo caso, considerando tutti i canali distributivi. Ne emerge che, da marzo 2016 a marzo 2017, il prezzo medio per le autovetture ha registrato una diminuzione pari al 3,6%.

giovedì 15 giugno 2017

Ricarica wireless in movimento delle batterie dei veicoli elettrici

Uno dei limiti maggiori alla diffusione delle auto elettriche su larga scala è la ricarica delle batterie. La ricerca condotta negli ultimi anni ha portato ad un forte incremento delle prestazioni, arrivando a portare l’autonomia di un’auto elettrica fino a qualche centinaio di chilometri. D’altro canto, la ricarica delle batterie richiede ancora tempi piuttosto lunghi durante i quali il veicolo deve stare fermo e collegato alla stazione di ricarica. Nessun problema, quindi, per un utilizzo urbano del veicolo con ricarica notturna, ma la situazione si fa critica se si ha in programma un viaggio più lungo. La necessità di fermarsi più volte durante il tragitto renderebbe il viaggio decisamente poco confortevole con il continuo rischio di non avere abbastanza energia per poter raggiungere la destinazione prefissata.

Un prototipo realizzato dal Politecnico di Torino, il POLITO Charge While Driving, si propone di risolvere questo problema con un sistema di ricarica del tutto innovativo: le auto potrebbero ricaricarsi mentre viaggiano su autostrade attrezzate con appositi sistemi che consentono la ricarica wireless delle batterie mentre il veicolo è in movimento. Non ci sarebbe, quindi, più la necessità di lunghe e frequenti soste e si arriverebbe a destinazione con le batterie anche più cariche di quando si è partiti, pronti pertanto a un utilizzo su strade secondarie, nelle quali il sistema non è installato.

Un sistema che consentirebbe, quindi, addirittura di ridurre in prospettiva volume e capacità delle batterie, nel momento in cui una rete sufficiente di strade e autostrade fosse attrezzata. Questo sistema, sviluppato dal gruppo di ingegneria elettrica del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino, coordinato dal Professor Paolo Guglielmi e dal Professor Fabio Freschi e composta dai giovani ricercatori Vincenzo Cirimele, Michela Diana, Riccardo Ruffo, Alessandro La Ganga e Mojtaba Khalilian, sta per essere testato in un circuito di prova a Susa (TO) presso il centro Guida Sicura MotorOasi Piemonte nell’ambito di un’iniziativa di ricerca promossa dall’Ateneo insieme a 24 partner internazionali del progetto europeo FABRIC (Feasibility analysis and development of on-road charging solutions for future electric vehicles).

Il prototipo si basa su una tecnologia detta inductive power trasfer (IPT) che sta attraendo l’attenzione di numerose aziende nel settore automotive e sta vedendo lo sviluppo di diversi prototipi in tutto il mondo. Questi sistemi funzionano grazie alla trasmissione induttiva di energia elettrica tramite l’utilizzo di induttori risonanti, che funzionano grazie ad un principio molto simile a quello che ci permette di cucinare sulle piastre a induzione Tale tecnologia non richiede quindi alcun contatto elettrico, introducendo numerosi vantaggi in termini di sicurezza e semplicità di utilizzo, con una notevole riduzione delle necessità di manutenzione, ma soprattutto l’eliminazione di installazioni esterne come le colonnine di ricarica, che sono spesso soggette a incidenti o atti vandalici. Un passo ulteriore rispetto a questi sistemi è stato fatto dal prototipo installato a Susa, che non richiede che la ricarica avvenga con veicolo fermo durante le soste o, in modo prolungato, durante il parcheggio: si parla in questo caso di dynamic IPT, ovvero l’utilizzo della stessa tecnologia durante il movimento del veicolo. L’unità base di un sistema IPT per applicazioni automotive è costituita da una bobina fissa, posta al di sotto del manto stradale, indicata come trasmettitore, e una bobina installata a bordo veicolo chiamata ricevitore.

Nel circuito di Susa sono state installate 50 bobine trasmittenti, che invieranno energia ad un ricevitore installato a bordo di un veicolo commerciale leggero.

Nel breve periodo, la diffusione del dynamic IPT permetterebbe di eliminare completamente la necessità di soste per la ricarica e di ridurre notevolmente la capacità delle batterie installate a bordo veicolo. In applicazioni su percorsi fissi, come ad esempio nel trasporto pubblico, l’uso del dynamic IPT potrebbe comportare la quasi totale eliminazione delle batterie la cui presenza sarebbe dovuta alle sole necessità di backup. Lo sviluppo di questi sistemi rappresenta quindi una stimolante sfida per l’ingegneria elettrica e potrebbe rappresentare una svolta decisiva per la diffusione e lo sviluppo della mobilità basata su fonti alternative a quelle fossili.


mercoledì 14 giugno 2017

AUTO A GUIDA AUTONOMA: 1 ITALIANO SU 2 DICE ANCORA NO


Gli italiani sono scettici verso l’auto a guida autonoma: non soltanto sull’anno di diffusione che oscilla tra il 2030 e il 2050, ma soprattutto sulla fiducia da riporre in un veicolo che si guida da solo. Solo il 48% è infatti disposto a provare l’automobile senza conducente, mentre 1 su 4 - il 25% - non ci salirebbe mai. Eppure i benefici sociali ed economici sono potenzialmente notevoli, anche in termini di ottimizzazione del tempo e dello spazio se si pensa che un’auto rimane ferma per il 90% della giornata e la guida autonoma  è in grado di abbattere i consumi del 10%. Se tutte le auto circolanti fossero connesse ed autonome, nel mondo si risparmierebbero 200 miliardi di euro in spesa sociale per incidenti stradali e 50 miliardi di euro in minori consumi di carburante. Ogni euro investito nella connessione di veicoli ed infrastrutture produce benefici per più di tre euro.

Questi i dati salienti dello studio “Auto-Matica”, realizzato dalla Fondazione ACI Filippo Caracciolo e presentato stamani in apertura della 71a Conferenza del Traffico e della Circolazione, organizzata a Roma dall’Automobile Club d’Italia per tracciare lo scenario di riferimento dell’auto a guida autonoma e dei veicoli connessi.

ACI sollecita la costituzione di un Osservatorio sulle trasformazioni della mobilità e due piattaforme nazionali, una per la gestione dei dati generati dalle auto e l’altra per il monitoraggio dell’incidentalità e delle infrazioni dei veicoli di nuova generazione. Il nostro Paese deve mantenere un ruolo di primo piano in tema di automobili.

“L’auto a guida autonoma è una sfida che dobbiamo vincere – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI – senza farci trovare impreparati: il mondo già si muove, ma in Italia manca ancora un quadro preciso di regole per orientare e stimolare investimenti e progetti, tenendo conto anche della delicata fase di transizione con veicoli “umani” e “robot” a condividere le strade. Vanno poi sciolti i nodi su sicurezza stradale, adeguamento infrastrutturale, responsabilità civile e penale in caso di infrazioni ed incidenti, questioni assicurative, rischi di hackeraggio e privacy”.

“Partecipare e prepararsi, in attesa dell’“auto del futuro – ha affermato Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Filippo Caracciolo - Centro Studi ACI – per tradurre in opportunità concrete le sfide che il processo di innovazione ci prospetta. Gli obiettivi sono: sicurezza per i cittadini, sviluppo per le imprese e per il lavoro, crescita e modernizzazione. Noi, come Centro Studi, proseguiremo nel monitoraggio del processo evolutivo in atto, per fornire contributi scientifici di conoscenza, di idee e di proposte”.

martedì 13 giugno 2017

RcAuto, aumenta il livello di soddisfazione

Migliora la soddisfazione dei clienti che per la stipula della polizza di rc auto si rivolgono alle compagnie tradizionali: quelle, cioè, che operano attraverso le reti agenziali. In molti casi, anzi, il dato supera quello che caratterizza le imprese assicuratrici dirette, che distribuiscono per telefono o sul Web. E’ l’indicazione che emerge dal Monitor rc auto di Cerved, che con un’analisi basata su oltre 4500 interviste ha realizzato un approfondito rapporto sullo stato dell’arte della copertura obbligatoria di rc auto e le imprese assicuratrici che operano in questo settore.

In base al rapporto, tra il 2010 e il 2016 le compagnie tradizionali hanno aumentato del 4% il livello di soddisfazione dei propri clienti. Il risultato si deve soprattutto all’introduzione di App per la gestione delle polizze e all’arricchimento della copertura rc auto con una serie di servizi mirati, fattori che, se sommati alla presenza di un’interfaccia umana, migliorano l’esperienza degli assicurati. Per la sottoscrizione della polizza il 99% delle famiglie italiane utilizza una sola compagnia: il principale canale di stipula è l’agenzia, il Web sta via via sostituendo il canale telefonico, ma la maggior parte degli assicurati preferisce ancora avere un riferimento “umano” cui rivolgersi.  In generale, le famiglie italiane sono sotto-assicurate: il 62% delle persone, infatti, oltre alla rc auto non ha altre coperture assicurative: un dato, questo, che conferma altre analisi, come quella realizzata recentemente dall’Ania (l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici).

Il livello di soddisfazione nei confronti della compagnia è molto alto, ma nonostante questo gli italiani tendono a informarsi sull’offerta della concorrenza: il 15% degli assicurati, infatti, chiede preventivi ad altre compagnie quando si avvicina il periodo di scadenza della polizza. Chi non è soddisfatto si lamenta principalmente del prezzo, della scarsa trasparenza delle condizioni contrattuali e della poca propensione delle compagnie a offrire soluzioni personalizzate. Il tasso di abbandono è più alto nelle fasce di età più bassa (fino a 34 anni), e si riduce drasticamente con il crescere dell’età dei titolari della polizza.

L’Italia vanta un primato mondiale nella diffusione delle black box, le scatole nere che monitorano il comportamento alla guida. Questi dispositivi sono considerati positivamente dal 29% degli assicurati, la maggior parte dei quali lo ritiene utile soprattutto per la possibilità di localizzare l’auto in caso di furto. Altri fattori di gradimento delle black box sono la possibilità d’inoltrare chiamate di emergenza, il controllo dei chilometri percorsi e la registrazione dei dati in caso di incidente.

Il 92% delle persone con un’assicurazione auto non commette o è vittima di sinistri, soltanto l’1% subisce il furto del proprio veicolo. Nel 42% dei casi la liquidazione dei sinistri stessi avviene tra i 16 e i 30 giorni: solo in caso d’incidenti con conseguenze molto gravi, i tempi vanno oltre i novanta giorni.

I Monitor Cerved studiano i comportamenti e le preferenze delle aziende e dei consumatori italiani. L’analisi sulla rc auto, giunta alla ventiduesima edizione, fornisce uno spaccato dell’attuale situazione del mercato italiano: compagnie utilizzate, cross selling e polizze possedute, soddisfazione dei clienti, canali di stipula, azioni di marketing per l’acquisizione e la fidelizzazione della clientela, processo di rinnovo, assistenza verso la clientela, black box e analisi dei sinistri. Nata nel 1974 come società informatica di gestione, elaborazione e distribuzione di banche dati nazionali delle Camere di Commercio del Veneto, Cerved offre un’ampia gamma di prodotti e servizi di informazione per istituzioni finanziarie, imprese, assicurazioni, Pubblica amministrazione, professionisti e privati.

Roberto Bagnoli

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venerdì 9 giugno 2017

Nuovo servizio ACI di “Certificazione dell’Usato”


In che stato è davvero il tuo usato? Te lo dice il servizio ACI di “Certificazione dell’Usato”, grazie a un innovativo protocollo che prevede 115 controlli meccanici essenziali e una serie di accertamenti accessori, effettuati da addetti qualificati, in oltre 600 officine ACI Global.

Un check-up completo, al quale si aggiunge il controllo della regolarità dei principali richiami delle Case Costruttrici, è oggi un importante ed innovativo strumento a supporto della compravendita di auto.

Garantire gli acquirenti e innalzare gli standard di sicurezza del parco veicolare sono questi gli obiettivi di un nuovo servizio che offre agli automobilisti uno strumento di trasparenza nella compravendita di veicoli usati, attestando lo stato dei mezzi in base ai fattori di usura, manutenzione effettuata ed efficienza meccanica.

Il servizio “Certificazione dell’Usato” aiuta gli automobilisti ma anche aziende e concessionari – che, approfondendo lo stato reale del veicolo, possono venderlo prima e meglio - con benefici per le compagnie assicurative, che vedono scongiurati i rischi di frode.

Sulle strade italiane circolano più di 37 milioni di auto, la cui età media è in aumento e supera i 13 anni per i veicoli a benzina e i 9 anni per i diesel: il 53% delle automobili ha più di 10 anni.
Il mercato dell’usato ha chiuso il 2016 con +4,1% per le auto e +1% per le moto: ogni 100 vetture immatricolate nuove ne sono state acquistate 153 usate. Gli ultimi dati 2017 mostrano però un rallentamento (-6,2% ad aprile per le auto), a dimostrazione della necessità di nuovi strumenti per il settore.

Il sistema di garanzie può essere integrato con SaraCheckPoint, la nuova polizza auto di Sara Assicurazioni - assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia - che unisce alla certificazione sullo stato dell’auto la copertura contro successivi guasti meccanici.
Per questa formula, Sara Assicurazioni è stata premiata quest’anno dalla Federazione Internazionale dell’Automobile con l’Innovation Award.
“Il mercato dell’usato è in fermento e il Web è un canale in forte crescita - dichiara Thomas Gallucci, Direttore della Business Unit per gli Stati d’uso e i Servizi Tecnico Ispettivi di ACI Global - ma gli acquirenti necessitano di più di assistenza e trasparenza, soprattutto per i veicoli datati. Colmando il gap che divide l’Italia dall’Europa su questo fronte, abbiamo ingegnerizzato un sistema di controllo grazie alla sinergia tra Automobile Club d’Italia, ACI Global e SARA Assicurazioni".

Lo spot Aci #MollaStoTelefono


giovedì 8 giugno 2017

ASSICURAZIONI NEL MONDO - Il Giappone

di Nicola Odinzov

Il Giappone, con le sue diversità i suoi miti ed uno stile di vita spesso antitetico rispetto a quello occidentale, dove mestieri antichi come quello della geisha convivono con il progresso e le tecnologie più moderne, ha sempre esercitato grande fascino sull’Occidente. È noto che i figli del sol levante sono  piuttosto bravi nel costruire qualunque cosa e le automobili non fanno certo eccezione. Gli anni successivi alla seconda guerra mondiale hanno visto un rapido aumento delle auto circolanti e degli incidenti stradali. Questo portò il Governo ad emanare nel 1955 l’Automobile Liability Security Act. La legge stabilì un sistema per garantire il risarcimento dei danni in caso di morte o lesioni causate dalla guida di autoveicoli. La ratio fu quella di proteggere le vittime, rendendo obbligatoria l’RC Auto e dettare anche i massimali di risarcimento (attualmente circa 242.000 euro in caso di morte e 324.000 euro per disabilità permanente). Prima di allora i risarcimenti erano disciplinati dall’articolo 709 e da altre disposizioni del Codice Civile, in base alle quali la vittima poteva richiedere i danni solo provando la negligenza o la colpa altrui.

In virtù dell’alto numero di sinistri, il codice della strada giapponese ha tolleranza zero. Mettersi alla guida di un’auto dopo aver bevuto anche un minimo quantitativo di alcool, oltre ad una sanzione pecuniaria, può comportare una pena detentiva fino a 15 anni. Per essere puniti è sufficiente un tasso alcolico compreso tra 0,03 e 0,05 per cento, ma in caso di controllo è sempre a discrezione della polizia stabilire se la guida può essere compromessa a causa del consumo di alcol. Quindi, anche una percentuale minore può avere conseguenze.

Il mercato assicurativo giapponese è piuttosto florido, la Japan Post Insurance, con 686 miliardi di dollari di fatturato, è la quinta compagnia più importante del mondo, e tra le prime 70 per fatturato troviamo altre otto compagnie giapponesi.

In Giappone l’assicurazione auto opera attraverso due sistemi e due polizze differenti: la Compulsory Automobile Liability Insurance (CALI) cioè l'assicurazione di responsabilità automobilistica obbligatoria e la Voluntary Automobile Insurance, la quale include la prima ed agisce come copertura ulteriore, comprendendo anche i danni al proprio veicolo, i danni in caso d’incidente con veicolo privo di assicurazione, ed i danni ai passeggeri. Il premio da pagare dipende da molti fattori personali, tra i quali l'età, lo storico di guida, il tipo di auto, la frequenza di guida, etc. Le tariffe per ambedue le polizze sono stabilite dalla General Insurance Rating Organization of Japan, un'organizzazione senza fini di lucro, sulla base dei dati raccolti dagli assicuratori che ne sono membri. Il GIROJ sottopone le tariffe all’Agenzia dei Servizi Finanziari del Giappone (Financial Services Agency of Japan) che esamina i premi sulla base di tre principi: che siano "ragionevoli", "adeguati" e "non discriminatori". Tuttavia le compagnie di assicurazione non sono obbligate a seguire le indicazioni dell’Agenzia.
A differenza della CALI, la classificazione dei rischi per la Voluntary Automobile Insurance applica un sistema bonus-malus di classi numerate da 1 a 20, molto simile a quello utilizzato per le bonus malus nel nostro paese ma trovare un assicuratore giapponese disposto a stipulare un contratto se il malus è molto alto diventa quasi impossibile.

Per concludere è necessario precisare che, in seguito ad alcune revisioni dell’Automobile Liability Security Act, anche le cooperative agricole, le federazioni di cooperative agricole, le cooperative di consumatori o di piccole e medie imprese, possono svolgere attività di assicurazione ed emettere polizze, le c.d. Compulsory Automobile Liability Mutual Aid (CALMA), che hanno valore identico a quelle emesse dalle compagnie di assicurazioni.

mercoledì 7 giugno 2017

Assicurazioni, così è cambiato tutto in pochi anni

di Roberto Bagnoli


Nel 2015 sulle strade italiane circolavano 40,77 milioni di veicoli: il 50% al Nord, il 22% al Centro e il 28% nelle regioni meridionali e nelle isole. Per il 94% erano assicurate con compagnie italiane e per il restante 6% con quelle di altri paesi europei che operano in Italia. E’ lo scenario che emerge dal Bollettino statistico dell’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) che presenta i dati tecnici sull’andamento della rc auto.

Nel 2015 la raccolta totale nel ramo dell’assicurazione obbligatoria è stata pari a 15,2 miliardi di euro. Il segmento delle autovetture ha registrato nel 2015 premi per 11,4 miliardi di euro, il 75,1% del totale. Rispetto al 2014 si è registrata una flessione del 5,8%, a causa della diminuzione del premio medio pagato dagli automobilisti. La raccolta relativa agli autocarri è stata pari a 2,2 miliardi, quella dei motocicli a 734 milioni, mentre i premi riferiti ai ciclomotori si sono attestati a 163 milioni di euro; le altre categorie di veicoli hanno avuto una marginale incidenza.

Il margine tecnico lordo per il complesso delle imprese operanti nella rc auto è stato pari a 3, 667 miliardi di euro (il 24,3% dei premi contabilizzati), in calo del 19,3% rispetto al 2014. Per il 72,5% è derivato dalle autovetture e per il 23,3% dagli autocarri, mentre ciclomotori e motocicli complessivamente hanno registrato un margine tecnico lordo negativo (- 39,3 milioni di euro) pari a un’incidenza netta negativa del -1,1% rispetto alla raccolta. Nel 2015 è massimo per le auto a Roma (209 milioni di euro, con un’incidenza del 20,3% sui premi contabilizzati), a Firenze per i ciclomotori (2,7 milioni di euro, il 42,4% dei premi) e a Brescia per i motocicli (2,9 milioni di euro, il 25,5% dei premi). Il margine tecnico lordo è stato invece minimo ad Ancona (0,5 milioni di euro) per le autovetture, e a Siracusa (- 1,2) e Roma (-13,7 milioni di euro), rispettivamente per i ciclomotori e i motocicli;
Le auto hanno fatto registrare una frequenza sinistri (numero d’incidenti ogni cento veicoli) del 6,6% e un costo medio totale dei sinistri stessi pari a 4.273 euro, i ciclomotori una frequenza del 2,4% e un costo medio totale di 5.302 euro e i motocicli rispettivamente il 3,9% per la frequenza e 6.755 euro per il costo medio totale. Nel 2015 quest’ultimo dato per i sinistri con soli danni a veicoli e cose ammontava a 1.725 euro per le auto, a 1.197 per i ciclomotori e 1.478 euro per i motocicli.

Decisamente più elevati sono stati gli importi pagati per i sinistri con solo danni a persona (che in Italia hanno un’incidenza maggiore rispetto ad altri paesi europei); rispettivamente, 12.485 euro, 8.211 euro e 12.435 euro. Nel 2015 un sinistro con danni misti (sia alla persona sia ai veicoli) costava invece mediamente 9.592 euro per le vetture, 4.472 per i ciclomotori e 7.880 euro per i motocicli.

Anche nel 2015 il premio medio pagato dagli assicurati italiani ha registrato un calo: compreso l’eventuale sconto e al netto degli oneri fiscali e parafiscali, è stato pari per le auto a 371 euro (-6,1% rispetto al 2014), a 157 per i ciclomotori (-4,7%) e infine a 241 euro per i motocicli (-1,9% sul 2014).

La città più cara per le auto e i motocicli è stata Napoli, rispettivamente con un costo medio di 597 euro e 471 euro, per i ciclomotori Crotone (339 euro); la meno cara è stata Udine sia per le vetture (269 euro) sia per i ciclomotori (86 euro),mentre per i motocicli il valore più basso si è registrato a Bolzano (151 euro). La velocità con cui sono pagati i sinistri (numero) nell’anno in cui sono avvenuti, è pari nel 2015 al 74,6% per le auto, al 52,8% per i ciclomotori e al 55% per le moto. Le province dove i sinistri vengono liquidati più velocemente e più lentamente sono rispettivamente: Verbano-Cusio Ossola (83,9%) e Napoli (56,3%) per le auto; Aosta (84,4%) e Foggia (31%) per i ciclomotori; Savona (71,3%) e Isernia (37,5%) per i motocicli. 



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martedì 6 giugno 2017

ANALISI STATISTICHE ANIA - Il mercato assicurativo sotto la lente

Gli italiani l’anno scorso hanno versato alle compagnie di assicurazione qualcosa come 143,0 miliardi di euro, ma il settore "Rami vita" è sceso da 118,8 miliardi a 106,7.

Nel 2015 però gli stessi italiani avevano speso di più: 155,6 miliardi. Il calo di incidenza negativa è quindi del 10,8 per cento. Sostanzialmente stabili i Rami danni passati da 36,7 miliardi a 36,3.

Nella raccolta complessiva (danni e vita) si trova al primo posto il gruppo Generali con 23,9 miliardi di euro, ma  con una variazione di incidenza  negativa del 6,5 per cento. Segue ed è in forte crescita (+ 9,3 la variazione di incidenza ) il Gruppo Assicurativo Poste Vita che ha raccolto 19,9 miliardi.

Terzo posto per il Gruppo Intesa San Paolo che registra tuttavia una variazione di incidenza   cospicua (-30,2) scendendo da  22,0 a 15,3 miliardi di euro. In classifica generale il Gruppo SARA si trova in ventinovesima posizione su un totale di 83 gruppi presi in considerazione.
Nei Rami danni SARA sfiora il piazzamento fra i  “top ten”,  classificandosi in undicesima posizione. In questo settore è primo il Gruppo  UNIPOL che ha raccolto 7.7 miliardi. Seguono Generali con 5,9 miliardi, e Allianz con 5,0.

Nei Rami Vita, infine,  si afferma e conquista la prima posizione con 20 miliardi il Gruppo Poste con una variazione di incidenza positiva del 9.2 per cento. Seguono Generali con 18,0 miliardi e Intesa San Paolo con 15,0 ma con una variazione di incidenza negativa del 31,1. Stabile SARA in trentaduesima posizione.
(4 e fine)

lunedì 5 giugno 2017

DRIVENOW DICE ADDIO AL PROBLEMA DEI PARCHEGGI CON IL LANCIO DEL RIVOLUZIONARIO HANDSHAKE


DriveNow, il servizio di car sharing frutto della joint venture tra BMW e SIXT SE, rivoluziona il mondo del car sharing con la nuova funzione Handshake, che offre agli oltre 70.000 clienti DriveNow un comodo passaggio di auto tra utenti.

La nuova funzionalità, non solo permette ai clienti un reale risparmio di tempo e quindi di denaro, trattandosi di un servizio che si paga al minuto, ma genera anche un effetto positivo sul traffico urbano: da un lato, infatti, si evita la lunga ricerca di posti auto, specialmente nelle aree particolarmente trafficate, e dall’altro è possibile avvantaggiarsi di una maggiore disponibilità di veicoli.

Utilizzare la nuova funzione Handshake è facilissimo. I clienti DriveNow dovranno solo inserire la destinazione desiderata direttamente dall’app e attivare l’opzione ‘Offri l’auto a destinazione’. Prerequisito per l’attivazione della nuova funzione è che la destinazione si trovi all’interno dell’area operativa. Dopo aver attivato l’opzione, l’app mostra la disponibilità del veicolo in corrispondenza della destinazione, indicando anche l’orario stimato di arrivo.

Se un cliente DriveNow prenota una macchina in uso con l’opzione Handshake, l’utente alla guida riceve un messaggio sul display dell’auto e la prenotazione resta attiva per tutto il tempo necessario a raggiungere la destinazione, anche per più dei 15 minuti abituali, senza costi aggiuntivi. Una volta giunto a destinazione, il conducente seleziona ‘Consegna l’auto’ sul display del veicolo e il nuovo cliente conferma l’azione tramite app cliccando su ‘Prendi in carico’. In questo modo il noleggio precedente si conclude e inizia quello successivo.

Se il cliente che ha riservato l’auto non arriva a destinazione come concordato, non ci sono svantaggi per il conducente, che può terminare il noleggio come al solito, semplicemente parcheggiando l’auto in una delle aree sosta consentite. Inoltre, se il conducente o l’utente successivo annullano l’opzione, entrambe le parti vengono immediatamente informate.

“Handshake è una novità rivoluzionaria per il car sharing”, commenta Andrea Leverano, Managing Director di DriveNow Italia “È un accordo non vincolante tra due utenti che non pone l’obbligo di noleggiare un’auto, ma allo stesso tempo offre enormi vantaggi ai clienti: garantisce un risparmio di tempo, evitando l’estenuante ricerca di posti auto disponibili, di denaro, e aumenta la disponibilità di veicoli nelle vicinanze.”

DriveNow con la nuova opzione Handshake può così garantire una distribuzione e un utilizzo più efficiente della flotta, specialmente quando la quantità di parcheggio disponibili è limitata e la richiesta elevata, segnando un traguardo importante e innovativo per il car sharing, che diviene in questo modo sempre più adeguato alle esigenze del futuro.

La funzione Handshake è disponibile a Milano a partire da oggi sull’App DriveNow (per sistemi operativi iOs e Android).

giovedì 1 giugno 2017

ACI presenta l’app gratuita con le informazioni e i servizi utili per muoversi sulla strada.


L’Automobile Club d’Italia presenta al ForumPA l’app gratuita “ACI Space” per smartphone e tablet, ideata per creare un punto di contatto continuo con automobilisti e motociclisti. L’applicazione, disponibile da oggi per iOS e Android, fornisce informazioni in tempo reale su ogni veicolo, sulla mobilità e sul traffico, offrendo strumenti di pagamento per parcheggi, pedaggi e soluzioni di trasporto pubblico.

“Con ACI Space offriamo uno spazio di servizio sempre accessibile con le soluzioni più utili per muoversi – dichiara Vincenzo Pensa, direttore dei Sistemi Informativi e l’Innovazione dell’Automobile Club d’Italia – grazie al lavoro sinergico di tutte le componenti del sistema ACI, che mette al servizio dei cittadini il know how e la professionalità dell’Ente”.

L’app è modulare, integrabile e personalizzabile, e sarà implementata nel tempo con servizi sempre più innovativi. Oggi offre i seguenti servizi:
- Around Me, con la ricerca online dei punti di interesse su mappa;
- SOS, per attivare una chiamata di assistenza georeferenziata con il GPS dello smartphone;
- Club, con le offerte e i vantaggi per i soci ACI;
- Infotarga, per conoscere gratuitamente le caratteristiche di qualunque veicolo, dalla classe Euro alla potenza, con informazioni sulla posizione al Pubblico Registro Automobilistico ed eventuali segnalazioni di furto;
- MyCar, con un panorama dettagliato sulle scadenze e le formalità dei propri mezzi, compresi bolli arretrati o fermi amministrativi;
- ACI&Co, che racchiude i servizi informativi di ACI alla collettività come i notiziari sulla viabilità locale di “LuceVerde” e la rivista digitale “L’Automobile”, oltre alle funzionalità di pagamento elettronico per la sosta, l’accesso ZTL e il trasporto pubblico locale attraverso la piattaforma “MyCicero”.