lunedì 7 agosto 2017

LE ASSICURAZIONI NEL MONDO - KENYA


di Nicola Odinzov
La Banca centrale del Kenya aveva avvertito che il 2017 sarebbe stato un anno difficile e l’economia del Paese avrebbe registrato una contrazione, soprattutto a causa della siccità, della Brexit e della politica di Trump, i cui obiettivi sembrano essere più spostati verso Cina e Messico, riducendo di fatto le esportazioni dal Kenya verso gli USA, favorite inizialmente dall’eliminazione dei dazi doganali con l’African Growth and Opportunity Act. Tuttavia, negli ultimi anni la penetrazione delle compagnie di assicurazione in Kenya è in costante aumento. Come nella maggior parte dei paesi africani, anche il mercato assicurativo keniano è dominato dall'assicurazione danni. Il 41% del ramo non vita è costituito da polizze auto, il 22% da polizze salute e circa il 10% da polizze contro gli incendi. Il Paese rappresenta uno dei mercati assicurativi più sviluppati e meglio regolamentati dell'Africa, con una crescita straordinaria ed ottime prospettive a breve termine, ma è frammentato e fortemente concorrenziale.

La crescita della classe media rappresenta il potenziale per una nuova e maggior richiesta di polizze assicurative, mentre la rapida urbanizzazione, importanti progetti infrastrutturali, nuovi schemi energetici e sviluppo industriale favoriscono il fluire di capitale straniero e locale nel settore, attirati non solo dal potenziale nazionale, ma anche dalla possibilità di espandersi nel mercato africano. Secondo l'Association of Kenya Insurers, il Kenya rappresenta il 70% del mercato assicurativo orientale, che comprende anche Tanzania, Uganda, Ruanda e Burundi. Il numero dei keniani che hanno accesso ai prodotti assicurativi è in continuo aumento e William Maara, Managing Director della Barclays Life Assurance Kenya Ltd., ha dichiarato che in virtù del basso tasso di penetrazione, il settore assicurativo ha un notevole potenziale di crescita, ma Robert Kuloba, dell’Insurance Regulatory Authority del Kenya (IRA), avverte che le compagnie di assicurazioni si stanno dedicando troppo ad una sola tipologia di clienti, la classe medio-alta, mentre dovrebbero prestare attenzione anche ad agricoltori e piccoli imprenditori, attualmente lasciati fuori, i quali generano una percentuale molto importante dell'attività economica del Paese.

In Kenya L'assicurazione è regolata dalla legge n. 487 del 1984, la quale stabilisce anche i requisiti patrimoniali minimi per una compagnia di assicurazione, impone che almeno un terzo della stessa debba essere africano orientale e impedisce che una singola persona ne possieda più del 25%.
Il piano strategico dell’IRA per il periodo 2013-2018 prevede tre obiettivi: promuovere l'istruzione e la tutela dei consumatori; promuovere un'industria assicurativa competitiva e stabile; offrire ai clienti un servizio di qualità.

In Kenya è vietato guidare senza l'assicurazione di responsabilità civile per danni ai terzi e la polizia stradale è piuttosto severa al riguardo. Di conseguenza, l'assicurazione auto obbligatoria domina il settore assicurativo generale, ma ad un attento esame la redditività effettiva delle polizze auto è piuttosto bassa. Infatti si stima che più del 20% delle richieste di risarcimento sia fraudolento, spesso con la collusione tra assicurati, medici e personale delle compagnie di assicurazione stesse. Altri tipi di frodi sono messe in atto attraverso la vendita dell'auto all'estero e successiva denuncia di furto con richiesta di risarcimento. Da un sondaggio della società di revisione KPMG il costo delle frodi assicurative in campo auto polverizza circa il 25% dei premi incassati. L'IRA ha incoraggiato gli assicuratori a condividere i dati sui casi fraudolenti, ma tale politica ha incontrato solo un limitato successo.

In conclusione, il Kenya rappresenta un mercato con enormi prospettive per le compagnie di assicurazione, ma in futuro saranno cruciali nuovi afflussi di capitale al fine di sostenere la spesa necessaria per sfruttare le moderne tecnologie, rimanere competitivi e raggiungere efficacemente nuovi mercati, tra cui il l’enorme settore del basso reddito.