lunedì 31 luglio 2017

Al via la campagna #Occhioallastrada


Sensibilizzare sul tema degli incidenti causati dall’uso inappropriato dello smartphone, che ogni giorno mette in pericolo la vita di migliaia di persone. E’ questo lo scopo della campagna #Occhioallastrada che parte da uno studio sui  i rischi legati all’utilizzo del telefono quando si è in strada o alla guida e un video-manifesto realizzato dai Creators Vegas e Surreal Power dei MATES, presentatori di Maxituber  il primo Talent per aspiranti youtuber. A sostenere l’iniziativa anche Renata Tosi, sindaco di Riccione, e il dott. Angelo Frugieri, dirigente sezione Polizia Stradale di Rimini e Vice Questore aggiunto.

“Da sempre Maxibon è sinonimo di estate e di divertimento per i più giovani - afferma Gustavo Stante, direttore Marketing di Maxibon e promotore dell’iniziativa-. Abbiamo scelto dei Creators per affrontare una tematica così delicata perché rappresentano le figure più adatte per far comprendere a pieno ai giovani questa problematica e allo stesso tempo sono in grado di poter raggiungere un pubblico più ampio attraverso la viralità della rete. La sicurezza sulle strade è fondamentale e lo smartphone deve essere usato consapevolmente per evitare di correre inutili rischi per sé e per gli altri”.

Secondo i dati della Polizia Stradale l’invio di sms aumenta di 8 volte il rischio di incorrere in incidenti stradali, chi li invia (il cosiddetto texting), mentre si trova alla guida, distoglie gli occhi dalla strada per circa 4,6 secondi e questo, ad una velocità media di 100 Km/h, significa percorrere più di un campo di calcio ad occhi bendati. Leggere un messaggio su WhatsApp richiede in media 8 secondi, il che significa che procedendo a 50 km/h per circa 100 metri si è completamente distratti. L’uso del cellulare alla guida ha provocato un gran numero di sanzioni nei primi mesi del 2017.
“Gli incidenti stradali costituiscono nel nostro Paese un rilevante problema di sanità pubblica – rivela il Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Rimini, il Vice Questore Aggiunto Angelo Frugieri – Queste tragedie rappresentano la prima causa di morte tra i giovani, con un picco tra i 14 ed i 29 anni. Trattare la sicurezza stradale significa occuparsi di una cultura da costruire, soprattutto in Italia, dove ogni anno i morti sulle strade sono più di 3mila”.

Al fine di raggiungere i giovani e non solo, Maxibon ha scelto di utilizzare la rete come mezzo principale sul quale parlare di una tematica così importante. Attraverso il video di Vegas e Surreal Power la campagna vuole far capire al popolo della rete che utilizzando lo smartphone impropriamente si mette a rischio la propria vita e quella degli altri.

Nel video i due youtuber descrivono una serie di situazione della vita quotidiana nelle quali lo smartphone mette a rischio la sicurezza di chi lo usa. La più classica di queste è la distrazione mentre ci si trova alla guida. E’ difficile, infatti, resistere alla tentazione di leggere un messaggio, così facendo si perde però d’occhio la strada e si rischia di causare incidenti mortali.


LE REGOLE DELLA CAMPAGNA OCCHIO ALLA STRADA

1. PENSA ALLA SALUTE- Tutti mentre guidiamo siamo tentati dall’utilizzare lo smartphone, ma è importante resistere perché si rischia la vita.

2. OCCHIO ALLA STRADA- Sia che tu stia guidando sia che tu stia camminando è importante non perdere mai di vista la strada.

3. IMPORSI DELLE REGOLE- Per tornare a muoversi per la città in sicurezza è possibile imporsi delle regole: per esempio stabilire degli orari in cui siamo offline, cambiare la prospettiva scegliendo le cose veramente importanti o dedicare ogni giorno 10 minuti a “banali” gesti come camminare in un parco senza le interferenze della tecnologia.

4. PENSA AGLI ALTRI- Oltre ad essere un pericolo per se stessi lo si è anche per gli altri. Non è giusto mettere a rischio la vita degli altri per un proprio errore.

5. FARSI DA PARTE SE STRETTAMENTE NECESSARIO- Se non si può proprio fare a meno di  guardare lo smartphone durante una passeggiata o mentre si guida, è quantomeno auspicabile farsi da parte per non intralciare il traffico. E’ consigliabile allenare gli altri a non ricevere risposte immediate. E’ bene fare una cosa alla volta, altrimenti non ne se ne farà realmente nemmeno una.

6. ALZA LA VITA, ABBASSA IL VOLUME - Quando si ascolta la musica o la radio con le cuffiette collegate al proprio smartphone durante una passeggiata o al volante è bene mantenere un volume che permetta di ascoltare i rumori del traffico cittadino, per riuscire ad avvertire in anticipo i pericoli.

7. LE STRISCE PEDONALI NON SONO UN OPTIONAL- Rispettare il codice della strada è fondamentale, anche quando si utilizza il telefonino in giro per la città. E’ bene quindi attraversare solo sulle strisce pedonali, rispettare la segnaletica verticale e orizzontale, facendo attenzione ai mezzi e ai pedoni.

8. NON SOLO LA MACCHINA E’ PERICOLOSA- Anche semplicemente andando in bici si possono correre dei rischi se ci si fa distrarre dal cellulare.

9. SCEGLI PERCORSI ALTERNATIVI- Se non puoi fare a meno di utilizzare lo smartphone scegli strade non trafficate e che comportino meno rischi.

10. PENSA AI PIU’ GIOVANI- Dare l’esempio corretto ai più giovani è importante, in particolare se si tratta di qualcosa che riguarda la salute.




venerdì 28 luglio 2017

ASSICURAZIONI NEL MONDO - IL CONTINENTE AFRICANO

di Nicola Odinzov
Il mercato assicurativo africano è stato a lungo trascurato dalle società occidentali, ma le principali compagnie di assicurazione stanno cominciando a prestare attenzione all'industria assicurativa africana, specialmente nella zona sub-sahariana, che esercita un’attrazione sempre più forte.
Allianz nel 2015 ha aperto una divisione in Kenya, Prudential nel 2013 ha acquistato Express Life Insurance in Ghana per entrare in quel mercato e nel 2014 ha avviato le operazioni in Kenya, la più grande economia dell'Africa orientale, attraverso l'acquisto di Shield Assurance. Altre offerte includono MMI Holdings in Sudafrica che ha acquistato due terzi della keniota Cannon Assurance, poi fusa con Metropolitan Life Kenya.

Delphine Maïdou, CEO di Allianz Global Corporate & Specialty Africa ha dichiarato che il Kenya e l'Etiopia, in virtù della loro crescente classe media, hanno tutti gli ingredienti per lo sviluppo di una fiorente industria assicurativa. Ne costituisce un chiaro segno il recente l’investimento da 350 milioni di dollari tra il colosso statunitense Prudential Financial e LeapFrog Investments di Andrew Kuper, che si occupa di mercati assicurativi ad alta crescita in Africa.

Redditi crescenti e crescente ricchezza rendono più probabile l’acquisto di polizze assicurative, poiché la spesa per i consumi di elementi discrezionali, come automobili, smartphone e assistenza sanitaria, si espande. “C'è una nuova generazione di consumatori esperti, con reddito disponibile e grandi progetti infrastrutturali” afferma Lukas Mueller, Head Market Underwriter Middle East & Africa di Swiss Re, “il mercato assicurativo è strettamente legato alla crescita economica e quando i redditi aumentano hai più asset assicurabili.”

La maggior parte dei mercati assicurativi nei paesi sviluppati sono saturi, la concorrenza è molto forte e rende sempre più affascinanti ed attraenti i poco qualificati mercati dinamici dell'Africa. Il boom economico africano e la conseguente crescita del suo mercato assicurativo, ben al di sopra della media mondiale, uniti alla carenza di professionisti qualificati ed esperti di assicurazione sono i punti di forza per la conquista del mercato da parte delle compagnie occidentali.

Anche la rivoluzione digitale sta contribuendo alla trasformazione dell'Africa, basti pensare che 15 anni fa, su 20 milioni di abitanti, il Ghana aveva solo 50.000 linee telefoniche. Oggi 15 milioni di individui hanno accesso ai telefoni cellulari e internet. Ciò ha consentito l'avvio di innovativi programmi di micro-assicurazione legati alla telefonia mobile.

Nel 2015 cinquantaquattro Paesi africani, con una popolazione complessiva di quasi 1,2 miliardi hanno generato un PIL di 2,2 trilioni di dollari, circa il 3% del totale mondiale, e dal 2010 la Banca Mondiale menziona le economie sub-sahariane tra quelle con la crescita più rapida a livello mondiale. In Sudafrica, Ghana e Zambia il reddito medio è cresciuto molto e tutto questo suggerisce un potenziale sempre più alto per le vendite di polizze assicurative in Africa.

Nei prossimi anni, l’aumento di una classe media africana ricca di risorse finanziarie, dovrebbe portare le polizze vita individuali ad essere il prodotto con la crescita più rapida. Le assicurazioni auto si posizionano al secondo posto, sostenute dalla obbligatorietà nella maggior parte degli Stati africani. Tuttavia, la forte competitività, il numero limitato dei rischi coperti e l'elevato numero dei sinistri, portano il ramo auto a bassi livelli di redditività per gli assicuratori.

In conclusione L'Africa offre numerose opportunità per le compagnie di assicurazione ma i mercati e le loro prospettive non sono uniformi. L'aumento delle opportunità economiche ed il potenziale delle tecnologie mobili per creare connessioni finanziarie rappresentano più clienti potenziali per le compagnie di assicurazione, ma le vendite dirette attraverso agenti e broker rimarranno sempre essenziali. Un punto critico sarà rappresentato dall'istruzione dei consumatori, poiché in molti non conoscono i prodotti che l'assicurazione offre. Importanti saranno gli investimenti in programmatori software e ingegneri per lo sviluppo di piattaforme mobili, così come la formazione di customer care funzionali. Muammar Ismaily, analista di Exotix Frontier Research, si aspetta un rapido consolidamento, soprattutto in Africa orientale ed afferma che “ci sono decine di giocatori, ma pochi controllano (e controlleranno) la maggior parte del mercato”.

Tutto questo consente alcune importanti conclusioni: le grandi città africane, sede di molti consumatori di prodotti di vita e non, saranno il radar del cambiamento e della crescita; l'istruzione dei consumatori sarà essenziale, poiché la concorrenza maggiore per gli assicuratori non verrà dalle aziende competitor, ma dalla mentalità africana a non assicurarsi e dalla disinformazione. "Può essere difficile per gli assicuratori spiegare la loro importanza e l'importanza del prodotto assicurativo direttamente ai consumatori africani", afferma Cameron Murray, Lloyd’s head of Middle East and Africa. Il successo della telefonia cellulare per commercializzare e vendere assicurazioni suggerisce che l'Africa potrebbe diventare un importante banco di prova per programmi innovativi di assicurazione da utilizzare nel resto del mondo. Le compagnie di assicurazione non solo dovranno investire in vendite, formazione di broker e rappresentanti del servizio clienti ma anche in ingegneri di software ed esperti nello sviluppo di interfacce mobili. I clienti del futuro, quelli che cominciano a pensare di acquistare un'assicurazione, sono "nativi digitali" e le aziende dovranno adeguarsi. Infine, interessante sarà l’evoluzione del quadro normativo dei singoli Paesi poiché, ad eccezione di Sudafrica, Namibia, Marocco e Zambia, tutti gli altri paesi africani sono classificati come "paesi a rischio politico elevato".

Per promuovere lo sviluppo, alcuni analisti sostengono la necessità d’introdurre regimi assicurativi obbligatori per coprire il rischio politico, altri suggeriscono di concentrarsi maggiormente su aspetti particolari come scioperi, rivolte civili e terrorismo, piuttosto che offrire prodotti che coprono l'intera gamma di rischi politici. Alcuni hanno anche affermato che in questi paesi la copertura dei rischi politici viene spesso presa in considerazione solo dinanzi alle elezioni. In generale, i potenziali acquirenti considerano l'assicurazione sui rischi politici troppo costosa.

Nei prossimi anni gli analisti finanziari si aspettano l’acquisizione di crescenti quote di mercato da parte di compagnie assicurative estere non africane. Da parte loro gli assicuratori nazionali si aspettano disposizioni legislative e regolamenti nazionalistici che contribuiscano a contrastare la pressione dei concorrenti esteri. Tuttavia, in generale, molti rischi richiedono una competenza specializzata in materia di gestione degli stessi ed una forte sicurezza finanziaria che le imprese nazionali africane non sono attualmente in grado di fornire.

Le guide della Sara Assicurazioni: A chi mi rivolgo in caso di sinistro per una riparazione garantita e senza anticipi?

In caso di sinistro, rivolgendosi ad una carrozzeria aderente al circuito “Sara Ok - carrozzerie convenzionate” l’assicurato potrà disporre del servizio di presa e riconsegna del mezzo danneggiato da e verso il luogo indicato, potrà ottenere la riparazione del veicolo senza alcun esborso, in quanto il pagamento è direttamente a carico di Sara e potrà contare sulla riparazione solo con ricambi originali e con garanzia di 2 anni sulle parti non riparate soggette ad usura.

giovedì 27 luglio 2017

FIRENZE SMART CITY GRAZIE ALL’ ALLEANZA TRA COMUNE E ENEL

Firenze si candida a essere una delle Smart City più all’avanguardia d’Italia. Mobilità elettrica, pubblica e privata, ed efficienza energetica sono i punti cardine della collaborazione tra Comune di Firenze e Enel.

Sul fronte della mobilità elettrica, novità in arrivo per le ricariche Fast Recharge Plus dedicate ai taxi elettrici, che permettono di ricaricare l’auto in circa 20 minuti: dopo le prime due stazioni di piazza Francia e via del Cavallaccio, sono state inaugurate questa mattina altre due stazioni di ricarica in controviale Guidoni e piazzale Donatello ed è stato concordato con il Comune e con i tassisti di Firenze l’installazione di due ulteriori colonnine in via Venosta e in un’altra posizione da definire. Le Fast Recharge Plus consentono di effettuare la ricarica veloce, in corrente alternata a 22-43 kW e continua a 50 kW, dei veicoli elettrici dedicati alla flotta dei taxi di Firenze. Il processo di ricarica è gestito da remoto attraverso il sistema “Electric Mobility Management” - EMM, fornendo inoltre servizi a valore aggiunto all’utente, quali informazioni in tempo reale sulla posizione delle colonnine, stato di ricarica, possibilità di prenotazione, ed altri servizi.

La realizzazione del sistema di colonnine super fast recharge per i tassisti è parte di un più ampio progetto, che vede il Comune di Firenze e Enel partners e prevede investimenti per oltre 30 milioni di euro nelle tre città pilota di cui 25 finanziati dalla Commissione europea e il resto da privati. Nella città di Firenze verranno realizzati nei prossimi 5 anni investimenti per 10 milioni di euro nel quartiere di Novoli/Piagge/Cascine, realizzando un’azione complessa e integrata mirata a migliorare l’efficienza energetica (smartgrid, smartlighting, teleriscaldamento per oltre 700 utenti con seasonal storage solare, 600 dispositivi smart info), la mobilità sostenibile (trasformazione di 100 taxi con motore termico a motore elettrico, ampliamento rete ricarica elettrica con servizio fast recharge, app per i cittadini e i turisti), lo sviluppo dell’ICT e dell’internet of things IoT (urban control center con piattaforma comune alle tre città pilota, panchine smart, smartwaste), la resilienza e la sicurezza (smartgrid, videosorveglianza, SOS).

Ad oggi Firenze è il comune d’Italia con il maggiore numero di taxi 100% elettrici: sono 70 i tassisti che hanno risposto infatti al bando pubblicato lo scorso giugno dal Comune per l’esercizio del servizio con mezzi a propulsione elettrica.

In arrivo anche altre due stazioni di ricarica Fast Recharge Plus nei pressi dei caselli Firenze Nord e Firenze Sud, grazie al progetto europeo EVA+, vinto da Enel insieme a un consorzio di case automobilistiche e alla principale utility austriaca, che prevede l’installazione di 200 colonnine di ricarica veloce nel corridoio autostradale italiano e austriaco. Queste due nuove colonnine saranno utilizzabili non solo dai taxi ma anche da tutti i possessori di veicoli elettrici.

Più in generale, sono 179 le infrastrutture di ricarica Enel a uso pubblico presenti a Firenze, un numero che pone il capoluogo toscano in testa alla classifica delle città con più colonnine di ricarica. Le infrastrutture Enel sono del tipo “pole station”, possono ricaricare a 3,3kW (slow) o a 22kW (quick) e garantiscono l’alimentazione dei veicoli di nuova generazione così come quella dei veicoli già circolanti con una ricarica “intelligente” e “interoperabile”. L’interoperabilità è particolarmente importante perché il possessore del mezzo elettrico, con la sua electric card fornita dal venditore di elettricità, può effettuare la ricarica indipendentemente dalla società di vendita con cui è contrattualizzato.

Comune di Firenze e Enel hanno inoltre presentato, in risposta alla call UIA (Urban Innovative Action) dell’Unione Europea, il progetto FURBA (Florence Urban Rapid Bus Transport), che prevede l’attivazione di un corridoio di trasporto pubblico realizzato mediante 4 bus della lunghezza di 18 metri totalmente elettrici che garantirebbero un servizio con frequenza pari a 5 minuti. Nell’ambito di tale progetto, Enel realizzerà una stazione di ricarica veloce (350kW) con pantografo, in grado di garantire la ricarica completa delle batterie del bus elettrico in 10 minuti e una stazione di ricarica V2G da 50 kW che consentirà anche di ottimizzare l’energia all’interno del deposito di parcheggio dei bus sfruttando l’energia prodotta da pannelli fotovoltaici (10 kW).

La collaborazione tra il Comune di Firenze e Enel è attiva anche sul fronte della banda ultralarga: Open Fiber - la joint venture paritetica tra Enel e Cdp per la creazione di un’infrastruttura su tutto il territorio nazionale con tecnologia Ftth (Fiber to the home) - a Firenze cablerà entro il 2019 circa l’80% delle unità immobiliari, con un investimento di circa 50 milioni di euro.

mercoledì 26 luglio 2017

LVENTURE GROUP RAFFORZA IL LEGAME CON SARA ASSICURAZIONI ORA NUOVO PARTNER DELL’ACCELERATORE LUISS ENLABS

LVenture Group, operatore di venture capital quotato al MTA di Borsa Italiana, annuncia l’ingresso di SARA Assicurazioni come nuovo partner per l’acceleratore di startup LUISS ENLABS, nato nel 2013 da una joint venture tra LVenture Group e l’Università LUISS.L’accordo, frutto di un reciproco interesse a collaborare nell’ambito di attività di Open Innovation realizzate da LUISS ENLABS e ad esplorare nuovi eventuali sviluppi di business, rafforza e amplia il perimetro della collaborazione strategica già in essere tra LVenture Group e Sara Assicurazioni.

Sara Assicurazioni, infatti, già azionista di LVenture Group, ha recentemente incrementato la sua partecipazione sottoscrivendo parte dell'aumento di capitale riservato della Società deliberato a maggio scorso, arrivando così a detenere una quota complessiva pari al 2,49%.
In questo modo la compagnia assicurativa, da sempre attenta all’innovazione, si lega a doppio filo con il mondo della tecnologia e delle startup con l’obiettivo di promuovere al proprio interno lo sviluppo di idee innovative da parte dei dipendenti del gruppo e di soggetti esterni tra cui talenti e startup.

“Questa partnership riflette la sintonia strategica tra Sara e il nostro Gruppo e conferma ulteriormente una articolata relazione che prosegue con reciproca soddisfazione. Avere onboard un partner che crede nel progetto e si è impegnato a sostenerlo nel medio lungo periodo è un grandissimo valore aggiunto che sono certo fornirà a entrambi preziose opportunità di crescita”- commenta Luigi Capello, AD di LVenture Group e fondatore di LUISS ENLABS.

La prima importante attività congiunta realizzata nel quadro della partnership sarà la partecipazione di Sara Assicurazioni in qualità di sponsor al prossimo programma di accelerazione verticale sull’intelligenza artificiale promosso da LUISS ENLABS che partirà a settembre 2017.
Per il Direttore Generale di Sara Assicurazioni, Alberto Tosti “Questa è una occasione unica per vivere il mondo delle startup, conoscere alcune realtà concrete e lasciarsi contaminare dalla creatività e voglia di fare di questi ragazzi. Il tema al centro del prossimo programma di accelerazione poi è quello della Artificial Intelligence, un argomento a cui guardiamo con particolare interesse sia per migliorare i livelli di servizio sui nostri clienti che per efficientare i nostri processi operativi”.
Sara Assicurazioni arricchisce la galleria di partner che già supportano l’acceleratore aggiungendosi a Wind Tre e Bnl, partner storici, e ad Accenture entrato nella compagine nel luglio scorso in concomitanza con il passaggio dell’acceleratore nei nuovi spazi di 5000 m2 presso la Stazione Termini.

LVENTURE GROUP è una holding di partecipazioni quotata sull’MTA di Borsa Italiana che opera nel settore del Venture Capital con prospettiva internazionale. LVenture Group investe in aziende a elevato potenziale di crescita nel settore delle tecnologie digitali, ed è attualmente leader nei seguenti segmenti:

• Micro seed financing: investimento di limitate risorse finanziarie a favore di startup selezionate ed inserite nel programma di accelerazione gestito da LUISS ENLABS “La Fabbrica delle Startup”
• Seed financing: investimenti in startup in fasi di crescita più avanzate che necessitano di maggiori risorse finanziarie per supportare lo sviluppo del prodotto e l’ingresso sul mercato.

SARA ASSICURAZIONI, primo esempio europeo di joint venture tra un’associazione di consumatori - l’ACI - e una compagnia di assicurazioni, è nata nel 1946 con l’obiettivo di mettere a disposizione degli automobilisti un’ampia gamma di servizi assicurativi. Sara Assicurazioni è a oggi la compagnia ufficiale dell’Automobile Club d’Italia ed è punto di riferimento per le famiglie italiane e per tutte le esigenze legate alla sicurezza personale, patrimoniale e del tenore di vita. La sua organizzazione commerciale è formata da una struttura che comprende oltre 400 agenzie e circa 1.500 punti vendita. Oltre a Sara Assicurazioni, del Gruppo fa parte Sara Vita, compagnia specializzata nell'area del risparmio, della previdenza e della tutela, con un’offerta articolata anche nell’area degli investimenti.

È di quasi 1 miliardo di tonnellate il volume delle merci trasportate su strada con origine nazionale

945,6 milioni di tonnellate. È questo il volume complessivo del trasporto merci su strada con origine nazionale che è stato realizzato in Italia nel 2015. Se si fa riferimento alle ripartizioni territoriali, il 64% del trasporto merci è partito dal Nord, il 18,4% dal Centro, il 12,1% dal Sud e il 5,5% dalle isole. Nel dettaglio, è la Lombardia la regione che nel 2015 ha originato il volume di traffico merci più consistente nel nostro Paese (210,7 milioni di tonnellate, pari al 22,3% sul totale). Seguono il Veneto (122,1 milioni di tonnellate), l’Emilia Romagna (115,9 milioni di tonnellate), la Toscana (82,3 milioni di tonnellate) e il Piemonte (77,2 milioni di tonnellate). Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) su dati Istat.

Le differenze territoriali in termini di volumi di trasporto merci su strada con origine nazionale dipendono ovviamente dal contesto socio-economico, infrastrutturale e di sviluppo del settore del trasporto merci delle singole realtà territoriali considerate. In particolare, la forte incidenza del trasporto merci su strada originato dalle regioni del Nord è strettamente correlata con la posizione strategica di quelle aree del Paese rispetto alle principali direttrici del commercio nazionale ed europeo.

Ad ogni modo, pur nel quadro di una crisi economica che faticosamente ci stiamo lasciando alle spalle e che negli ultimi anni ha portato ad una forte riduzione degli scambi commerciali, il settore del trasporto merci su strada, con le sue 945,6 milioni di tonnellate di merci con origine nazionale movimentate da circa 4 milioni di autocarri circolanti sul territorio del nostro Paese, costituisce un fattore chiave per la competitività economica del nostro Paese.

Per mantenere e incrementare la competitività delle imprese di autotrasporto è di fondamentale importanza intervenire sia sul piano organizzativo che su quello tecnologico, adottando soluzioni e prodotti avanzati in grado di ottimizzare e ridurre i costi di esercizio. Tra questi, è da segnalare l’uso di pneumatici ricostruiti, che consentono di ottenere un consistente risparmio dal momento che costano di meno dei pneumatici nuovi, senza rinunce in termini di sicurezza (prima di essere immessi sul mercato vengono sottoposti agli stessi controlli dei pneumatici nuovi).
 

martedì 25 luglio 2017

LE ASSICURAZIONI NEL MONDO - SUDAFRICA

di Nicola Odinzov

Da molti considerato come la darwiniana culla dell’umanità, il Sudafrica è una terra meravigliosa e drammatica allo stesso tempo. Emblema delle contraddizioni del continente nero, dove i contrasti tra ricchezza e povertà ed ancora tra bianchi e neri, sono disarmanti. Come scriveva Mandela nel suo "Lungo cammino verso la libertà", le profonde ferite lasciate dall’Apartheid sono ancor oggi aperte e la strada per la guarigione è lunga e impervia. Nel '93 l'Apartheid ha ceduto ad una delle costituzioni più democratiche del mondo, ma le lacerazioni profonde sono lente a rimarginarsi e la violenza tra gli stessi neri è in aumento.

L’economia sudafricana, senza dubbio la più forte e sviluppata del continente africano, dopo il generale rallentamento del 2016 è in netta ripresa, con una previsione di aumento dell’1,3% nel 2017 e del 2% nel 2018. Basata inizialmente su risorse minerarie e agricoltura, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale l’economia del Paese vide il rapido sviluppo dell’industria manifatturiera che ne divenne il settore trainante. Oggi in forte crescita sono servizi finanziari tanto dall’attribuire al Sudafrica il settore finanziario più sviluppato dell’Africa subsahariana. Ciò nonostante, un tasso di disoccupazione al 26,7% e la forte sperequazione economica rappresentano ancora un ostacolo allo sviluppo. Nell’annuale discorso di presentazione del bilancio 2017, il Ministro delle Finanze Gordhan ha affermato che l’obiettivo di trasformazione del Sudafrica è quello di creare posti di lavoro e affrancare la popolazione da povertà e disuguaglianza, sottolineando come i due concetti di trasformazione e crescita siano indissolubilmente legati l’uno all’altro.

Ciò spiega perché il piano economico ed il bilancio per il 2017 mirino a promuovere la crescita puntando sugli investimenti privati, coinvolgendo imprese, lavoratori e società civile in più direzioni: dare certezza nei settori minerario e agricolo; espandere le comunicazioni e l’accesso ad Internet; proseguire il programma “Independent Power Producer”, incrementando il settore delle rinnovabili e del gas; rivedere l’applicazione del Broad-Based Black Economic Empowerment per un maggior inserimento della popolazione di colore nel tessuto produttivo nazionale; sostenere la produzione manifatturiera locale per l’esportazione; applicare gli standard internazionali.

Il mercato assicurativo sudafricano è uno dei più avanzati del mondo, con uno dei rapporti più elevati tra premi e PIL ed un'ampia selezione di assicuratori ben regolamentati e innovativi. Tuttavia, gran parte del Paese rimane non assicurato o sotto assicurato, con polizze fondamentali come l’RC auto o immobiliari solo facoltative - una rarità per un mondo in via di sviluppo, sia in Africa che altrove e ciò rappresenta significative opportunità per le compagnie di assicurazione.

L’aspetto normativo del settore assicurativo è regolato principalmente da leggi statali, attraverso vari atti promulgati dal Parlamento, ed è disciplinato in modo specifico dal Consiglio dei Servizi Finanziari. Senza addentrarci troppo negli aspetti normativi che regolano il settore, provvedimento principale è lo Short Term Insurance Act 53 del 1998, che stabilisce il controllo dell’attività assicurativa e ne prescrive i requisiti al fine di garantire gli assicurati.

Il trasporto su strada è un elemento critico che supporta e contribuisce direttamente alla crescita economica di ogni paese e gli incidenti stradali sono purtroppo la conseguenza negativa di questa crescita. La legge sudafricana, nonostante dalle statistiche sugli incidenti stradali risultino più di 15.000 morti ogni anno, non obbliga, come detto, ad assicurare la propria auto e solo il 30% dei veicoli sudafricani ha una polizza di assicurazione completa. In realtà, un’assicurazione di base, sebbene piuttosto limitata e parziale, è stata stabilita con il Road Accident Fund, un fondo istituito con la legge 56 del 1996 e finanziato principalmente da un’imposta sulla vendita dei carburanti, il quale fornisce una rete di sicurezza sociale al paese rendendo disponibile una copertura assicurativa a tutti gli utenti delle strade sudafricane.

Tuttavia, in posti come Città del Capo, dove furti e vandalismo sono estremamente frequenti, si comincia ad avvertire una maggior propensione della classe media all’acquisto di polizze auto più complete. Sarà compito delle compagnie di assicurazione, attraverso nuove proposte ed utilizzo dei nuovi canali di vendita (telefonia mobile ed internet), incrementare, innovare e rafforzare la penetrazione in questo nuovo mercato.

Gli allarmanti segnali di ripresa dell’incidentalità mortale, registrati da Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri fino a metà luglio del 2017 ( + 1% rispetto allo stesso periodo del 2016), evidenziano un trend preoccupante che richiede l’azione coordinata di tutte le Forze di Polizia, per la riduzione del fenomeno.

La diminuzione della mortalità sulle strade necessita del contrasto non solo degli eccessi di velocità, ma anche di tutti quei comportamenti che sono ormai tra le principali cause degli incidenti: distrazione, in primis per l’uso di telefonini e smartphone, guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e del casco.
La Direttiva Minniti, emanata il 21 luglio, adegua le strategie e i modelli operativi di prevenzione e contrasto degli organi di polizia stradale, con l’intento di favorire l’impiego diffuso della tecnologia non a fini esclusivamente sanzionatori, ma in modo funzionale e coerente con l’obiettivo di ridurre drasticamente gli incidenti stradali.

I Prefetti, affiancati dalle Conferenze provinciali permanenti e dagli Osservatori per il monitoraggio degli incidenti stradali, daranno attuazione alla direttiva per estendere le esperienze positivamente sperimentate in materia di velocità, agli altri comportamenti di guida scorretti, avvalendosi del supporto specialistico della Polizia Stradale.

La Direttiva Minniti è corredata da un aggiornato disciplinare tecnico sulle modalità di collocazione dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo per il rilevamento degli eccessi di velocità, adattato alle esigenze tecniche e normative intervenute in questi anni.

Le principali novità riguardano :
Il costante monitoraggio, da parte dei Prefetti, sulla collocazione dei sistemi di rilevazione della velocità affinché risultino motivati esclusivamente da condivise esigenze di sicurezza stradale;
la riclassificazione e più efficiente definizione dei sistemi di rilevamento della velocità in tre grandi categorie : fissi (es. il Tutor ed il Vergilius) temporanei (l’autovelox) e mobili (apparecchiatura utilizzata da un veicolo in movimento);
la taratura e verifica della funzionalità delle apparecchiature, che avverrà con cadenza annuale, come peraltro stabilito dalla Corte Costituzionale con la  sentenza n. 113 del 29 aprile 2015;
una precisa delimitazione delle attività di assistenza tecnica dei soggetti privati, che non devono mai interferire con quella dell’organo di polizia e comunque essere svolte sotto il controllo di quest’ultimo;
le spese di accertamento gravanti sul trasgressore, che dovranno essere ben circostanziate e documentate;
la possibilità di effettuare riprese frontali con dispositivi da remoto purché si proceda all’oscuramento automatico dell’abitacolo e quindi al non riconoscimento delle persone a bordo del veicolo;
regole più puntuali, utilizzando apposito cartello, per presegnalare e rendere visibili le postazioni di controllo della velocità, che potranno funzionare anche su entrambi i sensi di marcia.



lunedì 24 luglio 2017

Nasce “Vai sul sicuro”, la prima app dedicata alla sicurezza in auto dei bambini fra educazione e intrattenimento



In Italia solo 4 genitori su 10 usano abitualmente il seggiolino quando trasportano i loro figli in auto.

Nel Mezzogiorno, e in Puglia in particolare, questo dato scende a 2 genitori su 10. Secondo i numeri del sistema Ulisse, progetto di rilevazione sulla sicurezza in auto messo in atto dall’Istituto Superiore di Sanità insieme al Ministero dei Trasporti, nel capoluogo, Bari, la percentuale di utilizzo del seggiolino si attesta al 18,5%, una delle più basse a livello nazionale.

Le conseguenze di una simile leggerezza, purtroppo, ce le insegna la cronaca.

Nelle ultime settimane, due bambine di pochi anni sono rimaste vittime di incidenti stradali nel pieno centro di Cantù e Palermo. In entrambi casi, le piccole hanno perso la vita a causa dei traumi riportati durante il sinistro perché erano in braccio alla mamma o sedute sul sedile posteriore senza alcun sistema di ritenuta. Molti genitori pensano che la bassa velocità e i tragitti brevi in paese non siano pericolosi per i bambini. Niente di più sbagliato perché i crash test degli enti accreditati a testare i seggiolini dimostrano l’esatto contrario. Tesi avvalorata anche dai dati ISTAT del 2015, secondo i quali 40 bambini sono morti in incidenti stradali, di cui 17 (il 42,5%) fra gli 0 e i 4 anni. Fra questi, molto elevata è la percentuale di vittime su strade urbane, a riprova del fatto che non sono più sicure, nonostante la velocità contenuta.

Il progetto e l’app “Vai sul sicuro”

In questo contesto nasce il progetto “Vai sul sicuro”, promosso dall’agenzia salentina weKids che si occupa di comunicazione per la prima infanzia e che ha organizzato a ottobre dello scorso anno a Milano il primo convegno nazionale interamente dedicato alla sicurezza in auto dei bambini, dando voce a istituzioni, associazioni ed esperti del settore. Proprio in quell’occasione, sono stati resi noti i dati sopra riportati che lanciano l’allarme sull’uso limitato e scorretto dei seggiolini auto in tutta Italia, ma in particolar modo al Sud. Per continuare sulla strada intrapresa con il convegno e contribuire alla sensibilizzazione sul tema, weKids mette in campo un altro strumento, avvalendosi questa volta della diffusione delle nuove tecnologie e della grande curiosità e capacità di apprendimento dei bambini: nasce, infatti, nel mese della sicurezza stradale, l’app “Vai sul sicuro”. Destinata principalmente ai bimbi dai 6 agli 8 anni, propone tanti giochi pensati per intrattenerli sul seggiolino e, nello stesso tempo, educarli all’uso di questo “compagno di viaggio” in modo divertente. Disponibile gratuitamente su App Store e Google Play, l’app contiene anche un’area riservata ai genitori con informazioni dettagliate sulla sicurezza in auto e alcuni utili suggerimenti su come scegliere e dove acquistare il dispositivo di ritenuta più adatto alle proprie esigenze.

Obiettivo: sviluppare la consapevolezza dell’importanza del seggiolino nei bambini

È la prima volta in Italia che viene presentata un’app di questo genere con il duplice scopo di intrattenere e, contemporaneamente, educare all’uso dei dispositivi di ritenuta. Come spiega Giada Negro, direttore creativo di weKids. «Dopo il convegno a Milano, ci siamo chiesti che cosa fattivamente potessimo fare per cercare di diminuire i dati allarmanti che erano emersi. Secondo le statistiche, è la noia una delle principali cause che porta i bambini a fare i capricci per non stare sul seggiolino ma in braccio alla mamma. Da qui abbiamo pensato ad un passatempo per loro e cosa c’è di più intrigante per un bambino in età scolare e pre-scolare dei games di un’app? A questi giochi, però, abbiamo voluto dare un risvolto educativo, passando, quindi, ai bambini stessi le informazioni essenziali sul perché sia importante viaggiare in auto solo con il seggiolino».

Con questa app si introduce un modello nuovo di sensibilizzazione sulla sicurezza in auto dei bambini che vede non solo l’utilizzo di uno strumento tecnologico inedito, come, appunto, un’app di giochi, ma anche il fatto che siano i bambini stessi i principali destinatari del messaggio e, solo in seconda battuta, i genitori, visto anche che i giochi si possono fare insieme e che è prevista un’area specifica per loro con norme, istruzioni e notizie utili.

Il tour educational nelle scuole e il ruolo delle forze dell’ordine

Sempre in quest’ottica è stata pensata anche la fase successiva del progetto “Vai sul sicuro”: un tour educational sull’importanza dei seggiolini auto da fare nelle scuole dell’infanzia e elementari, che partirà nei prossimi mesi dalla Puglia per poi estendersi in tutto il Sud Italia e al resto del territorio nazionale. Un tour in cui l’app – che verrà implementata nel tempo con altri giochi e informazioni – sarà uno dei principali strumenti didattici.

«Non è un caso che con questa app – aggiunge Enrico Epifani, Ceo di weKids, che con Giada fa coppia anche nella vita – abbiamo deciso di puntare sui bambini. Noi siamo genitori e quando andiamo a prendere nostra figlia che ha 8 anni all’uscita da scuola, ci accorgiamo che sono pochissime le auto dotate di seggiolino. La ragione delle cifre impressionanti che abbiamo reso note col convegno a Milano è proprio legata all’inconsapevolezza delle famiglie sui rischi che si corrono a trasportare un bambino in macchina in città in modo scorretto. Allora abbiamo pensato, ispirati da nostra figlia che sale e si sistema da sola sul seggiolino, di spiegarlo ai diretti interessati. Importante sarebbe anche coinvolgere, oltre alle istituzioni scolastiche, le forze dell’ordine deputate ai controlli, come la Polizia Municipale. L’inasprimento delle sanzioni, infatti, potrebbe fare da ulteriore deterrente, come è già successo con il casco e le cinture di sicurezza».

La seconda edizione del convegno nazionale: focus sullo stato dell’arte

Nel 2018, infine, ci sarà la seconda edizione del convegno nazionale sulla sicurezza in auto dei bambini, dove si spera di presentare dati che possano indicare un’inversione di tendenza e un incremento sensibile nell’utilizzo dei sistemi di ritenuta. È una battaglia lunga ma è una battaglia necessaria di sicurezza e di buonsenso.

venerdì 21 luglio 2017

ASSICURAZIONI NEL MONDO - EGITTO

di Nicola Odinzov

Secondo un report della Farnesina, in Egitto l’anno 2015/16 si è chiuso con un tasso di crescita del PIL pari al 4,3 per cento. Contributo positivo alla crescita è stato dato dai consumi, dalle costruzioni, dal settore pubblico e dai servizi, mentre gli investimenti ed i due importanti settori del turismo e manifatturiero hanno registrato una forte crisi. Principale problema strutturale dell’economia egiziana è dato dall’inflazione, con un tasso medio che si prevede supererà nel 2017 il 18 per cento, per poi scendere l’anno successivo grazie alle politiche restrittive ed al venir meno dell’effetto iniziale della svalutazione.

Nonostante le difficoltà politiche ed economiche del paese, l'Egitto ha un mercato assicurativo sempre più attraente. La penetrazione è bassa e la gente sta diventando sempre più consapevole della necessità di proteggersi dai rischi, i rendimenti sono alti e le opportunità sono abbondanti. L'Egitto è un luogo di grande interesse per le assicurazioni e sta diventando un obiettivo chiave per gli investimenti stranieri.

Mentre il settore è ben posizionato per il futuro, i dati attuali ci dicono che nonostante una popolazione di 87 milioni l’ammontare totale dei premi, inferiore ai 2 miliardi di dollari, è sostanzialmente basso. La penetrazione delle assicurazioni è stimata in circa l'1,2 per cento, con una media premio di soli 22,30 dollari pro capite, inferiore alla media del mercato emergente pari allo 1,3 per cento e ben al di sotto del livello globale del 6,2 per cento. Secondo l’Egyptian Financial Supervisory Authority (Autorità di vigilanza finanziaria egiziana - EFSA) l'Egitto dovrà affrontare due grandi ostacoli: la scarsa alfabetizzazione finanziaria e la mancanza di conoscenza dei prodotti assicurativi e dei loro benefici. Mastercard stima che solo il 35% degli egiziani abbia un conto corrente bancario.

L'economia egiziana è in fase di recupero, la situazione politica è più stabile e l'inflazione sospesa, ma a dare incertezza agli investitori esteri rimangono i rischi dovuti alle minacce terroristiche e al calo del turismo, legato proprio al susseguirsi degli attentati.

L'Egitto ha una lunga storia di assicurazione. A metà del XIX secolo, con l'annuncio dell'apertura del canale di Suez e la crescita del commercio di cotone, alcune società assicurative europee stabilirono delle filiali nel paese. Il primo assicuratore locale, la National Insurance Company of Egypt, è stata fondata nel 1900 e la Egypt Re nel 1957.

Dopo la crisi di Suez del 1956, il processo di nazionalizzazione chiuse rapidamente la partecipazione internazionale e privata al settore, lasciando solo tre imprese statali: Misr, Al Chark e National. Negli anni settanta le imprese private furono nuovamente autorizzate ad operare e nel 1995 gli investitori stranieri furono autorizzati a possedere il 49% di un’impresa operante nel paese, fino a giungere con la legge 156 del 1998 a poter operare attraverso società straniere al 100%.

La regolamentazione del settore assicurativo egiziano è iniziata, con la legge 92 del 1939, la quale annullava tutte le concessioni straniere, ma nel corso degli anni, sono seguite una serie di normative che hanno apportato numerosi cambiamenti, ribaltando di fatto l’impostazione iniziale. Attualmente il settore è regolato dalla legge n. 10 del 1981, o legge sulla vigilanza e il controllo delle assicurazioni. Altri provvedimenti chiave sono la citata legge n. 156 del 1998, che consente la proprietà estera al 100% e la legge n. 72 del 2007 che ha stabilito l’obbligatorietà dell’assicurazione di responsabilità civile auto e creato un fondo di garanzia vittime della strada, finanziato con un prelievo del 3% sui premi assicurativi, per coprire le richieste di risarcimento in caso di sinistro con automobilisti privi di assicurazione.

Organo deputato alla sorveglianza del settore assicurativo è la Egyptian Insurance Supervisory Authority (EISA), la quale regola tutte le attività finanziarie non bancarie del paese e sovrintende all'applicazione della predetta legge 10 del 1981.

Il mercato assicurativo egiziano è piuttosto concentrato, i primi cinque assicuratori nel paese detengono circa il 74 % del mercato con la Mirs al primo posto, sia nel settore life che in quello non life.

Il Cairo con più di 25 milioni di abitanti è una delle città più grandi e trafficate del mondo ed il ramo auto rappresenta, come in molti altri paesi, la categoria assicurativa più importante con un valore di mercato pari a circa 219 milioni di dollari. Il traffico al Cairo è la regola, fa parte del panorama e l’uso costante del clacson, anche solo per salutarsi, è il suono che più rimane impresso a chiunque si trovi a percorrerne le vie. Le strade nel centro della città hanno fino ad 8 corsie, ma il fatto non siano effettivamente segnate, l’alto numero di conducenti indisciplinati ed il frequente incontro di animali che circolano liberamente, possono rendere la guida piuttosto difficile.

giovedì 20 luglio 2017

XAOS integra l’app ParkAppy con Apple Pay

La tecnologia al servizio della quotidianità: XAOS integra l’app ParkAppy con Apple Pay
XAOS, sviluppatore di eccellenza sulla scena tecnologica italiana, rende disponibile un aggiornamento di ParkAppy, l’app destinata al pagamento della sosta sulle strisce blu. L’aggiornamento aggiunge l’integrazione con Apple Pay, il sistema di pagamento di Apple da oggi disponibile anche in Italia.

ParkAppy è un sistema innovativo di pagamento parcheggio che funziona senza anticipi o iscrizioni e che dialoga con i terminali elettronici di ogni operatore della sosta. Con ParkAppy non c’è più bisogno delle classiche monetine ed è possibile gestire liberamente la sosta prolungandola o interrompendola, pagando solo i minuti effettivi di parcheggio con la propria carta di credito e da oggi anche con la comodità e la sicurezza di Apple Pay.

Sicurezza e privacy sono caratteristiche fondamentali per Apple Pay. Quando si effettua un pagamento con carta di credito o di debito attraverso Apple Pay, i numeri di carta non vengono mai memorizzati sul dispositivo utilizzato né sui server Apple. Al contrario, viene assegnato un codice univoco crittografato chiamato Device Account Number che viene  salvato in sicurezza nel Secure Element del proprio dispositivo.

 “Apple Pay migliora l’usabilità e la sicurezza sia per gli utenti che per gli esercenti. XAOS, come integratore tecnologico, è da sempre impegnato nel mondo dell’e-commerce attraverso applicazioni mobile usate da milioni di utenti. Siamo felicissimi di poter adottare Apple Pay dal momento del suo lancio in Italia” ha dichiarato Marco Del Bene, Head Marketing di XAOS.


mercoledì 19 luglio 2017

ACI SPACE, LA NUOVA APP PER AUTOMOBILISTI E MOTOCICLISTI

L’Automobile Club d’Italia lancia l’app gratuita “ACI Space” per smartphone e tablet, ideata per creare un punto di contatto continuo con automobilisti e motociclisti. L’applicazione, disponibile da oggi per iOS e Android, fornisce informazioni in tempo reale su ogni veicolo, sulla mobilità e sul traffico, offrendo strumenti di pagamento per parcheggi, pedaggi e soluzioni di trasporto pubblico.

“Con ACI Space offriamo uno spazio di servizio sempre accessibile con le soluzioni più utili per muoversi – dichiara Vincenzo Pensa, direttore dei Sistemi Informativi e l’Innovazione dell’Automobile Club d’Italia – grazie al lavoro sinergico di tutte le componenti del sistema ACI, che mette al servizio dei cittadini il know how e la professionalità dell’Ente”.

L’app è modulare, integrabile e personalizzabile, e sarà implementata nel tempo con servizi sempre più innovativi. Oggi offre i seguenti servizi:

L’app è modulare, integrabile e personalizzabile, e sarà implementata nel tempo con servizi sempre più innovativi. Oggi offre i seguenti servizi:

-          Around Me, con la ricerca online dei punti di interesse su mappa;

-          SOS, per attivare una chiamata di assistenza georeferenziata con il GPS dello smartphone;

-          Club, con le offerte e i vantaggi per i soci ACI;

-          Infotarga, per conoscere gratuitamente le caratteristiche di qualunque veicolo, dalla classe Euro alla potenza, con informazioni sulla posizione al Pubblico Registro Automobilistico ed eventuali segnalazioni di furto;

-          MyCar, con un panorama dettagliato sulle scadenze e le formalità dei propri mezzi, compresi bolli arretrati o fermi amministrativi;

-          ACI&Co, che racchiude i servizi informativi di ACI alla collettività come i notiziari sulla viabilità locale di “LuceVerde” e la rivista digitale “L’Automobile”, oltre alle funzionalità di pagamento elettronico per la sosta, l’accesso ZTL e il trasporto pubblico locale attraverso la piattaforma “MyCicero”.



martedì 18 luglio 2017

Sara Assicurazioni alla Coppa d'Oro delle Dolomiti



Ancora pochi giorni e Cortina d'Ampezzo insieme agli affascinanti tornanti delle Dolomiti Patrimonio Unesco saranno teatro, dal 20 al 23 luglio, della Coppa d'Oro delle Dolomiti. La gara nata come competizione di velocità pura, prese il via il 20 luglio del 1947. Oggi, la Coppa d'Oro, che compie 70 anni è una gara di regolarità classica che unisce alla suggestione dei percorsi dolomitici il fascino di pezzi unici da collezione. Per questo anniversario si sono iscritte auto da oltre 15 paesi tra cui alcuni pezzi unici al mondo.

Dopo l’appuntamento con le prove tecniche fissato per il 20 luglio, nella mattinata di venerdì 21 luglio in Corso d’Italia a Cortina si raduneranno gli equipaggi pronti a dare vita a due giorni di serrato confronto lungo le suggestive strade dolomitiche. Coppa d’Oro delle Dolomiti, uno dei tre Grandi Eventi di Regolarità Classica nel Calendario Internazionale ACI Sport /FIA - che si avvale del patrocinio di: Ministero Affari Esteri, Regione del Veneto, Provincia di Belluno, Comune di Cortina, Cortina Dolomiti e Fondazione Nicola Irti avrà al via più di 100 equipaggi nazionali e internazionali oltre a dieci meravigliose Ferrari che saranno protagoniste di un bellissimo momento per gli appassionati di auto: "L'omaggio ai 70 anni”. Un'occasione per ricordare le imprese della Casa del Cavallino compiute negli anni, lungo i tornanti delle Dolomiti "Patrimonio Unesco". Storica ad esempio fu l'edizione del 52 quando i fratelli Marzotto al volante delle Ferrari occuparono quattro dei primi sette posti della classifica finale. Questa sarà l'occasione di vedere sfilare lungo il percorso di gara della Coppa d'Oro, numerosi esemplari del Cavallino Rampante dal 1968 ad oggi, in concomitanza tra l'altro con il 70 esimo anniversario della Casa di Maranello che nel 1947 produsse la sua prima auto: la 125 S.

La prossima edizione del 70esimo anniversario prevede due giornate di gara. Il 21 luglio partenza da Corso d’Italia a Cortina con il percorso delle prime edizioni. Passo Pordoi, Falzarego, Rolle, Passo Cimabanche, Misurina, Canazei e il passaggio pomeridiano a Belluno in Piazza dei Martiri, davanti alla sede dell'ACI fondatore della corsa, sono solo alcuni dei luoghi di questa magnifica celebrazione. Il 22 luglio, seconda giornata di gara regalerà invece ad appassionati e concorrenti un'affascinante “festival di passi dolomitici” con la possibilità di ammirare anche alcuni tra i più rinomati luoghi turistici, quali Dobbiaco e Corvara.
Il percorso di gara avrà una lunghezza complessiva di Km. 509,35. Sono previsti:
- 64 Prove Cronometrate(P.C.);
- 5 Prove di Media(P.M.) con complessivi 10 rilevamenti segreti
- 10 Controlli Orari (C.O.);
- 4 Controlli Timbro(C.T.)
L’arrivo delle prime vetture è previsto sabato 22 luglio nel pomeriggio in Corso d’Italia dopo due avvincenti giorni di gara.

Coppa d'Oro delle Dolomiti organizzata per il quinto anno da Meet Comunicazione, sotto l’egida di Aci Storico e con la concessione di AC Belluno, è con Mille Miglia e Targa Florio uno dei tre Grandi Eventi di Regolarità Classica nel Calendario Internazionale ACI Sport /FIA ed è la seconda prova del Primo Campionato Italiano Grandi Eventi Regolarità che comprende anche Targa Florio Classica e Gran Premio Nuvolari.

Saranno più di 100 gli equipaggi in gara su auto costruite tra il 1919 e il 1961 e, con una categoria speciale con classifica dedicata riservata, auto realizzate tra il 1962 e il 1967 che siano di particolare interesse storico o che si siano distinte per particolari meriti sportivi.

Come di consueto sarà lo splendido scenario di Corso d'Italia di Cortina a dare il via all'evento. "È con piacere che porto il saluto del Comune di Cortina d’Ampezzo alla Coppa d’Oro delle Dolomiti nell’anno in cui celebra il suo Settantesimo anniversario - ha dichiarato il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina - una ricorrenza che sottolinea ulteriormente il legame tra Cortina e i grandi eventi dello sport, della cultura e della tradizione. La Regina delle Dolomiti si conferma, dunque, sede di importanti manifestazioni e appuntamenti che richiamano un pubblico nazionale e internazionale e, nel contempo, divengono parte della storia del territorio. Cortina d’Ampezzo, destinazione di impareggiabile bellezza, forte del proprio passato e aperta con decisione al futuro, offre il contesto ideale all’eleganza e al carattere delle meravigliose auto d’epoca coinvolte nella competizione lungo i passi dolomitici".

Tra i personaggi presenti in gara risalta la presenza del designer Fabrizio Giugiaro, presidente di Giugiaro Architettura e figlio di Giorgetto Giugiaro nome di spicco del design italiano nel mondo. Giugiaro, disegnatore e grandissimo appassionato di automobili sarà in gara con una Mangusta De Tomaso. Al suo fianco farà da navigatore Guido Dalla Rosa Prati, campione italiano di volo a vela.
Il designer piemontese ha già partecipato alla Coppa d'Oro delle Dolomiti nell'edizione del 2009.
La celebrazione del 70° anniversario della Coppa d'Oro delle Dolomiti sarà resa ancor più suggestiva per la presenza in gara della Zanussi Fontebasso Sport. La macchina costruita da Fioravante Zanussi con l'aiuto della carrozzeria Vendrame di Mareno di Piave, ha infatti partecipato alle edizioni della Coppa d'Oro di velocità del 1949 e del 1950 con l'equipaggio formato da Antonio Primo Fontebasso e Diego Zanotto che furono tra l'altro i primi proprietari della macchina. La vettura si presenterà a Cortina guidata dal collezionista e gentleman driver Corrado Minussi. Questo autentico gioiello dell'automobilismo che vanta tra l'altro numerose apparizioni nelle principali gare di auto storiche tra le quali anche la Mille Miglia è presente nel catalogo dell Automotive Masterpieces exhibitions lab centro di digitalizzazione del patrimonio motoristico mondiale.

Tra i piloti al via vanno seguiti con particolare attenzione: Giovanni Moceri campione uscente a Cortina regolarmente al via affiancato dalla moglie Valeria Dicembre su Fiat 508 C del 1939 per tentare di ripetersi; Giuliano Canè, plurivincitore della corsa, in gara su Lancia Aprilia del 1938 insieme alla consorte Lucia Galliani, i giovani Marzotto eredi della casata imprenditoriale e automobilistica su Lancia Lambda Tipo 221 Spider Casaro del 1929, Salvetti e Spozio su Alfa Romeo Giulietta Sprint del 1960, Fabbri e Bertieri su Volvo PV544 Sport 1965 e molti altri protagonisti della Regolarità Classica Nazionale e Internazionale. Sono ventidue gli equipaggi stranieri, tra i quali quattro giapponesi.

Coppa d'Oro delle Dolomiti quest'anno omaggerà la memoria del Noto Giurista Nicola Irti prematuramente scomparso qualche mese fa. Verrà assegnato un trofeo in suo onore all'equipaggio che avrà meglio fatto nelle prove di media, ricordando che proprio Nicola Irti al suo esordio nella competizione riuscì a vincerne una.

La Coppa d’Oro delle Dolomiti 2017 vede al proprio fianco Sponsor e partner d’eccezione.
Sono tra gli Official sponsor; Aci Sport, Adler Group, Alpitour, Eccellenze Campane e Sara Assicurazioni.

lunedì 17 luglio 2017

Alle stelle il costo dei ricambi e delle riparazioni


Prezzi di ricambio, e di conseguenza quello delle riparazioni, alle stelle. Proprio adesso che le assicurazioni stanno cominciando ad annunciare che cercheranno di ridurre i premi RcAuto... I numeri parlano di aumenti che - in tre anni – sono andati dal più 4 fino ad oltre il  30%. E’ quanto emerge dall’ultimo studio della DAT-Italia, azienda leader nel settore automotive per dati e sistemi che calcolano i costi delle riparazioni e le valutazioni dei veicoli usati.

Per lo studio sono stati presi in considerazione i ricambi di carrozzeria “coinvolti” nei più frequenti sinistri (paraurti, parafanghi, porte, parabrezza, fari, ecc.) e le auto piu’ vendute. Si passa dalla Fiat che in tre anni si è accontentata del 4-5% alle Volkswagen Golf 16-35% e Toyota Yaris 13-23%, sempre in 3 anni. Nel mezzo Renault Clio 7-30, Peugeot 4-7%, Ford 6-18%.

“Analizzando i dati dell’ANIA – spiega l’ing. Antonio Coppola, direttore Generale Dat-Italia - si vede che negli ultimi 5 anni i sinistri sono diminuiti di circa il 9%. Non è un caso perché a causa della crisi, circa il 60% del parco circolante (ovvero le auto a benzina) ha consumato il 9% di combustibile in meno e quindi meno mobilità ha inevitabilmente generato una minor frequenza di sinistri (mentre il consumo e la presenza del diesel nel parco circolante è rimasto pressocché invariato). Sicuramente anche le campagne di sicurezza stradale avranno fatto la loro parte nella riduzione dei sinistri, ma ciò sarà confermato dalla ripresa della mobilità. La conseguenza di ciò è stata una leggera riduzione dei costi dei sinistri RC auto per le assicurazioni (3,8mrd nel 2012 e 3,7mrd nel 2015 per RC auto danni a cose). Poca roba insomma”.

Non solo: negli ultimi 5 anni il costo della manodopera pagata dalle assicurazioni si è ridotta del 5%, mentre l’importo pagato per i ricambi è rimasto invariato (circa 1,6mrd/anno). L’autoriparatore ha preferito sostituire i ricambi piuttosto che ripararli e la maggior richiesta ha fatto aumentare i prezzi dei ricambi a discapito della manodopera. Solita e inesorabile legge di mercato.
“Il buonsenso – conclude Coppola - avrebbe dovuto portare ad incentivare la vendita di auto e a dare un miglior servizio post vendita, e non lucrare sui ricambi. Si consideri che il prezzo di un ricambio originale viaggia da 3 fino a 20 volte il prezzo della serie. Quindi era già ben pagato...”. Come finirà? Probabilmente ci sarà un fiorire dei ricambi alternativi e/o equivalenti che riporteranno giù i prezzi. E già adesso alcune assicurazioni si sono già attrezzate con programmi per la “ottimizzazione” dei prezzi dei ricambi per mantenere i propri profitti.






venerdì 14 luglio 2017

Cart2go sempre più internazionale



Un numero crescente di viaggiatori sta usando sempre più il sistema di carsharing free-floating offerto da car2go, non solo nella propria città ma anche all’estero. Nel primo trimestre del 2017, infatti, il numero dei noleggi al di fuori del Paese d’origine è cresciuto dell’80% raggiungendo un totale di 33.000 viaggi transnazionali in Europa. Questi dati dimostrano, dunque, che i viaggi car2go effettuati da stranieri, sia per motivi di lavoro che per visite turistiche, stanno diventando una fetta molto importante e consistente sul totale di noleggi realizzati.

Ad esempio in Germania, sono molti i clienti stranieri, provenienti da altri Paesi europei, che utilizzano il servizio: il numero è cresciuto, nel primo trimestre del 2017, del 79% con 19.500 noleggi. Allo stesso modo, ai tedeschi piace molto utilizzare car2go anche in altri Paesi europei, al di fuori della Germania, principalmente in Italia, Spagna, Paesi Bassi e Austria. In questo caso, il numero dei viaggi aumenta dell’80% arrivando a 13.500 corse.

“car2go è la forma di mobilità ideale per le persone che viaggiano molto” - sostiene Olivier Reppert, CEO di car2go - “Che sia per una vacanza o per un viaggio d’affari, chiunque visiti nuove città ritrova in car2go un mezzo di trasporto familiare pratico e flessibile. I nostri clienti si sentono, infatti, parte di una comunità internazionale che ama condividere l’auto anche oltre i confini della propria nazione”.

Come leader internazionale del mercato, car2go conta oltre 2.4 milioni di clienti in 26 città al mondo, con oltre 1.3 milioni di clienti solo nelle 14 località europee in cui è presente. Grazie al roaming internazionale, tutti i clienti car2go d’Europa possono utilizzare il servizio negli altri Paesi europei in cui è attivo, semplicemente accettando i termini e le condizioni locali.

mercoledì 12 luglio 2017

LIGURIA, MOLISE E VALLE D’AOSTA REGIONI CON PIÙ REATI INFORMATICI

Tra 2010 e 2015 è cresciuto del 51% il numero di crimini informatici in Italia. In rapporto alla popolazione, il fenomeno è più diffuso in Liguria mentre la Puglia è la regione con la più bassa densità di questi reati.

La Liguria, con una denuncia all’autorità giudiziaria ogni 246 abitanti, è la regione italiana con la più elevata frequenza di reati informatici, seguita da Molise (con 1 denuncia ogni 290 residenti) e Valle d’Aosta (1/294)*. È quanto emerge da un’analisi condotta da DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che con “Difesa Web” assiste in giudizio i cittadini vittime di frodi informatiche e fornisce strumenti di monitoraggio per prevenire furti d’identità e altre truffe online.

 “La nostra ricerca – spiega Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di DAS – evidenzia un fenomeno preoccupante. Nel periodo che abbiamo analizzato le denunce delle forze di polizia all’autorità giudiziaria per reati informatici sono cresciute in Italia di oltre il 51%, con un’incidenza di un reato ogni 393 abitanti. I danni economici per chi subisce questo tipo di reato possono essere rilevanti e a volte difendersi in giudizio può essere complicato e richiedere tempi lunghi. Abbiamo creato “Difesa Web”, in risposta alle due principali esigenze espresse dal mercato: da un lato l'aspetto di prevenzione e monitoraggio dei propri dati, dall'altro il supporto legale necessario in caso furto d’identità”.

Tra le regioni dove la densità di reati informatici rispetto alla popolazione è superiore alla media nazionale ci sono anche Campania, con una denuncia ogni 328 residenti, Piemonte  (1/343), Friuli Venezia Giulia (1/349), Emilia-Romagna (1/358), Toscana (1/378) e Lazio (1/386). Dallo studio di DAS emerge anche che Puglia (1 denuncia all’autorità giudiziaria ogni 503 abitanti), Sicilia (1/496) e Basilicata (1/483) sono le regioni con la più bassa frequenza di reati informatici.

DAS ha rilevato che tra il 2010 e il 2015 il numero assoluto di reati informatici è cresciuto in modo rilevante in tutte le regioni. Il fenomeno è più che raddoppiato in Friuli Venezia Giulia (+133,8%), Umbria (+102,3%) e Liguria (+101,6%) ma percentuali elevate di crescita si sono registrate anche in Molise (+99,1%), Trentino Alto Adige (+90,2%) e in misura minore in Basilicata (+69,4%). Le regioni dove il fenomeno dei reati informatici sembra essere cresciuto meno negli ultimi 5 anni sono Campania (+17,1%), Valle d’Aosta (+19,5%) e Puglia (+34,5%).

In caso di furto d’identità o utilizzo illecito da parte di terzi dei dati personali e finanziari del cliente, entrerà in gioco la copertura assicurativa di “Difesa Web”, che offre l’assistenza legale per presentare agli organi di polizia la denuncia contro il truffatore e per la ricerca di prove a propria difesa. La polizza di DAS offre anche la difesa legale per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito della violazione, intervenendo anche in caso di controversia con una banca o una società finanziaria, davanti all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), per contestare operazioni o servizi richiesti da terzi non autorizzati. Difesa Web copre tutte le spese legali nel caso la persona frodata subisca un procedimento penale per un reato commesso da altri, utilizzando il proprio nome. La polizza di DAS supporta inoltre il cliente nelle procedure di ripristino dell’onorabilità, come ad esempio la cancellazione dal registro dei protesti.



martedì 11 luglio 2017

ASSICURAZIONI NEL MONDO - MESSICO

di Nicola Odinzov

“Quando il Messico sarà una nuova repubblica l’esercito sarà sciolto, perché non servirà più” proclamava a gran voce Pancho Villa durante la rivoluzione, quella stessa rivoluzione che lo ha visto morire in un’imboscata proprio a bordo della sua auto.
In Messico, ancor oggi convivono presente e passato, ma una serie di importanti riforme strutturali in diversi settori iniziate nel 2012 hanno portato l’economia ad una crescita del 2,5% (dati OCSE 2015), con un aumento dei consumi, degli investimenti e delle esportazioni, in particolare del petrolio, riducendo anche l’inflazione e la disoccupazione, nonostante il deprezzamento del peso, mentre il livello medio di capitalizzazione delle banche (circa il 15%) è al di sopra degli standard stabiliti dal Comitato di Basilea con il “Basilea 3”, cui il Messico ha aderito.

Nella classifica dei 25 più grandi gruppi assicurativi in America Latina, l’ultima stima fatta dalla spagnola Fundación MAPFRE riferita all’anno 2015 vede al 10 posto il Gruppo messicano Nacional Provincial con circa il 2% del mercato.  Il volume dei premi del mercato assicurativo messicano ha superato i 24 milioni di dollari, con un aumento reale pari al 7,5%. Il 46,8% del mercato è rappresentato da polizze vita mentre il 53,2% da polizze non Life. Il totale dei premi assicurativi raccolto dal settore non Life è cresciuto di un 8,7%, raggiungendo i 13 milioni di dollari, ed il suo principale ramo, le polizze auto ha avuto un incremento del 8%.

L’impennata di quest’ultimo si deve essenzialmente ai provvedimenti governativi tesi a ridurre l’alto numero di incidenti automobilistici (circa 400,000 l’anno nel solo Distretto Federale), spesso causati delle cattive condizioni delle strade e dall’imperizia nella guida. Provocare un incidente stradale in Messico è un reato penale e civile piuttosto serio, e la mancanza di una polizza assicurativa può comportare il sequestro del veicolo e persino la prigione per il conducente.

Con la riforma della legge federale de Caminos, Puentes y Autotransporte, il Governo ha aumentato significativamente la responsabilità finanziaria di chi causa un sinistro e reso obbligatoria l’assicurazione per la responsabilità civile nel Distretto Federale ed in altri 13 Stati messicani. L'importo stabilito dalla legge per la responsabilità civile varia molto da Stato a Stato, passando dai 300.000 dollari del Distretto federale agli oltre 500.000 dollari in altri Stati. L'industria assicurativa messicana continua a cercare soluzioni per affrontare i nuovi limiti di responsabilità prescritti dalla legge, e diverse opzioni sono state prese in considerazione. Tuttavia, secondo la Comisión Nacional para la Protección y Defensa de los Usuarios de Servicios Financieros, solo un quinto del parco veicoli messicano ha l'assicurazione e la ragione principale di ciò è nel fatto che i messicani la vedono come una spesa inutile. Infatti, questa legge è ben lungi dall'esser interpretata come azione per promuovere la cultura della prevenzione, ma è stata considerata da molti come una misura del Governo federale a favore delle assicurazioni.

lunedì 10 luglio 2017

Le guide della SARA - Ho avuto un incidente con un auto non assicurata. Che procedure devo seguire per ottenere il giusto risarcimento?

Se il danno è causato da un veicolo non coperto da garanzia assicurativa o da mezzo non identificato o rubato, la legge prevede la possibilità di richiedere il risarcimento rivolgendosi al Fondo Vittime della Strada (Consap – Gestione F.G.V.S. Organismo di indennizzo italiano via Yser, 14 00198) e all’impresa designata.

Per ulteriori informazioni consultare il sito della CONSAP all’indirizzo www.consap.it

venerdì 7 luglio 2017

EASYCAR, premiata l'Aci

L’Automobile Club d’Italia si è aggiudicato il “Premio FORUM PA 2017: 10×10 = cento progetti per cambiare la PA” per EASYCAR, il nuovo ecosistema di servizi digitali a vantaggio di 39 milioni di automobilisti, operatori professionali ed uffici pubblici.

EASYCAR - progettato e realizzato dall’ACI in linea con le indicazioni del Codice per l'Amministrazione Digitale (CAD), dell'Agenzia per l'Italia Digitale e del Decreto Semplificazione e Sviluppo, a potenziamento delle iniziative sulla Cittadinanza Digitale - è risultato il progetto migliore tra quelli per una “Pubblica Amministrazione senza carta”.

Obiettivo prioritario: semplificare la vita agli automobilisti e a tutti i cittadini intestatari di veicoli, attraverso un sistema integrato di servizi digitali forniti online e tramite la rete territoriale che conta in Italia 106 uffici ACI PRA e 6.000 Sportelli Telematici dell’Automobilista.

Tassello principale del mosaico EASYCAR, il Certificato di Proprietà Digitale, intorno al quale si incastonano tre servizi innovativi:

-          “AvvisACI”: informazioni in tempo reale su cambi di proprietà, fermi amministrativi e radiazioni;

-          “InfoTarga”: dati tecnici e costi di gestione gratuiti, per qualunque mezzo del quale si conosca la targa, integrando, eventualmente, le informazioni con una visura a pagamento),

-          “MyCar”: certificato di proprietà digitale e archivio dei bolli pagati sempre disponibili, con possibilità di regolarizzare, in tempo reale, il pagamento delle tasse automobilistiche.

Il sistema EasyCar conta finora circa 20 milioni di Certificati di Proprietà digitali rilasciati dal 5 ottobre 2016, 12.000 automobilisti abilitati al servizio AvvisACI con 6.000 notifiche ricevute, 5 milioni di operazioni di versamento di tasse automobilistiche, 500.000 utenti registrati al sito www.aci.it, 180.000 download dell’app ACI Space e 300.000 visure online.



giovedì 6 luglio 2017

SaraLex: un nuovo prodotto di Sara Assicurazioni per la tutela degli avvocati e degli studi legali

Un nuovo programma assicurativo dedicato alla professione forense arricchisce da oggi il catalogo prodotti di Sara Assicurazioni, Compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia.
"Sara è una delle prime compagnie a fornire un pacchetto assicurativo dedicato alla professione forense e in linea con il disposto normativo "legge Orlando" in vigore dal prossimo ottobre.” dichiara Ivan Frigerio, Direttore Rami Elementari di Sara Assicurazioni -  “Con questo prodotto, siamo convinti di aver individuato una soluzione utile e pienamente soddisfacente per ottemperare agli obblighi normativi e proteggere al meglio l'attività sia del dominus che delle persone inserite nello studio".

SaraLex è un programma assicurativo articolato e completo, che riunisce in un’unica soluzione tutte le coperture assicurative necessarie a un professionista forense, dal praticante al grande studio legale.
SaraLex si caratterizza  per la completezza delle prestazioni e la modularità dell’offerta e comprende  le garanzie Responsabilità Civile, Infortuni, Incendio, Furto, Elettronica.

Tra le principali novità di SaraLex  segnaliamo:
- la possibilità di assicurare fino a 5 studi con unica polizza;
- la possibilità di assicurare, per la garanzia Infortuni, fino a 10 persone con un unico contratto;
- l’inserimento della retroattività illimitata e la possibilità di estensione a ultrattività decennale, anche a favore degli eredi;
- la copertura per fatti colposi o dolosi di collaboratori, praticanti, dipendenti e sostituti processuali;
- la copertura del cosiddetto “vincolo di solidarietà” con altri soggetti, assicurati e non.

martedì 4 luglio 2017

Nasce “In moto con Anas”, la web app per inviare segnalazioni sullo stato di manutenzione delle strade statali


È stata appena lanciata la nuova iniziativa “In moto con Anas”, un progetto sperimentale rivolto ai motociclisti che percorrono alcune delle più belle e panoramiche strade statali italiane. Strade che corrono in territori particolarmente suggestivi e che ben si prestano al mototurismo: dai valichi di montagna ai percorsi che fiancheggiano alcune delle zone naturalistiche italiane più famose, dagli itinerari affacciati sui laghi alle strade litoranee a picco sul mare.

La “web app” – sviluppata in collaborazione con il sito internet «le strade italiane più belle da percorrere in moto», attorno al quale si è sviluppata una Community di circa 50.000 appassionati delle due ruote – consente ai motociclisti di segnalare, tramite il proprio smartphone o altro dispositivo mobile, eventuali criticità riscontrate lungo i percorsi proposti dal sito internet che ricadono su strade di competenza Anas.

Le segnalazioni e i commenti dei motociclisti contribuiranno ad un migliore e più efficiente monitoraggio delle infrastrutture e una più efficace opera di manutenzione.

In questa prima fase di sperimentazione il progetto si rivolge alla community dei motociclisti. Anas propone agli appassionati delle due ruote di diventare parte attiva nel processo di monitoraggio della rete stradale, creando un dialogo diretto e continuativo che possa favorire l’immediatezza degli interventi dov’è necessario. Si tratta di un interlocutore importante per Anas, tenuto conto che in Italia il parco circolante delle due ruote è di circa 6,5 milioni di mezzi e che, tradizionalmente, chi viaggia su moto è più attento allo stato di salute delle strade.

Come funziona 
I motociclisti potranno segnalare ed inviare i loro commenti collegandosi con lo smartphone al link anas.lestradeitalianepiubelle.it, dove troveranno anche le istruzioni per installare la web app sul proprio dispositivo.

Le segnalazioni inoltrate verranno trasmesse in tempo reale al Servizio Clienti Anas, che provvederà ad attivare le opportune verifiche e programmare gli interventi.

Utilizzare la web app è semplice e intuitivo. Il motociclista potrà interagire inserendo diverse informazioni che permetteranno ad Anas di intervenire nel modo più veloce e appropriato:

• Visualizzare la propria posizione sulla mappa attivando la geo localizzazione del dispositivo in uso;

• Scegliere il tipo di segnalazione da un menu (es. oggetto o liquido su strada, manto stradale con buche, incidente, … etc);

• Scattare una foto da allegare alla segnalazione;

• Fornire dettagli sulla segnalazione;

• Fornire i propri dati per poter essere contattati;

• Dare un giudizio complessivo sulla strada, esprimendo una valutazione tra 0 e 10.

 Una volta inserita la segnalazione, il motociclista riceverà una e-mail di avvenuta ricezione e potrà verificare lo stato di avanzamento della sua richiesta fino alla risoluzione della stessa.

È anche possibile fare delle segnalazioni da qualsiasi computer tramite il sito web www.lestradeitalianepiubelle.it accedendo alla sezione dedicata alle strade Anas.

Questa iniziativa darà modo non solo di migliorare l’efficienza degli interventi di manutenzione, valorizzando pertanto il patrimonio infrastrutturale di Anas, ma consentirà inoltre di far conoscere le strade italiane più belle e suggestive da percorrere in moto.

Tutti i percorsi del progetto “In moto con Anas” sono disponibili sul sito www.lestradeitalianepiubelle.it  alla sezione “Le strade di Anas”.

lunedì 3 luglio 2017

COME RECUPERARE 4 MILIONI DI POLIZZE “DORMIENTI”


di Roberto Bagnoli

Due possibili azioni per verificare se un familiare deceduto aveva stipulato un’assicurazione sulla vita di cui non si conosceva l’esistenza: ed evitare così di perdere il diritto a incassare la prestazione dovuta. Le suggerisce l’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), che nei mesi scorsi ha condotto un’indagine conoscitiva sulle polizze vita dormienti: quelle, cioè, per le quali le imprese assicuratrici non sanno se l’assicurato è vivo e deceduto. E per le quali, in molti casi, i beneficiari non si fanno avanti perché non ne conoscono l’esistenza.

Una prima strada suggerita dall’Ivass è di rivolgersi al  servizio Ania http://www.ania.it/it/servizi/ricerca-coperture-vita.html. Attraverso le imprese associate, il Servizio fornisce ai richiedenti informazioni sull’esistenza o meno di eventuali polizze vita intestate alla persona deceduta. La richiesta  dev’essere trasmessa seguendo le istruzioni e compilando i moduli presenti nella pagina Web dedicata al servizio. Nell’indagine si verifica, fra l’altro, che il nome di chi richiede le informazioni compaia fra i beneficiari della polizza. Viene suggerito perciò di presentare tante richieste quante sono i potenziali beneficiari. Così, per esempio, se è deceduto un uomo sposato e padre di due figli, è opportuno che la domanda venga presentata sia dalla madre sia da ciascuno dei figli, in modo da ampliare il campo della ricerca.

La seconda strada, che può aggiungersi alla prima, è di rivolgersi all’intermediario, alla banca o all’impresa assicuratrice di cui si serviva il familiare, compilando un facsimile di richiesta https://www.ivass.it/consumatori/azioni-tutela/indagini-tematiche/documenti/2017 e richiedendo notizie sull’esistenza del contratto assicurativo. Per ulteriori informazioni e assistenza si può telefonare al Contact center consumatori dell’Ivass, al numero vedere 800486661, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 14.30.

Nel febbraio scorso l’Ivass ha avviato un’indagine sulle polizze vita “dormienti”, che non sono state liquidate ai beneficiari e giacciono presso le imprese assicuratrici, già prescritte o in attesa della prescrizione. Può trattarsi di polizze caso morte (che prevedono la liquidazione ai beneficiari di un capitale in un’unica soluzione nell’ipotesi di decesso dell’assicurato), e di cui gli stessi beneficiari non erano a conoscenza, oppure di polizze di risparmio arrivate a scadenza e per le quali la prestazione non è stata incassata dall’interessato. In base alla normativa i diritti derivanti dalle polizze vita si prescrivono in dieci anni: trascorso questo termine le somme confluiscono nel Fondo rapporti dormienti istituito presso la Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici).

Secondo l’Ivass, l’attuale normativa è da rivedere. “Devono essere riconosciuti i limiti dell’attuale quadro di riferimento che non agevola gli operatori nel ritrovamento dei legittimi beneficiari”, sottolinea l’Istituto, “limiti che gli interventi di vigilanza e la sensibilizzazione delle imprese e dei consumatori non possono risolvere appieno. L’unico strumento a disposizione dei cittadini per verificare l’eventuale stipula di una polizza vita da parte di un familiare deceduto è il servizio dell’Ania Ricerca coperture assicurative vita: dal lato delle imprese, inoltre, la mancanza di un accesso diretto alle anagrafi non consente un’immediata verifica dei decessi dei propri assicurati. L’Ivass ha inviato una lettera al Governo, segnalando la necessità di modifiche legislative per consentire alle imprese di assicurazione l’accesso all’istituenda Anagrafe nazionale della popolazione residente e introdurre l’obbligo della sua consultazione da parte delle imprese almeno una volta l’anno, per verificare i decessi degli assicurati e attivare il pagamento delle somme dovute”.

Il fenomeno delle polizze vita dormienti è stato richiamato nei giorni scorsi dal presidente dell’Ivass Salvatore Rossi durante la presentazione della Relazione sull’attività dell’Ivass nel 2016. L’indagine conoscitiva ha messo in luce un fenomeno di rilevanti dimensioni. Dalle prime analisi risultano quattro milioni di polizze scadute negli ultimi cinque anni e non liquidate, per le quali le imprese di assicurazione non sanno se l’assicurato è deceduto prima della scadenza contrattuale: su questi contratti, che complessivamente hanno capitali assicurati pari a circa 4 miliardi di euro, occorrono quindi ulteriori indagini per verificare se sono riferite a persone effettivamente decedute. Il 95% di queste polizze è relativo ad assicurazioni temporanee caso morte: per questa categoria, quelle potenzialmente dormienti rappresentano addirittura il 58% del totale. L’incidenza è invece più contenuta per quelle che prevedono anche prestazioni in caso di vita dell’assicurato (per esempio polizze miste e di rendita) e per i contratti di capitalizzazione.


VAI AL SITO IOMIASSICURO